3° PARTE

NEO-TOKYO 3
"Forza Shinji, sbrigati", incalzava Asuka.
"Arrivo, un attimo".
Mentre si affrettava per andare a scuola, Shinji aveva notato il cambiamento di Asuka: fino al giorno prima era triste e irritabile, ora invece era tornata di buonumore, e pur non sapendone il motivo, era comunque contento per la sua amica.
Usciti di corsa, Misato era già andata a lavoro, si diressero verso la scuola.
Dopo essere arrivati, Asuka seguì di buona lena le lezioni, parlando con entusiasmo alla capoclasse Hikari nell'intervallo tra una lezione e l'altra.
Toji si avvicinò a Shinji: "Ehi Shinji, cos'è successo ad Asuka? Ieri aveva tenuto il broncio per tutto il tempo, ora è felice come un fringuello".
"Non lo so, comunque deve esserle accaduto qualcosa di molto bello per renderla così allegra".
"Beh", s'inserì Kensuke, "almeno adesso che è allegra, non corriamo più rischi".
Hikari si accorse delle chiacchiere dei tre ragazzi: "Asuka, il trio degli stupidi sta parlando di te. Spero che la cosa non ti infastidisca come ha fatto ieri".
"Oh, non preoccuparti, lasciali parlare, non me la prendo".
"Cosa ti è accaduto che ti ha resa così felice?"
"E' un segreto, mi dispiace", rispose sorridendo la ragazza.
In quel momento, la campanello suonò l'inizio della pausa pranzo.

"Bene, siamo pronti", comunicò il pilota.
"D'accordo. Appena sarete sopra l'obbiettivo, sganciatelo", ordinò McCoy.
Il grande aereo, simile nell'aspetto ai giganteschi veivoli utilizzati dalla Nerv, era decollato tre minuti prima: di colore nero, invisibile ai radar, portava stipato nella sua zona inferiore l'Eva-P. Il mezzo si spostò ad alta quota per non essere intercettato dalle postazioni militari della costa e cominciò ad abbassarsi solo nelle vicinanze di Neo-Tokyo 3.
Michael, che indossava una tuta nera, era salito a bordo con un'espressione tranquilla, in realtà era molto teso, ma non per la battaglia: aveva il timore di uccidere qualcuno. Nonostante il suo addestramento e la sua educazione di stampo militare, non era un assassino, perciò durante la battaglia avrebbe fatto attenzione ai civili, e non avrebbe ucciso i piloti degli Eva nemici, neanche se glielo ordinava il patrigno. In fondo Michael pilotava l'Eva-P perché glielo aveva detto McCoy, lui non ne sentiva affatto il bisogno, e quindi mai e poi mai avrebbe stroncato una vita umana.

ISOLA DI TO-SHIMA
Nella base segreta Russel McCoy e il dottor Land osservavano mediante uno schermo gigante tutto quello che succedeva.
"Quanto manca all'arrivo in città?", chiese McCoy.
"Tra un minuto l'aereo ci sarà sopra, e verrà rilevato dagli osservatori a vista della Nerv", rispose un operatore.
"Bene, non appena verrà intercettato dovrà sganciare subito l'Eva-P e rientrare immediatamente, prima che venga abbattuto dalla contraerea".
"Signorsì"
"Fatemi parlare col pilota dell'Eva-P", ordinò Land.
"Subito signore. Ecco fatto".
"Mi senti Michael?"
"Sì dottor Land. Cosa c'è?"
"Adesso che entrerai nell'Entry Plug, ricordati che oltre ai retrorazzi e alle ali per il volo, dovrai attivare subito anche l'A.T. Field. La tua corazza di carbonadio è resistentissima, ma se dovessero colpire i razzi precipiteresti giù come un sasso. Inoltre la batteria interna del tuo Eva dura tre ore. Quindi fa le cose con calma, ma senza esagerare".
"Non si preoccupi dottor Land. Mi sono allenato per mesi a questo momento, so cosa fare".
"Attenzione, stiamo sorvolando Neo-Tokyo 3. La nostra intercettazione sarà tra 15 secondi", si inserì il pilota dell'aereo.
"Ottimo. Sganciate l'Eva-P. Buona fortuna figliolo", disse McCoy.
"Grazie padre", rispose Michael con un po' di stizza. "Mi chiama figliolo", pensò il ragazzo, "come se tenesse davvero a me. Bah".
L'Entry Plug venne inserito nel corpo dell'Eva, Michael attivò i comandi, il suo volto, attraverso l'LCL, fu illuminato da tutta una serie di luci.
"Bene. Sganciamento", comunicò il pilota a Michael.

