Durante quarta serie. Serata nella quale Chloe doveva sedare Lucifer per ordine di Kinley.
Periferia di Los Angeles. Una delle abitazione di Penelope Decker.
Trixie si calò dalla struttura di legno accanto una finestra che sosteneva l'edera, dietro la villa sulla spiaggia di sua nonna Penelope. Non poteva attendere oltre. Con calma si diresse in una zona della villa dove sapeva esserci un piccolo zaino. Era lo zaino di primo soccorso preparata da sua nonna Penelope se dovesse accadere un terremoto. In quel momento era essenziale a Trixie per altro. Piu svelta che poteva si diresse sulla strada di fronte alla villa. Conosceva bene gli orari dei bus che da quella zona arrivavano all'attico di Lucifer. Era certa, quella fosse l'unica soluzione per salvare il suo amico Lucifer e cercare sua madre Chloe. Ringraziò che quel primo bus fosse in orario. Pagò il biglietto, mettendosi in fondo al bus. In quei minuti che mancavano all'arrivo cercò di contattare con un cellulare nello zaino suo padre Dan. Il cellulare sembrava spento. Provò con Maze, Ella e anche Lucifer. Tutti avevano il cellulare spento o irraggiungibile. In ultimo sperò le rispondesse almeno Linda ma trovò la segreteria telefonica. Si sentiva veramente sola. Cercò di raccogliere le idee su cosa le era successo in quell'ultimo periodo.
Tutto era iniziato quando sua madre Chloe l'aveva letteralmente portata in fretta e furia in Italia, più esattamente a Roma. Trixie seppur controvoglia era andata con lei per non lasciarla sola in quel momento era certa di sconforto per la morte di Piers e Charlotte. Seppure Trixie era più dispiaciuta per Charlotte. Perché seppure aveva accettato nella sua vita Piers, non era molto felice. Lo riteneva una persona fin troppo noiosa. Soprattutto sua madre Chloe con Piers non era felice come quando c'era Lucifer nelle loro vite. Il suo amico Lucifer che le mancava tantissimo, come anche Maze. Lei era consapevole che erano veramente il Diavolo e un demone ma non aveva mai avuto paura. Anzi, durante quella improvvisata vacanza a Roma sperava di convincere sua madre Chloe che erano innocui.
Vacanza durante il quale sua madre gli aveva confiscato il cellulare, dandogli uno che la lasciava comunicare solo con suo padre Dan. Conversazioni con suo padre che Trixie non aspettava con ansia, sentendolo sempre triste per la morte di Charlotte ma soprattutto sempre molto polemico su Lucifer.
Trixie invece a Roma si ritrovò a trascorrere intere giornate da sola nella camera da letto di un hotel. L'unica persona con cui poteva interagire per ordine di sua madre era il portiere alla reception. Lunghe giornate di assenza che sua madre giustificava con vaghe frasi su un compito che doveva assolvere per salvare tutti, di un male da sconfiggere. Finché Trixie ne ebbe abbastanza, decidendo una mattina di seguirla.
Con sorpresa di Trixie, vide la madre Chloe arrivare in Vaticano. La seguì in una libreria dove scoprì che studiava libri antichi e moderni sull'inferno e Lucifer. Con cocente delusione, la undicenne Trixie scoprì che sua madre aveva perso il suo intuito da detective. Quella madre, per lei un'eroina, la super detective che le diceva sempre
"Guarda i fatti, conosci le verità più concrete. Mai attenersi solo a dicerie"
Invece stava credendo a testimonianze indirette sul loro amico Lucifer. Un essere che Trixie era certa conoscevano meglio di chiunque altro. Per di più, Trixie scopri che un certo padre Kinley, la guida di sua madre, era sotto inchiesta dal Vaticano per pratiche di esorcismi non approvati.
Qualche giorno dopo la scoperta fatta su sua madre Chloe, Trixie decise di parlarle chiaramente. Durante la colazione le disse in modo chiaro e senza ripensamenti
"Mamma devi ritrovare il tuo intuito da detective…"
Sua madre la guardò sorpresa
"...tu conosci meglio di chiunque altro Lucifer. Ti prego non diventare una bigotta. Perché tu conosci Lucifer e anche Maze senza bisogno di altri che invece dicono solo bugie su di loro"
Passando il resto della giornata parlando chiaramente con sua madre Chloe che dalla sorpresa iniziale, passò alla paura che Lucifer l'avesse plagiata a finalmente la consapevolezza che Lucifer era solo un eterno molto solo, un eccentrico che puniva i malvagi. I ricordi di Trixie furono interrotti dal dover scendere dal bus, prendendo un altro che effettuava una sosta vicino al Lux.
