Ciao a tutti! Scusate se non ho pubblicato per un po' di tempo dei nuovi capitoli, sono stata impegnata con le mie one-shot! (Se volete, potete leggerle u.u)
Questo sarà un capitolo abbastanza divertente e... Channy (era scontato)!
Spero vi piaccia! :D
Sonny's POV
L'indomani mattina mi svegliai e preparai la colazione. Charlie scese dopo qualche minuto. Stava piangendo. - Tesoro, che succede? - Il mio tono di voce era uguale a quello di una madre in pensiero per la propria bambina. La presi in braccio.
- Mi fa male la testa! Forte forte! - Le asciugai le lacrime.
- Oh, tranquilla. Mettiti a letto, ti porto qualcosa di caldo, che ne dici di un tè? - Annuì. La portai in camera sua e incontrammo Chad. - Che c'è? - notò gli occhi rossi di Charlotte. Aww, che bravo fratellone.
- La tua piccola sorellina ha un forte mal di testa. Le preparo qualcosa di caldo per portargliela a letto, tu va' a mangiare, è tutto pronto. - Si mise una mano sulla testa aggiungendo un tono drammatico. - Oh, credo di avere il mal di testa pure io, perché non ti prendi cura pure di me? - Sospirai.
- Sta' zitto e vai a mangiare. - Scoppiò a ridere e iniziò il suo cammino verso la cucina.
- Aspetta un momento. - urlai dietro di lui.
- Cosa? -
- Visto che tua sorella è fuori gioco, dopo dovrai aiutarmi tu! - mi fissò. - Per cosa? -
- Vedrai. - portai Charlie nella sua stanza, lasciando Chad canticchiare una musichetta inquietante, legata alla mia precedente affermazione.
Dopo circa venti minuti, andai in soggiorno, dove Chad stava giocando con il cellulare, disteso sul divano. Glielo presi dalle mani. - Hey! - esclamò. Posai il suo telefono sul tavolo. Estrassi un foglietto dalle mani e glielo diedi. - Cos'è? - si mise in posizione seduta e mi fissò quasi impaurito.
- Questo è il 5° giorno che sono qui e nessuno ha ancora fatto le pulizie. Quindi, oggi, ci occuperemo dei lavori domestici. -
- Eh? -
Chad's POV
Lavori domestici? E' impazzita? Scoppiai a ridere.
- Non farò lavori di casa nemmeno pagato! -
Mi guardò con i suoi stupidissimi adorabili occhi da cucciolo. Dannazione! Come resisterle?
- Daaaai! [A/N: dai = come on :)]- mi guardò dritto negli occhi. Non potevo fuggire.
- D'accordo! - risposi ormai messo sotto pressione.
- Vedrai che ci divertiremo! -
- Scusa, qual è la tua idea di divertimento? -
Rise. - Io sono una comica, devo trovare sempre il lato divertente di ogni cosa! - disse enfatizzando il sempre. Sorrisi alla sua risposta pronta e assurdamente logica.
- Da dove iniziamo? - Osservai la lista.
- Dai piatti! - Non capisco perché tutta questa eccitazione.
- In effetti non ce ne sarebbe stato bisogno se ieri sera avessimo usato quelli di carta. - replicai. Sbuffò. [A/N: past form of "sbuffare" = "to snort". So, she snorted. xD]
- Questo è il ringraziamento per averti fatto mangiare meglio! - rispose con la sua solita prontezza.
Andammo in cucina. Si fermò e iniziò ad osservarmi.
- Così ti sporcherai, metti un grembiule! -
- Un che? - Sospirò e mi infilò un orribile grembiule da cucina.
- Non voglio mettere un grembiule! - cominciai a toglierlo, ma mi guardò, ancora, con gli occhi da cucciolo.
- Va bene, lo lascio. - Tanto nessuno lo verrà a sapere, pensai.
- Dì "cheese"! - Avevo pensato male. Mi scattò una foto con una macchina fotografica di cui ignoravo la provenienza.
- CHE FAI? - urlai arrabbiato.
- Immortalo un momento indimenticabile e terribilmente divertente. - lei rise, con la sua contagiosissima risata. - Non ti preoccupare, non la manderò a Tween Weekly. - continuò. Menomale!
Iniziò con le istruzioni. - Io lavo, tu asciughi. - Mi porse un asciugamano e mise un prodotto per lavare i piatti su una spugnetta.
Finimmo in poco tempo, usando comunque molta cautela. Per fortuna, infatti, tutto rimase intatto. Credevo di aver portato degli enormi massi per 200 km, non avevo mai fatto nessun tipo di lavoro di casa.
- Brava, Sonny. Almeno c'è qualcosa che sai fare. - Adoro provocarla. Ma stavolta, fui punito. Prese della schiuma dal lavandino e me la mise sui capelli, i miei capelli!
- Questo non dovevi farlo! - Assunsi un'espressione cattiva. Aprii il rubinetto e le schizzai dell'acqua come vendetta.
Mi ricoprì di schiuma. Rideva come una bambina.
Mi venne una geniale idea; gettai le braccia attorno a lei e la strinsi forte. Mi allontanai dopo qualche secondo. Era piena di schiuma anche lei. - Adesso siamo pari! -
Scioccata, si guardò un attimo. - CHAD! - iniziai a correre inseguito dalla brunetta. - Corri fin quando puoi! -
Andai in soggiorno e mi nascosi dietro il divano. Sentì i suoi passi nella stanza, respirava a fatica per la corsa.
- Chad, dove sei? - strillò ancora.
Camminò in giro per la stanza e si avvicinò al punto in cui ero nascosto.
Le comparsi alle spalle e l'afferrai dalla vita. - Lasciami! - cercò di liberarsi, ma la gettai sul divano. Iniziai così a farle il solletico. - Non - iniziò una frase tra le risate. - è - continuò. - giusto! - finì. La solleticai più forte. Continuai fino a quando non implorò: - Basta! - però, terminai dopo quasi un minuto.
Respirò profondamente, cercando di riprendersi. Si mise seduta.
- E adesso? - chiesi.
- Si passa l'aspirapolvere! - Misi la testa tra le mani.
Quando finirà questa tortura?
