Scorrono lenti secondi in cui il principe ereditario resta immobile senza fiatare, impietrito dalla sofferenza che gli soffoca il cuore innamorato.
-Loki …
Un nodo alla gola non gli permette che sussurrarne il nome, dopo aver assistito impotente all'ennesimo tradimento dell'amato.
Fa male pronunciarlo, dopo aver osservato la sua mano cercare e trovare quella di Fandral.
Incomprensibile, sfuggente, Loki.
Pretese il suo cuore durante i giorni della prigionia, e lui glielo affidò, travolto da un sentimento malsano che non riesce più a ignorare.
La follia della loro acerba passione li portò a giacere l'uno tra le braccia dell'altro, imperdonabile errore che rese una notte indimenticabile.
Insicuro, impaurito, Thor rinnegò per qualche tempo la memorabile esperienza, fino a quando non divenne insostenibile anche un singolo respiro.
Allora, tornò a nutrire il loro sentimento, ma quelle sue incertezze ferirono Loki, e per questo reagì malamente, fino alla fuga su Midgard, dove era deciso a strappare la vita di Jane Foster, considerata un'insidiosa rivale in amore.
Per lenire le insicurezze dell'amato,Thor non rimpiange di aver detto addio all'amica, un sacrificio necessario a salvare l'acerbo legame sentimentale con Loki.
Tra la dolce terrestre e l'ingestibile Jotunn, sceglie quest'ultimo, senza alcuna esitazione.
Nessun rimpianto.
Deciso a proteggere il loro amore, pronto a sfidare l'ira di Odino e le leggi del regno, pur di ottenere le nozze con l'amato fratellastro.
Ma tutto questo si rivela inutile, ora che lo osserva allontanarsi insieme ad un uomo che sosteneva di disprezzare.
No.
Thor non vuole sottostare all'ennesima meschinità dello spietato menzognero, non dopo aver immaginato di crescere insieme il figlio che Loki porta in grembo.
Non più, ora che quel piccolo essere innocente gli è entrato nel cuore.
Un profondo respiro in modo da placare la rabbia, poi il figlio di Odino si appresta a raggiungere i due compagni, deciso a pretendere quel che gli spetta di diritto: la verità.
-Lasciali andare Thor! Non commettere imprudenze!
L'austero monito di Sif gli esprime la netta contrarietà, ma non è sufficiente a fermarlo; procede, a grandi falcate, bruciando in fretta la distanza tra loro.
-Di quali imprudenze parli? – la interpella Hogun, avvicinatosi alla compagna di viaggio con aria confusa.
-Meglio seguirli - propone Volstagg a gran voce, scrutando con sospetto le sagome lontane dei compagni.
-NO! – si affretta a rispondere lei in tono sgarbato –Possiamo andare: Thor e Fandral faranno da scorta a Loki. La nostra missione si conclude qui.
-Ehi! – borbotta Hogun, spintonato dalla guerriera con vigore, tanto è ansiosa di accomiatarsi.
Difendere il proprio principe da orecchie indiscrete è la sua massima priorità, certa di dover coprire una passione scriteriata ma temporanea, verso un uomo che ancora una volta si è dimostrato indegno di stargli accanto.
E quando lo spietato aguzzino lo ferirà nuovamente, calpestando il suo affetto come quell'erba pregna di rugiada mattutina, allora lei ci sarà, pronta a prendersi cura del suo cuore spezzato.
Pronta ad amarlo, come merita il figlio di un re.
Il fruscio dell'erba calpestata dietro di sé allerta l'udito di Fandral e la voce austera di Lady Sif gli conferma l'identità del loro inseguitore.
Per la tensione provata, stringe la mano di Loki con troppa esuberanza, tanto da farlo gemere in protesta.
-Mi fai male, lasciami! – gli giungono puntuali le sue proteste.
Confuso da tanto ardore, il Jotunn arresta la sua marcia e costringe alla stessa azione il proprio compagno.
-Perché ti sei fermato?
Fandral lo riprende a gran voce , volgendogli uno dei suoi sguardi gelidi, capace di ripristinare in lui l'antica subordinazione mentale, subita durante l'adolescenza.
E' così grande il timore di ricaderci, che Loki perde il controllo sulle gambe, tremanti e a malapena in grado di reggere il peso del suo corpo.
Pallido e visibilmente affaticato, porta le sue mani ad accarezzarsi d'istinto la pancia dilatata, quasi intendesse proteggere il bambino dalla rabbia letta in quegli occhi astiosi.
-Io … io … - farfuglia confuso, ma la furia dello spadaccino gli impone immediato silenzio.
-Ti ho fatto una domanda, Loki! – gli inveisce contro, per poi addolcire l'espressione del volto non appena scorge la figura del dio del Tuono alle spalle dell'amato -Se non te la senti di camminare, posso accoglierti tra le braccia.
Il tono diviene premuroso mentre sfoggia un sorriso forzato all'amico sopraggiunto.
Anche Loki si irrigidisce alla vista del fratellastro al suo fianco, turbato dall'aria battagliera e dagli occhi ardenti.
-Che cosa vuoi? Perché mi intralci la strada? – lo interpella, in parte risentito, in parte sollevato dalla sua presenza.
Il cuore prende a battergli con impeto quando Thor lo scandaglia severo, il semplice respiro gli risulta difficile sotto quello sguardo intenso, in grado di scavargli nell'anima e saccheggiare le sue più intime debolezze.
Loki vede il proprio riflesso; così fragile, bisognoso della sua protezione, bramoso del suo affetto.
Spoglio dell'orgoglio, dell'onore, del risentimento, infine comprende di non poter sfuggire al sentimento che nutre smisurato nel suo cuore, nonostante lo rinneghi con tutto se stesso.
