Ed ecco che, finalmente, abbiamo anche le sensazioni di Lily. Pensieri confusi e disperati, o almeno credo… Spero di aver fatto passare il messaggio.
In ogni caso, non è assolutamente finita qui.
Ringrazio chi mi segue/preferisce/ricorda e anche chi ha speso un po' del suo tempo per lasciarmi un commento =)
Buona lettura! =)
"Il mio bambino"
Severus osservava Lily dormire, accarezzandole i capelli. Albus gli aveva detto che non c'erano stati danni permanenti e che Lily sarebbe stata bene: non doveva esagerare nell'assumere pozioni e nel subire incantesimi, ma col tempo si sarebbe risolto tutto. Almeno sul piano fisico.
Sospirò.
Durante la notte aveva riflettuto. Aveva fatto apparire una brandina nella sua stanza, sistemandosi vicino a Lily, in modo da esserle accanto se fosse successo qualcosa. Non era riuscito a dormire, ma aveva pensato.
Le parole di Albus Silente erano vere. Lui avrebbe dovuto domare la sua rabbia, perché non era di alcuna utilità a Lily. Doveva starle vicino e doveva portarla ad Hogwarts: il castello era il posto più sicuro, per il momento.
Poi, una volta che le prime luci dell'alba avevano fatto capolino dalle ante della finestra, preso atto che non si sarebbe addormentato né ora né mai, si era alzato, vestendosi velocemente e sedendosi accanto a Lily. Continuava ad accarezzarle i capelli, sperando di non disturbare il suo sogno senza sogni e, nel frattempo, sperando anche che alla donna arrivasse il messaggio: "Sono qui, sono qui per te".
Lily aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu il volto di Severus, che sorrideva dolcemente. Sentì la sua mano fra i capelli e per il primo, interminabile, secondo si sentì in pace con il mondo.
"Buongiorno… Come stai?" chiese lui, mentre lei si accomodava meglio e si sedeva fra i cuscini.
Poi, i ricordi.
Stranamente non sentì male alla testa, né le colò il sangue dal naso. Ma il dolore le prese il petto, la rabbia le invase ogni organo e sembrò esplodere. Gli oggetti sparsi per la camera iniziarono a tremare; la luce, che era accesa grazie alla corrente, dato che la casa era babbana, si abbassò per qualche secondo. Infine tutto tornò alla normalità, mentre Lily ricordava l'ultimo particolare.
Occhi. Occhi grandi, verdi. I suoi occhi nel volto di un bambino, il mio bambino, il mio bambino, ma no, il bambino di James.
Le lacrime avevano iniziato a colarle lungo il viso. Severus le carezzava il braccio, con gli occhi pieni di compassione, comprensione e dolcezza. Lily gli si buttò letteralmente fra le braccia, scoppiando in un pianto disperato.
Il mio bambino, il mio bambino, no, il bambino di James… Ma i suoi occhi…
I suoi occhi erano uguali a quelli di Lily, verdi e grandi ed innocenti e non importava che la sua faccia fosse quella di James, non importava… Era un bambino, e lei l'aveva lasciato morire, fredda, distante, e l'ho lasciato morire, davanti ai miei occhi, ai suoi occhi, verdi, verdi, verdi…
Non amava quel bambino. Odiava James per ciò che le aveva fatto, odiava Alice e odiava gli altri per non essersi accorti di nulla, ma quel bambino, il mio bambino, aveva i suoi occhi, i miei occhi, e lei si era spostata, e l'aveva lasciato morire, e ho ucciso il mio bambino, ho lasciato che lo uccidessero davanti a me, sono un'assassina, un'assassina…
Vedeva il lampo verde, Lily, lo vedeva passarle accanto e spegnere quel pianto, e lo sentiva, Lily, lo sentiva il pianto del bambino, il bambino…
Harry.
Un nome che non aveva scelto, un nome che odiava, un nome che lo rendeva comunque reale, e il mio bambino, il mio bambino, e si chiamava Harry, Harry era il nome del mio bambino, e i suoi occhi, gli occhi di Harry erano i miei occhi, il mio bambino, il mio bambino.
