Nuovi ricordi
Oscar ed io siamo nel fienile abbracciati, la stringo a me con tutto il mio amore. Poso le mie labbra sulla sua chioma bionda, sussurro: "Mi sembra di sognare, io e te ... qui abbracciati ... ci siamo amati. Oscar, sono l'uomo più felice del mondo ... anche se non ricordo nulla, ho l'impressione di aver vissuto tutto questo."
"Andrè ... ti amo ..." Alzo il viso verso il suo, allungo una mano sul suo viso mentre mi stringo contro al suo corpo. "Ti ho sempre amato, anche se non volevo capire ... adesso lo so ..."
"Oscar ..." felice per le parole appena sussurrate, la porto sotto di me e la bacio teneramente.
"Oh Andrè ... " sussurro piano mentre mi stringe forte a sé e posa le sue labbra sulle mie.
Mi sembra di sognare, Oscar è tra le mie braccia, Oscar è mia, completamente mia, tanto quanto io sono suo. Mi ama, la amo. È tutto così … perfetto. Persino il fienile mi pare un posto magnifico.
In un susseguirsi di tuoni e lampi la pioggia continua a cadere. Strigo a me la mia Oscar, l'accarezzo, la bacio e ci abbandoniamo nuovamente al nostro amore ...
Osservo il temporale dalla vetrata dello studio, in compagnia di mia moglie. "Accidenti! Marguerite ... non smette più di piovere! Tra poco la mia nipotina vorrà il suo latte ... e Oscar ancora non si vede!"
Osservo mio marito, visibilmente preoccupato per la nostra nipotina, o forse geloso, del suo erede, di nostra figlia Oscar. Ormai sono certa della sua gelosia, è un padre premuroso ed attento, un nonno amabile seppure autoritario, ma resta geloso della nostra ultimogenita.
"Rilassati Augustin! ... In fondo Sophie non è poi così piccola per non poter assaggiare altro."
"Altro? Ma se ha poco più di quattro mesi! È troppo presto!"
"Uhm ... in effetti meglio aspettare ancora qualche altra settimana. Chiederò a Sabrina di allattarla."
"A Sabrina? No no no ... alla mia progenie deve pensarci sua madre! Ma è mai possibile che quei due ... non sappiano pensare ad altro? E proprio ora che Oscar è in attesa del mio François!"
Sorrido alle parole di mio marito, è geloso, gelosissimo!
"Forse non ricordi più la tua gioventù, mio caro?!"
"La mia gioventù?" Ripeto mentre alzo un sopracciglio. "Se non ci fosse qui la mia nipotina ... ti farei ricordare IO, la TUA di gioventù!"
"Uhm ... meglio dire ... la nostra ih ih ih ..."
"Ah ah ah ah!"
Quanto è bella la mia Marguerite! In questi anni sono stato troppo assente ma ora voglio recuperare il tempo perso.
Mi avvicino alla culla, osservo la mia piccola Sophie, sorride mentre ha tra le manine un piccolo giocattolo, adatto alla sua età. "Ah ... come è bella, Marguerite! Bellissima ... quasi quanto sua nonna!"
"Direi, invece, quasi quanto suo padre ah ah ah ... Ma guardala, è identica ad André! Mi dispiace deluderti ma dei Jarjayes non ha assolutamente nulla!"
"Oh ... qualcosa ce l'ha! Eccome se ce l'ha! Il carattere! Vedrai!" Poi sorrido mentre le faccio qualche smorfietta. "Ah Sophie ... sei bellissima, nipotina! Degna erede dei Jarjayes, almeno fino alla nascita di tuo fratello François!"
"Ah ah ah …" Scoppio a ridere alle parole di mio marito, ci sono momenti in cui mi sembra che sia tornato il ragazzo adorabile che ho sposato.
Mi rivesto, sistemo la camicia, mi avvicino alla porta delle scuderie e mentre guardo il sentiero bagnato dico: "André, non piove più, dobbiamo andare."
Infilo la camicia nei pantaloni e a grandi falcate la raggiungo, l'abbraccio di schiena, le sussurro all'orecchio: "Ti amo da impazzire" la volto verso di me, la bacio ancora. "E' un sogno tutto ciò, un vero sogno."
"Andrè ..." Rispondo mentre afferro la sua mano e lo trascino fuori. "Credo che Sophie abbia fame ... su andiamo, veloce!"
"Vorrei non lasciarti andare ma hai ragione! ... Questo significa essere padre: dividere il tuo amore con quello di mia ... figlia."
"Aspetta che nasca il nostro secondogenito, credo che non avremo un attimo di pace e soprattutto di intimità."
"Povero me! Ricordassi almeno quante volte ... insomma ... potrei consolarmi! Invece così ..."
"ANDRE'! Ma che discorsi fai!" sbotto imbarazzata mentre sento le gote diventare rosse ed un caldo incredibile avvolgermi.
Accidenti, che effetto che mi fa Andrè.
"Non ti arrabbiare. Non pensi che io sia molto confuso?! ... Ti ho lasciata nella caserma delle guardie reali e ... e ... facciamo ..."
Lo guardo negli occhi e sussurro timidamente: "L'amore ..."
"Si si ... esatto ... e io ... io non ricordo nulla!"
"Vedrai che ti tornerà la memoria e se così non fosse beh ... ti risceglierei! ... Ah ah ah ..."
"Oscar!" Rispondo sconsolato mentre la vedo sorridere come quando eravamo bambini, dispettosa e allegra, sempre pronta alla sfida. Quanto la amo!
"André, mi è venuta un'idea! ... Sposami!"
"Sposarti? Ma ... siamo già sposati! O forse ... mi hai mentito? Oscar ..." rispondo davvero preoccupato, e se non fossimo sposati? O Signore no!
"Ah ah ah ... Tu credi, che mio padre avrebbe permesso che io e tu, due figli senza essere sposati?! Ah ah ah ... Scusami André, intendevo dire che se vuoi … se lo desideri, risposami ..."
"Sposarti ... di nuovo? Intendi ... per avere dei nuovi ricordi? No ... io rivoglio i ricordi che abbiamo già, assieme. Ora ... meglio andare da Sophie ..."
"Si, meglio andare!" Mi abbraccio ad André mentre percorriamo il viale che ci porterà a palazzo.
Deve essere terribile non ricordare una parte della propria vita, povero caro.
La pioggia ha cessato di scendere, con la piccola in braccio mi avvicino alla finestra, vedo due figure avvicinarsi sempre di più, le riconosco sono Oscar e André, sussurro: "Eccoli ... stanno arrivando!"
