4° PARTE

ISOLA DI TO-SHIMA
Michael si stava riposando nella sua stanza.
Era rientrato alla base da una ventina di minuti.
Il collo mandava ancora qualche fitta, ma niente di grave.
Pensava alla sua sconfitta. Lo avevano battuto con una tattica così elementare, dopo che lui si era addestrato per combattere contro chissà che cosa.
Ma non se la prese, a lui non importava niente dell'Eva-P, e poi era rimasto molto impressionato dall'abilità del pilota dello 02.
Colpire una linea larga una trentina di centimetri soltanto.
Rispetto alle dimensioni complessive dell'Eva, era una striscia appena visibile.
Russel McCoy e il dottor Land si trovavano nell'ufficio del primo, che stava parlando al telefono.
"Va bene, ho capito. No, vi ho già detto di non preoccuparvi, manterrò la mia parola" e riattaccò.
"Allora, cosa dicono?"
"La prova dell'Eva-P gli è sembrata positiva, ma a causa di quell'incidente sono preoccupati".
"Si è trattato di un caso, non devono preoccuparsi".
"Glielo detto, ma sa come sono fatti".
"Si tranquillizzi signor McCoy. I suoi clienti saranno soddisfatti".

QUARTIER GENERALE DELLA NERV
Mentre i piloti si riposavano ed erano già iniziate le riparazioni delle tre unità Eva, il comandante Ikari era in riunione con Fuyutsuki.
"Di cosa volevi parlarmi Ikari?"
"Osservando il combattimento che si è svolto oggi, ho notato un particolare che potrebbe aiutarci ad identificare i nostri avversari".
"E sarebbe?"
"Tu sai bene che le lame utilizzate per le armi degli Eva riescono a tagliare ogni genere di metallo. Però contro quel misterioso Evangelion nero, la lama del Sonic Grave si è frantumata senza neanche scalfirlo.
Inoltre la sua corazza ha resistito senza problemi al fuoco delle rampe lancia-missili e dei Pallet Gun".
"Non ti seguo". "La corazza di quell'Eva era fatta di un materiale in pratica indistruttibile, e questo mi ha fatto ricordare un articolo di giornale che lessi cinque anni fa".
"Però, che memoria", pensò Fuyutsukim che disse: "Capisco, però continuo a non seguirti".
"In quel articolo si parlava di uno scienziato d'origine americana, il quale avrebbe scoperto un nuovo tipo di lega metallica, molto più resistente di qualunque materiale esistente finora, sia naturale che artificiale. La lega metallica si chiamava carbonadio, e il suo ideatore sosteneva non solo che questa lega era resistentissima, ma che se avesse avuto più soldi e tempo per le ricerche, avrebbe potuto realizzare una nuova versione di tale lega, indistruttibile al 100%".
"Interessante. E come andò a finire?"
"Male purtroppo. Nessuno volle dare credito a quello scienziato, anche l'articolo che lessi lo denigrava. Lo prendevano in giro perché ritenevano assurdo che potesse esistere un metallo assolutamente indistruttibile.
Invece erano loro gli stupidi, io ero disposto a dare credito a quello scienziato, in parte perché le sue argomentazioni erano valide, e in parte perché anche noi, a quel tempo, lavoravamo su qualcosa che in teoria non poteva esistere.
Pensai di farlo entrare alla Nerv, affinché lavorasse sulle corazze degli Evangelion, ma quando provai a rintracciarlo alla sua università mi dissero che se ne era andato".
"Ho capito, siccome quell'Eva aveva una corazza indistruttibile, e dato che anche quello scienziato parlava di un metallo indistruttibile, pensi che i nostri misteriosi avversari lo abbiano assoldato".
"Esattamente. E c'è anche un altro particolare: l'articolo diceva che quello scienziato era pure un esperto di ingegneria genetica".
"E il materiale genetico su cui lavorare per creare quell'Eva potrebbero averglielo fornito gli stessi uomini che tre mesi fa hanno prelevato campioni di sangue dell'unità 01. Hai ragione, tutto sembra coincidere. Credo proprio che dovremo trovare quest'uomo. Ma come?"
"Quando quello scienziato lasciò la sua università, non mi curai su dove fosse andato, e poi era inutile chiedere informazioni ai suoi ex colleghi, non avrebbero mai dato notizie su uno di loro ad uno sconosciuto.
Tuttavia io conosco questi scienziati, e specialmente quando vedono i loro sforzi ridicolizzati, il modo migliore per attirarli è quello di fornirgli tutti i soldi necessari per continuare i loro esperimenti.
Sicuramente qualcuno avrà fatto una grossa donazione al nostro uomo per convincerlo a passare dalla sua parte, per mostrargli che poteva aiutarlo davvero.
Quindi adesso cercheremo nella rete informatica di quella università chi è il donatore, e forse prenderemo due piccioni con una fava".
"Sono d'accordo. A proposito, come si chiama questo scienziato?"
"Dottor Robert Land".
Gendo prese il telefono e fece il numero dell'ufficio responsabile dei servizi di sicurezza.