-Il Palazzo di Odino è una meta più saggia, viste le tue condizioni, fratello – dichiara Thor –Mjöllnir può condurci in volo, così da non rischiare inutilmente la salute del tuo bambino.
Una mano si posa su quella dell'ostinato Jotunn, desideroso di sfiorarne il grembo gravido, alla ricerca di quell'innocente creatura per la quale prova un affetto smisurato.
Il cuore manca un battito quando la sente muoversi, emozionato a tal punto da non riuscire a respingere la nascita di una piccola lacrima.
Euforia.
Una forte sensazione già provata nella sala del Tesseract travolge i due principi, la cercano negli occhi dell'altro, la trovano.
-Dimmi Loki, è davvero Fandral il padre?
Spronato da un momento di irripetibile armonia, Thor torna a chiedergli la verità, certo nel profondo dell'anima che quel figlio gli appartenga.
Nessuna risposta giunge da quelle labbra tremule, incapaci di emettere alcun suono, segni evidenti di conflitti interiori che ne tormentano la coscienza.
Lo sguardo languido di Loki scatena in Fandral una forte gelosia, il panico di sentire un nome che non sia il suo lo incita a interrompere la loro ritrovata intesa.
-Certo, sono io il padre, chi mai dovrebbe esserlo altrimenti? – interviene, portandosi a poca distanza dal suo rivale - Non è necessaria la tua premura, bado io a Loki e a nostro figlio.
-Sì che lo è, a quanto ascolto – ribatte Thor, mentre ritrae la mano da quella del fratello, ancora chiuso in un ostinato mutismo –Se Loki ti fosse tanto caro quanto sostieni, dovresti porre al primo posto la sua incolumità, invece del tuo stupido orgoglio.
Una pausa teatrale, poi enuncia con tono risoluto, volgendo uno sguardo pregno d'amore al suo protetto.
-Se non sei pronto a compiere il più arduo dei sacrifici, allora non stai amando davvero.
Le guance di Loki si accalorano all'ascolto di quelle parole ferme, gli occhi si inumidiscono, eppure arretra sconvolto, quasi avesse udito una terribile minaccia.
"Ha appena baciato quella donna, perché adesso si comporta come desiderasse avermi al suo fianco?"
Si domanda, logorato da insicurezze altrettanto grandi quanto il desiderio di ignorarle.
-Essia, amico mio – lo asseconda Fandral, messo alle strette dall'eloquenza di quel discorso –Del resto è rispettoso chiedere ufficialmente a vostro padre la mano di tuo fratello, prima di condurlo nella mia dimora.
-Sarebbe opportuno – conferma greve Thor.
-Riposa mio diletto. Sarò da te domani, alle prime ore del giorno – si congeda il guerriero asgardiano, esibendosi in un inchino reverenziale, in onore del futuro promesso.
-A domani – replica gelido Loki, per nulla sollevato da quella solenne promessa.
Chiude gli occhi, assorto nei suoi cupi pensieri.
Promesso ad un uomo che dosa violenza e affetto.
Un alto sacrificio disposto a compiere, pur di non soddisfare l'arroganza del fratello e rendersi suo schiavo per l'eternità.
L'ennesima sfida contro il legittimo erede al trono l'ha portato a cadere ancora una volta.
Non fu Mjöllnir a far la differenza tra loro, no.
Le sue armi più letali furono ben più subdoli, inarrestabili.
Una delicata carezza sul viso, un sorriso dolcissimo, parole d'affetto profondo ed eterno.
Amore.
Il suo destino è dipeso da quest'incomprensibile sentimento, sin dal ritorno ad Asgard, dopo il fallito assedio dei Chitauri su Midgard.
Si dice che il battito d'ali d'una farfalla possa creare i più grandi uragani.
Innocua e delicata prende il volo, scatenando lieve brezza al principio, fino a quando non si evolve e diviene un'impetuosa tempesta, in grado di stravolgere l'integrità di un territorio per sempre.
Così è la scriteriata passione che prova Loki, sbocciata in modo incomprensibile, sottovalutata a tal punto da cedervi senza difese durante una notte di pura follia, in cui concesse tutto se stesso al più temibile dei suoi avversari.
Tradito dal suo stesso cuore innamorato, ora il signore assoluto degli inganni vive imprigionato in una farsa grottesca, nella quale inscena il ruolo della vittima, assoluto protagonista drammatico del suo stesso intrigo.
Improvvisi crampi allo stomaco straziano il dio del Tuono, alla vista di un fugace bacio a fior di labbra donato dallo spasimante all'amato fratello, che colto di sorpresa non si esime dal ricambiarlo.
Stringe i denti per imporsi contegno, i pugni si serrano a tal punto che le unghie si conficcano nella carne, fremente di rabbia davanti all'orribile spettacolo al quale si impone di assistere paziente.
Sollievo, oppure delusione?
Il principe di Asgard non riesce a comprendere lo sguardo enigmatico che il fratello gli rivolge, mentre con grazia gli giunge incontro.
Loki è il fascino dell'arcano, la tentazione delle tenebre di cui la sua anima devota alla luce non ha più paura.
Vorrebbe solo godere del suo mistero, a costo di condannarsi a un'eterna disperazione.
Niente più sotterfugi, frasi ambigue pregne di dubbi e incertezze.
Occhi negli occhi, quella stessa sera Thor intende chiedergli cosa provi realmente per Fandral, cosa provi realmente per lui.
Sua madre, in un tempo lontano, gli spiegò che un figlio concesso da un Jotunn al proprio compagno comporta anche la scelta di affidargli la propria anima per il resto della vita.
Anche Loki ascoltò incredulo la storia narrata, ma allora non era che un fanciullo, ignaro della propria natura.
