Ed ecco che aggiorno anche questa storia =)

Ringrazio chi ha messo nelle seguite/preferite/ricordate e chi commenta =) spero di avervi fatto ricredere rispetto all'inizio traumatico… Vedremo XD

Buona lettura =)


Morire per cosa?

Lily osservò gli occhi neri di Severus, cercando di lasciarsi andare.

"Sev…" disse, prima di rompere gli argini e far sì che le emozioni fluissero "Mi starai ad ascoltare? Mi starai accanto?"

"Sempre, Lily." rispose lui, allungando una mano per sfiorarle la guancia.

Lily chiuse gli occhi e le prime lacrime scivolarono fuori.

"Io… Sono un'assassina." disse, e la voce si spezzò sull'ultima parola "Ho lasciato che uccidesse… Che uccidesse…"

I singhiozzi erano diventati troppi: Lily si coprì il volto con le mani, incapace di trattenersi. La verità era tornata di nuovo, prepotente: aveva lasciato che uccidessero suo figlio; anzi, l'aveva permesso. Era il figlio di James, si ripeteva, cercando di convincersene, ma c'erano quegli occhi… I miei occhi…

Severus si avvicinò e la strinse fra le braccia. Mentre lei faceva la doccia, aveva riflettuto. Aveva pensato al pianto di quella mattina ed era giunto alla conclusione che piangesse per il bambino. Albus l'aveva avvertito, ma era stato anche lui stesso a capirlo: la Lily che conosceva si era sempre battuta per i più deboli e gli innocenti; sapere di aver consentito l'omicidio di un bambino la stava distruggendo dentro. Anche se non lo amava.

Ed era quello, il punto, alla fine… Lei non amava Harry, né l'aveva mai fatto: sin dal primo gesto di rifiuto, quello che aveva visto nei suoi ricordi, quando aveva cercato di spingerlo via, lontano, Severus aveva capito che lei considerava il bambino solo come il figlio di James, del mostro che l'aveva costretta a una vita che non voleva. Però era un bambino. Innocente.

"Lily, non pensarlo neanche per un momento." disse, sovrastando i singhiozzi "Tu non sei un'assassina. Cos'avresti potuto fare?"

Ecco, questa era proprio una bella domanda. Cos'avrebbe potuto fare, Lily?

Morire? Morire per cosa.

Morire per chi.

Morire per Harry?

Il suo bambino… Il bambino che non aveva mai amato.

"Io avrei potuto… Potuto… Combattere, cercare…"

"E cosa avresti ottenuto, Lily? Sareste solo morti in due."

Una delle doti che aveva sempre apprezzato in Severus era la sua qualità di riuscire ad esprimere concetti complicati in parole semplici. Lui esponeva i fatti e non si abbandonava in congetture: così facendo, schematizzava le cose e le riduceva ai minimi termini.

Quindi, che alternative aveva avuto Lily? Era senza bacchetta. Non sarebbe mai riuscita a sconfiggere Voldemort. Sarebbe stata capace solo di morire. Ma morire per cosa?

"E se… Se fossi morta al posto di Harry, se… Se solo avessi trovato il coraggio… Se fossi… Se fossi…"

"Lily." disse Severus, scostandosi da lei. Le prese il viso fra le mani e le fece alzare lo sguardo, finché i loro occhi non s'incontrarono. "Io ho visto i tuoi ricordi. Da quello che ho visto, tu odiavi quel bambino, non lo potevi neppure vedere. Lo consideravi il simbolo della costrizione di Potter, o sbaglio?"

Lily cercò di concentrarsi sul viso di Severus, per calmarsi. Quando riuscì a frenare le lacrime, rifletté sulla domanda dell'uomo. Prima di vedere gli occhi di Harry, cosa provava nei suoi confronti?

Odio. Solo puro e semplice odio. Non era in grado di vederlo come una creatura innocente, non finché James continuava a tenerla oppressa. Lo odiava, con tutta se stessa.

"Sì…" sussurrò, non capendo cosa volesse dire Severus.

Sì, lei odiava Harry, ma ciò non toglieva che rimanesse pur sempre un bambino. Il mio bambino, il mio bambino… Ora che era in grado di ragionare nuovamente, poteva vedere l'innocenza di Harry. L'aveva vista, negli occhi così simili ai suoi…

"E allora non avresti potuto mai morire per lui. Tu non lo amavi abbastanza, Lily: il tuo sacrificio sarebbe stato vano, sareste solo morti in due."

Morire per cosa?

Nulla, assolutamente nulla. Severus aveva ragione: non aveva avuto alcuna alternativa.

"Non potevi salvarlo: hai potuto solo salvare te stessa."

E così, le lacrime ripresero a sgorgare dagli occhi di Lily, ma non era solo dolore: era anche gratitudine, gratitudine per Severus, il mio migliore amico, che, ancora una volta, era stato in grado di capire l'essenza delle cose.

Per cosa sarebbe morta, Lily, se non era in grado di salvare Harry? Non l'aveva amato abbastanza e i pochi istanti in cui aveva avuto il potere di scegliere non sarebbero mai stati in grado di far valere il suo sacrificio. Sarebbero solo morti in due.

Morire per cosa?

Lily non aveva scelto di non morire. Lily aveva scelto di salvarsi, di darsi una possibilità, a fronte di una morte comunque inevitabile. Era morto solo Harry, sarebbe potuta morire anche lei: salvare entrambi no, salvare solo lui no. Aveva preso l'unica decisione possibile, l'unica sensata.

Morire per cosa?

Morire non avrebbe avuto alcun senso. Salvarsi, sì. Anche con quel peso sul cuore, che si sarebbe portata a vita, Lily poteva ricominciare a vivere, una vita finalmente sua.

Non avrebbe potuto fare altrimenti.

Così, mentre Lily cominciava di nuovo a piangere e Severus di nuovo la stringeva a sé, lei iniziava anche a perdonarsi. Non a dimenticare, non a non soffrire: a perdonarsi.

Non avrei potuto fare altrimenti.

Harry era lì, la guardava, e aveva i suoi occhi – i miei occhi, i miei occhi – ma Lily, ora, poteva scegliere se morire con lui o sopravvivere. Di salvarlo, nessuna possibilità. E, quindi, aveva preso l'unica decisione possibile.

Morire per cosa?

Morire solo per non vivere.

Il senso di colpa del sopravvissuto, il suo senso di giustizia, l'innocenza rubata allo sguardo di un bambino. Ma la sua vita, la sua vita, e morire per cosa, per cosa… Per nulla.

E allora aveva deciso di vivere, Lily. Aveva deciso di vivere e l'avrebbe fatto mille altre volte.

"Grazie." disse, fra un singhiozzo e l'altro, stringendosi sempre di più a Severus "Grazie."

Lui le lasciò un leggero bacio fra i capelli, continuando a carezzarle la schiena e a starle accanto.

L'unico suo pensiero era per lei, per i suoi sentimenti, perché ne uscisse indenne, non senza cicatrici, ma libera.

Viva.