Breve capitolo di passaggio, tanto per sottolineare che gli amici di Lily sono preoccupati per lei.
Spezza un po' il tono drammatico della fic, no?
Beh, come al solito, ringrazio chi segue, legge e chi trova il tempo di lasciarmi un commentino.
Buona lettura!
Dov'è Lily?
Alice Paciock batteva il piede nervosamente sul pavimento, aspettando che il preside tornasse da chissà dove.
La sera prima lui aveva dato l'allarme: lei e altri, fra cui Frank, Sirius e Remus, si erano precipitati a casa Potter. Avevano trovato James e Harry, morti. Nessuna traccia di Lily, invece.
Così, dopo aver disposto velocemente dei morti, mentre alcuni di loro rimanevano a controllare la casa, gli altri erano andati al quartier generale dell'ordine: niente, nonostante il passaparola, nessuno sembrava aver visto Lily. E Silente era irreperibile.
Era per questo che Alice, in quel momento, si trovava nell'ufficio del preside, assieme a Frank, Sirius e Remus. Quando Albus Silente entrò, rimase per un secondo sconcertato; poi, l'espressione preoccupata, si andò a sedere dietro la scrivania, congiungendo le mani.
"Lily non si trova." esclamò Alice, la rabbia e il nervosismo che trasparivano dalla voce "Deve fare qualcosa."
Silente sospirò.
"Lily sta benissimo." disse.
Una strana luce si accese negli occhi di Remus, a quelle parole.
Alice sbatté i palmi delle mani sulla scrivania.
"Non può stare bene!" esclamò, non riuscendo a trattenersi "Suo marito e suo figlio sono morti e, come se non bastasse, lei aveva già dei disturbi da prima! Era depressa, persa nel suo mondo… Ha bisogno di qualcuno che l'accudisca!"
Il preside alzò lo sguardo, fissando intensamente Alice negli occhi, che iniziò a sentirsi un po' a disagio.
"Ripeto: Lily sta benissimo. Non è sola, c'è chi si prende cura di lei."
Sirius si alzò, rovesciando la sedia sulla quale si era seduto.
"Dov'è, Albus? Non puoi non dircelo. Siamo suoi amici."
"I suoi migliori amici." gli diede man forte Alice.
"Lei non vuole che velo dica. Non vuole essere trovata da voi."
Seguì un minuto di silenzio.
"Questo non è possibile!" esclamò Alice.
"Dev'essere stata incantata!" le diede man forte Sirius.
"Professor Silente, Lily non sta bene, gliel'abbiam detto. Anche se dice certe cose…" disse Remus, cercando di tenere un tono pacato.
"Con chi è?" chiese infine Frank, impassibile.
Silente alzò le mani, rabbonendo Alice e Sirius, che stavano per dare man forte agli altri due.
"Credetemi, Lily sta bene, l'ho visitata io stesso. Ora come ora, non ha niente che non va. Necessita di stare un po' da sola per elaborare il tutto, poi sono sicura che tornerà da voi. E c'è chi si prende cura di lei, fidatevi."
Alice strinse le labbra in una riga sottile. Sirius fece per parlare di nuovo, rabbioso, ma lei lo precedette.
"Non le caveremo nessuna informazione, vero?" chiese, il tono di voce basso e duro.
"Esatto, signorina Paciok." rispose lui "Vedo che ha compreso."
Alice, furibonda, con i pugni serrati, si girò e uscì dall'ufficio, ignorando gli altri. Frank lanciò un'occhiata ai compagni, poi si apprestò a seguire la moglie. Sirius si fece di nuovo cadere sulla sedia, che Albus aveva rimesso in piedi con un colpo di bacchetta, mentre Remus rimase impassibile e pensieroso.
A loro due, più che agli altri, la morte di James pesava da morire. Avevano scoperto che il traditore era Peter, infine, ma nessuno era riuscito a trovarlo… O almeno così credevano. Albus Silente era stato fuori tutta la notte, dopo le rivelazioni di Lily, proprio per dargli la caccia. In questo momento, Peter Minus si trovava a casa sua, a Villa Silente, disarmato e senza poter far nulla per scappare. Non era chiuso in una cella – lui non ammetteva metodi così barbari – ma aveva una stanza e un piccolo bagno da cui non poteva uscire. Uno degli Elfi personali di Silente si assicurava che lui mangiasse e bevesse; Silente aveva deciso di tenerlo "al sicuro" lì perché i Dissennatori, ormai da tempo, si erano ribellati al Ministero, e cercare di sbattere qualcuno in carcere non era fattibile. Non aveva comunque detto niente, Albus, proprio perché conosceva i due che gli stavano di fronte. Se Remus avrebbe accettato la sua decisione, anche se in modo sofferto, beh, Sirius si sarebbe precipitato da Peter e gli avrebbe fatto le peggio cose.
"Albus, hai una settimana." disse Remus, il tono calmo ma lo sguardo duro "Una settimana per far fare a Lily come crede, perché mi fido di te. Ma, poi, pretenderò di sapere dove si trova, di vederla. E se non me lo dirai tu, Albus… La cercherò da solo."
Silente sospirò un'altra volta. Avrebbe dovuto cercare di convincere Lily; in quel momento, non sapeva cosa passasse per la testa della donna, anche se poteva immaginarlo.
"Io sono con lui." disse Sirius, rianimandosi improvvisamente. Passava da uno stato di apatia in cui non riusciva a ricordarsi neppure il suo nome a degli scatti fulminei colmi di rabbia repressa e dolore "E sarai fortunato se Remus riuscirà a trattenermi fino alla fine della settimana."
Silente annuì, la testa piena di pensieri opprimenti. Non c'era solo Lily, da considerare. Lord Voldemort non aveva perso un briciolo del proprio potere e, se almeno poteva dire di aver fermato Minus, non sapeva quante o quali altre spie ci fossero fra i membri dell'Ordine. Ed erano comunque in netta minoranza.
Remus e Sirius uscirono dall'ufficio, lasciandolo solo con le sue preoccupazioni.
