Capitolo 15.

Quantico, Virginia
Scrutava dalla finestra, aspettando di vedere Hope partire con la sua macchina. L'ultima cosa che voleva era farsi beccare dalla cugina mentre scendeva per andare da Derek. Dopo tutte quelle menate che si erano scambiate sul giusto equilibrio fra agire di impulso e pensare alle conseguenze, sarebbe stato imbarazzante dover ammettere che stava per cedere ai suoi istinti. Fragolina parlava bene visto che aveva quella sorta di storiella romantica con il dottorino dall'aria imbranata, mentre lei aveva tutto un altro tipo di situazione con il bello e aitante vicino di casa.
Già solo il fatto di vederlo spesso fare i lavoretti di fai da te senza la maglietta risvegliava i suoi ormoni, per non parlare del fatto che per Derek provava una forte attrazione non solo sessuale. Scosse la testa spazientita, da quando cercava di giustificarsi con se stessa? Trovava quel ragazzo molto attraente e, da quello che era successo prima dell'interruzione della piccola cuginetta, era propensa a credere che la cosa fosse ricambiata. Un sorriso furbo le arricciò gli angoli della bocca, mentre con una mano salutava Hope che finalmente saliva in macchina.
Aveva percepito chiaramente qualcosa "risvegliarsi" nei pantaloni di lui mentre erano avvinghiati sul pavimento della cucina. Decisamente anche biscottino la trovava quanto meno appetibile dal punto di vista meramente sessuale. Come vide l'auto sparire dal suo campo visivo, si precipitò in camera da letto ed aprì il cassetto del comodino così forte che lo sfilò dal mobile. Imprecò sottovoce, mentre cercava sul pavimento quello che aveva avuto intenzione di prendere.
Vista la scarsità della sua vita sociale era sicura che fossero ancora al loro posto ed infatti, dopo una più accurata ricerca fra fazzolettini e foglietti vari, trovò i preservativi che le aveva regalato quasi per scherzo la sua vecchia coinquilina pochi giorni prima che traslocasse. Aprì la scatola con mani tremanti e ne afferrò un paio, voleva essere preparata nel caso che le cose andassero così bene da portare tutti e due a chiedere un bis.
Corse alla porta, pronta a precipitarsi giù dalle scale, ma urtò contro qualcosa di solido e sentì due mani forti afferrarla per le braccia. Il suo vicino non aveva aspettato che lei scendesse, probabile che fosse anche lui dietro le tende di casa ad osservare la situazione per avere il via libera. Rimase un momento a guardarsi, come se non sapessero bene da dove ricominciare. Derek fece un passo avanti e chiuse la porta con un calcio senza lasciarle andare le braccia.
- Volevo assicurarmi che tu non avessi cambiato idea – la osservava attentamente come alla ricerca di una titubanza.
- Non direi proprio – ribatté Fanny tirando fuori i preservativi dalla tasca posteriore dei jeans – Tu hai cambiato idea?
Il ragazzo moro le regalò un sorriso malizioso, mentre le sue mani abbondonavano le braccia di lei per scendere sicure sui fianchi e tirarsela vicino. Indugiarono ancora un attimo, le labbra ormai vicinissime, e poi si abbandonarono completamente a quella passione che cercavano disperatamente di trattenere da due settimane.