NEO-TOKYO 3
"Ehi, cos'è quello?"
"Non lo so, è apparso all'improvviso nel nostro spazio aereo, ma fino a dieci secondi fa non c'era".
I due tecnici degli osservatori a vista della Nerv fissavano sul monitor l'immagine di un enorme aereo che sorvolava la città.
"E' strano però, noi lo vediamo su questo monitor, ma stando al radar non c'è niente. Pensi che sia dei nostri?"
"Non credo, ci avrebbero avvisato prima. Un momento, guarda… sta sganciando qualcosa". "E' vero, ma cosa può essere? Una bomba?"
"No, ha una forma umanoide, come... come un'Eva!"
"Non so cosa stia succedendo, ma è meglio avvisare il Quartier Generale".
Subito l'operatore afferrò un telefono.

L'allarme risuonò nella base del Geo-Front, tutti gli operatori corsero ai loro posti, Misato e Ritsuko arrivarono di corsa sul ponte di comando, seguiti dal comandante e dal vice-comandante sulla torre mobile.
"Che succede?", chiese Misato.
"Rilevato un aereo non identificato sopra la città, e pare che abbia sganciato… un'Eva", rispose Shigeru Aoba.
"Cosa?!", esclamarono insieme Ritsuko e Misato.
"Inviare le immagini sullo schermo principale", ordinò Gendo.
Un istante dopo lo schermo si accese e tutti rimasero allibiti.
Quell'aereo aveva davvero sganciato un Evangelion, del tutto nero, che improvvisamente spiegò delle enormi ali, anch'esse nere, come se fosse un aliante. Dietro la schiena però si accesero dei razzi per permettergli di controllare il volo.
L'Eva sconosciuto aveva una corazza identica a quella delle unità della Nerv, e possedeva due occhi.
"Non è possibile, quello è davvero un Evangelion?", disse stupefatta Misato.
"Sembrerebbe di sì, anche se non capisco come sia possibile", le rispose un altrettanto stupefatta Ritsuko.
"Controllate che non si tratti di un Angelo, o, che so, di un robot", ordinò Misato.
"Subito", rispose Makoto Hyuga premendo velocemente dei comandi sulla sua tastiera. "Diagramma d'onda: arancione. Non è un Angelo, ma neanche un robot. Infatti rilevo la presenza di un A.T. Field".
"Assurdo. Questo vuol dire che qualcun altro oltre alla Nerv può creare degli Evangelion?"
Fuyutsuki si piegò avvicinandosi all'orecchio di Gendo: "Ikari, credi che…"
"Sì", rispose il comandante, "quelli che volevano rubarci il lavoro sono entrati in azione".
Rivolto agli operatori: "Allarme bellico di primo grado. I civili nei rifugi. E' troppo tardi per far passare la città all'assetto di battaglia e sarebbe inutile anche sparargli contro con la contraerea. Fate uscire gli Eva".
"Ma i piloti", obiettò Misato, "a quest'ora saranno a scuola. Come faranno a raggiungere la base se i mezzi di trasporto saranno bloccati?"
"Utilizzeranno l'entrata mimetizzata vicino alla loro scuola. Sbrigatevi".

Michael planava verso la città. Passeggiandoci non le era piaciuta affatto, con tutti quegli edifici di color acciaio. Però vista dall'alto era tutta un'altra cosa. E pilotare l'Eva-P era davvero facile. Riusciva a vedere la gente che fuggiva verso i rifugi, correndo via dai negozi, dalle cabine telefoniche, dai parchi, abbandonando per strada le loro auto.
Comunque non voleva uccidere nessuno, perciò atterrò in un punto deserto, sfondando l'asfalto sotto i piedi dell'Eva, ripiegò le ali e attese che tutti si mettessero al riparo.
Ora doveva aspettare gli Eva della Nerv.