Oggi, consapevole delle sue origini, le sue mani nascondono nervose il ventre gravido, mentre avanza a capo chino, di modo da ignorare gli sguardi morbosi dei presenti.
Thor lo stringe forte a sé non appena si arresta al suo fianco, gli sorride con dolcezza quando si accoccola sul suo petto con aria smarrita, gli bacia la fronte gelida all'ascolto di un sommesso singulto.
Vergogna, umiliazione, paura.
Questo gli rivela il battito del caro protetto, così intenso da sentirlo vibrargli dentro di sé.
Lieto di riaverlo tra le braccia, il dio del Tuono innalza al cielo il possente Mjöllnir, che all'istante li conduce in volo, lontani dalle colline di Asgard e dai compagni di viaggio.
Lontani da Fandral, tormentato testimone della loro partenza.
Pregiati arazzi alle pareti illustrano il glorioso regno di Asgard in tonalità verde e oro, l'ampia finestra balconata viene adornata da morbide tende di lino bianco, in parte celate da verdi tendaggi più spessi, di identico tessuto.
Il rovere moro è la scelta del mobilio, dal parquet su cui tappeti smeraldini esibiscono le loro trame tessute a mano, al letto a baldacchino, impreziosito da drappi in velluto che riprendono i toni intensi di quelli posti alle ampie vetrate.
Ordine, eleganza, lusso.
Loki riscontra con piacere l'integrità delle sue stanze private, ogni oggetto è disposto esattamente come ricordava.
Persino la pungente fragranza di incenso è la stessa di allora.
Si siede sul bordo dell'ampio letto, accarezzando distratto le lenzuola in raso nero.
"Se non altro, l'attesa di un figlio mi ha permesso di abbandonare le segrete. Le nozze con Fandral sono una tutela necessaria, almeno fino al recupero dei miei poteri."
Riflette, pregustando già il sapore di una nuova vendetta.
Lascia cadere sul pavimento il pesante cappotto, ma non ha il tempo di svestirsi d'altro, poiché a seguito di un paio di rintocchi alla porta, fa il suo ingresso un inatteso visitatore.
Resta di spalle Loki, ma non fatica a riconoscerne l'identità.
Il passo leggero, il fruscio delle lunghe vesti, il buon profumo di fiori, riesce persino a immaginarne il mesto sorriso.
Sua madre, la regina di Asgard, gli si avvicina in silenzio e si arresta a poca distanza, in paziente attesa di ottenere la sua piena attenzione.
Ma Loki non ha alcuna fretta di accoglierla.
Il temporeggiamento del figlio adottivo non sorprende la sovrana, una reazione prevista e tollerata con ammirevole dignità.
Le mani stringono con forza l'organza dell'abito, mentre lo osserva atteggiarsi come se non si fosse accorto del suo arrivo.
Con sottile crudeltà Loki ignora il discreto sospiro della donna, denudandosi degli abiti logori e fradici senza alcuna fretta.
Si sfila aggraziato gli stivali e li ripone accanto all'antico comò, sceglie la veste da camera più comoda, lentamente la indossa, e solo allora il provocatore si volta, apparentemente stupito dello sguardo rammaricato della madre.
-Madre, non avevo idea foste qui – mente, baciandole una guancia con gelida cortesia.
Il ghigno beffardo rivoltole durante quel freddo saluto non stupisce affatto la regina, ormai avvezza all'insofferenza del figlio ribelle.
-Volevo accertarmi di persona che stessi bene – lo informa, forzandolo ad un abbraccio carico di un affetto represso da troppo tempo –E' una gioia immensa poterti rivedere nelle tue stanze.
L'istinto porta Loki a cingere a madre ma all'ultimo le mani si fermano tremanti, timoroso di lasciarsi andare all'emotività del momento.
E' ancora fresco in lui il trauma della prigionia, una punizione subita anche a causa di quella donna.
-Dunque padre mi riabilita a Palazzo. Sono stupito di tanta magnanimità, certamente dovuta all'assenza della magia nel mio corpo. Cosa gli fa pensare che io non impugni un semplice stiletto e glielo punti alla gola? – le sibila ad un orecchio il signore del caos, per poi sciogliere l'abbraccio, desideroso di porre adeguata distanza tra loro.
-Sono sicura che non lo farai. Te lo leggo negli occhi – replica con dolcezza la regina.
-Quanta fiducia malriposta! Mi commuove la vostra ingenuità, madre – sbotta il figlio con tono pungente, distogliendo lo sguardo da quello indagatore di lei.
-So quel che dico, non sono affatto un'ingenua come sostieni – insiste Frigga, senza scomporsi –Le tenebre hanno abbandonato il tuo cuore nel momento in cui hai preso la decisione di crescere quella vita dentro di te.
Le parole spingono Loki a tastare il proprio ventre rigonfio, un gesto protettivo che non sfugge agli occhi attenti della madre.
-Sei pronto ad amare, figlio mio. Non negarti oltre questa meravigliosa esperienza – lo invita, sorridendogli dolcemente.
Con il cuore in gola, Loki osserva in silenzio quella donna, un tempo amata come una vera madre.
Avanza discreta Frigga, ogni nuovo passo segna la disfatta della corazza d'odio e rancora indossata da un figlio difficile, a difesa di un animo fragile e bisognoso d'affetto.
Gli giunge accanto, nella speranza di cogliere un minimo cenno da parte sua che la esorti a stringerlo tra le braccia.
-Negarmi l'amore? Non mi è più possibile scegliere, non ho armi abbastanza efficaci contro questo blasfemo sentimento! E' l'amore che mi ha sconfitto, l'amore mi ha reso schiavo di un uomo indegno - le confessa il Jotunn in un filo di voce, volgendogli appena una timida occhiata.
