Grazie a tutti quelli che hanno scelto di leggere questa storia, inoltre grazie per i commenti cercherò di non deludervi. Ecco a voi il nuovo capitolo!

Harry Potter e KHR non mi appartengono


Ritorno a Privet Drive

L'espresso da Hogwarts sfrecciava per la campagna inglese, sola soletta in un compartimento solitario Althea Dorea Potter rimuginava sull'anno appena passato.

Tutta quella stupida storia dell'erede di Serpeverde era risultata solo in isolamento e la scoperta di un'amara verità: Hermione e Ron non erano mai stati suoi amici ma spie di Silente. Silente che l'aveva lasciata dai Dursley e le impediva di andarsene da Privet Drive. Diavolo Althea lo odiava quel vecchio mentecatto e invece non poteva far altro che starsene zitta; Hogwarts era il solo modo per allontanarsi dalla vita infernale cui la sottoponevano i suoi "zii".

Se Silente pensava che lei fosse un bravo agnellino, bè si sbagliava di grosso, se c'era una cosa che aveva imparato vivendo in inferno era farsi sottostimare; tenere bassi i suoi voti, nascondersi in biblioteca dove si rifugiava per sfuggire da Duddley e la sua gang e intanto ingurgitare più sapere possibile aveva anche iniziato a studiare varie lingue tra cui italiano e giapponese (non sapeva esattamente perché, ma aveva sempre avuto una sensazione che le sarebbero servite); esattamente quello che aveva fatto a Hogwarts sin dal primo giorno e ne aveva scoperte di cose, come rilevare e rimuovere incantesimi traccianti per esempio, aveva poi scoperto le rune e come utilizzarle con parole o una goccia di sangue per non utilizzare apertamente la magia durante le vacanze cosa piuttosto utile; era sempre stata intelligente aveva solo imparato a tenerlo ben nascosto.

Mentre stava pensando, il suo sguardo cadde sul bracciale che non poteva rimuove, una sottile catenella d'oro bianco, solo che non era una catenella, in realtà quella era la spada di Godric Grifondoro che aveva cambiato forma a contatto con le strane fiamme arancioni che erano apparse all'improvviso mentre era in pericolo, quelle stesse fiamme che aveva usato per uccidere Raptor, Silente poteva dire quello che voleva ma Althea sapeva di averlo ucciso. Quante volte si era svegliata a causa degli incubi che ancora la tormentavano.

Eppure non c'erano state solo cose cattive, l'anno appena passato aveva scoperto diverse cose incredibili; prima di tutto Edvige non era semplicemente una civetta, era in parte fenice e ne aveva tutti i poteri, le lacrime curative, la forza incredibile e una lunghissima vita. Ma la sorpresa più incredibile era arrivata dal Cappello Parlante, Godric Grifondoro era un suo antenato e aveva le stesse fiamme arancioni, per questo la spada si era legata a lei e aveva cambiato forma prima in una spada sottile e leggermente ricurva che era perfetta per la sua mano, per poi diventare un bracciale che nessuno sembrava notare quando Ginny si era ripresa e Althea aveva deciso di nasconderla. Tutto questo le era stato spiegato dal Cappello Parlante che la aveva rassicurata che gli antichi incantesimi di Godric impedivano a Silente di scoprire quello che le aveva raccontato e di quest'Althea era molto grata poiché ormai aveva perso ogni fiducia nel preside, quando nascosta sotto il mantello dell'invisibilità per rimettere a posto il vecchio cappello che l'era stato portato da Edvige aveva scoperto del doppio gioco di quelli che credeva amici.

Il braccio un po' le pizzicava la dove il basilisco l'aveva ferita, il veleno l'avrebbe uccisa se Edvige non l'avesse curata; vedendola strofinarsi il braccio Edvige si appollaiò sulla sua spalla e iniziò ad arruffarle i capelli, parlando di capelli aveva scoperto una cosa particolare, era in grado di cambiarne la lunghezza e il colore ma questo non l'aveva detto a nessuno, dopotutto avere un asso nella manica è sempre utile. Finalmente poteva portare i capelli lunghi senza che zia Petunia glieli tagliasse, ma in quel preciso istante iniziarono ad accorciarsi non voleva venire scoperta dopotutto.

Iniziò a cambiarsi e mettere tutte le sue cose nel baule insieme alla gabbia di Edvige (serviva solo a far scena, Althea odiava l'idea di ingabbiare la sua regina volante) quindi restrinse il bagaglio tenendo per se solo lo zainetto stregato per essere senza fondo; lo consegnò a Edvige e aprì il finestrino così che potesse volare verso Privet Drive. "Sta attenta pulcino, non mi fido per niente di quei 3" sospirò Edvige, " lo farò Hime, buon volo" rispose Althea; eggià una cosa fichissima del fatto di avere una fenice per Famiglio è che puoi parlarci telepaticamente, anche se, Althea non riusciva a capire perché venisse chiamata sempre Pulcino.