"Hai visto Augustin! Ti preoccupi sempre troppo! Su, andiamo di sotto così Oscar potrà occuparsi subito di Sophie ... anche se credo che sia ormai ora di farle cambiare un po' il menù ..."
"Cambiare il menù?! Marguerite ma se poc'anzi abbiamo detto che Sophie è ancora piccola per assaporare i nostri cibi!"
"I nostri cibi ... ma un po' di latte di mucca o un brodino ... delle mele cotte ... insomma, ci sono tante cose che può assaggiare"
"Uhm ... meglio chiedere alla vecchia Nanny."
"Vecchia?!" Alzo un poco un sopracciglio. "Prova a dirlo direttamente a lei ... poi vedi se è vecchia! Oh povero te ... ti vedo malissimo Augustin!" Poi scoppio a ridere e mi avvio verso l'ingresso.
" ... Marguerite, sto pensando che abbiamo bisogno di un sacerdote."
"Un sacerdote? Forse vuoi un nuovo padre spirituale per il casato? In effetti ... tutte le nobili famiglie hanno un padre spirituale ... e anche il tuo reggimento ha bisogno di un cappellano militare! Eh si, hai proprio ragione Augustin!"
"Si ... ma ... ne voglio uno serio, insomma un vero sacerdote."
"Ma certo! Magari potremmo chiedere ad Armand ... lui saprà consigliarci un buon prelato!"
"Chiederò ..." vedo mia figlia e André entrare, Oscar sorride, si avvicina alla piccola, sorride, la prende in braccio.
"Vieni dalla mamma ... piccolina."
Vedo Sophie sorridere, allungare le manine verso mia figlia e prendere una ciocca dei suoi capelli e tirare. Poi si avventa verso la sua camicia e cerca di aprirla. "Ah ah ... decisamente è affamata, Oscar! Su ... vai di sopra a sfamarla ... poi credo che sia ora di variare un po', non trovi?!"
Osservo mia madre sorride, la saluto e mi allontano lottando con mia figlia affinché non mi sbottoni la camicia, accidenti quanto è affamata!
Sono in giardino, i miei nipoti stanno correndo come dei matti dietro a Beau, una banda di disperati, pure le bambine, capeggiate dalla piccola Marguerite che, sostenuta da Loulou, una ne pensa ... e cento ne combina! Li osservo mentre lanciano un bastone a Beau nella speranza che lui lo riporti ... poi poso lo sguardo sulla mia piccola, nella sua culla, appoggiata su dei cuscini, con una bambolina a tenerle compagnia. "Andrè, guarda come si divertono!"
"Oh si ... pensa a quando anche Sophie correrà così ... facendoci impazzire!"
"Già ... André, ovviamente Sophie apprenderà tutte le materie compreso l'uso delle armi."
"Certo! Voglio che cresca libera e felice!"
Poi mi volto e vedo arrivare Armand, tutto allegro.
"Oscar, Andrè, avete visto mio fratello? Non lo trovo da nessuna parte! Accidenti, quando lo cerco non c'è mai ... e quando non lo voglio vedere ... mi perseguita!"
"No, non l'abbiamo visto."
Mi volto verso mio zio e vedo mio padre giungere alle sue spalle, con passo leggero.
"ARMAND!"
Mi volto di scatto come sento la voce di mio fratello, accidenti non l'ho neppure sentito arrivare, quell'uomo è come un gatto, compare all'improvviso, senza farsi sentire, dove meno te lo aspetti.
"Augustin dove sei finito?! Ti ho cercato dappertutto. Impossibile, ecco cosa sei! Assolutamente impossibile."
"Sono alle tue spalle, ovviamente! E allora ... perché mi stavi cercando? Forza fratellino ... sono proprio curioso di sapere cosa hai combinato, questa volta!"
"Io combinato?! Tu piuttosto, vuoi liberare quei monaci?! Fin quando vorrai tenerli prigionieri? ... Comunque ..." tiro fuori una lettera dalla tasca. "Ci sono notizie dalla Santa Sede, notizie riguardo a Padre Romano."
"Bene! E mi hai trovato un nuovo padre spirituale per la famiglia? Uno vero intendo ... non uno come te ... o come quel padre Romano!" Poi afferro la lettera dalle mani di mio fratello con gesto imperioso.
Sorrido alla provocazione di mio fratello e con tono scherzoso rispondo: "Più serio di me non lo troverai mai! Se lo vorrai posso sempre tirare fuori la mia vecchia tonaca."
"Vorresti forse abbandonare la tua famiglia per assurgere al soglio Pontificio? Oh Signore! Ma che fratello incostante che mi hai dato!" Alzo gli occhi al cielo e scoppio a ridere. "Non mi farei confessare da te neppure se tu fossi il Papa in persona!"
"Ma no! Come potrei abbandonare la mia famiglia!? Io intendo dividermi Ah ah ah ... ehm ..."
Ascolto mio zio, sorrido. Certo che non conoscevo affatto il suo lato ironico.
"Scusami Augustin, ti ho distolto dalle notizie che attendiamo, leggi! ... Magari mi danno la conferma di ciò che ti ho detto."
Spezzo il sigillo e apro la missiva, inizio a leggere, sento lo sguardo di mio fratello, mia figlia e mio genero addosso, mentre quelle pesti di nipoti corrono come dei matti dietro a Beau. "Niente Papa mio caro ... proprio non ti vogliono alla Santa Sede!" Poi passo la missiva a mia figlia, affinché la legga anche lei,. le notizie su Padre Romano sono alquanto interessanti!
Apro la missiva ed inizio a leggere.
"Però ... ne ha di cose da nascondere il nostro fraticello! Dunque ... guarda anche tu Andrè! Fornicatore, ladro, abile fabbro, ha studiato medicina, non disdegna i vizi della carne ... ed era pure il Patriarca di Venezia ... pazzesco! A sua discolpa ... qui dicono solo che parte dei soldi che raccoglieva andavo ai poveri." Poi guardo mio padre ed aggiungo: "E adesso, cosa ne volete fare di questo ... uomo?"
"Dovrà finire di costruire le bealere se vorrà la SUA acqua! Comunque come promesso l'aiuteremo ..."
Sento Armand sussurrare: "Era lui! ... Certo che ha un passato molto discutibile ..." tiro gli occhi al cielo e continuo: "Signore, siamo tutti peccatori, perdonateci ... confido in Voi e nella Vostra misericordia. Amen."
Augustin ribatte: "Ah beh certo al tuo confronto debbo ammettere che tu, fratellino, sei stato un santo! E se i vescovi romani avessero dovuto proclamare un Papa, tra te o lui, saresti stato il prescelto!"