-Perché dici questo? Di quali colpe si è macchiato quest'uomo, da ritenerlo tanto immeritevole? – lo interpella, angosciata da quella dichiarazione.
-Di arroganza e meschinità. Il mio amore è per lui l'ennesimo trofeo da sfoggiare - le spiega in evidente disagio, chinando il capo sconsolato.
- Se è questo il pensiero di Fandral, allora farò in modo che domani Odino non acconsenta alla vostra unione. Non temere figlio mio, sarà tuo fratello a prendersi cura di te – lo rassicura lei, mentre gli solleva il viso, di modo poter incrociae il loro sguardo.
Ma l'aria colpevole ritrovata su quel volto diafano le fa crollare ogni falsa deduzione, si sente mancare il respiro quando infine comprende la verità.
Non è Fandral ad avergli spezzato il cuore, ben altro nome gridano i suoi occhi smarriti.
-Tu … tu stai parlando di Thor … - sussurra la consorte di Odino, impallidita visibilmente.
Non fiata Loki, non ne ha il coraggio.
La colpa di un amore sbagliato diviene ancora più insopportabile, ora che ne vede il riflesso dentro agli occhi della donna che nonostante la rinneghi apertamente, continua a considerare una madre.
Tace Frigga, confusa dalle lacrime silenziose di un giovane Jotunn, che malgrado i drammatici eventi, continua ad amare come un figlio.
Il silenzio sussurra comprensione, riporta alla luce l'antico riflesso del loro legame seppellito tra dolore e rabbia, alletta la coscienza di entrambi, trasportando la dolcezza malinconica dei ricordi.
Ricordi che Frigga legge dagli occhi di Loki e Loki li ritrova in quelli di Frigga.
E così, come accadeva spesso in un tempo lontano, un figlio impaurito si affida ad una madre premurosa, alla ricerca di protezione.
-Madre, madre mia … aiutami.
Si spezza la voce del suo protetto, accolto con enfasi contro il petto come se intesse nasconderlo al mondo intero.
-Sono qui con te. Ci sarò sempre, se vorrai.
A lungo si estraniano dal tempo e dallo spazio, incatenati in un commosso abbraccio grazie al quale entrambi curano l'animo leso da profondi patimenti, fino a quando bruschi colpi alla porta non spezzano la ritrovata armonia.
-Loki, ho bisogno di parlarti!
Impetuoso Thor enuncia il suo arrivo, battendo nervosi colpi alla porta a intervalli brevi l'uno dall'altro.
-Ti supplico, fammi entrare! Concedimi qualche minuto del tuo tempo.
Il tono insistente con cui richiede il permesso di varcare la soglia sprona Frigga a congedarsi dall'amorevole abbraccio, decisa a lasciare ai due amati figli qualche momento di intimità.
-E' meglio che io vada adesso – dichiara, mentre accenna un aggraziato inchino -Tuo fratello chiede udienza e non sembra poter aspettare un minuto di più.
La mano del figlio ritrovato però stringe forte la sua mentre si appresta a lasciare le stanze, una reazione che la porta a interrogarlo con uno sguardo perplesso.
-Non intendo vederlo, non posso affrontarlo adesso. Non avrei le forze necessarie per respingerlo – le confessa, pallido in volto, l'aria terrorizzata, il respiro affannato.
-Perché vuoi allontanarlo da te, perché continui a fuggire dall'amore? – è la replica della regina, seguita da altri secchi rintocchi alla porta.
-Perché lui non mi ama! Il suo cuore batteva per una midgardiana, eppure venne una notte nel mio letto a pretendermi! Io mi fidai di lui, folle e ingenuo mi concessi, ma il vile, sazio di quella passione momentanea, mi abbandonò alla solitudine delle segrete, senza più farmi visita da allora – ribatte Loki, visibilmente provato dai ricordi dolorosi.
-Figlio mio adorato, non giudicare Thor in modo tanto spietato. Sono certa che la sua non sia stata codardia, ma smarrimento. L'amore però ha vinto qualsiasi incertezza, io stessa testimonio un ardore invidiabile nel dichiarare a Odino la volontà di prenderti come suo compagno, sfidandone l'ira e lo sconcerto a testa alta.
Loki sbarra gli occhi incredulo all'ascolto di quella notizia.
-Thor ha chiesto a padre la mia mano? – farfuglia confuso.
Ancora volta quella sera, la saggia sovrana affida i pensieri ad un sorriso benevolo, per poi accomiatarsi con discrezione senza più voltarsi, lieta di aver rinnovato nel cuore del figlio la speranza di credere nei sentimenti.
All'ascolto dei passi leggiadri all'interno, Thor cessa ogni azione e si concentra sul proprio battito emozionato, in modo da gestire la tensione che certamente si alzerà durante l'acceso dibattito con il difficile fratellastro.
Non può permettersi di perdere il controllo, non è più tempo di commettere errori.
Con questa fermezza nell'anima, il principe ereditario si prepara ad affrontare la loro ennesima sfida, munito di umiltà, pazienza, fiducia in se stessi e nel loro acerbo sentimento, le sole armi possibili in grado di conquistare la vittoria più onerosa della sua vita: il cuore di Loki.
La posta in gioco è troppo alta, anche un semplice sguardo mal interpretato rischierebbe di distruggere del tutto qualsiasi illusione di ricucire il loro complesso legame.
Assorto nelle sue riflessioni, sussulta quando d'improvviso la porta si apre e compare sulla soglia l'esile figura della madre.
-Mi dispiace, non volevo interrompere la vostra visita! – farfuglia imbarazzato.
Intenerita dal disagio evidente del primogenito, sbiancato e arrossito in goffa alternanza, la regina si affretta a rassicurarlo con un bacio sulla fronte.