Nel nuovo bus vide una madre che in videochiamata parlava con i figli. Trixie sentì una nostalgia infinita della sua vera madre, certa che quella tornata con lei da Roma non la fosse.
Trixie ricordava esattamente quella mattina a Roma. La mattina dopo la giornata nel quale aveva convinto sua madre Chloe che il loro amico Lucifer non era un pericolo. Sua madre Chloe l'aveva svegliata dicendole
"Questo pomeriggio torniamo a Los Angeles. Scusami per come mi sono comportata. Devo scusarmi anche con Lucifer. Prima però devo andare da Kinley per dirgli qualcosa"
Uscendo dalla camera di hotel. Qualche ora dopo Trixie era certa che la donna tornata non fosse sua madre, nonostante le somigliasse tantissimo. Decise di tenergli il gioco per tornare a Los Angeles. Appena scesa dall'aereo, ebbe ulteriore conferma che non era sua madre, sentendole dire nel bagno dell'aeroporto al cellulare
"Padre stia tranquillo. Dopo aver sedato il diavolo vi contatterò"
Lei tentò di contattare suo padre Dan o almeno Lucifer ma appena giunti all'appartamento fu affidata da sua madre Chloe a un uomo e una donna. I due la portarono alla villa sulla spiaggia di sua nonna Penelope, assente in quei giorni. Chiusa per giorni in una camera, Trixie riusci nel sentire i due elogiare il prete di Roma
"...Kinley che questa notte con la sorella Ilde…"
Conferma ulteriore per Trixie che quella non era sua madre Chloe
"...uccideranno il diavolo"
Decidendo di scappare per avvertire Lucifer.
Vedere l'insegna del Lux rincuoro Trixie che si precipitò fuori il bus. Si diresse svelta all'entrata del night club. Un buttafuori la riconoscete facendola passare. Nel Lux, Trixie guardò dalla balconata cercando Maze al bar ma non la vide. Vide invece la falsa sua madre Chloe entrare nell'ascensore che dava all'attico. Trixie decise di usare un entrata di servizio mostratele da Maze.
L'entrata di servizio era una scala di ferro nascosta accanto all'ascensore che permetteva di arrivare proprio all'attico.
Quasi giunta all'attico, Trixie sentì Lucifer dire ad alta voce
"Tu non sei il mio detective! Non sei la mia Chloe"
Seguito dal rumore inconfondibile di due spari. Trixie trattenne un urlo quando sentì la falsa Chloe dire
"Venite presto! L'ho ferito usando i proiettili bagnati nel sangue della detective"
Pregando che non avessero ucciso sua madre.
Poco dopo.
Trixie riuscì ad entrare nell'attico arrivando al soppalco dove era la libreria. Vide Lucifer disteso sul pavimento svenuto con un enorme macchia rossa alla spalla destra. Inoltre quella che doveva essere sua madre Chloe si tolse un bracciale alla caviglia destra. Il viso diventò di un altra. Trixie nuovamente cercò di chiamare qualcuno con il cellulare ma nuovamente nessuno le rispose.
L'agitazione di Trixie aumentò quando vide arrivare nell'attico il prete Kinkey con altri due uomini e una donna. La falsa Chloe aiutò gli altri quattro a togliere i vestiti a Lucifer che era sempre svenuto. Lasciati solo i boxer neri, Trixie vide Lucifer, sempre incosciente, fu legato a una sedia con corde di colore rosso. Subito dopo, sul pavimento intorno alla sedia, gli sgherri di Kinley disegnavano dei segni con un liquido rosso che Trixie riconosceva come in lingua angelica. L'apprensione di Trixie divenne immensa quando vide Kinley spingere nella ferita alla spalla destra di Lucifer un pugnale. Il re dell'inferno si svegliò dall'incoscienza ma ringhiando contro Kinley, gridandogli con gli occhi rosso fuoco la domanda
"Dov'è la detective? Maledetto prete dov'è?"