"Oh grazie fratellone ... come sempre sei gentilissimo!" rispondo ironico.
Mi volto verso Andrè, sorrido e sussurro piano "Certo che questi due ... non ci si annoia mai con loro!"
"Ih ih ih ..." scoppio a ridere.
Adoro Oscar quanto è così allegra e spiritosa. Sembra ringiovanita, fino a tornare la ragazzina allegra che era.
Poso il braccio sulle spalle di mio fratello e con atteggiamento baldanzoso continuo: "Che ne diresti di dare una mano al nostro ex Vescovo!?"
"Una mano? Non vorrai farmi scavare! Io sono stato un Cardinale, ricordatelo! Le mie mani sono fatte per benedire ... non per spalare!"
"Mio caro fratello, pregare di continuo fa male alla salute invece scavare ti renderebbe più agile e scattante."
"No grazie! Scava tu con loro! Piuttosto ... ho diverse cose di cui occuparmi ... e anche tu!"
"Ad esempio?!"
"Dunque, l'annullamento del matrimonio di Jolande, sorella di Charles, la ricerca di un nuovo padre spirituale per la famiglia, allontanare Madame Giovanna Battista, presentare le credenziali ai Savoia ... decidi tu da dove cominciare, fratellone!"
"Quante scuse per non scavare! Ah ah ah ... Avanti fratello come hai appena detto abbiamo un mucchio di cose da risolvere. Da dove cominciamo?"
"Dipende ... tu di cosa ti sai occupare?"
"Di tutto! Tu, invece?"
"Di tutto, ovviamente! E meglio di te, dato che IO ho un aiuto da lassù!"
Vedo mio fratello indicare con la mano il cielo, credo che sia impazzito, in certi momenti mi sembra di avere davanti davvero un alto prelato!
Ascolto la conversazione tra mio padre e mio zio, sorrido. "Andrè, certo che sono davvero ... strani! Non trovi?!"
"Sembrano due ragazzini ih ih ih ... che spasso! Ah ah ah ..."
"Già ... li ascoltiamo ancora un po'? Mi sto divertendo come quando eravamo bambini ... ih ih ih ... ricordi le volte che abbiamo spiato mio padre dai passaggi segreti? Ih ih ih!"
"Certo che si ..." divento pensieroso e con voce bassa continuo: "Non ricordo nulla di noi ..."
Sussulto alle parole di Andrè ... "Di noi ... di adesso ... ma di quando eravamo piccoli si!"
"Lo sai che mi riferisco ai tempi della guardia! ... Mi sento un estraneo in questa nuova vita."
"Estraneo? Ma … speravo che dopo che ….. che … tu ed io … insomma, Andrè ….."sussurro imbarazzata, "Io ti amo … non dimenticarlo" aggiungo le ultime parole tra il fiero e l'imbarazzato.
"Si ... si ..." mi porto le mani alla testa. "Prima o poi dovrò ricordare ..."
"Andrè ... io ... io ti amo anche se non ricordi cosa è accaduto negli ultimi mesi ... e lo so che tu mi ami da sempre ... l'importante è che siamo insieme, tu, Sophie, Beau, io e ... la creatura che porto in grembo"
"... Si ... hai ragione! ... Meglio che non ci pensi magari recupererò i miei ricordi."
"E se non dovessi recuperarli ... ricordati che io ti amo così come sei, perché tu ..." punto l'indice contro il suo petto, "Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno, così come sei e come sei sempre stato per me"
"Grazie... Oscar..." le parole di mia moglie mi hanno commosso, sentirla dire che mi ama è così … emozionante.
Ascolto di sfuggita le parole dei miei sposini, adorati produttori di nipoti, poi sorrido, mi avvicino ad Andrè ed aggiungo: "Andrè ... devo parlare con te ... da solo"
"Si ... certo Signore! ... Scusami Oscar. "
"Padre ... mi raccomando! Mio marito necessità di tranquillità! Vedete di non dimenticarlo!" Aggiungo con voce decisa ed uno sguardo che farebbe fuggire chiunque.
"Forse non ti fidi di tuo padre?"
"Secondo Voi?!" Aggiungo sospettosa e decisa, come posso fidarmi dopo tutte le volte che ci ha spiati?
"Ma certo! Se non ti fidi di tuo padre di chi dovresti?!"
"Di Andrè, di mia Madre ... persino di Beau!"
"E di me, ovviamente."
"Non proprio ... soprattutto se si tratta di Andrè ... o di Sophie!"
"Ehhh noto che sei di cattivo umore! ... André, figliolo, andiamo!"
Meglio una bella ritirata strategica che affrontare mia figlia, la più piccola in certi momenti è davvero feroce.
"Si si …. Vengo Signore … sempre se …. Mia moglie è d'accordo" Aggiungo un poco titubante, mentre osservo Oscar un poco imbarazzato.
"Non vedo perché non dovrei!? André, ti aspetto in camera."
Ascolto le parole di mia moglie, sorrido, saluto appena e seguo il generale, chissà cosa vorrà adesso da me?
Seguito da Andrè raggiungo il mio studio, quello in cui ho fatto collocare la scrivania di nonno Augustin. Entro, la osservo, mi sistemo dietro, mi accomodo. Poso lo sguardo sulla macchia di inchiostro, se ci ripenso ancora adesso mi innervosisco. Alzo lo sguardo e mi accorgo che Andrè è in piedi, dritto davanti a me, in silenzio, come quando era solo l'attendente di Oscar.
"Accomodati figliolo … questa è casa tua e sei mio genero e mio figlio!"
"Grazie Signore!" Mi accomodo di fronte al generale, lo guardo e dico: "Di cosa volete parlarmi?"
"Dunque ….. voglio insegnarti, nuovamente, alcune cose fondamentali per una buona vita di coppia. Insomma … tu capisci che io ci tengo al tuo benessere, vero?!"
Osservo Andrè, è di nuovo stranito, esattamente come la prima volta che abbiamo affrontato il discorso. Andrè non cambia e non cambierà mai. Per fortuna.
"Co ... cosa?! Ma Signore cosa dite?" Domando imbarazzato.
Prendo la pipa, la accendo e aspiro. "Andrè ….. a parte mia figlia, TU non hai mai corteggiati nessuna donna, anzi, non hai mai visto nessuna donna. Ora, io voglio che tu sappia ciò che devi sapere affinché il tuo matrimonio vada bene, sono stato chiaro?"
Sforzo un finto sorriso e sussurro: " Beh con tutto il rispetto ma ... se ho generato una figlia e a breve ne avrò un altro credo che non abbia bisogno di alcun consiglio."