Insomma tutto stava cambiando, anche se non aveva idea quanto.


Squalo Superbi ancora non riusciva a credere alla notizia che il capo aveva comunicato a tutti i suoi guardiani un paio di mesi prima, quando li aveva convocati nel suo ufficio dove Mammon li aveva chiusi all'interno per poi sigillare la stanza con le sue fiamme per sicurezza; che il taccagno Arcobaleno l'avesse fatto senza dire una parola o richiedere un pagamento per il servizio, bè gli altri guardiani avevano cominciato a preoccuparsi.

"Sembra che io abbia una sorella" Xanxus gettò la bomba.

A Lussuria cadde la mascella, Levi si congelò, Bel smise di ridere e Squalo "VOIII! Che diavolo dite Capo" urlò.

Per tutta risposta Xanxus gettò sulla scrivania un contratto che i guardiani iniziarono a leggere solo per fermarsi quando Mammon iniziò a spiegare ciò che aveva scoperto; Lily Evans-Potter era una strega e aveva avuto una figlia Althea Dorea Potter, inoltre era una parente della madre di Xanxus, probabilmente il motivo per cui l'aveva contattata poiché un referto medico veniva riferito che non poteva avere figli.

"Oh capo, quindi vuoi che cerchiamo altre informazioni?" cinguettò Luss.

"Voglio che vi dirigiate all'indirizzo che Mammon ha trovato" fu la risposta che venne da Xanxus mentre si girò per guardare fuori dalla finestra.

"Boss, temo sia inutile" i guardiani fissarono Mammon come fosse impazzito, nessuno dice di no al Boss dopotutto nessuno vuole essere vittima della sua Ira, Xanxus si girò e inarcò un sopracciglio "la ragazzina frequenta la scuola di Hogwarts non tornerà fino alle vacanze estive, Boss" no, non aveva deciso di suicidarsi.

"Voooiii! Che razza di nome è per una scuola?" urlò Squalo.

"Uff, I maghi inglesi sono per la maggior parte degli idioti" disse a mo' di spiegazione Mammon.

Bè questo non sorprese nessuno, il mondo della Magia e quello della Mafia s'ignoravano per la maggior parte, alle volte c'erano maghi che lavoravano nella Mafia, ma avevano prima diplomarsi a scuola per entrare in una Famiglia e non erano in molti che accettavano di sottostare alla legge dei Vindice. Nonostante tutto questo però c'era una similitudine tra i due mondi, tutti ridevano alle spalle della comunità Inglese; considerando il loro ministro che era una barzelletta e il fatto che fossero bloccati nel medioevo non c'era da stupirsi.

Così adesso Squalo e Mammon erano nascosti da un'illusione nel quartiere più monotono che esiste aspettando l'arrivo degli abitanti del numero 4; che Squalo fosse sconcertato era un eufemismo soprattutto dopo che Mammon aveva riferito tutto ciò che sapeva sulla ragazzina, chi mai si sarebbe aspettato che la sorellina di Xanxus fosse l'unica persona sopravvissuta all'anatema che uccide.

I pensieri di Squalo furono interrotti dall'arrivo di una macchina da cui scesero un tricheco biondo, un cavallo biondo e un maiale con una parrucca bionda, no aspetta c'era qualcun altro, un affarino dai capelli neri tutti scompigliati, che sembrava nuotare in alcuni vecchi stracci che sembravano appartenuti al maiale.

E quando si girò Squalo vide dietro a degli occhiali tenuti su da una montagna di scotch gli occhi più verdi che avesse mai visto, spostando lo sguardo si rese conto della somiglianza con il Boss solo che i lineamenti erano più delicati e femminei, la pelle era più chiara e soprattutto sembrava troppo piccola per la sua età. C'era qualcos'altro però, un mormorio invitante, gli occhi di Squalo si allargarono Fiamme, erano Fiamme del Cielo, ma sembravano come soffocate e mentre la ragazzina si dirigeva verso la casa d'improvviso sembrò come se qualcuno le avesse aggiunto un peso sulla schiena.

"Che diavolo stanno combinando questi bastardi!" imprecò Mammon, Squalo si girò verso il suo collega "l'hai sentito anche tu no? Quella bambina è un Cielo e anche molto potente, ma c'è qualcosa che sta soffocando le sue Fiamme e proprio adesso le protezioni attorno alla casa si sono attaccate come sanguisughe a lei, sarà meglio informare il Capo, il pri…" il resto della frase si perse perché in un fiume di fiamme apparve una civetta delle nevi che si appollaiò sulla ringhiera davanti a loro e iniziò a fissarli con occhi gialli che ricordavano quelli del Boss quando era arrabbiato.