TRE MINUTI PRIMA
La lezione era ripresa regolarmente, stavolta era incentrata su un argomento di storia. Inevitabile quindi che il professore finisse col parlare per l'ennesima volta del Second Impact.
"Insomma, questo professore conosce solo quest'argomento?", borbottò sottovoce Toji.
"Che ci vuoi fare, evidentemente…" Kensuke si bloccò di colpo.
"Evidentemente cosa?"
Kensuke indicò la finestra con la mano: "Che cos'è… quello?"
Avendo parlato ad alta voce, tutti si voltarono verso la finestra, e rimasero a bocca aperta.
Videro un'enorme creatura di colore nero, con braccia, gambe e ali, scendere verso la città passando tra delle nuvole.
Rei aggrottò le ciglia, guardando come al solito alla finestra l'aveva visto qualche secondo prima di Kensuke, Shinji e Asuka si alzarono di scatto dicendo insieme: "Un Angelo?!"
Improvvisamente un bidello entrò nell'aula e gridò: "Gli alunni Langley, Ikari e Ayanami devono immediatamente recarsi alla base della Nerv. Un agente dell'organizzazione è venuto a prenderli. Gli altri si rechino nei rifugi".
Ci fu un fuggi fuggi generale, invano il professore e la capoclasse cercarono di ordinarlo.
Toji dovette trascinare con la forza Kensuke che voleva filmare la prossima battaglia.
Asuka, Shinji e Rei corsero giù all'entrata della scuola, dove trovarono un uomo con indosso l'uniforme degli agenti segreti della Nerv, che li condusse prima ad un automobile e poi, guidando di corsa, ad una porta blindata nascosta nella vegetazione. Da lì andarono ad un ascensore che li trasportò velocemente alle gabbie degli Eva. Data l'emergenza non ebbero neppure il tempo di indossare i Plug Suit, ed entrarono negli Eva con l'uniforme scolastica.
"I piloti sono entrati negli Entry Plug. Siamo pronti ad attivare gli Eva e a lanciarli", informò Aoba.

"Bene. Fateli uscire dalle uscite 50, 73 e 96, in modo che circondino il bersaglio. A proposito, continua a stare lì fermo?", domandò Misato.
"Sì. Continua a non muoversi".
"Cosa ne pensi Ikari?", chiese Fuyutsuki.
"Credo che lo scopo del nemico non sia quello di distruggerci, ma solo di testare le sue capacità. Almeno in questa occasione", rispose inflessibile Gendo.

Michael attendeva. Non si muoveva niente in superficie, quindi cominciò ad annoiarsi, ma sapeva che sarebbero arrivati.
Anche alla base nascosta dentro l'isola, Russel McCoy iniziava a spazientirsi: "Insomma, che cosa stanno aspettando?"
Il dottor Land cercò di tranquillizzarlo: "Si calmi signor McCoy. Deve dargli il tempo di riprendersi dalla sorpresa. Sinora la Nerv credeva di essere l'unica ad avere l'esclusiva sugli Eva. E poi si ricordi che i loro piloti sono ragazzi di quattordici anni. Adesso dovevano essere a scuola. Inoltre non lo hanno attaccato con le loro armi perché sanno che sono inutili contro l'A.T. Field".
"Ha ragione, devo calmarmi".
"Ci siamo", comunicò un operatore.
I sensori dell'Eva-P avvertirono Michael che tre oggetti si stavano avvicinando ad alta velocità dal sottosuolo.
"Bene. Adesso si balla", disse aprendo e chiudendo più volte le mani.
Sentì i muscoli del suo corpo irrigidirsi per la tensione.
Gli Eva-00, 01 e 02 uscirono dagli edifici corazzati che nascondevano le rampe, impugnarono le armi, Asuka e Shinji il Pallet Gun e Rei una pistola, e si disposero intorno al nemico.
"Accidenti", esclamò Asuka, "quello non è un Angelo, ma un Evangelion!"
"Se è un Evangelion, allora lì dentro c'è un essere umano, e non è detto che abbia cattive intenzioni. In fondo non ha distrutto niente", disse Shinji tramite la finestra olografica di comunicazione.
"Ma sei stupido? Guarda che gli Evangelion non li trovi mica al negozio dietro l'angolo. Se qualcuno è in grado di crearli, ma non fa parte della Nerv, allora non possiamo fidarci. E poi il fatto che non abbia distrutto nulla non significa niente. Magari aspettava proprio noi".
"Smettetela voi due", si inserì Misato tramite un contatto radio. "Aspettate che sia lui a fare la prima mossa. Forse potremo evitare lo scontro".
Anche Misato la pensava come Shinji: solo perché quell'Eva non era della Nerv, non voleva dire per forza che fosse un nemico.
Michael fissava i suoi avversari. Li aveva già visti nelle foto che gli avevano mostrato durante il viaggio verso il Giappone. Trovava lo 00 e lo 01 buffi, per via rispettivamente dell'occhio solo e del corno sulla fronte. Ma lo 02 era bello, con quel colore rosso, sembrava una fuoriserie.
Michael comunicò con la sua base: "Che devo fare? A quanto pare hanno deciso di lasciare a me la prima mossa".
Gli rispose il patrigno: "Allora accontentali e attacca. Ma non devi distruggerli, solo batterli".
"Infatti", pensava il dottor Land al suo fianco, "McCoy ha ancora bisogno di quei tre Eva per un altro esperimento".
"Bene, allora vado", rispose Michael.