-Domani , alle prime luci del mattino, ti attendo nella sala del trono al fianco di Loki. Siate felici, figli miei- gli sussurra, addentrandosi nell'oscurità del lungo corridoio senza più voltarsi.
Le sue parole sono brezza gentile all'orecchio dell'erede asgardiano.
Thor segue con sguardo riconoscente il discreto congedo della madre, poi si appresta a varcare l'ingresso, spalancando con impeto la porta lasciata dalla madre volutamente socchiusa.
Gli occhi sprezzanti di Loki lo trafiggono non appena varca la soglia, ma stoico non demorde e gli si avvicina.
-Il solito grezzo villano! Non ti ho affatto concesso il permesso di entrare – esordisce glaciale il Jotunn, sforzandosi di apparire contrariato, quando in realtà il cuore gli è balzato in gola al solo rivederlo.
-Ma non l'hai nemmeno negato espressamente – gli ribatte l'ospite invadente, divertito dalla forzata aggressività con cui lo affronta.
-Vattene, non sono in vena di discussioni questa sera. Il viaggio di ritorno mi ha molto provato, gradirei riposare - gli giunge immediata la replica pungente.
L'andatura dell'accusato però prosegue decisa, tanto che l'altro arretra intimorito la sua posizione, fino a quando non si ritrova la schiena contro le mura.
Pochi passi li distanziano e solo allora Thor si ferma, scrutando l'ostaggio con aria arrogante.
Pur di sfuggire alle intense iridi del fratellastro, Loki volge una fugace occhiata alla sua sinistra e trattiene il respiro nel notare la vicinanza con l'ampio letto.
E' arduo per lui mantenere un'espressione sdegnata, rinnegando il cuore che gli grida di gettarsi tra le sue braccia.
-No, Loki. Non me ne andrò. Non prima di aver chiara la natura del tuo legame con Fandral e dei nostri reciproci sentimenti.
Un sorriso caloroso veste le labbra carnose del dio asgardiano, accortosi dell'evidente imbarazzo dell'amato dopo il suo fermo enuncio.
-Fratello mio, la tua sagacia mi sconcerta! Credevo fosse evidente dai numerosi attentati alla tua vita quanto profondo sia il mio odio nei tuoi confronti – sibila l'efferato menzognero, sforzandosi di apparire convincente –E cosa provo per Fandral, dal quale come ben sai aspetto un figlio? Coraggio, prova a immaginare …
-Tu menti – afferma atono Thor, impassibile alla tagliente provocazione –Tu non ami Fandral, tantomeno odi me.
Loki si stupisce della sicurezza con cui replica al suo sarcasmo; non coglie in lui neanche un lieve segno di stizza, un'ulteriore segno a conferma della sua dichiarazione.
-Non dirmi che ora hai affinato l'intuito, perché stento a crederci! – sbotta a gran voce, innervosito dallo sguardo insistente che il dio del tuono gli rivolge.
-Spesso cado in errore a causa della mia ingenuità, ma a volte è proprio quest'istinto a salvarmi dal commetterne ancora – si difende Thor con tono paziente –E' difficile comprendere quando reciti una parte e quando invece ti dimostri sincero, ma in questo momento non ho proprio dubbi a riguardo. Tu menti.
Forte nelle sue convinzioni, gentile nei modi, Thor accompagna il discorso diretto con audaci carezze tra i capelli dell'infido ingannatore, così assorto in intimi pensieri da restare docile al tocco della sua mano gentile.
-Non capisco! Mi chiedo il motivo di tanta sicurezza …
Sfugge un ingenuo pensiero dalle labbra del menzognero, del tutto succube dei due specchi di cielo racchiusi nelle iridi del fascinoso asgardiano.
-Quando i nostri sguardi si legano, l'ombra delle tenebre svanisce dai tuoi occhi e si illuminano come due superbi smeraldi - gli sussurra all'orecchio il fratello -Come potrebbe l'odio generare un tale spettacolo? – gli domanda malizioso a fior di labbra.
Un brivido lungo la schiena scuote Loki all'udire quella voce roca, sensuale strumento che gli aggredisce la ragione e la sottomette.
Così vicini, pericolosamente vicini.
La distanza è minima tanto che i loro respiri ormai si cibano di un'aria resa rovente dal calore dei loro corpi.
-Ebbene non è di certo un segreto l'attrazione fisica tra noi, ma il sentimento è ben altra cosa – farfuglia, privo di quella convinzione che però avrebbe voluto infondere nel tono di voce.
-So bene cosa provo, sono pronto ad ammetterlo. E tu? – ribatte l'impudente, mentre brucia lo spazio residuo tra i loro toraci, senza distogliere l'attenzione dal volto dell'altro, segnato da un evidente conflitto interiore.
L'unione istiga il battito dei loro cuori a ritmare in armonia, un altro inesorabile passo verso la verità.
-Io … io non ho null'altro da confessarti.
La negazione di Loki suona distorta dall'emozione ineluttabile, espressa da una voce spezzata.
-Io amo Fandral …
La successiva dichiarazione viene confutata dalle folte ciglia nere che calano il sipario su quelle iridi dilatate e dal rossore sulle guance vezzeggiate dalle dita del suo provocatore.
- Io … io non ti amo …
Ma si smentisce all'istante, tradito dalle sue stesse labbra dischiuse, pronte ad accogliere quelle sopraggiunte dell'altro, dando vita ad un bacio bramato, almeno quanto la sua volontà di respingerlo.
Loki cede da subito all'incontro delle loro lingue, irrinunciabile godimento al punto da mandare all'aria l'orgoglio pur di assaporare la dolcezza della loro danza sensuale.