Sussulto alle parole di mio genero, batto i pugni sulla scrivania ed aggiungo: "Tutte cose che hai fatto prima! Ora non ricordi neppure COME hai fatto! Quindi tu mi ascolterai e farai ciò che IO ti dirò di fare" Rispondo deciso.
Incrocio le braccia e con tono pazienza sussurro: "Avanti ... dite pure!" Il mio sguardo cade sulla macchia della scrivania, improvvisamente i miei pensieri mi allontanano dalla realtà, sento una strana sensazione, non capisco cosa mi stia succedendo, è come se intorno ci fosse qualcosa di familiare, do conosciuto. Mi perdo, mi lascio trasportare dalle mie sensazioni …..
Osservo mio genero, sembra un poco smarrito, assurdo. Faccio un bel respiro e decido di attirare la sua attenzione iniziando a parlare. "Dunque Andrè ... dovrai corteggiare mia figlia, assecondarla in tutto quello che fa, non contraddirla mai ... ah ... e regalarle cioccolatini ... stiletti, pistole ... ma non cani! E neppure gatti, tanto per essere sicuri!"
Le parole del generale sono così lontane, il mio pensiero è concentrato sulla macchia della scrivania ma perché?! È come se il generale mi stesse parlando da lontano, da molto lontano ….. piano allungo una mano verso la macchia, ha qualcosa che mi attira ….. un ricordo forse …..
Osservo mio genero, sembra assente, perso in qualcosa che non è qui. Poi allunga una mano verso la macchia, la famigerata macchia, sulla mia preziosissima scrivania.
"Andrè! ANDRE'! Ragazzo, ma cosa guardi?" seguo lo sguardo di mio genero, mi accorgo che sta osservando la macchia, la famigerata macchia. "Se scopro chi è il colpevole …"
La voce severa del generale cattura la mia attenzione, cerco di ritorna in me, per un attimo mi è parso di non essere qui … scrollo un attimo la testa, faccio un bel respiro e rispondo distratto. "Si?! Cosa avete detto?"
"ANDRE'! Ma si può sapere cos'hai? Mi hai ascoltato?! Accidenti ragazzo!"
Mi alzo dalla poltroncina e dico: "Vi chiedo di scusarmi ma non mi sento bene, ho un forte mal di testa. "
Vedo mio genero portarsi una mano alla tempia, sempre più smarrito. Questa dannata perdita di memoria mi sta creando troppi problemi, povero ragazzo. Ho troppe cose da spiegargli …
"Si si …. Vai. Ma almeno mi hai ascoltato? Farai come ti ho detto?!" Domando preoccupato, questo ragazzo è un vero disastro!
"Fare ciò che avete detto?! ... Si ... si ..."rispondo distratto.
"ANDRE'! Ma tu ….. tu non mi hai ascoltato! Accidenti figliolo! Non puoi continuare così!" Rispondo con tono autoritario e deciso.
"... Signore... quella macchia sulla scrivania..."
"Si … la macchia è orrenda! E sono certo che sia colpa di uno dei miei nipoti ….. accidenti a loro, di sicuro si tratta dei figli di Joséphine! Accidenti a loro! Sgrunt!"
"... La macchia! ... Quella macchia ... è come se ..." mi porto le mani alla testa e con disperazione continuo: "È come se ... ma è tutto buio..."
"Come se …." Poi ho come un'illuminazione, "SIETE STATI VOI? VOI DUE INTENDO? TU … TU E MIA FIGLIA?!" Mi avvicino ad Andrè, lo strattono un poco, lo prendo per il bavero della giacca.
Sento le mani del Generale stringere il collo, quasi non respiro, sussurro appena: "Signore ... volete che Oscar diventi vedova? ... Io non so nulla di quella macchia..." improvvisamente vedo uno squarcio di luce, un ricordo sopito, lontano ... Oscar è tra le mie braccia, ci amiamo, ma dove? Quando? Che confusione, ho solo confusione nella mia testa!
"Vedova? Mia figlia? Certo che no!" Lascio la presa mentre obbligo Andrè e sedersi sulla poltroncina, è diventato pallido. Accidenti, non vorrei davvero avere rischiato di ridurre Oscar alla vedovanza … e poi Nanny non sopravviverebbe in caso di … "COFF COFF …." Tossisco appena, "Andrè ….. stai bene? Rispondimi ragazzo ….. rispondimi!"
Inizio a preoccuparmi …. Non posso di certo perdere così il mio stallone da riproduzione! Uhm …. Ora che ci penso …. Saprà come si fanno certe cose?
"Coff ... coff ... quasi, Signore. Certo che avete una presa molto forte!" Rispondo mentre mi sistemo la camicia. "Comunque io non so niente di quella macchia." Continuo ad avere un vago ricordo: Oscar ed io insieme.
Osservo con sospetto mio genero, è pallido e sta sudando. E poi ha un'aria davvero strana …. Temo che non stia affatto bene. Prendo un bicchiere, afferro la caraffa e ci verso un poco di acqua, poi porgo il bicchiere a Andrè. "Bevi ragazzo … se vuoi vado a chiamare il dottor Lassonne"
"No, non ho nulla. Grazie Signore, permettete che torni nella mia stanza?!"
"Si si …. Certo. Anzi farò di più ….. ti accompagnerò personalmente! In fondo sei mio figlio ….. e vedi di chiamarmi padre!"
"Ce la faccio anche da solo ..."
"No no …. " prendo Andrè sotto un braccio e a passo lento usciamo dallo studio, mi volto e do un'ultima occhiata alla mia scrivania ….. alla scrivania di Nonno Augustin.
Sostenuto dal generale percorro il corridoio, mi sento confuso, quasi mancare ... ecco siamo davanti alla porta della mia stanza.
Apro la porta di madame Battista vedo l'oggetto dei miei sogni sorretto dal generale, guardo il suo fondoschiena, mi mordo il labbro, sussurro: "Uhmmm che meraviglia!"
Vedo Armandina soffermarsi sulla porta, la raggiungo, vedo di schiena il mio Generaleeeeeee, che uomo! ... si allontana, sussurro: "Però che gambe dritte che ha il mio Augustin! E che fondoschiena! ... Ahhh Armandina che bel maschione che abbiamo al palazzo!"
"Oh si … molto bello ….." rispondo senza pensarci mentre osservo il bel moro, il magnifico marito di quella ….. virago.
Sento la voce di queste due pazze, non resisto e sbotto furioso "MADAME! IL VOSTRO PALAZZO NON È ANCORA PRONTO? VI VOGLIO FUORI DI QUI IL PRIMA POSSIBILE!"
