Ecco a voi un nuovo aggiornamento ;)

Spero sia di vostro gradimento, buona lettura!


"Stai con me"

Quando smise di singhiozzare, Lily restò per cinque minuti buoni fra le braccia di Severus, in silenzio. Si abbandonò sentendo l'odore del suo migliore amico, chiudendo gli occhi e inondando il suo senso di colpa e il suo dolore con le parole dell'uomo.

Non avrei potuto fare altrimenti. Non sarei mai riuscito a salvarlo.

Quando riaprì gli occhi, Lily era più serena.

"Sono un disastro." disse, staccandosi appena da Severus "Ho appena fatto la doccia e adesso ho di nuovo gli occhi gonfi."

"Non dire sciocchezze." rispose l'uomo, passandole un dito sotto la palpebra sinistra.

Lei si fece sfuggire una risatina soffocata dalle labbra. Il suo volto esprimeva ancora dolore, perdita e rimpianto, ma Severus aveva sentito le sue parole colpirla a fondo e sapeva che lei aveva iniziato seriamente a perdonarsi. Il "Grazie" che aveva continuato a ripetere, prima, era colmo davvero di gratitudine.

"E allora…" iniziò lei, tirando indietro la testa e osservando con interesse Severus "Hai detto che sei un insegnate. Da quanto tempo? Cosa insegni? Non sapevo che avessi di queste aspirazioni…"

Lo sguardo dell'uomo si incupì appena. Prima o poi avrebbe dovuto dirle tutto, del suo essere diventato Mangiamorte, del suo aver rivelato la profezia a Voldemort, del suo aver cercato di proteggerla… Tutto.

Ma non era quello il tempo. Lily stava ancora soffrendo per Harry, non si era ancora sfogata per ciò che le aveva fatto James… Erano troppe cose, tutte insieme.

"È un lavoro che mi ha offerto Silente; è comodo. insegno pozioni, ma gli alunni sono tutti delle tali teste di legno…"

Stavolta, Lily rise apertamente.

"Sempre il solito perfettino, Sev?"

Lui sbuffò.

"Che perfettino e perfettino… Se una cosa dev'essere fatta, dev'essere fatta bene…"

"Mh…"

"A che pensi?"

"Penso che manca ancora un po' a mezzogiorno e che mi annoio. Non hai compiti da correggere?"

Severus si aprì in un sorriso sincero, che riuscì a riaccendere i suoi occhi.

"Oh, vuoi aiutarmi?"

"Un po' come ai vecchi tempi, no? Le ricerche sempre perfette eccetera eccetera. Dovrei ricordarmi come si prepara una pozione, nonostante tutto…" la voce si abbassò di un tono, gli occhi si incupirono. Ma, dopo neanche un secondo, il sorriso tornò luminoso sul suo volto "Pozioni è sempre stata anche la mia materia preferita."

Si alzarono dal letto e Severus fece andare Lily nel suo studio, una stanza adiacente alla camera. Era uno studio privato, non il suo ufficio, quindi non c'era pericolo che uno studente entrasse per sbaglio. Beh, in effetti, non c'era pericolo lo stesso: Severus aveva fatto del suo nome un marchio, e non era ben voluto dagli studenti.

Fino all'ora di pranzo corressero compiti e si punzecchiarono come ai vecchi tempi; soprattutto Severus prese in giro Lily perché non si ricordava alcune cose, ma scherzosamente, proprio come accadeva anni e anni prima. Solo una volta fu lei a correggere lui, con sommo disappunto dell'uomo, che sotto sotto si sentiva scaldare il cuore dall'improvvisa energia e vitalità della donna.

Sapeva che non sarebbe potuto durare in eterno.

Subito nel pomeriggio, infatti, dopo un pranzo abbondante consumato nello studio, Lily si fece più pensierosa; quasi più assente. Aveva chiesto a Severus un libro da leggere e si era seduta su una poltrona vicino al camino, mentre lui preparava una pozione. Già dal fatto che non gli avesse chiesto di aiutarlo, Severus aveva intuito che qualcosa non andava, ma aveva preferito assecondarla.

Ogni tanto la osservava, da sopra il calderone. Lily non aveva mai smesso di essere bella e il suo cuore non aveva mai smesso di battere per lei.

Severus si ritrovò a pensare ai ricordi della donna, quelli che mostravano lei che ricambiava i suoi sentimenti. Non si era scordato che Lily l'aveva cercato anche verso la fine, nonostante gli anni di lontananza e nonostante la maledizione di James. Sapeva che era troppo presto – aveva già messo in conto di dover aspettare; a dirla tutta aveva già messo in conto di esser rifiutato, di non essere perdonato, di non poterla più vedere – ma, ogni volta che il suo sguardo si posava su di lei, sentiva il cuore stringersi in una morsa dolorosa. Era come un adolescente alla prima cotta: dopotutto, non aveva mai smesso di esserlo.

Lily tirò avanti leggendo ed incupendosi a tratti per tutto il pomeriggio, poi Severus chiamò di nuovo Trixie e si fece portare una cena leggera. Mangiarono di nuovo insieme, seduti alla scrivania sgombra dove prima avevano corretto i compiti.

"Sai." disse ad un certo punto lei, giocando con il contorno di patate "Non sei costretto a star qui con me, Sev. Di sicuro in Sala Grande ci sarà un banchetto fantastico…"

Lui le poggiò una mano sulla sua.

"Lily." disse, aspettando finché lei non alzò lo sguardo "Domani ho delle ore di lezione, e così dopodomani, e nei giorni a venire. Sicuramente mi capiterà di doverti lasciare sola, a volte, nonostante tutto, per adempiere ai miei doveri. Ma non vorrei essere in nessun'altro posto, ora, così come domani, dopodomani e nei giorni a venire. Vorrei stare solo con te, Lily."

Lei sorrise, timidamente, ma poi lo sguardo si adombrò di nuovo.

"So che dici così perché non te la senti di lasciarmi, io… Credo di aver fatto una sciocchezza, non avrei mai dovuto approfittarmi di te, Sev… Tu hai la tua vita, io…"

"Smettila."

Il tono duro dell'uomo la fece sobbalzare.

"Smettila. La mia vita non vale nulla. Ho fatto una collezione di errori dopo l'altra, Lily." c'era il dolore, ora, nella voce di Severus, e nei suoi occhi "Ho fatto sbagli che si potevano evitare, e nella maggior parte dei casi sarebbe bastato darti ascolto. La mia vita è un incubo, Lily, e solo ultimamente ho trovato una parvenza di serenità. Ma solo se ci sei tu io sto bene. Solo se ci sei tu, Lils."

Lei spalancò gli occhi, sentendo quelle parole. Davvero per Severus era così importante? Poteva leggere la sincerità nei suoi occhi, prima ancora di sentirla nelle sue parole. Lily sentì le lacrime premere per uscire e, prima ancora di rendersene conto, si ritrovò fra le braccia di Severus, di nuovo.

"Grazie, Sev." disse, commossa "Grazie per esserci sempre. Non me lo merito, eppure sei qui. Grazie."

Lui la strinse a sé, sospirando.

"Sono io che non merito te, Lily. Sono io che ho fatto… Ho fatto cose…"

Lei alzò il viso e gli mise un dito sulle labbra.

"No." disse, scuotendo la testa "Non dirlo. Non stasera. Forse domani, un giorno… Non stasera. Stasera abbracciami."

Severus non se lo fece ripetere due volte.

"Stasera stai con me." concluse Lily, chiudendo gli occhi.