Mai è stato tanto sublime il sapore della sconfitta.
Thor nutre il bacio con tutto il suo sincero sentimento, consapevole sia l'unico modo che gli resta per infrangere la spessa barriera emozionale innalzata dall'amato.
Ed ecco, la sente assottigliarsi ad ogni loro sospiro, si incrina tra i respiri affannati, si disintegra in mille pezzi quando la sua bocca si allontana per qualche istante da quella dell'ostinato, per poi tornare a riprenderla e ritrovarla altrettanto bramosa di ricongiungersi.
Mai è stato così appagante il gusto della vittoria.
Il figlio di Odino assaggia tutta la rabbia del Jotunn, costretto a crollare alla passione senza più possibilità di lottare per il proprio onore, gusta la sua paura, tra saliva e lacrime saccheggiate dai suoi occhi chiusi.
-Queste tue labbra sono il veleno della mia ragione – gli confessa il Jotunn, schiavo del retrogusto agrodolce di una passione che lo intimorisce e lo rende indifeso, dipendente da un uomo desiderato più delle sue ambizioni.
La condanna della mente, la salvezza del cuore.
-Posso garantirti lo stesso delle tue – si difende l'accusato, tra piccoli nuovi baci pretesi ed estorti –Ti amo Loki, ti amo tanto da perdere il senno! - gli confessa, stringendolo con ardore tra le braccia.
-Non dire eresie! Hai baciato quella donna davanti a me, e ancora cerchi di convincermi che non sei innamorato di lei? – ribatte Loki, gridandogli contro tutto il proprio risentimento.
Il cuore di Thor si strazia all'ascolto del pianto disperato dell'amato fratello, accoccolatosi sul suo petto per non mostrargli il volto alterato dalla sofferenza.
-La tua insicurezza ti ha portato ancora una volta a travisare la realtà! Fu Jane a chiedermi un ultimo bacio d'addio, un dono che non volli negarle, dopo aver subito le tue scelleratezze! – protesta a gran voce, sfinito da continue insinuazioni contorte –Come puoi credere che un bacio del genere possa essere minimamente paragonabile a tutto questo? Come puoi aver dimenticato quanta emozione c'era nell'aria, durante la nostra notte di passione?
-Intendi quella notte in cui consumasti la nostra relazione clandestina con la vergogna negli occhi? La tua codardia mi costrinse a reprimere il piacere dell'atto, compromesso da quell'orrenda maschera di ferro che non volli rimuovermi! – gli rammenta Loki, così furioso da riprendere l'immediato contatto tra i loro sguardi.
-Va bene, su questo non posso certo darti torto, ma ero spaventato da sentimenti allora incomprensibili! Se questa sera sono qui, è per chiederti un'ultima occasione, in cui poterti dimostrare che non ho più paura del nostro amore! – dichiara Thor, prendendogli il volto alterato dalla collera tra le sue grandi mani.
-In che modo mai potresti arrivare a … convincermi?
Il pianto di Loki cessa non appena legge la risposta dagli occhi cristallini dell'amato, trasale quando si sente afferrare per la vita con impeto inatteso e si lascia sollevare, confuso dalla rapidità con cui le azioni si susseguono.
Gli sfugge un timido verso dalle labbra quando l'irruente corteggiatore lo distende tra le lenzuola di raso, vorrebbe gridare di fermarsi, ma le parole gli muoiono in gola alla vista del suo petto denudato in gran fretta della tonaca, gettata a terra come un vecchio straccio di cui disfarsi.
Gli occhi sfuggono alla visione di quegli addominali scolpiti e gli seguono d'istinto le mani, abili e leste a sfilare la cintura e il resto del vestiario, ritrovandosi in poco tempo ad ammirarne il corpo bronzeo, perfezione estetica degna di un dio quale lui è.
Il cuore è un martello vigoroso nel petto, lo sente ritmare irregolare una passione che non è più in grado di gestire, nel momento in cui Thor lo segue sul letto e gli solleva la veste candida, bramoso di osservare il suo ventre inseminato.
-Non temere per il tuo bambino, sarò attento e gentile - gli bisbiglia, mentre con delicatezza lo invita a girarsi su un fianco e si adagia alle sue spalle, baciandogli la schiena candida esibita dall'ampia scollatura.
Loki freme di paura e desiderio al percepire la durezza dell'erezione di Thor sfiorargli i glutei, il profondo conflitto tra lussuria e orgoglio gli stordisce la ragione, assopita del tutto all'arrivo di un caloroso abbraccio.
-Non tremare … non ti farò alcun male …
Cullato dalle parole del compagno, sospira e chiude gli occhi, mentre accoglie le sue mani tra le proprie e le lascia scivolare tra le sue cosce, dove poi le esorta a vezzeggiare il suo membro già rigonfio, gemendo per l'intenso godimento che ne trae da subito.
Al sentire le prime gocce perlacee tra le dita, Thor sospende le audaci attenzioni e con fermezza gli solleva una gamba, di modo da ancorarla tra le sue.
-Questa notte io ti affido il mio cuore, mio diletto – dichiara l'asgardiano, posando le sue labbra bollenti sul collo delicato dell'amato.
Baci sulla pelle e parole di eterno amore, preliminari sublimi per il Jotunn, stordito talmente dal piacere, da tollerare senza un singolo lamento il dolore inevitabile della penetrazione.
Con devota premura, Thor guadagna spazio tra le sue carni senza forzare mai i tempi, librando nell'aria la propria soddisfazione solo quando si insinua del tutto in lui.
Estasiati dall'unione dei loro corpi, i due amanti si stringono l'uno all'altro, le loro dita si intrecciano teneramente, le loro anime sono pronte a divenire un'unica essenza.