Le urla del Generaleeeeeee mi fanno sussultare, tremo, sento la fronte bagnarsi, rispondo imbarazzata: "Generaleeeeee, Voi ... un vero gentiluomo non si rivolge in questo modo ad una dama! E poi io ho semplicemente fatto un apprezzamento: avete un bel paio di gambe e un fondoschiena magnifico!"
"Certo, e la Vostra cameriera ha fatto altri commenti su mio genero e …. Figlio. Madame, la mia pazienza ha un limite, manderò uno dei miei servitori a verificare lo stato del Vostro palazzo e se mi confermeranno che è abitabile ….. voi due sparirete dalla mia casa senza farvi più ritorno. Ovviamente Elena e Victor potranno rimanere qui ….. loro sono i benvenuti!"
"Ma io ... ohhh ma ... che modi!"
Mi allontano trascinando con me mio genero, cerco di camminare a passo svelto, raggiungiamo la loro stanza ed apro la porta senza neppure bussare.
Dannazione, quelle due sono un vero flagello!
Sono seduta sulla poltroncina e leggo un libro, Sophie dorme nella sua culla, Beau è sdraiato sui miei piedi. Sento dei passi, improvvisamente la porta si spalanca. Vedo André sorretto da mio padre, mi alzo di scatto e mi precipito. "André cosa ti succede? Stai male, André?"
Osservo mia figlia, come ha visto Andrè si è subito preoccupata ed è corsa verso di lui. Lo ama, ed io sono felice di questo ….. così potrò avere tanti nipotini … sarà magnifico!
"Ma no figliola, stai tranquilla. Tuo marito, anzi no, mio figlio, è solo stanco." Poi mi guardo in giro, osservo la mia piccola nipotina, mia figlia, il ritratto di Andrè appeso alla parete, quello in cui è praticamente ignudo. "Figliola …. Vorrei però parlare con te ….. da soli. È possibile?"
"Non adesso. Devo occuparmi di André! Vi raggiungerò dopo."
"Uff …. Quante storie che fai, Oscar!" Poi accompagno mio genero verso l'alcova, lo faccio sedere sul letto e lo aiuto a distendersi. "Forza Andrè … sistemati per bene e riposati!"
"Grazie Signore."
"E chiamami Padre! Accidenti Andrè! … Possibile che non possa avere una voce maschile, calda e profonda, che mi chiami padre? Senza nulla togliere a Oscar ….. un figlio quasi perfetto ….."
"Padre ma Vi pare il momento di rimproverarlo?! André sta male!" Mi precipito da mio marito, poso la mano sulla fronte, sussurro: "Sei sudato ma non febbricitante. Hai bisogno di riposo!"
"Si … riposo ….. grazie mille Oscar … io … sono confuso …"
Sento la voce di mio marito, flebile, stanco. Mi avvicino e lo osservo meglio, mi sembra di vedere dei segni vicino al collo …. E la giacca …. Ha il bavero stropicciato.
"Padre … cosa è successo esattamente?!"
"Ehm ... nulla, nulla! Su, occupati di tuo marito! Io ti aspetto di sotto." Ribatto mentre esco velocemente dalla stanza. Percorro il corridoio, sussurro: "Paff... è mancato poco che avvenisse una disgrazia. Oscar è una donna molto pericolosa, guai se sapesse che ho strattonato suo marito! Spero che il mio figlioccio non racconti nulla."
"André cosa ti è successo?" domando preoccupata mentre lo osservo meglio.
"Oscar... ero nello studio di tuo padre, ho notato una macchia sulla scrivania e poi ho avuto un ricordo ... credo! ... Io e te che ... eravamo in intimità su quella scrivania... e poi l'inchiostro … ma è tutto così vago. Oscar, aiutami a ricordare, ti prego!"
Sorrido alle parole di mio marito. "Oh Andrè, qualcosa ricordi quindi! In effetti …. Abbiamo ….. involontariamente rovesciato l'inchiostro mentre ….. mentre ….." mi sento arrossire imbarazzata, accidenti! "Beh, hai capito vero?"
" ... credo di ricordare .. .ma ... è tutto così confuso..."
"Stai tranquillo amore mio … vedrai che ricorderai tutto! Ma ora ….. ora riposati!"
"Sì ma sdraiati accanto a me. "
"Augustin! Augustin! Accidenti! Ma dove ti sei cacciato!" Sbotto mentre cerco mio marito in giro per il castello. Ho appena ricevuto una lettera da mio fratello Jacques. Devo assolutamente parlargli!
"Marguerite cosa succede?"
"Oh, finalmente! Ma dove eri? Uff ... Augustin! Ho ricevuto una magnifica notizia! Jacques, mio fratello Jacques, mi ha scritto! Sta venendo qui! Sono così felice! Saranno ... vent'anni che non lo vedo ... anche se ci siamo sempre scritti. Ti ricordi di lui, vero?"
"Certo, certo che lo ricordo!"
"Arriverà ... credo a momenti! La lettera è data oltre due settimane fa! È partita da Trieste ... ormai sarà qui! Sono davvero felice!"
"Bene, dobbiamo far preparare la camera per i nostri ospiti. Direi di farli alloggiare nella parte nord, quelle camere sono molto più fresche e ventilate."
"Si ... certo. Con lui ci sarà anche la moglie, Tiziana. Sono davvero euforica! Augustin ... mi stai ascoltando?!" domando mentre mi sembra che mio marito sia distratto.
" ... Si ... si ... Marguerite sai ... poco fa ero nello studio con André, sai cosa ho notato?"
"Dimmi ..." rispondo un poco preoccupata, quando Augustin ha quello sguardo ….. non promette nulla di buono.
"André per tutto il tempo ha guardato la macchia sulla scrivania, credo che gli abbia ricordato qualcosa, magari è stato proprio lui a danneggiarla."
"Uhm ... beh ... perché no! La cosa ti darebbe tanto fastidio?!" Domando un poco sospettosa, dopo tutto il caos che fatto quando l'ha scoperta ...
"La mia è solo curiosità. Però ... forse l'incidente sarà avvenuto quando hanno procreato François! Si, deve essere stato allora!"
"Ma no! Augustin ... vuoi farmi preoccupare? Sophie era ancora ... ben lontano dall'essere con noi! Temo che dovrò chiamare Lasonne e chiedere di visitarti!"
"Uhm ... hai ragione ... sarà la stanchezza!" mi passo la mano sulla fronte. "Marguerite, non ho un solo attimo di pace, devo pensare a tutto: da quel ladro travestito da frate a quell'oca di Luisa e non solo ... Ahhhh sono stanco, molto stanco!"
"Forza caro ... vedrai che con un poco di riposo starai meglio! Piuttosto ... hai notizie dai Duchi? Dovrebbe esserci un ricevimento in tuo onore ... per la tua nomina ad Ambasciatore ..."