"perché diavolo stavate spiando il mio pulcino, sarà meglio che abbiate una buona ragione" i guardiani si guardarono in torno per cercare l'origine della voce solo per capire che a "parlare" era la civetta.


"una fenice" bisbigliò in sorpresa Mammon.

"Allora sto aspettando"

La familiarità di quella situazione spinse Squalo ad attivare le sue fiamme della pioggia per calmare l'irata, Civetta? Come l'aveva chiamata Mammon, Fenice?

"com'è possibile che quelle fiamme assomiglino a quelle del Pulcino" l'affermazione della fenice sorprese i guardiani, la ragazzina sapeva utilizzare le sue fiamme e nonostante il fatto che fossero quasi soffocate? Non era una buona cosa, significava che la piccola era in pericolo e con le fiamme così soffocate era di certo un azzardo contro la sua salute; dovevano informare il Boss, ma prima forse avere questa fenice dalla parte poteva essere utile.


C'erano volute ore per spiegare la situazione alla fenice, il cui nome era Edvige, non perché fosse stupida ma poiché avevano dovuto calmarla e impedirle di diventare un falò ambulante; Dio, Squalo era grato di essere una Pioggia, se non si fosse concentrato sulle proprie fiamme, sarebbe di certo corso a tagliare a fette quei bastardi, i Varia saranno assassini ma avevano dei principi (per la maggior parte) e una cosa che non condonavano era trattare un bambino come uno stramaledetto schiavo; oh certo, Edvige non era scesa nei dettagli ma Squalo sapeva leggere tra le righe.

"Se il vostro Boss è davvero imparentato con Lily Potter, è l'unico che può portarla via da lì" questo commento fece inarcare le sopracciglia di Squalo, prima che potesse chiedere la fenice continuò "le protezioni sono legate al sangue che lega Lily, il cavallo" allora non era l'unico a pensarla così "e il vostro Boss al Pulcino, nessun altro può portarla via, però dovete stare attenti la vecchia Gattara è una stramaledetta spia."

"nessun problema, faremo in modo che nessuno si accorga di niente" rispose Mammon, la fenice annuì e sparì in una fiammata; "Se la piccola è tanto potente con la magia da legarsi a una fenice non riesco a immaginare come saranno le sue Fiamme una volta che avrà recuperato" Squalo annuì al bisbiglio della Nebbia, ora bisognava solo informare il Boss e impedirgli di ridurre tutto in cenere, shit.


Althea era seduta ai piedi del letto, cercando di distrarre il suo stomaco affamato, era tornata a Privet Drive da 3 giorni e non aveva ancora toccato cibo, neanche una briciola, avrebbe dovuto aspettare che la casa fosse vuota per far sparire qualcosa, ringraziando il cielo era diventata brava a scassinare serrature e poi adesso aveva il trucchetto runico che simulava l'incantesimo Alohomora.

Tutti i suoi pensieri furono interrotti da un forte colpo e all'improvviso il suo istinto le stava dicendo di andare a vedere cosa stesse succedendo, così afferrò il foglietto con le rune e aprì la porta per precipitarsi verso le scale, mentre iniziarono a risuonare le urla di Vernon, solo per bloccarsi a metà scala di fronte alla scena che vedeva svolgersi davanti ai suoi occhi.

Un ragazzo ridacchiante con una tiara.

Un omone con strani capelli e basettoni che le ricordavano la sua cicatrice.

Un bambino fluttuante incappucciato con una rana in testa.

Un uomo(?) vestito con colori sgargianti, ma con un attuale senso estetico a differenza di un certo vecchio caprone.

Un uomo con lunghi capelli d'argento e una lunga spada.

Ma il motivo per cui si era immobilizzata era il ragazzo con i capelli neri e gli occhi rossi, che stava puntando una pistola a Vernon.

Lo aveva già visto, il giorno in cui aveva visto i suoi genitori riflessi nello Specchio delle brame, sua madre le aveva indicato una persona vicino a sé quella notte. Aveva un sorrisetto che prometteva dolore ma anziché spaventarla, si era sentita protetta, perché qualcosa le aveva detto che l'ira di quella persona non sarebbe mai stata diretta verso di lei, ma solo contro chi l'avrebbe ferita.

Althea sentì salire dentro di se un po' di speranza e un po' di paura, paura che fosse solo un sogno.

Perché davanti ai suoi occhi c'era qualcuno che possedeva il suo stesso sangue, qualcuno che magari Althea avrebbe potuto chiamare famiglia.