L'Eva-P cominciò a muoversi, e con uno scatto in avanti balzò addosso all'Eva-00 e lo atterrò colpendolo al petto. Rei fece giusto in tempo ad emettere un gemito, poi silenzio.
"Rei!", esclamò Misato. "Come sta?"
"Incolume, ma è svenuta", informò Hyuga.
"Maledizione, unità 01 e 02, attaccate!" "Subito!" risposero Asuka e Shinji, che svilupparono l'A.T. Field e cominciarono a colpire il nemico con i Pallet Gun.
Ma l'Eva-P non risentiva dei loro colpi.
Alla base nascosta nell'isola, McCoy e Land osservavano entusiasti l'azione.
"Fantastico", disse il primo, "è già riuscito a stenderne uno, e il fuoco degli altri due non gli fa niente".
"Per forza, la corazza di carbonadio è ultra resistente. Per distruggerla dovrebbero sganciargli addosso minimo cinque bombe N2. Ma in città non possono farlo. Però prudenza, la Nerv possiede molte altre armi", rammentò Land.

L'Eva-P restava immobile incurante della tempesta di fuoco che lo 01 e lo 02 gli scaricavano sopra.
"Come può essere?", sbottò Misato. "Eppure a questa distanza l'A.T. Field nemico è neutralizzato, e la corazza di un'Eva a questo punto mostrerebbe segni di cedimento, invece niente".
Gendo ordinò: "Utilizzate le rampe lanciamissili".
Una nuova pioggia di fuoco piombò sull'Eva-P, ma, nonostante l'annullamento della sua barriera protettiva, anche stavolta non riportò danni.
"Forse", si inserì Ritsuko osservando la scena, "quella corazza è fatta con materiali speciali. Inoltre questo Eva non ha fonti di alimentazione esterna, per cui deve avere una batteria incorporata".
"Quindi, non solo qualcun altro oltre a noi può creare gli Eva, ma li costruisce anche meglio", commentò sarcasticamente Misato.
"Bene ragazzi", disse Michael, "vi ho lasciato una possibilità per fermarmi, ma le vostra armi hanno fallito. Ora tocca di nuovo a me. Cercherò di non farvi male".
Michael si mosse nuovamente, e Asuka spazientita gettò il Pallet Gun e gridò: "Al diavolo! Così non facciamo altro che sprecare colpi. Qui ci vuole un bel corpo a corpo. "Coprimi Shinji". "Ma…", Shinji non lo trovava prudente, e
pure Misato, che stava per ordinare ad Asuka di desistere, quando poi si rese conto che la ragazza aveva ragione. Le armi da fuoco erano inutili, non restava che il combattimento ravvicinato.
"Asuka, utilizza il Sonic Grave. Shinji, prendi il Progresive Knife. Buona fortuna".
L'Eva-02 afferrò il Sonic Grave che era spuntato da un edificio corazzato, l'Eva-01 invece cacciò il Progresive Knife dal supporto verticale.
"Va bene. Si passa all'arma bianca", disse Michael.
Digitando alcuni pulsanti sulla consolle posta davanti a lui, fece uscire dagli avambracci dell'Eva-P delle lame, cinque per ogni lato, lunghe e simili nell'aspetto a della sciabole.
"E quelle cosa sarebbero?", esclamò Misato.
"Non posso crederci. La tecnologia impiegata per costruire questo Evangelion è superiore alla nostra. O meglio, è stata impiegata maggiormente", constatò Ritsuko, che oltre allo stupore provava anche un po' di invidia verso il creatore di quell'Eva.
"Asuka, Shinji, state attenti", si raccomandò Misato.
"Fai la voce grossa eh? Benissimo, ora vedrai di cosa sono capace", esclamò Asuka. Aveva un tono decisamente eccitato.