Lo odiava, il suo bambino. Lo odiava, Harry, lo odiava come James, che l'aveva costretta, che non le aveva lasciato scelta, ma il mio bambino, il mio bambino.
Per il primo non ci aveva neanche pensato. Il primo era solo un fagiolo nella sua pancia, e lei non lo voleva, non lo voleva, ma Harry era reale, reale, così reale che aveva i suoi occhi, e il mio bambino, il mio bambino.
Non se lo perdonava, Lily. Era stata confusa, in quel momento, la verità le era appena crollata addosso, la sua testa era pesante e il sangue le usciva dal naso e lei pensava alla sua libertà, la libertà, e sentiva piangere il bambino ma c'era James nel bambino e morire per cosa, per cosa. Però Harry era il nome del suo bambino e Harry aveva i suoi occhi ma lei non lo conosceva, non lo conosceva e non l'aveva mai tenuto davvero in braccio e quindi morire per cosa, per cosa. James era il bambino e il bambino era di James e quindi morire per cosa, per cosa. Ma era anche un innocente il suo bambino, il mio bambino, Harry, e aveva i suoi occhi, Harry, Harry, ma lei non l'aveva mai conosciuto davvero, lei non ne aveva memoria se non in quell'attimo in cui l'aveva posato e aveva visto i suoi occhi, i miei occhi, ma la confusione regnava sovrana e doveva scegliere fra la vita e la libertà oppure morire per cosa, per cosa.
Severus continuò a stringerla a sé e le lacrime di Lily sembravano non avere fine. Piangeva, Lily, piangeva ricordando il bambino che non aveva mai voluto e che non aveva mai conosciuto davvero; piangeva, Lily, piangeva perché si sentiva in colpa ma Severus la teneva fra le braccia, Lily, e Lily se ne accorse, e capì che lui non la giudicava.
Dopo parecchio tempo, i singhiozzi si spensero. Era esausta.
"Lily…" iniziò Severus, non sapendo se fosse il momento giusto per parlare "Silente dice che è meglio se andiamo ad Hogwarts. Io sono un insegnante, ho dei doveri, anche se mi ridurrà i compiti, così… Così posso stare più tempo con te, se vuoi. Ma Hogwarts è l'unico posto sicuro, ora, e le persone che ti conoscono ti cercheranno sicuramente e così…"
Si sentiva stupido a parlare di quelle cose, dopo aver assistito ad un pianto così straziante.
Lily, tuttavia, si era ricomposta. Aveva cacciato il suo dolore in fondo al cuore, aspettando la prossima occasione per misurarcisi, e aveva annullato persino la rabbia. Aveva ascoltato le parole di Severus senza un reale interesse, preoccupandosi più di come risuonavano strane attraverso il suo torace, ma alla fine aveva alzato la testa e aveva annuito.
Sentiva il bisogno di una doccia, di vestiti nuovi. Sentiva il bisogno di dormire ancora e un gorgoglio strano, dalle parti dello stomaco, l'avvertì che doveva mangiare qualcosa.
Severus sospirò, sciogliendo l'abbraccio e scostandole i capelli dal viso. Doveva essere forte, per lei.
"Lily, partiamo subito? Puoi materializzarti con me; avvertirò Albus e ci aprirà un varco. Poi potrai farti portare del cibo dagli Elfi e dei vestiti e farti una doccia, se credi…"
Lily annuì di nuovo e tentò di alzarsi in piedi. Ebbe un capogiro – molto diverso dal mal di testa opprimente della sua vita prima – e rischiò di cadere, ma Severus la sorresse. L'uomo mosse la bacchetta e una figura argentea uscì dalla finestra. I due rimasero in piedi, con Severus che teneva Lily per la braccia perché non cadesse, fino a che una piuma rossa comparve nell'aria, davanti a loro, in un lampo di fuoco.
Si smaterializzarono.
