2. ANGELICA
Angelica stava cercando di stipare tutta la sua vita in due valigie, per l'ennesima volta.
Erano passati soltanto dieci giorni da quando sua madre era morta, e il mondo le era caduto addosso. Un banalissimo incidente d'auto le aveva portato via l'unica persona che amava e su cui poteva sempre contare.
Non aveva mai conosciuto suo padre e non aveva altri parenti in vita, da quanto le aveva detto sua madre. Erano sempre state solo loro due, ad affrontare qualsiasi situazione.
Sua madre era inglese, ma da giovane si era trasferita in Francia, dove erano vissute finché Angelica aveva compiuto sei anni; a quel punto la madre aveva deciso di volersi trasferire in Germania. Da lì, poi, erano andate in Svizzera e in Spagna.
Da tre anni a questa parte si erano stabilite in Italia, più precisamente in Toscana. Angelica amava quel paese, vivere vicino al mare era stato da sempre il suo sogno. Aveva chiesto alla madre di prometterle che non sarebbe più andate via da lì.
Già, si era illusa che sarebbe stato così. Invece la tragedia appena accaduta la costringeva molto probabilmente ad andarsene di nuovo. Non poteva permettersi di rimanere nell'appartamento dove viveva ora: Angelica si guadagnava qualche soldo come cameriera, lavorando nei weekend nel ristorante dove la madre era cuoca, ma ciò era appena sufficiente per pagare l'autobus e i libri dell'università. Pensava a tutto sua madre, di solito.
Le lacrime ripresero a scendere senza che lei potesse farci nulla. L'aveva persa e non c'era più nulla da fare. Quasi come un automa aveva organizzato il funerale e provveduto a sistemare tutti le trafile di carte. Poi finalmente si era potuta lasciar andare al suo dolore.
Dopo due giorni passati tra apatia e pianti rinchiusa in casa, fu riscossa da un rumore che la fece tornare alla realtà. Si guardò intorno, cercando di capire cos'era successo; sembrava che qualcuno stesse bussando sul vetro, ma lei abitava al quarto piano!
Si alzò dal letto, muovendosi adagio verso la porta finestra. Lentamente, scostò la tenda e sobbalzò alla vista di un animale che non aveva mai visto prima, almeno non così da vicino: un barbagianni svolazzava dall'altra parte del vetro, picchiettando il suo becco sulla finestra.
Ma la cosa che più sconvolgeva la ragazza era il fatto che il gufo tenesse stretta col becco una lettera.
No, non era possibile. Richiuse la tenda, con l'idea di farsi una camomilla.
Ma il picchiettare si fece più insistente
"Forse dovrei aprire, così l'aria fresca farà sparire queste visioni." Pensò.
Ma quando aprì la finestra, il gufo volò dentro e le piombò addosso, evidentemente seccato dall'attesa. Lasciò cadere la lettera tra le mani della ragazza e volò verso la cucina, posandosi sulla tovaglia piena di briciole dei biscotti al cioccolato, che Angelica aveva sbocconcellato la mattina.
Mentre osservava a bocca aperta la scena, si rese conto di avere la busta tra le mani. La guardò turbata, era indirizzata a lei senza alcun dubbio: c'erano il suo nome e il suo indirizzo scritti in una grafia elegante, con inchiostro verde.
La carta era spessa, come mai ne aveva viste prima. Ed era chiusa con uno strano sigillo in cera lacca rossa, recante la scritta Hogwarts.
"Posso aprirla? Del resto c'è il mio nome qui…" disse, guardando il barbagianni, che nel frattempo si era appollaiato tranquillamente sul tavolo della cucina e la fissava.
"Oddio sto parlando con un gufo!Sto proprio impazzendo…"
La ragazza aprì lentamente la busta, sfilando delicatamente i fogli di quella che sembrava pergamena, e cominciò a leggere:
SCUOLA DI MAGIA E STREGONERIA DI HOGWARTS
Direttore: Albus Silente
(Ordine di Merlino, Prima Classe, Grande Esorcista, Stregone Capo, Supremo Pezzo Grosso, . dei Maghi)
Carissima signorina Jones,
siamo lieti di informarLa che Lei ha diritto a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Qui accluso troverà l'elenco di tutti i libri e delle attrezzature necessarie.
I corsi avranno inizio il primo settembre.
