Sono tornata, quindi ecco a voi un nuovo capitolo ;)
Avrei dovuto metterlo prima, ma purtroppo mi sono beccata l'otite -.-" anche ora non sono guarita del tutto, ma almeno il male non mi tormenta e sono riuscita ad accendere il pc.
Beh, buona lettura! ;)
Il marchio
Alice era stata in ogni luogo in cui avrebbe potuto trovarsi Lily. Aveva bussato a tutte le case dei membri facenti parti dell'Ordine e, dopo aver ricevuto sempre risposte negative, era stata persino da Petunia Dursley, la sorella, che le aveva urlato contro per mezz'ora e si era rifiutata di aprirle.
Seccata, ma sempre più determinata che mai, quel giorno Alice si era alzata con l'intenzione di costringere Silente a parlare. Lui doveva dirle dove si trovava Lily: era la sua migliore amica, era malata, lui non si rendeva conto…
Aveva lasciato Neville con Augusta, mentre Frank era di turno al Ministero, e stava quindi marciando verso l'ufficio del preside.
Doveva sapere la verità.
Lily aveva alzato lo sguardo, incontrando gli occhi neri colmi di gratitudine di Severus.
Erano vicini. Molto vicini. Troppo vicini.
Così vicini che Lily sentì il cuore battere all'impazzata, le ginocchia tremare e il viso arrossarsi per l'imbarazzo e il desiderio. Così vicini che aveva socchiuso gli occhi, e si era avvicinata ancora, e ancora, sempre di più…
Così vicini che l'aveva baciato, senza neppure pensaci.
Severus era rimasto un attimo impietrito, troppo stupito per rendersi veramente conto di quello che stava succedendo. Poi, quanto aveva realizzato che il suo più grande desiderio stava diventando realtà, quando invece credeva che non ci fossero più speranze, che non ci sarebbero mai state… Si avventò sulle labbra di Lily come un cieco che vede la luce, come un assetato che scorge un'oasi nel deserto.
La baciò. La baciò e la strinse fra le braccia e non pensò più a niente, neppure a come muovere le labbra e la lingua; pensò solo che ciò che aspettava da sempre finalmente stava succedendo, che Lily era fra le sue braccia e lo stava baciando – lei era fra le sua braccia e lo stava baciando.
Lily si sentì ricambiata, felice, mentre il cuore continuava a battere all'impazzata e un piacevole calore la pervadeva, perché Severus non la stava rifiutando.
Era un momento perfetto, per entrambi.
Alice si trovava nell'ufficio di Albus Silente, le mani ben piantate sulla scrivania, e stava urlando in faccia al vecchio, impassibile, le peggio cose. I quadri appesi alle pareti la guardavano malissimo, borbottando fra loro qualcosa sulla "mancanza di rispetto dei giovani", mentre Albus teneva le dita intrecciate e sfoggiava un'espressione impassibile.
Dopo che ebbe urlato abbastanza, mentre già iniziava a pentirsi degli insulti anche pesanti che aveva rivolto al preside, Alice si fece cadere stancamente su una sedia.
"Non capisco." sussurrò, mentre Albus si limitava ad osservarla "Ma cosa ho sbagliato? È la mia migliore amica. Perché non vuole vedermi?"
Silente avrebbe tanto voluto poterle rispondere.
Si staccarono, dolcemente, mentre entrambi avevano gli occhi ancora chiusi, per assaporare meglio il momento.
"Sev…" sussurrò Lily, riportando l'uomo alla realtà.
Severus stava per dirle qualcosa, forse per farle la dichiarazione d'amore che avrebbe dovuto farle anni e anni prima, quando un dolore lancinante al braccio sinistro lo distrasse. Se lo afferrò, in un gesto automatico, gemendo per il bruciore, ma non era come quando il Signore Oscuro chiamava, non aveva mai fatto così…
Lily vide il dolore negli occhi di Severus e si agitò. Gli prese il braccio che si teneva e scoprì la manica fino al gomito.
Entrambi videro: il marchio nero stava diventando rosso, irritando la pelle, per poi iniziare a sparire lungo i bordi. Sembrava ritirarsi, deformarsi e contorcersi. Dopo qualche altro secondo di agonia e dolore per Severus, il tatuaggio sparì.
Lily non aveva voluto sentir ragioni: quando Severus si era ripreso, aveva detto di dover avvertire subito Silente. Lei aveva insistito per accompagnarlo, nonostante il castello pieno di studenti e nonostante il suo iniziale proposito di non vedere nessuno.
Voleva solo stargli accanto. Questa era la cosa più importante, ora: stargli vicino e al diavolo tutto il resto. Era preoccupata, Lily, e voleva stare con lui, sia perché la cosa successa era insolita, sia perché non voleva lasciarlo solo, non ora che il loro rapporto si stava finalmente approfondendo.
Come sarebbe dovuto accadere anni fa.
Severus la prese per mano e la guidò quindi fra i corridoi, incurante degli sguardi stupefatti dei professori e degli alunni che incontravano. Non rispose a nessuna domanda e, una volta giunto davanti ai Gargoyle di pietra che bloccavano l'accesso all'ufficio di Silente, non esitò a pronunciare la parola d'ordine.
"Lily!" esclamò Alice, scattando in piedi non appena vide l'amica.
Era stupita, tanto che inizialmente non si rese conto di chi stesse accompagnando. Non fece a tempo a dire niente, comunque, che Severus l'aveva già oltrepassata e si era tirato su nuovamente la manica della veste, mostrando il braccio ad Albus.
"È scomparso." disse solo.
Silente, che aveva mantenuto un contegno impassibile davanti agli insulti di Alice, spalancò la bocca e sgranò gli occhi.
"… Lily?" disse Alice, vedendo che l'amica le aveva lanciato un'occhiata strana – ma era davvero rabbia? – e che poi si era messa ad osservare i due uomini, preoccupati.
"Alice." disse poi Silente, alzandosi in piedi "Dove è Neville?"
"Neville?" chiese lei, spaesata. Non capiva cosa stesse succedendo "È a casa, c'è Augusta con lui…"
"Albus, non penserai che…"
Il vecchio preside annuì, poi batté le mani e Fanny apparve con una fiammata.
"Dobbiamo andare. Alice, Neville potrebbe essere in pericolo."
La donna spalancò gli occhi, mentre il suo volto si trasformava in una maschera di preoccupazione.
"Cosa? Come?" chiese, spaesata.
"Vengo anch'io." disse Lily, stringendo il braccio di Severus.
Se prima era arrabbiata con Alice – e con gli altri che non avevano mai capito; ma soprattutto con Alice, che aveva iniziato a sospettare qualcosa e non aveva fatto comunque niente, fidandosi di James – ora sapeva che la sua amica aveva comunque bisogno di lei. Non importava che per anni Lily non fosse stata se stessa: Alice era la sua migliore amica da sempre, dal primo anno di Hogwarts. Aveva bisogno di lei, solo questo.
Silente annuì, poi tese una mano che tutti afferrarono. Con l'altra strinse la coda di Fanny, che li smaterializzò tutti.
