Ringrazio tutte le persone che leggono le mie storie … buona lettura!
Sanae78
Dodici anni
di Sanae78
Capitolo 24
La speranza nel futuro
Chissà come sta Jun?
Vorrei tanto vederlo.
Yayoi era seduta una sedia, vicino alla camera, dov' era stato ricoverato Jun, dopo che era svenuto in campo.
Jun si era appoggiato a lei, mettendole un braccio sulle spalle, stavano tornando insieme verso la panchina, quando all' improvviso lui aveva perso i sensi.
La partita si era conclusa con la vittoria della Nankatsu e Jun era riuscito a resistere fino all' ultimo.
Durante l' incontro era emersa la triste realtà della sua esistenza ed ormai tutti sapevano che il principe del calcio era malato.
"Dove sono?"
Lentamente Jun aveva aperto gli occhi, riconoscendo i volti familiari di suo padre e di suo padre.
"Papà, mamma, dove sono?"
Aveva cercato di tirarsi su, ma sua madre gliel' aveva impedito: "Ti prego Jun, rimani sdraiato."
Sua madre aveva gli occhi rossi, doveva aver pianto tanto.
La signora Misugi era continuamente in ansia per le condizioni di salute e, durante quella semifinale, aveva temuto di perderlo per sempre.
"Dove sono gli altri?"
"I tuoi compagni stanno aspettando qui fuori. Sono venuti tutti in ospedale per vedere come stavi."
Gli aveva risposto suo padre, l' uomo era l' unico che aveva compreso la sua decisione di giocare tutta la partita e l' aveva appoggiato.
"Ricordo solo che ero con Yayoi …"
Non faceva altro che pensare a Yayoi, la dolce Yayoi che voleva che vincesse quella partita.
Per aiutarlo era perfino arrivata a domandare a Tsubasa di lasciarlo vincere e lui le aveva dato uno schiaffo.
Era così pentito di averlo fatto, ma in quel momento si era sentito tradito ed ancora una volta prigioniero del suo cuore.
Era arrabbiato, perché non avrebbe più potuto giocare a calcio e questa cosa stava diventando insopportabile per lui.
Tuttavia battersi con Tsubasa gli aveva ridato la speranza, la speranza che prima o poi anche lui sarebbe tornato a giocare e forse, in un futuro, sarebbe diventato un calciatore professionista.
Non doveva arrendersi, ma combattere.
"Voglio vedere Yayoi! Chiamatela per favore!"
"Va bene Jun!"
Suo padre era uscito dalla porta e Yayoi gli era subito corsa incontro: "Signor Misugi, come sta Jun?"
"Sta meglio cara! Si è svegliato e vorrebbe vederti."
"Vuole vedermi?"
"Si, Per favore vieni con me."
"Ciao Yayoi!"
"Ciao capitano!"
Una nuova luce brillava negli occhi di Jun e non sembrava uno che aveva appena perso la partita più importante di tutta la sua vita.
"Mamma, papà, per favore uscite! Voglio restare solo con Yayoi!"
"Andiamo a prenderci un caffè cara!"
"Va bene!"
"Avvicinati Yayoi!"
Yayoi non sapeva cos' aspettarsi, perché non avevano ancora avuto modo di chiarirsi con lui.
"Dimmi Jun."
La ragazzina teneva lo sguardo basso e si sentiva in imbarazzo.
"Scusami se ti ho schiaffeggiata Yayoi! In quel momento ero arrabbiato, ma non con te."
Yayoi aveva rialzato gli occhi ed i loro sguardi si erano incontrati: "L' avevo capito, ma so di aver tradito la tua fiducia rivelando il tuo segreto a Tsubasa e per questo ti chiedo scusa."
"Lo hai fatto perché volevi che fossi felice e pensavi che questa sarebbe stata l' ultima partita che avrei giocato."
"Che vuoi dire Jun?"
"Giocare con Tsubasa mi ha permesso di sperare nel futuro. Non voglio arrendermi, mi curerò e, se sarà necessario, mi sottoporrò a qualche intervento … Yayoi voglio tornare a giocare, non voglio rinunciare al calcio!"
Era andato tutto bene e Yayoi si era sentiva sollevata.
Si era avvicinata a lui e gli aveva preso una mano: "Si, tu tornerai. Ed io ti aiuterò a realizzare questo sogno!"
Ancora una volta Yayoi gli aveva sorriso e lui aveva avuto la certezza che ce l' avrebbe fatta: "Grazie Yayoi!"
Continua …
Disclaimer
I personaggi presenti in questa storia appartengono a Yoichi Takahashi.