Cosa che voleva sapere anche Trixie. Il prete rise, come anche i suoi complici. Quella che aveva finto di essere Chloe con un altro gherro di Kinley avvicinarono al prete un tavolino. L'altra adepta del prete aprì sul tavolino un borsone nero. Con una calma che rabbrividì Trixie, il prete disse a Lucifer mentre posizionava sul tavolino ferri che a Trixie sembravano da chirurgo "Da quattro anni io sono un martire della fede…"
I suoi complici annuirono
"...per aver tolto di mezzo quelli che credevo essere tu. Quando ormai stavo perdendo la speranza di trovarti, un paio di mesi prima che tu uccidessi Cain, lui mi contattò. Mi offriva la possibilità di uccidere il re dell'inferno in persona…"
Trixie era sorpreso come Lucifer mentre Kinley metteva un paio di guanti di lattice alle mani
"...Aveva scoperto che tu diventi vulnerabile vicino la tua detective…"
Il cuore di Trixie si strinse d'affetto ancora di più verso Lucifer che nonostante tutto era rimasto con loro, difendendoli sempre
"...sembrava tutto perfetto. Ci sbagliavamo…"
Kinley tirò fuori dal borsone un libro che sembrava salvato dal fuoco così era bruciacchiato
"...La tua detective non sembrava provare odio verso di te…"
Trixie poteva giurare di aver visto un quasi sorriso nel viso rabbioso di Lucifer
"...tutto il piano fatto con Cain sembrò sfumare, soprattutto dopo la morte di Cain. Poi il miracolo…"
Uno sgerro di Kinley prese dal borsone uno spruzzino, bagnando con un liquido trasparente i ferri sul tavolo
"...La tua Chloe venne a Roma per capire chi sei. Noi la avviciniamo. La convincemmo di farti bere un sonnifero. Cosi da rimandare il mostro vicino a lei all'inferno, chiuderlo per sempre…"
Trixie si tappò la bocca con le mani per non gridare a Lucifer che sua madre aveva cambiato idea mentre il suo magico amico scuoteva la testa incredulo
"...nuovo intoppo al piano. La detective non vuole più farlo. Per colpa di sua figlia si era convinta che tu fossi buono. Si pentiva di averci assecondati. Abbiamo dovuto organizzarci in fretta. Con l'aiuto della magia nera, abbiamo mandato una falsa Chloe che ti bloccasse. Però possiamo dire che la detective ancora ci aiuta. Il suo sangue si trova in ogni cosa che noi maneggiamo. Nei proiettili che ti hanno fatto svenire, sulla corda che ti tiene legato. Persino il sangue della tua detective usato per scrivere quelle formule magiche sul pavimento. Tutto grazie a Alfredo…"
Indicò uno dei due suoi gherri
"...gestisce un laboratorio di analisi. Serve per prendere il sangue da un corpo morto…"
Trixie tremò sentendo come lontane le grida di Lucifer, grida disperate capendo che avevano ucciso la sua detective, odiando la voce di padre Kinley che continuava
"...Non ti preoccupare, la cara Chloe la ricorderemo non come una traditrice che voleva difenderti. Ora eseguiamo il rito. Ti inciderò sul petto dei simboli"
Kinley si posizionò di fronte Lucifer che era sotto shock alla notizia della morte sia sua Chloe, sussurrando
"Fai quello che vuoi prete. Non mi interessa più nulla"
Disperata com'era Trixie non si accorse di uno sgherro di Kinley che l'aveva trovata. La afferrò per i capelli e torcendo il suo braccio destro dietro la schiena la trascinò con lui.
Nel percorso dov'era Lucifer con gli altri, Trixie non smisse di gridate a Kinley con i suoi
"Assassini! Maledetti!"
Odiando le lacrime che gli bagnavano gli occhi.