"Come vi sentite ragazzi?"
Alla domanda di Misato solo Rei rispose con un "sto bene", mentre Shinji rimase in silenzio e Asuka emise una specie di grugnito. "Accidenti, potevo prenderlo. Se solo fossi stata più veloce", si lamentò.
"Non dire così. Hai già fatto tanto", le disse Misato.
"Però", si inserì Shinji, " io credevo che i nostri nemici fossero solo gli Angeli, e invece quello strano Eva nero e il suo pilota hanno cercato di distruggerci".
"Non penso che volessero distruggerci", precisò Misato.
"Eh?"
"Non hai notato che quell'Eva non vi attaccava di continuo, ma si limitava a respingere i vostri attacchi?"
"Già, è vero".
"Perciò io credo che fosse una specie di test".
"Ma allora, potrebbero attaccarci di nuovo?"
"Sì, e forse la prossima volta faranno sul serio. Quindi dobbiamo prepararci.
Io e Ritsuko studieremo una nuova strategia, o almeno ci proveremo, invece voi tre dovrete passare più tempo possibile nel simulatore. Quindi annullate ogni impegno per i prossimi giorni".
"Che cosa?!", gridò Asuka.
"Che ti prende Asuka?", chiese Shinji.
"Zitto tu. Misato, vieni con me".
Asuka e Misato andarono nel corridoio, la prima chiuse la porta per non far sentire le loro parole a Shinji e Rei, e disse: "Cosa vuol dire annullare ogni impegno per i prossimi giorni? Io devo uscire con Michael domani!"
"Asuka, ma ti sembra il momento per andare ad un appuntamento?"
"Stammi a sentire: tu sicuramente sai che in questi giorni ho avuto la luna storta perché sentivo il bisogno di avere un compagno, e questo mi faceva orrore. Ma adesso che ho conosciuto Michael quel malessere è sparito. So che è ancora troppo presto per dire che si tratta della mia anima gemella, però la possibilità esiste, e io non voglio sprecarla.
Sappi che qualunque cosa dirai, io andrò a quell'appuntamento. Se vuoi fermarmi, dovrai sbattermi in una cella!"
Misato rimase a bocca aperta, non si aspettava di sentire parole simili da una ragazza come Asuka.
Dopo averci riflettuto un po' acconsentì: "E va bene. Puoi andare. Ma a un patto: dovrai portarti un cerca persone, e se il nemico dovesse attaccare tu dovrai correre qui subito. Anche se accadesse nel bel mezzo dell'appuntamento. D'accordo?"
"D'accordo, ci sto".
"Allora adesso prendo le disposizioni per Shinji e Rei nel simulatore, e domani, mentre loro staranno alla base, tu potrai andare con questo Michael".
"Sì. Grazie Misato".