"Il ricevimento ci sarà tra tre giorni ed io non ho ancora avvisato nessuno della famiglia."
"Sarebbe il caso di provvedere ... credo che le nostre figlie vorranno cercare una modista ..." osservo mio marito ed aggiungo "Perché loro vorranno venire, lo sai vero?!"
"Ma quale modista?! Sarà impossibile avere un vestito nuovo in soli tre giorni! E poi hai dozzine e dozzine di abiti, possibile che voi donne non vi accontentiate mai!?" sbotto stanco.
Femmine, troppe femmine ….. povero me!
"Accontentarci? Forse io ... di sicuro Oscar ... ma le tue figlie ... ti ricordo che arriviamo da Parigi, patria della moda. Avremo gli occhi di tutti addosso ... Credo proprio che vorranno degli abiti nuovi ... all'ultima moda di Parigi, ovviamente!"
"Sono viziate! Ahhh queste donne!"
"Ahhhhh ... questi uomini. Faccio stirare la tua alta uniforme? E anche quella dei tuoi due figli, i due maschi intendo?!" Poi scoppio a ridere alla vista della faccia di mio marito, è la prima volta che chiamo così Oscar e Andrè, usando il maschile.
"Marguerite, basta prendermi in giro! Oscar è femmina, lo so bene io, l'ho sempre saputo."
"Sempre saputo? Tu uuuuu? Ne sei proprio sicuro?!" Aggiungo sorridendo mentre mi avvicino a mio marito, sorridendo ironica, allungo una mano e accarezzo il suo collo.
Trattengo la mano di mia moglie e ribatto: "Continua pure a scherzare ma io sono serissimo."
"Anche io, mio caro. Anche io ..." giro attorno a mio marito accarezzandolo con tocco leggero.
"Ti prego non fare così, altrimenti non risponderò delle mie azioni."
"Oh ... allora ... non sei poi così confuso, mio caro"
"Ho detto stanco, non confuso!" afferro mia moglie per i fianchi e la bacio con bramosia.
"Coff coff ... però i miei vecchi genitori non hanno ancora dimenticato certe cose!"
Mi volto alle parole di mia figlia, "Joséphine!" poi la osservo per bene e prima che mio marito possa intervenire aggiungo: "Non siamo vecchi! Vedi di ricordartelo ... comunque ... tuo padre deve dare un annuncio alla famiglia, vero caro?"
"Jo, forse i precettori non ti hanno insegnato che esiste una porta che delimita un confine!? ... Si bussa prima di entrare!"
"Ma io ho bussato ... piano ... ma ho bussato! Se voi siete troppo anziani ... e l'udito è un po' calato ... non ho nessuna responsabilità, io!" rispondo tutta seria, sotto lo sguardo stupito dei miei genitori.
"JOSE'PHINE SEI UNA SFACCIATA!"
"Assomiglio a Voi, Padre!"
"Coff coff ... nipote ... ascolta tua figlia! Sei anche tu uno Jarjayes, proprio come me ... e come il mio caro fratello Reynier ... non chè tuo padre ... ih ih ..."
"Zio Claude è successo qualcosa? Forse il re?"
"No no ... avevo solo voglia di vedere il mio caro nipote ... ci trovi forse qualcosa di strano?!"
"Certo che no!"
"Bene bene ... tu ed io ... lo sai che ho seguito tutta la tua carriera ... e anche quella del nostro erede, ovviamente! Sono fiero di te, come soldato e come uomo ... sei figlie ... in neanche sette anni ... un ottimo stallone, mio caro nipote ... ottimo!"
Jo ribatte: "Buon sangue non mente!"
"Oh ... anche il tuo sangue ... non mente ... vediamo ... otto figli, di cui ben due maschi! E l'ultima ... concepita a quarant'anni ... cosa non da poco ..."
Scoppio a ridere alla vista dell'espressione di mia nipote, tutta fiera delle sue competenze muliebri.
"Suvvia zio, ma lo sapete che siete uno sfacciato!? Ah ah ah ..."
"E tu mi assomigli, mia cara ... eccome se mi assomigli!" Poi mi volto verso mio nipote ed aggiungo: "E' arrivata una missiva indirizzata al conte Jarjayes ... Michele l'ha data a me ... ma considerato il contenuto ... credo di non essere io il destinatario ... " poi allungo la mano con la missiva verso mio nipote Augustin, sorridendo soddisfatto. "Prevedo una bella caccia ..."
Allungo la mano, afferro la missiva. "L'avete aperta, Zio!" poi dispiego il foglio e leggo tranquillo. "Marguerite ... guarda! È di tuo zia Lorene! Quanti anni sono passati! Verrà a farci visita! Sono davvero curioso di rivederla. Immagino che lo sarai anche tu!"
"Dici davvero?! Oh Augustin che gioia!"
"Sì ma ... Zio ... non capisco ... vorreste forse corrompere la vedova di mio padre?! Cosa intendete con ... caccia?!"
"Oh beh ... diciamo che a me va bene tutto ma preferisco le gazzelle ... quelle giovani."
Alzo un sopracciglio, controllo mio zio ed aggiungo: "Non vorrete cercare di corrompere la mia sorellastra, spero! ZIO! È troppo anche per Voi!" Sbotto furioso, che razza di mandrillo!
"No, no, non potrei! E poi quella ragazza sarebbe la mia nipotastra ah ah ah ..."
"Ecco ... allora giù gli occhi dalla mia famiglia, chiaro Zio?!"
"La tua che poi è anche la mia, nipote."
"Esatto ... ora se voleste scusarmi ... tutti ... io avrei da fare!"
"Prego nipote ..." guardo mia nipote Joséphine e continuo: "Spero di divertirmi al ricevimento." vedo allontanarsi Augustin e sua moglie e lo richiamo. "Nipote, al ricevimento presenzierà anche il re?"
"Il Re ... intendete il Vostro amico ... fedifrago, Zio?!"
"E chi se no?!"
"E certo ... sinceramente spero di no! E Voi? Vorreste forse venire?!"
Sento dei passi alle mie spalle, seguiti da una voce forte e decisa: "Se lu pourc si presenterà alla corte du Re Sabaudo ... beh ci verrò anch'io! Uè Cla, acca nusciun è fesso!" (qua nessuno è fesso)
"Maestà!" Rispondiamo tutti in coro facendo un piccolo inchino mentre vedo lo zio Claude avvicinarsi alla Regina ed esibirsi in un perfetto baciamano.