Gli affondi di Thor sono dolci e insieme decisi, abile amante si muove in Loki, appagando entrambi ad un ritmo costante.
Senza alcuna fretta sazia il reciproco desiderio di completarsi in un unico essere con spinte regolari e carezzevoli, gemendo con l'amante in naturale sintonia.
Sentirlo dentro di lui è per Loki fonte di immenso godimento, tanto da dover volgere il viso sul soffice guanciale per reprimere la voglia di gridare il proprio benessere.
Ma le movenze dell'esperto compagno continuano impietose, sfidano le sue ultime barriere razionali e infine anche il pudore viene spazzato via, gemendo a gran voce all'apice del piacere.
La schiena gli si inarca tanta è la violenza dell'orgasmo che lo travolge, eccitante visione che conduce anche Thor al picco del godimento dopo poche altre spinte, spargendo il caldo seme dentro di lui.
Le lenzuola si imbrattano del loro umori, del sudore e del profumo della loro smisurata cupidigia, sovrastate unicamente dall'intensa fragranza di incensi.
Il silenzio cala assieme all'oscurità, vittoriosa sulla tenue della stanza orfana dell'ultima fiammella di una candela.
Gradualmente i respiri tornano regolari, unici suoni percepibili per lunghi minuti, fino a quando un leggero fruscio delle lenzuola umide spezza l'assenza assoluta di vibrazioni.
-Non mi importa di chi sia il bambino che porti in grembo. Prometto di essere un padre attento e protettivo, se mi concedi l'onore di crescerlo insieme a te - giura Thor, rassettando l'intimo giaciglio di modo da riparare entrambi dal freddo notturno.
Parole protettive, parole d'amore eterno.
Leggiadro Loki si volta e appoggia il viso tra l'incavo del collo e la larga spalla dell'amato, finalmente sazio delle certezze tanto cercate.
-Se avrai la forza di affrontare padre e dichiarare quanto hai detto, allora accetterò – gli bisbiglia con voce impastata, intorpidito dalle carezze dell'ignaro genitore.
-Non chiedo altro, mio diletto.
Una nuova promessa sincera viene stretta ancora una volta nella menzogna.
Il signore degli inganni sorride nella fitta oscurità, lieto di aver ricevuto anche l'ultima prova agognata, senza averla dovuta pretendere.
Sfamata l'ingordigia del proprio cuore tormentato, posa le mani sul grembo rigonfio e lascia che le dolci attenzioni del fratello lo conducano in un sereno sonno senza sogni.
L'ansia di ricongiungersi al suo promesso sprona Fandral a varcare con irruenza le ampie porte della sala di Hliðskjál, tanto che la guardia deve gridare a pieni polmoni, affinchè si enunci al sovrano il suo arrivo.
Il leggendario guerriero prosegue a rapide falcate fino a quando, a pochi metri dai sovrani , l'istinto gli suggerisce di smorzare la sua esuberanza.
Qualcosa non torna.
Lo deduce dall'aria cupa di Odino e da quella assorta della consorte, lo legge dagli occhi furiosi di Lady Sif affiancatasi silenziosa al suo arresto, lo confermano le espressioni di sconcerto di Volstagg e Hogun, appoggiati a delle colonne verso metà dell'ampio salone.
E poi li vede.
Thor e Loki, mano nella mano, insieme.
La collera cresce a dismisura, ma serra la mascella e si impone tolleranza, deciso a non rovinare nulla di quel giorno tanto importante.
Si inginocchia con eleganza, la mano si posa sul petto, imposta un tono greve e a gran voce dichiara la proposta di fidanzamento.
-Mio signore, sono qui a chiedervi di benedire l'unione tra me e Loki, affinchè nostro figlio possa crescere amato e rispettato come si deve a un futuro principe di Asgard.
Lo sguardo si posa severo sul suo futuro sposo rimasto al fianco del fratello, nonostante l'enuncio ufficiale, per poi tornare a scrutare il sovrano asgardiano, in attesa del responso.
-Non avrei nulla da obiettare riguardo alla tua richiesta, non fosse appena avvenuta l'illuminante conversazione con mio figlio, che tu pretendi in sposo.
L'inaspettata sentenza fredda il guerriero asgardiano, d'istinto cerca dagli occhi dell'amato una risposta che non tarda ad arrivare.
-Non sarai i tu a prenderti cura di mio figlio– sibila l'infido ingannatore –Sarà suo padre a farlo, da oggi in poi.
-IO SONO IL PADRE! – sbotta Fandral, alzatosi di scatto all'ascolto delle sue arcane parole, ma la mano dell'amica gli stringe con vigore un braccio e lo costringe a restarle accanto.
-No. Non lo sei – lo zittisce in malo modo il Jotunn.
Il guerriero asgardiano non è il solo a restare sconvolto dalla sibillina spiegazione, anche Thor appare ai presenti visibilmente stupito, voltatosi con un'aria interrogativa verso il fratello.
-E' Thor il padre naturale. Sarà lui a prendersi questa responsabilità.
Silenzio.
I volti di Volstagg e Hogun assumono la tonalità delle colonne d'alabastro sulle quali si devono poggiare di peso poiché le gambe rischiano di cedere, così anche Sif barcolla sul posto, amareggiata da una notizia alla quale ha voluto non credere fino a quel momento.
-Cosa hai detto? – domanda Fandral dopo qualche istante –Loki, non capisco perché mai mentire proprio adesso! – grida sconvolto, mentre scandaglia le espressioni dei sovrani, in cerca di supporto.
Ma Odino resta impassibile, la regina abbozza un sorriso, atteggiamenti che non donano allo sventurato asgardiano alcuna solidarietà.
-Non mento affatto, non più – ribatte in un filo di voce il dio del caos, volgendo uno sguardo languido al neo compagno, visibilmente emozionato.