ISOLA DI TO-SHIMA
Alla base dell'Eva-P Russel McCoy e il dottor Land discutevano animatamente in ufficio: "Dobbiamo procedere secondo il piano, l'ho già detto anche a lei se non sbaglio", disse il primo.
"Sì, ma questo prima che accadesse quell'incidente. Adesso i suoi clienti sono meno ottimisti, ritengo che sia necessario prendere delle precauzioni per impedire che accada di nuovo".
"Ormai è tardi. Non possiamo più rimandare. Metterci adesso a lavorare, su entrambi i modelli poi, ci farebbe uscire fuori tempo massimo. Finora sono riusciti a tenerli a bada, ma adesso si sono stancati di aspettare, vogliono risultati. Se non glieli do, la mia testa cadrebbe, e anche la sua".
"Va bene, vedo che ha deciso. Speriamo solo che la sua imprudenza non rovini il lavoro di anni".
"Adesso basta dottor Land. Quell'incidente non era previsto, è vero, ma ha avuto importanza solo perché l'Eva-P è pilotato alla maniera tradizionale. Al nuovo modello danni del genere gli fanno un baffo. Il nuovo collaudo avverrà dopodomani. Perciò non discutiamone più".
"Come vuole", concluse Land.
Russel McCoy lo fissava e pensava che ormai il buon dottore era inutile, il suo lavoro l'aveva fatto, ma non poteva sbarazzarsene perché Land teneva a memoria tutti i dettagli per realizzare la formula della lega speciale.
Quindi non poteva toccarlo, almeno fino al giorno in cui gli scienziati di McCoy avrebbero saputo riprodurre la formula di quel metallo. E allora, addio dottor Land.
Improvvisamente suonò il citofono sulla scrivania di McCoy: "Cosa c'è?"
"Padre, sono io", la voce di Michael risuonava metallica.
"Ah Michael. Cosa vuoi?"
"Volevo chiederti se domani potevo recarmi di nuovo a Neo-Tokyo 3".
"Perché?"
Nella sua stanza Michael rifletteva, e giunse alla conclusione di non dire niente al patrigno su Asuka.
"Siccome so che dovrò tornare in quella città per combattere di nuovo, volevo fare un altro sopralluogo".
"Non ti è bastato quello che hai fatto ieri?"
"Grosso modo sì, ma ci sono alcuni particolari che vorrei definire meglio".
"Mm, va bene. In fondo oggi hai eseguito il tuo compito ottimamente. D'accordo, puoi andare".
"Grazie padre".
"Chissà perché vuole andare di nuovo a Neo-Tokyo 3? Ma sì, faccia quello che vuole, tanto tra poco non mi servirà più".
Land lo fissò con un espressione di leggero disgusto, perché anche se il dottore era tutto sommato digiuno di sentimenti, aveva creduto comunque che McCoy si fosse almeno un po' affezionato al suo figlioccio, dopo dieci anni.
Invece niente.

QUARTIER GENERALE DELLA NERV/UFFICIO DEL COMANDANTE
Era ormai sera, ma Gendo e Fuyutsuki sembravano non conoscere la parola riposo.
Stavano consultando dei documenti, quando squillò il telefono, Gendo rispose: "Sì?"
La telefonata durò sei minuti, l'espressione di Gendo era imperturbabile, ma quando riattaccò un leggero sorriso di soddisfazione si disegnò sul suo volto.
"Allora?", domandò il vice-comandante.
"Ci siamo, la nostra ricerca ha avuto esito positivo".
"Dimmi".
"Il donatore che ha sottratto il dottor Land alla sua università è un certo Russel McCoy, un miliardario di origine americana, nonché uno dei privati più ricchi del mondo.
Questo significa che possiede tutti i soldi necessari per costruire un Eva, e soprattutto era già sulla lista degli indagati della nostra precedente ricerca, quella sulle forniture tecnologiche. Da parecchi anni McCoy ha comprato in tutto il mondo apparecchiature molto simili alle nostre, e gli acquisti si sono intensificati negli ultimi mesi. Credo che sia il nostro uomo". "Dove possiamo trovarlo?"
"Dobbiamo cercare tra i suoi possedimenti, sicuramente adesso starà insieme al suo Eva".
"Hai qualche indizio?"
"Quell'Eva nero è stato trasportato da un aereo, quindi si troverà in un luogo abbastanza ampio da nascondere un velivolo di quelle dimensioni, che non sia troppo lontano dal Giappone".
"Immagino che adesso ci aspetti un'altra ricerca, giusto?".
"Esatto".