Stizzita, tiro la mano, la passo tra le gonne e continuo: "Uè Cla nu pazzianne cumm'è (non scherzare con me) e vedi di non fare lu scemo davanti a lu re Sabaudo! Ne va dell'onore del mio regno!"
"State tranquilla Maestà, non potrei mai disobbedire agli ordini di una donna come Voi ... "
"Cumme me ... come?"
"Bella, intelligente, spiritosa ... come Voi, Maestà!"
Osservo la scena ed il breve scambio di batture tra sua Maestà e lo Zio, mi volto verso Marguerite e sussurro piano: "Zio Claude al lavoro ... guarda che seduttore ..."
La regina ribatte: "Seduttore!? Chiste je nu scurnacchiato altro che seduttore! Generà acca nu seduttore c'è sta: vuje!"
"I...Io Maestà? Io ... solo mia moglie, Maestà. Che sia ben chiaro! Però complimenti per l'udito!"
"Madame Marguerite nu Vi pigliate collera ... ma sappiate ca lu Generale con la sua integrità fa di vuje na femmina invidiata."
"Grazie Maestà ... ma devo dire che anche i miei generi sono uomini fedeli ... quindi non solo la sola femmina invidiata, come dite Voi!" rispondo sorridendo.
Sono una donna fortunata, lo so bene. Ma il mio è un matrimonio d'amore, con un semplice contratto.
"Solo a me è capitato nu pourc sburdacchiato! Bah ... era destino! Adesso scusatemi, devo tirare fuori gli abiti migliori per decidere cosa indossare al ricevimento."
"Si certo, Maestà. Anche noi dobbiamo controllare i nostri abiti!"
"Andiamo Marguerite ... voglio controllare la mia alta uniforme! E tu ... devi decidere cosa indossare, mia cara!"
"Si, caro ... andiamo."
Porgo il braccio a mia moglie ci allontaniamo assieme, sorridenti. "Marguerite ... tu hai idea di dove sia la mia Alta Uniforme? E quella di Andrè? E Oscar? Cosa indosserà Oscar?!"
"Dove vuoi che siano le uniformi!? Ma nei guardaroba! ... Riguardo ad Oscar, credo che sia appropriato che indossi un abito femminile al braccio di suo marito."
"Eh, lo credo anche io ... ma lo crederà anche lei, Marguerite?!" domando con tono preoccupato.
Oscar detesta gli abiti femminili! E ogni volta che ne indossa uno …. Lo distrugge, lo fa a brandelli, lo taglia, sempre per una giusta causa certo … però ….
"Parlerò con lei!"
"Bene, così sarò più tranquillo! Ora però dobbiamo avvisare Giovanna dell'arrivo di Lorene ... quanti anni sono che non la vediamo?!"
"Tanti, Augustin, tanti."
"Arriverà a giorni ... non vedo l'ora di riabbracciarla! Sai ... mi manca ... tua zia ha un'ironia invidiabile!"
"Sig ... quanti ricordi!"
"Andrè ... devo organizzare la scorta per recarci al ricevimento ... vieni con me dal Colonnello D'Agout?" Domando nel tentativo di distrarre mio marito, questa amnesia lo sta rendendo davvero nervoso e triste.
"Aspetta Oscar! ... Vuoi dire che il Colonnello D'Agout è qui?"
"Si certo ... assieme a una cinquantina di soldati del nostro reggimento, Andrè. Alloggiano tutti in un'ala delle cascine ... ah, c'è anche la moglie di D'Agout ... ti ricordi di lei?"
Mi porto le mani alla testa, rispondo confuso: "L'ho vista una sola volta ..."
"Non sforzarti Andrè ... non ti aiuta" Poi mi inginocchio davanti a lui, sorrido, prendo le sue mani tra le mie. "Ti amo ... e questo conta più di tutto"
" ... Anch'io ti amo, Oscar."
"Quindi ... va tutto bene!" Aggiungo sorridendo mentre mi avvicino rapida e poso le mie labbra sulle sue.
"Oscar ... indosserai un abito femminile, vero?"
"Un abito femminile? Uhm ... veramente pensavo all'alta uniforme ... " Rispondo sorridendo.
"Alta uniforme? Ma ... io vorrei ... ballare con te ..."
"Uhm ... vedremo, potrei farci un pensierino ... ma tu dovrai fare qualcosa in cambio per me!"
"Cosa?!"
"Sei curioso mio caro ... lo saprai quando sarà il momento. Ora però ... devo organizzare la scorta. Vieni con me o resti qui con Sophie?!"
"Vengo con te. Ormai è una vita che sono al tuo fianco!"
"Bene, allora portiamo Sophie con noi o la affidiamo alla nonna?!"
"Si."
"Si ….. cosa?" Domando mentre osservo Andrè, sempre più confuso.
"Si ... la portiamo con noi."
"Perfetto! La vuoi portare tu?!" Domando mentre mi alzo decisa a svegliare Beau.
"La porterò con me!"
Poso una carezza sul capo del cucciolo, lo chiamo. "Beau! Forza, abbiamo del lavoro da sbrigare!" Lo osservo mentre apre i suoi occhietti, sbadiglia, sembra che mi osservi perplesso, si alza e si stiracchia. Che cucciolo particolare!
"Andiamo! Andrè, prendi Sophie in braccio!"
Tendo le braccia, mi perdo nei suoi occhietti verdi, sussurro: "Quanto sei bella! ... Indubbiamente più di tuo ... padre! ... Padre, io sono tuo padre! ... Non riesco a crederci ..." Sophie mi sorride, mi tende le braccine. "Mi riconosce! Oscar, la piccola mi sorride e vuole venire con me! ... Che emozione!" concludo stringendola a me.
"Certo che ti riconosce, l'abbiamo attesa assieme ... riconosce me quanto te, mio caro. L'abbiamo fatta assieme, attesa assieme e partorita, o quasi, assieme!" Aggiungo sorridendo mentre osservo con quanta dolcezza Andrè osserva Sophie.
" ... Partorita assieme?! ... Ma ..."
" Quasi, ho detto. Ovviamente tu eri al mio fianco ... hai collaborato come hai potuto. E so per certo che se avessi potuto ti saresti fatto carico tu della gestazione e del parto! O forse non è così?!"
"Vuoi dire che ... io ero con te?"
Osservo Andrè, sembra stupito da quello che gli racconto, povero amore mio.
"CERTO! Ne sei forse stupito? Andrè ... tu sei così ... ed io ti amo così ... "
"Ma perché non ricordo nulla, perché?! Non voglio vivere nel buio." la guardo negli occhi. "E ... se mi colpissi? ... Si, dico, mi dai un colpo in testa, magari mi tornerà la memoria."