Si avvicinò al nemico e cercò di colpirlo con un fendente, ma Michael si mosse come un fulmine, con un artigliata stracciò come niente l'estremità inferiore del Sonic Grave, e cercò di colpire Asuka con gli artigli dell'altro braccio che scattavano in avanti. Il colpo non doveva essere letale.
Ma anche Asuka era veloce, si scansò, e girando su se stessa tentò alla massima velocità di far penetrare la punta della sua lama nel petto dell'Eva-P.
Siccome la lama del Sonic Grave può virtualmente tagliare ogni cosa, e data pure la velocità con cui si muoveva l'Eva-02, Asuka avrebbe dovuto trafiggere da parte a parte l'avversario. Ma la lama, a contatto con la corazza del nemico, si frantumò in mille pezzi.
Asuka, Shinji, e lo staff della Nerv rimasero stupiti: "Ma è impossibile! Le lame delle nostre armi, grazie all'eccitazione molecolare, possono virtualmente penetrare ogni tipo di metallo. E invece adesso…", esclamò Misato.
"Cavolo", mormorò Asuka.
Michael cercò di colpire con un calcio lo 02, ma Asuka se ne accorse e si allontanò con un balzo all'indietro.
Shinji, anche se spaventato, cercò di non perdersi d'animo e si lanciò contro l'Eva-P mirando ai suoi occhi.
Michael però l'anticipò, si piegò su se stesso, afferrò dal basso l'Eva-01 nel momento in cui si scagliava contro di lui e approfittando dello stesso slancio di Shinji, lo mandò contro dei palazzi, sui quali lo 01 cadde rovinosamente.
Shinji non era svenuto, ma si sentiva il corpo tutto dolorante.
"Oh no, i ragazzi sono in difficoltà", commentò Ritsuko.
"Lo vedo, purtroppo sappiamo ancora troppo poco di questo nemico. E' meglio far ritirare i nostri piloti, poi penseremo ad una nuova strategia. Asuka, Shinji, Rei, ritiratevi!"
"No!", gridò con tono deciso Asuka.
"Come no? Asuka, non fare sciocchezze!"
"Non voglio ritirarmi Misato. Sarebbe un segno di vigliaccheria. Dammi un'ultima possibilità. Posso dare a questo bastardo una bella lezione".
"Ma cosa hai in mente?"
"Mi sono ricordata adesso un trucchetto che ho visto ieri. E' una mossa semplice, ma credo che funzionerà. Mi serve aiuto però".
Asuka vide lo 01 che era ancora a terra: "Bah, quello stupido di Shinji. Credo che dovrò, purtroppo, chiedere aiuto alla First. Ehi, allieva modello, ci sei?"
"Si, ti sento", rispose Rei.
Durante lo scontro l'Eva-00 si era rialzato, ma Rei non era intervenuta in attesa che il dolore al petto scomparisse. Certo non era piacevole sentirsi un peso di decine di tonnellate che ti piombava sopra.
Asuka spiegò il suo piano a Rei.
"Pensi di farcela o è troppo difficile per te?"
"No, ce la farò".
"Miracolo! Finalmente ti sento parlare con una voce decisa. Diamoci dentro".

Intanto, nella base segreta, Russel McCoy non stava più nella pelle.
"Evviva, l'esperimento è stato un successo completo. Ormai gli Eva della Nerv sono sbaragliati. Ed è bastato il prototipo per farlo, quindi figuriamoci cosa succederà quando affronteranno l'altro".
Land si voltò verso di lui: "Allora vuole davvero sperimentarlo sugli Evangelion della Nerv?"
"Certamente".
"Lo so che il piano originale lo prevedeva, ma visto che i risultati sono così brillanti, forse potremmo provare il collaudo con l'Eva-P".
"Assolutamente no! Cosa crede? Loro vogliono anche l'Eva-P, ma nonostante la sua robustezza, neppure lui potrebbe sopravvivere ad uno scontro simile. Meglio utilizzare gli Eva della Nerv, sono robusti quanto basta per provare la nuova tecnologia".
"D'accordo. Ehi, guardi. Stanno facendo qualcosa".