Vedendola Kinley ordinò a una delle sue complici
"Legatela con l'altra corda"
Lucifer sembrò quasi svegliarsi dal suo dolore vedendo Trixie, dicendo con voce debole a Kinley
"Ti prego, lasciala andare. Nessuno le crederà, qualunque cosa potrebbe dire"
Una nuova voce maschile disse sicura
"Invece può servire eccome"
Vicino la porta del balcone c'era un uomo alto, muscoloso e biondo. Indossava una specie di tunica color panna molto corta. La reazione di Kinley con i suoi fu inchinarsi verso quell'essere. Quel momento di distrazione bastò a Trixie per scappare da quello che la tratteneva. Non si diresse all'ascensore ma cercò di liberare dalle corde Lucifer che le disse con voce rotta
"Trixie ti prego vattene…non valgo il tuo gesto…non c'è più tua madre"
Trixie piagnucolò a Lucifer
"Sei mio amico! Magari la mamma ti avesse detto che ti amava quando stava con Cain. Non ti lascio"
Il nuovo arrivato comparve dietro Trixie, letteralmente buttandola dall'altra parte della stanza. Seppure intontita Trixie vide il biondo con la tunica afferrare il coltello nella spalla destra di Lucifer muovendolo. Seppure visibilmente dolorante Lucifer disse al suo nuovo torturatore che si posizionò davanti a lui
"Come sei riuscito…come ad ingannare questi stupidi umani? Come…dimello Apollo"
Trixie era sorpresa, soprattutto quanto Kinkey affermò
"Mostro ti sbagli. Lui è San Michele, un angelo"
Più confusione in Trixie che però era più propensa nel credere a Lucifer. Il biondo lasciò il coltello nella spalla destra di Lucifer, dicendo con voce calma a Kinley e i suoi
"Purtroppo per voi non mente il nostro caro Lucifer. Io non sono il suo gemello, il meticoloso San Michele…"
Trixie vide entrare volando dal balcone dell'attico dei fili dorati che legarono Kinkey con i suoi che finirono seduti sul pavimento
"...sono uno degli esseri magici che osarono formare l'Olimpo, sono un dio. Venivamo da un altra realtà…"
Il prete con i suoi tentò di dire qualcosa ma un pezzo dei fili dorati gli tappò la bocca
"...suo padre Dio ci cacciò, rimandando tutti nella nostra realtà. Però io avevo un conto in sospeso con Lucifer. Aveva ucciso un umano molto importante per me. Purtroppo non potevo farmi scoprire dal Dio suo padre ma soprattutto volevo togliere a Lucifer qualcosa di veramente importante. Un grande aiuto, un alleato lo trovai in Cain…"
L'essere magico comparve accanto a Trixie, afferrandola senza problemi con la mano destra, tenendola stretta davanti a lui appoggiata al suo petto, continuando verso Lucifer
"...Cain ingannò il prete con i suoi…"
L'essere sussurrò all'orecchio sinistro di Trixie
"...pensa che fortuna piccola umana. Io ero venuto qui per vantarmi con lui per la morte di tua madre. L'avrei poi ucciso. Così avrei vendicato Giax un mio caro amico umano"
Lucifer gli gridò, tentando di liberarsi dalle corde che lo tenevano legato alla sedia
"Eravate peggio dei demoni. Due serial killer. Per mano vostra morirono sia umani che magici. Lasciavate false prove che ero stato io. Il mio intento era uccidere tutte due"
Lucifer si fermò dal parlare vedendo l'essere biondo appoggiare sulla gola di Trixie la lama di un lungo coltello, dicendo al re dell'inferno
"Vinco io. Ti tolgo due umani cari a te"
Trixie chiuse gli occhi sperando di non provare troppo dolore.
Nello stesso momento in Paradiso.
Nella sala del tempo Dio con i suoi era veramente preoccupato. Il filo del tempo che scorreva nel centro del tempio, stava quasi per spezzarsi. Nonostante gli sforzi dei soldati di Michael, sembrava essere inevitabile la cosa. Dalla porta del tempio entrò Azrael con in mano un foglio che diede al padre Dio. Leggendo il foglio, Dio disse
"Amenadiel subito qui"
L'angelo comparve a pochi passi dal padre che sventolando il foglio gli domandò
"Che significa questo resoconto dall'archivio del paradiso, nel quale si afferma che tu con tua madre avete rotto una linea temporale di tuo fratello Lucifer con un umana?"
