Partenze

Sharon si svegliò di soprassalto quando sentì una manina accarezzarle la guancia. Non era stato facile, la sera prima, metterli a letto, Tommy voleva dormire con lei ma Andy era stato categorico ognuno nel proprio letto.

"Nonna posso venire?" chiese Tommy scalzo ai piedi del letto. Sharon guardò la sveglia erano le 6.30 poi si girò verso Andy …. Stava ancora dormendo "Ok tesoro salta dentro … oh che piedini freddi vieni qui" e se lo strinse forte forte.

Andy sorrise nel vedere la scena ma fece finta di dormire ancora.

Alle 7.30 si alzò piano , Sharon e Tommy si erano riaddormentati. Aprì piano la porta della cameretta e vide Sam seduto sul lettino "Hey campione – disse sottovoce – hai voglia di aiutare il nonno a preparare la colazione". "Si" rispose il piccolo.

La tavola era pronta .. i biscotti, la torta e la cioccolata sul fuoco … tutto perfetto. "Ed ora vai a svegliare quei due dormiglioni"disse ridendo pensando già alla reazione di Sharon.

"Nonnaaaa" urlò il piccolo entrando nella stanza. Ecco li aveva svegliati rise tra sé Andy.

Rusty li trovò tutti a tavola quando rientrò "Ciao" disse ai piccoli che appena lo videro lasciarono la torta per saltargli addosso.

"Calma piccoletti, lasciatemi portare la borsa in camera finite la colazione e poi giochiamo".

Non se lo fecero ripetere due volte. Giocarono ai pirati, a nascondino, fecero le costruzioni con il lego e quando verso mezzogiorno arrivò Nicole a prenderli ci volle tutta la pazienza per convincerli ad andare a casa.

Bene si desse Rusty ora erano soli, ora era il momento di dirglielo. Sapeva che sua madre non l'avrebbe presa bene ma per lui era un'occasione non poteva perderla. Rusty si avvicinò a Sharon "Mamma devo parlarti".

Sharon lo guardò preoccupata. Rusty le prese la mano "Vieni sediamoci". Certo non la stava tranquillizzando.

"Rusty cosa succede?" chiese preoccupata sedendosi sul divano.

Non sapeva da dove cominciare. Inspirò profondamente "Mamma, ieri mi ha chiamato il professore, pare che il mio ultimo blog sia piaciuto molto al rettore e … - si fermò un attimo, come poteva trovare le parole giuste per essere delicato – mi ha proposto una borsa di studio per Oxford, oh mamma sarebbe fantastico, non avrei mai pensato che proprio io …." Disse con gli occhi che gli brillavano dalla gioia.

Sharon cercò di restare calma, si aggrappò al divano cercando di controllare il respiro, non era preparata a questo. Sapeva che prima o poi sarebbe arrivato questo momento ma l'Europa. Avevano parlato di N.Y di Washington …. Ma l'Europa.

"Bene – disse raccogliendo in fretta i suoi sentimenti – tu cosa pensi?".

Rusty abbassò lo sguardo "Ho detto al professore che ne avrei parlato con voi ma io vorrei andare, lo so il periodo è lungo ma potrei tornare ….".

Sharon lo fermò con la mano "Lungo quanto?". "Un anno" disse tutto d'un fiato. "Un anno" ripeté lei quasi sussurrando come se dirlo così non sembrasse vero.

Andy aveva sentito e si avvicinò alla moglie, si sedette accanto a lei e le cinse la vita "Rusty sono emozionato per te, tua madre ed io siamo molto orgogliosi. Certo non possiamo dirti che siamo felici della tua partenza – guardò Sharon che stava facendo di tutto per non piangere, poi con il solito sguardo Flynn – tesoro un figlio ad Oxford l'avresti detto" e le accarezzò la mano dolcemente.

"Scusate – disse Sharon stringendo la mano di Andy – è che sembra ieri che …". Rusty sorrise "Si sembra ieri quando sono venuto a vivere qui e poi Andy e la nostra famiglia. E' difficile anche per me mamma ma sono deciso è la cosa giusta, devo partire devo provarci non voglio in futuro pentirmi di non averlo fatto. Devo sapere se sono abbastanza bravo da riuscirci".

"Noi ci saremo sempre, in qualsiasi momento basta che chiami" disse Andy anticipando Sharon che non riusciva più a dire nulla.

"Grazie – rispose Rusty – voi mi avete insegnato cosa vuol dire far parte di una famiglia voi mi avete insegnato ad amare a fidarmi degli altri ed ora sarà meglio che cominci a preparare un po' le mie cose" e si avviò verso la sua stanza, non gli piaceva che lo vedessero commuoversi.

"Vieni qui tesoro" disse prendendola tra le braccia. "Oh Andy io non so se riesco …." e pianse tra le sue braccia.

"Sharon devi essere orgogliosa per quello che hai fatto con il ragazzo. Hai preso un cucciolo ferito e lo hai trasformato in un uomo, amore mio" la tenne stretta cullandola dolcemente.

"Allora Rusty come l'ha presa la mamma" chiese Emily anche se immaginava la reazione di sua madre con Rusty era particolarmente protettiva.

"Diciamo che poteva andare peggio, se non fosse stato per Andy" sorrise mentre lo diceva.

"Quando parti?" chiese la sorella. "Beh penso presto l'anno è già iniziato e non voglio perdere tempo".

"Secchione sei proprio come mamma – rise la ragazza – ora ti devo lasciare ho le prove. Tienimi informato fratellino".

Per la prima volta in vita sua sentiva che stava costruendo qualcosa. Si addormentò felice.

Continua