E d'improvviso Fandral sguscia dalla salda presa della guerriera e furioso si precipita dal menzognero, in cerca di una lesta vendetta.
-Fandral, no! – lo richiama all'ordine Sif, un monito del tutto ignorato dall'amico, accecato dalla rabbia.
-TU! Tu non hai un briciolo di dignità, pronto a giacere con un uomo che disprezzavi fino a qualche ora prima, pur di ottenere la riabilitazione a Palazzo! – inveisce, urlando contro l'infedele amante, ormai a poca distanza da lui.
Le ingiurie sono gravi, almeno quanto le lesioni al cuore, provocate da un amore non corrisposto.
-Posso comprendere il tuo sgomento e accettare la tua rabbia, ma non ti permetto di parlare in questo modo al mio promesso! – irrompe la voce altera del principe ereditario.
Tornato sufficientemente lucido, Thor si pone ad ostacolo tra Fandral e Loki, giusto in tempo a soccorrere il fratello da un'aggressione fisica da parte del pretendente respinto.
-Sei un ingenuo a pensare di aver conquistato il suo cuore spietato! Non comprendi il suo piano? E' così evidente! Userà suo figlio per ambire al trono un domani! Non puoi permettergli di regnare su Asgard, nemmeno sotto la tua costante tutela! – lo ragguaglia Fandral.
-Come osi ergerti al di sopra delle scelte di un futuro re? Non spetta a te giudicare le mie azioni! – ribatte stizzito il primogenito di Odino.
Occhi negli occhi i due rivali in amore si fronteggiano in una tacita battaglia in difesa del reciproco onore, sotto lo sguardo sospettoso dei presenti in sala e del loro brusio generale carico di sgomento.
Un mormorio che diviene clamore quando Loki si avvicina al fratello e senza una parola gli prende una mano tra le sue, chinando il capo al cospetto del sovrano.
Un segno di sottomissione, un segnale forte dato dal principe ribelle, capace di convincere il cuore del padre, finalmente sicuro della sua rinnovata fedeltà.
-Sei solo una squallida puttana! – lo insulta Fandral.
Fuori di sé alla vista di quel gesto diplomatico, assurdo quanto l'improvvisa complicità con il fratellastro, innalza un braccio, deciso a colpire il volto del traditore, ma l'aggressione viene sventata dalla prontezza di riflessi di Thor, ancora una volta intervenuto tra i due antichi complici d'intrighi.
-Non devi azzardarti a sfiorarlo! – lo minaccia il rivale.
Stringe i denti Fandral, tollerando senza un lamento la ferrea presa, mentre affronta fiero lo sguardo sprezzante di Loki.
-Basta così! – interviene infine Odino, irritato dall'acceso confronto tra i figli e il valoroso spadaccino.
La voce tonante del re porta ogni suddito presente a rivolgergli piena attenzione.
Così vale anche per i principi e il guerriero, in rispettoso silenzio non appena udito la voce tonante del sovrano, in fremente attesa che si pronunci sulla spinosa questione.
-Un padre non può certo esimersi dal suo sacro dovere. Per questo motivo,Thor, sarai tu a vegliare sul figlio di Loki e prenderti cura di entrambi. Così il re ha deciso – enuncia in tono imperioso il re di Asgard.
-Questa è una follia! – protesta a gran voce Fandral, per poi volgere con sgarbo le spalle ai sovrani, dileguandosi dalla sala senza porre i dovuti ossequi.
Odino segue con sguardo di rimprovero la lesta dipartita del guerriero, ma la mano rassicurante della regina si posa dolcemente sulla sua, in richiesta di un consulto.
-Lascia che vada, dovrà farsene una ragione – gli suggerisce, radiosa per la ritrovata serenità interiore.
-Come del resto tutti noi – conclude il sovrano a denti stretti, mentre osserva i due promessi abbracciarsi con trasporto.
Thor stringe a sé il complicato compagno, talmente euforico per la notizia inattesa, da perdonargli l'ennesimo sotterfugio.
Loki si bea della sua premurosa protezione, lieto di avergli potuto confessare il suo segreto, divenuto un fardello troppo grande da sostenere in solitudine.
Presto anche Lady Sif, Volstagg e Hogun, abbandonano la sala furiosi, seppure dopo essersi congedati in modo appropriato, ma i due principi ne ignorano il gelido gesto di stizza.
Tutto quello di cui Thor abbisogna è racchiuso dentro a due iridi verdi pregne di fascinoso mistero.
Loki. L'uomo che ama.
Così fragile, eppure così letale.
Il loro amore è il volo leggiadro di una farfalla, dolce e gentile, ma insidioso, dal quale nasce una lieve brezza in un giorno di apparente quiete, che potrebbe un domani dare origine ai più veementi uragani del regno.
Ma cos'è l'amore se non un enigma irrisolvibile?
Loki gli sorride con una luce incantevole negli occhi mentre si appropria delle sue labbra con dolcezza.
Niente ha più importanza, ormai.
Fine.
Grazie a chi ha seguito questa storia,
lettori vecchi e nuovi mi hanno supportata fino ad oggi.
A chi mi ha dedicato parole meravigliose nelle recensioni, a chi mi ha suggerito canzoni divenute grande fonte di ispirazione.
Senza di voi questa storia si sarebbe arenata dopo un solo capitolo, sconfortata com'ero dopo le mie disavventure per Darkshines.
Siete i miei angeli custodi, e a voi tutti vi dedico il lieto fine di questa storia, complessa più della precedente, perché più introspettiva.
Spero la teniate nei vostri cuori per un po', sarebbe un regalo di inestimabile valore.
Un abbraccio virtuale commosso,
Lara.