Amenadiel tentò di spiegare mentre un piccolo terremoto scosse il paradiso
"Lo so padre, sbagliai nel rivelare a Lucifer che quella umana, Chloe, era un regalo da parte tua per lui"
Dio era scioccato, gridando al figlio
"Mai fatto un regalo a tuo fratello Lucifer. Quella Chloe fu creata come consolazione per il padre che doveva morire da giusto…"
Amenadiel sgranò gli occhi
"...il mancato mojo di Lucifer su Chloe con la vulnerabilità vicino a lei, tutto creato da loro due…"
Dio indicò ad Amenadiel il filo del tempo quasi spezzato
"...ma non basta per quasi rompere il filo del tempo. Maledetto libero arbitrio…"
Dio guardò la figlia Azrael, dicendole esasperato
"...Vai con tuo fratello Amenadiel sulla terra, non mi fido di farlo tornare da solo…"
Azrael era dispiaciuta per il fratello Amenadiel
"...fermate il tempo per chiunque. Magico o meno"
I due angeli sparirono dalla sala del tempo.
Nell'attico.
Amenadiel con Azrael trovarono nell'attico una scena cristallizzata che non potevano neanche immaginare. Già era molto vedere alcuni umani terrorizzati e legati con corde magiche seduti sul pavimento. L'altra scena bloccata dal potere di Amenadiel fu ancora più impensabile. C'era un Lucifer versione da inferno, pelle bruciata più aggiunte da demone con due enormi ali da pipistrello aperte dietro la schiena. Il re dell'inferno con indosso solo i pantaloni era nel gesto di attaccare qualcuno che i due angeli conoscevano bene. Apollo con una ferita sul dorso della mano destra, usando la mano sinistra stava per attaccare Lucufer con un coltello. Se non bastava già quello, Azrael indicò al fratello Amenadiel una determinata Trixie alla destra di Lucifer che impugnava nella mano destra un bisturi andando anche lei contro Apollo. La voce di Dio giunto nell'attico scosse Amenadiel e Azrael. Dio disse
"La rottura del filo del tempo sembra essersi fermata"
Anche Dio fu sorpreso della scena presentatagli. Il figlio Michael arrivato subito dopo, visibilmente felice disse
"Padre guarda bene! Di certo Lucifer deve aver fatto qualche cattiveria degna del suo titolo. Finalmente lo toglierai di mezzo"
Amenadiel si diresse velocemente dal padre Dio, sperando che l'ascoltasse
"Padre di prego. Prima di fare qualcosa di avventato dovremmo capire cosa possa essere successo…"
Indicò Trixie che Azrael stava portando lontano dai due esseri magici in lotta
"...guardala. Un anima splendente che non mostra paura vicino a Lucifer. Anzi lo affianca nella lotta ma come puoi vedere non perde la luce divina"
Dio non rispose a nessuno, fissando intensamente quella scena, dove il suo ribelle figlio stava attaccando un altro essere magico. Si fermò a pochi passi dalla scena, dicendo ad Amenadiel senza voltarsi
"Amenadiel non possiamo sapere come sono andate le cose. Questo momento rende il filo del tempo sul punto di spezzarsi. Si deve cancellare altrimenti questo nostro universo scomparirà. Purtroppo non c'è modo di sbloccare minimamente qualcosa in questa scena"
sul palmo della mano destra di Dio si raccolse una sfera di luce. Amenadiel sentendo una cocente tristezza finì in ginocchio chiudendo gli occhi mentre il fratello Michael era raggiante. Azrael coprì Trixie con le sue ali grigie. Dio scagliò su Lucifer e l'essere magico la sfera di luce. La sfera si fermò in aria a pochi millimetri dai due magici andando verso il balcone. La sfera di luce andò nelle mani sottili e bianche di Sandman che disse con calma entrando nell'attico
"Come sempre molto teatrali in tutto…"
Sandman comparve alla destra di Dio, furente con lui per aver fermato quell'atto, continuando
"...non perdete tempo con me. Sono qui dietro la richiesta di qualcun altro che tutti voi conoscete molto bene"
Un'intensa luce comparve nell'attico, obbligando anche Dio nel coprirsi gli occhi. Amenadiel alzatosi dal pavimento, vedendo chi comparve nella luce non capiva per quale motivo aveva fermato la morte soprattutto di Lucifer.
CONTINUA…