Michael vedeva lo 00 e lo 02 che si disponevano contro di lui

"Chissà cosa vogliono fare? Comunque non li temo", disse tra sé e sé il ragazzo.
L'Eva-P si mise in posizione difensiva, anche se la sua corazza era indistruttibile, l'educazione militaresca di Michael imponeva di non sottovalutare mai l'avversario.
"Avanti!", gridò Asuka.
Subito Rei scattò, e si diresse verso il nemico. Michael si voltò verso di lei, e sistemò la minaccia principale colpendola al ventre e poi al volto con dei pugni. Il ragazzo però aveva ritirato gli artigli per non rischiare di uccidere i piloti nemici. Rei tossì e cadde all'indietro, ma era tutto previsto, perché Asuka velocissima, mentre l'Eva-P colpiva l'Eva-00, gli fu addosso, cacciò il suo Progresive Knife e colpì il nemico.
Era la stessa tecnica che avevano usato i teppisti contro di lei il giorno prima per ferirla.
La lama andò in un punto preciso. Ossia il punto di congiuntura tra la corazza che copriva il collo e quella che proteggeva la testa. Una sottilissima linea ricoperta da materiale non rigido per permettere i movimenti. Asuka, con una precisione strabiliante, vi infilò il coltello, facendo uscire spruzzi di sangue rosso.

"Bravissima Asuka!", gridò soddisfatta Misato.
"Aveva ragione, per avvicinarsi al nemico ha utilizzato una mossa semplice, ma efficace", commentò Ritsuko.
Però la donna si girò a guardare il comandante Ikari e pensò: "Sicuramente Gendo non approverà che Rei abbia fatto da esca. Comunque", sorrise leggermente, "ci penseremo io e Misato a calmarlo".

"Maledizione! No!", sbraitò McCoy.
Lui e il dottor Land stavano già pregustando la vittoria definitiva, e stavano per ordinare a Michael di rientrare, quando all'improvviso era successa quella cosa.
"Come avrà fatto il pilota dello 02 a colpire proprio quel punto con tale precisione?", si domandò Land.
"Stia zitto imbecille! E tutta colpa sua!"
"Cosa?!", esclamò sorpreso, e anche offeso, Land.
"Perché non ha previsto qualche protezione per quel punto?"
Land sorrise furbescamente: "Questa è forte davvero. La memoria le fa strani scherzi signor McCoy. Infatti, durante la realizzazione, io le feci notare che i punti di congiuntura della parti corazzate, erano possibili punti deboli. Volevo prendere delle precauzioni. Ma lei mi disse che non c'era bisogno di preoccuparsi. Zone come quelle erano troppo piccole per essere colpite. Ammetto che è stata un po' anche colpa mia, perché mi sono lasciato convincere dal suo ragionamento.
Ma in definitiva la responsabilità è sua!"
McCoy cercò di calmarsi: "Merda, lei ha ragione. Mi scusi se mi sono lasciato prendere dalla rabbia".
"Non importa. Abbiamo ottenuto abbastanza dati. Possiamo ritirarci".
"Si. Comunque a loro non piacerà quando lo sapranno".

Nell'Eva-P Michael si sentiva il fiato morire in gola e ondate di dolore si propagavano dal collo in tutto il corpo.
Si era lasciato fregare come un dilettante.
Improvvisamente una voce risuonò nel suo Entry Plug: "Presto ritirati. Lo sappiamo che adesso stai soffrendo, ma ricordati che il tuo corpo è ancora intatto. Decolla, sbrigati".
Michael, per quanto possibile sorrise: "E' facile parlare per loro. Comunque hanno ragione, devo reagire", pensò.

L'Eva-P assestò un calcio allo 02, Asuka fu costretta a lasciare la presa, Michael estrasse il Progresive Knife dal collo del suo Eva, aprì le ali, accese i razzi e rapidamente prese il volo.
Si muoveva troppo velocemente perché la ragazza potesse cercare di fermarlo.
Asuka rimase a guardarlo mentre si alzava sempre di più, fino a diventare un puntino nero nel cielo.
Shinji e Rei si rimisero in piedi e fissarono anche loro il cielo.
"Il nemico si sta allontanando ad una velocità di 320 km all'ora" informava Shigeru.
"Possiamo seguirlo?", chiese Misato.
"Temo di no. Proprio adesso è uscito dal campo degli osservatori a vista. Il radar lo rileva ancora, però…" Aoba si interruppe per qualche secondo. "Come temevo. E' scomparso. Deve avere un dispositivo anti-radar".
"Arriva all'improvviso e scompare all'improvviso", osservò Ritsuko.
"Per adesso non importa. Inviate immediatamente delle squadre a recuperare i nostri Eva", ordinò Misato.
Gendo Ikari si rivolse a Fuyutsuki: "Occupati tu delle operazioni di recupero. Dopo vieni nel mio ufficio, ti devo parlare".
"Ho capito".
Il vice-comandante scese dalla torre mobile, che subito dopo si abbassò con Gendo sopra.