In quanto la sua situazione risulta alquanto particolare, La preghiamo di rispondere immediatamente alla lettera tramite il gufo che le è stato inviato, per confermare la sua disponibilità ad incontrare un nostro incaricato domani sera alle 20.00 presso la sua abitazione, il quale le darà tutte le spiegazioni che desidera.
Con ossequi,
Minerva McGranitt
Vicedirettrice
Fissò la lettera, sentendo la rabbia montare dentro di lei
"Ma che cos'è..una presa in giro?"gridò, sventolando violentemente la lettera "Magia e Stregoneria? Confederazione di Maghi? Che scherzo idiota!"
Si accorse di un secondo foglio allegato:
Elenco indumenti da acquistare:
Uniforme
Tre completi da lavoro tinta unita (nero)
Un cappello a punta in tinta unita (nero) da giorno
Un paio di guanti di protezione (in pelle di drago o simili)
Un mantello invernale (nero con alamari d'argento)
N.B. Tutti gli indumenti degli allievi devono essere contrassegnati da una targhetta con il nome .
Libri di testo
Tutti gli allievi dovranno avere una copia dei seguenti testi:
Manuale degli Incantesimi, Volume primo, di Miranda Gadula
Storia della Magia, di Bathilda Bath
Teoria della Magia, di Albert Incant
Guida pratica alla trasfigurazione per principianti, di Emeric Zott
Mille erbe e funghi magici, di Phyllida Spore
Infusi e pozioni magiche, di Arsenius Brodus
Gli animali fantastici : dove trovarli, di Newt Scamandro
Le Forze Oscure: guida all'autoprotezione, di Dante Tremante
Altri accessori
1 bacchetta magica
1 calderone (in peltro,misura standard 2)
1 set di provette di vetro o cristallo
1 telescopio
1 bilancia d'ottone
Gli allievi possono portare anche un gufo,OPPURE un gatto, OPPURE un rospo.
SI RICORDA AI GENITORI CHE AGLI ALLIEVI DEL PRIMO ANNO NON E' CONSENTITO L'USO DI MANICI DI SCOPA PERSONALI.
La sua prima reazione alla lettura dell'allegato, fu quella di scoppiare a ridere.
"Bacchetta magica.. ovviamente!Come posso non averne ancora una? Bidibibodibibù!"
disse mimando la fata turchina, agitando un dito a mò di bacchetta.
"Manici di scopa e cappelli a punta? Wow, la befana arriva in piena estate quest'anno!"
Si avvicinò al frigo e ne tirò fuori un cartone di succo di frutta, ne bevve un gran sorso e prese un gran respiro.
"Ok, o sto dormendo e facendo un sogno degno di Lewis Carroll, oppure qualcuno mi sta prendendo per il culo!"
Iniziò a darsi pizzicotti, mentre il gufo continuava a fissarla con aria interrogativa.
Niente, non era un sogno. Era sveglissima e incredibilmente seccata, ma non ebbe il tempo di pensare ad altro, che l'animale si alzò in volo e dirigendosi verso di lei iniziò ad emettere strani versi; quando le fu vicino, le tirò i capelli con il becco sbattendo le grandi ali per mantenersi in volo.
Angelica strillò per la paura e finalmente l'uccello la lasciò in pace, ma solo per planare sulla scrivania e raccogliere col becco un foglio di carta, facendolo poi atterrare sulla testa di Angelica.
"Ah vuoi che risponda? Ti hanno addestrato bene, uccellaccio malefico, mi hai fatto male! Ma da dove salti fuori, da un circo?" Il gufo ricominciò a tirare ciocche dei suoi capelli "Ok ok, ho capito, basta SMETTILA! Ora rispondo!"
Non si capacitava della situazione, ma del resto, era costretta a rispondere, vista l'insistenza del gufo. Iniziò così a scrivere:
Non so che razza di scherzo sia questo, ma non sono dell'umore adatto
per poterne ridere in questo momento.
Vi prego di lasciarmi in pace chiunque voi siate.
Angelica Jones
Ma un'ora dopo il gufo era di nuovo alla sua finestra, con una nuova lettera:
Ci dispiace enormemente che non abbia preso sul serio la nostra missiva.
Domani sera alle 20.00 verrò personalmente da lei per chiarire la
situazione.
Mi scuso per non essere potuta venire direttamente oggi,
Saluti
Minerva McGranitt
Vicedirettrice
Non rispose più alla lettera; del resto il gufo, come se se l'aspettasse, volò via non appena consegnata la risposta.