Era ormai pomeriggio inoltrato mentre i due osservavano il soffitto, uno vicino all'altra, senza quasi sfiorarsi. Ansimavano entrambi ed erano ricoperti da un sottile strato di sudore, mentre Fanny cercava di scostare i capelli ormai bagnati dal viso. Non avevano più parlato dal primo bacio che si erano scambiati, come timorosi di quello che sarebbe uscito da quella chiacchierata che ormai non era più rimandabile.
- Fanny – cominciò Derek cercando le parole – Io non sono bravo in queste cose, non ho mai avuto una relazione… voglio dire, di solito dopo…
- Ti sbrighi a cacciarle via dal tuo letto. Qui parti svantaggiato, biscottino, il letto e mio – si guardarono prima di ridere entrambi – Neanch'io sono questo granché con le relazioni. Finisco sempre con il rovinare tutto.
- Gelosia? – chiese il ragazzo girandosi verso di lei e tirandosi su con un gomito – Quella potrebbe essere un problema.
- No, non è gelosia – la ragazza corrugò la fronte – Immagino che tu non mi possa garantire un rapporto monogamo e, sinceramente, questo potrebbe essere un problema. Di solito rovino le mie storie perché… non dedico al mio ragazzo il tempo di cui necessita. Sai fra il lavoro e il resto…
- Ehi rossa – la costrinse a voltarsi con una pressione del dito sulla mascella – Tu cosa vorresti esattamente?
La ragazza parve rifletterci su mentre tornava a percorrere i pettorali di lui con una mano. Decisamente avevano gradito entrambi quel fuori programma, specialmente il bis. Ma ora si trovava a fare i conti con la parte razionale che cercava sempre di sopprimere, non sapeva neanche lei cosa voleva o almeno non sapeva come esternare quello che sentiva. Decise che la cosa migliore era parlarne insieme.
- Io sto bene con te e non voglio che diventiamo due estranei – andò avanti, incoraggiata dall'annuire convinto di lui – Però non voglio neanche assistere ad una sfilza di donne che entrano ed escono dal tuo appartamento. Non voglio che tu ti senta intrappolato in una relazione seria, però non voglio essere neanche una delle tante.
- Questo mi sembra giusto – ammise lui storcendo le labbra – Io però non voglio neanche che tu… lascia stare.
Fanny si tirò su a sedere e lo scrutò attentamente. Non andava bene se lui non si sentiva libero di condividere con lei cosa gli frullava in testa.
- Non cominciamo a giocare, anche perché io in queste cose non sono brava – gli disse con piglio deciso – Niente cominciare le frasi e poi chiuderle con un "lascia stare". Io non leggo nel pensiero e quindi se vuoi dirmi qualcosa devi usare le parole.
- Non voglio che tu cominci a gestirmi la vita, oppure doverti rendere conto di ogni mio minimo spostamento – ora sembrava alterato – Non sono pronto a questo genere di cose, non credo di esserci neanche tagliato.
- Ehi biscottino – lei gli si fece più vicino e gli prese il viso fra le mani – Quello è anche un mio problema, almeno sappiamo quello che non vogliamo.
A quell'affermazione il ragazzo sembrò calmarsi e le passo una mano intorno alla vita. Tornarono a guardarsi intensamente ancora per un attimo, prima di tornare a baciarsi con foga quasi selvaggia. Ovviamente l'intesa sessuale non era una cosa di cui avrebbero dovuto preoccuparsi.
- Non dovevamo parlare? – riuscì a chiedere Fanny, mentre annaspava in quei baci.
- Abbiamo un sacco di tempo – Derek la costrinse a sdraiarsi di nuovo e ricominciarono ancora.

Dopo una doccia veloce lui si era rimesso i jeans, mentre Fanny girava per casa con solo un asciugamano stretto intorno al petto. Erano seduti in cucina a bere una birra, mentre la ragazza prendeva appunti.
- Allora – cominciò schiarendosi la voce – Siamo arrivati alle seguenti regole. Nessun'altra persona da nessuna delle due parti; niente intromissioni nella vita dell'altro se non espressamente richieste e nei limiti che ci siamo posti finora; niente scenate di gelosia; non dobbiamo rendere conto dei nostri spostamenti o di quello che facciamo quando non siamo insieme… altro?
- Sembra un contratto legale – Derek si accigliò mentre beveva dalla bottiglia – Direi di non porci regole, di vedere come va avanti senza mettere troppi paletti. Cerchiamo di comportarci da persone adulte.
- Guarda che la maggior parte sono cose che hai detto tu, biscottino. Io cerco solo di non contraddire un agente federale… potresti tornarmi utile un giorno… sai che prendo un sacco di multe? – gli fece l'occhiolino, divertita.
- Allora hai sbagliato persona… dovevi fare sesso con un poliziotto della stradale – allungò una mano e le sfiorò il naso.
- Non credo che siano altrettanto bravi nei lavoretti di casa – un sorriso malizioso le illuminò gli occhi.
Derek buttò la testa indietro e scoppiò a ridere. Decisamente non la stavano prendendo molto sul serio quella faccenda, ma la cosa lo rincuorava non poco. Per lui era difficile immaginare di poter gestire una storia senza quella complicità che sembrava essersi creata fra loro fin dal primo momento e pensare che stava per buttare tutto alle ortiche quando aveva cercato di evitarla dopo il momento di imbarazzo dopo il barbecue. Un pensiero si fece largo nella sua mente.
- Come dobbiamo comportarci con Hope e Reid?
- Cioè?
- Tua cugina ne è al corrente? – chiese lui tornando sulla difensiva.
- Figurati! Sai le prediche che mi farebbe sul fatto che ci conosciamo appena – sbuffò divertita all'idea di sua cugina che arrossiva come un peperone – No, da me non lo saprà di sicuro.
- Ti da fastidio se lo teniamo per noi?
- Credo che sia la soluzione migliore, ma credi che il tuo collega non se ne accorgerà? – Fanny lo scrutò sospettosa – Hai detto che siete profiler, potrebbe intuirlo.
- Reid? Na, figurati. Quando è uscita fuori la storia di Garcia e Kevin gliel'ho dovuto spiegare, non capiva le allusioni di JJ.
- Kevin? JJ? – lo guardò dubbiosa – No, non dirmi niente. Non sono affari miei.
- Smettila! Possiamo parlare dei miei colleghi senza che tu ti senta come se avessi infranto quelle stupide regole – si alzò deciso – Se vuoi di sotto ho delle foto, così riesci a capire di chi stiamo parlando.
- Mi devo vestire e poi devo preparare la cena. Se ti fermi, mi puoi raccontare questa storia.
- Vado a prendere le foto e torno – gli rispose con un sorriso.
Mentre scendeva le scale si disse che non era poi così difficile avere qualcuno nella propria vita.

Continua…