Osservo perplessa Andrè, sorrido, "In tutta onestà non mi pare una buona idea! E poi, io non potrei mai farti del male, questo è certo Andrè. Lassonne dice che tornerà ... ed io mi fido di lui. Tu no?!"
"Si, ma ormai sono giorni ed io non riesco a ricordare."
"Ma io ti amo, anche se non ricordi, perché ti amo così come sei, Andrè. Non voglio vederti così triste ... ti prego, sorridimi un poco! O forse vuoi organizzare qualche scherzetto come quando eravamo ragazzi?!"
"Purché mi torni la memoria sono disposto a subire i tuoi dispetti ah ah ah ..." sento la manina di Sophie tra i capelli e con forza mi tira una ciocca fino a strapparla. "Ahi! Sophie sei dispettosa come tua madre ih ih ..."
"Oh si ... dispettosa è dispettosa! Ma non come me, mio caro ... piuttosto ... come te!" Rispondo mentre mi avvicino a mio marito e gli rubo un veloce bacio a fior di labbra, sotto lo sguardo di Sophie.
"Coff coff ... Scusate se vi interrompo ma urge la squadra degli scavatori."
Sento la voce di Alain, accidenti, cosa diavolo ci fa qui? Adesso?
"Alain! Possibile che tu non voglia imparare a bussare? Dannazione! Ha ragione mio padre, sei uno screanzato!" Sbotto guardando male Alain.
"La porta era aperta, Comandante."
"Certo ... come no! Sei peggio di mio padre. Essere il suo attendente ti sta influenzando negativamente!"
"Io spione!? No, no, per carità!"
"Ah ... come dovrei definirti? Sentiamo un po' ..."
"Un ex soldato ligio al dovere, ed io sono qui perché dobbiamo risolvere questa incresciosa situazione."
"Si si ... ma io devo organizzare la scorta per recarci al ricevimento Alain. Ai monaci dovrai pensarci tu!"
"Cosa?! Ed io che credevo ... e va bene, continuerò a sacrificarmi per amore della patria!" Ribatto mentre mi infilo le mani in tasca e mi allontano.
Sento Andrè al mio fianco mentre con una mano mi sfiora appena, facendo attenzione a non fare cadere Sophie. Intreccio il mio mignolo al suo, mi volto e sorrido. "Alain non cambierà mai ... non trovi?!"
"No, mai."
"Andiamo?" stringo un poco la sua mano e poso gli occhi sulle nostre dita intrecciate. Sorrido mentre penso alle sue mani su di me, alle sue carezze, alla sua dolcezza. Vorrei poter fare qualcosa per aiutarlo a ricordare, affinché sia felice.
Sento Andrè stringermi un poco la mano, mi sorride, forse stupito dal mio gesto per lui nuovo. Poi ci allontaniamo così, a passo deciso ma senza fretta, con Sophie in braccio e Beau al nostro seguito.
Ci avviamo per il corridoio quando vediamo Lasonne Uscire dal salottino verde.
"Madame Oscar! Buon pomeriggio!"
"Oh buon pomeriggio anche a Voi."
"Ditemi ... come state Madame?"
"Io benissimo, André invece è molto tormentato a causa della perdita di memoria."
"E' così Andrè?" domando mentre lo osservo, sembra felice ma con un'aria malinconica.
"Dottore, secondo Voi, dopo quanto tempo si riesce a recuperare la memoria?!"
"La mente è una cosa molto imprevedibile. Non posso saperlo con certezza. Ma credo che quando il bernoccolo si sarà sgonfiato del tutto ... è possibile che la memoria torni."
"Lo spero, dottore, lo spero ..."
"Andrè ... un poco di ottimismo ragazzo! Capisco che sia snervante ma ... sei un uomo in salute, sposato con la donna che ami da sempre, con una figlia magnifica ed un altro figlio in arrivo. Cerca di gioire di quello che hai!"
"Si ... certo, dottore."
Osservo Andrè, ha un'espressione che non mi piace affatto, è afflitto, stanco e sconsolato. Invece dovrebbe sorridere felice! Non gli fa di certo bene essere così!
"E allora perché fai quella espressione inquieta?!"
"Temo che brancolerò nel buio."
"Pensa a quello che hai ... e non a quello che non ricordi ... almeno per ora. Essere così triste non ti farà bene e non ti aiuta"
"Si, avete ragione!"
"Quindi ... cerca di sorridere, forza Andrè!"
"Ecco diteglielo anche Voi dottore. Prima Andrè mi ha chiesto di dargli una botta in testa!"
"Ah ah ah ... scusami se rido André ma vedrai che non sarà necessario ah ah ah ..."
"Se funzionasse ... io non esiterei un solo istante, dottore!"
"Andrè! Io non potrei mai darti una botta in testa! Accidenti ... non è proprio possibile!"
"Comprendimi, sono disperato!"
"Disperato ... non è un motivo sufficiente per farti dare una botta in testa ... meno che mai da me!"
Guardo dritto negli occhi mia moglie e concludo: "Meglio che andiamo prima che impazzisco."
"Si ... andiamo" Aggiungo rassegnata. In questo momento Andrè è impossibile, irragionevole.
"Arrivederci Dottore ... abbiamo un lavoro che ci aspetta!" Mi allontano seguita da Andrè e dal cucciolo, allungo una mano e afferro la sua. "Di fianco Andrè ... il tuo posto è qui, sei mio marito, ci siamo scelti ... e camminiamo a fianco!"
"Oscar ... io ... devo ... abituarmi ...a tutto ciò ... in attesa di ricordare"
"Abituati ... l'altra volta ci hai messo anche troppo ad abituarti! Però cerca di non dimenticare che mi ami ... e che abbiamo fatto un patto. Io produco, tu pulisci, culli e tutto il resto!" sorrido alla vista della faccia che fa Andrè, stupito dalle mie parole.
"Credo che tu ti stia burlando di me ma per te sono disposto a tutto."
"Burlando? Io? No no ... assolutamente no! Il nostro accordo è chiaro, io porto in grembo per nove mesi, allatto ... e tu ti occupi di tutto il resto. Mi pare un'equa divisione!"
"Oh beh ... se lo dici tu!"
"Uhm ... forse non ti fidi di me?!" Domando sorridendo mentre lo guardo dritto negli occhi e poso una carezza sulla testolina della nostra piccola, stretta tra le braccia di suo padre.
" ... Oh si, certo, certo!"
"Bene, muoviamoci. Dobbiamo organizzare la scorta per mio padre ... ed anche per noi! E tu ... indosserai l'alta uniforme ... e vedi di non farti guardare troppo da tutte quelle ochette che troverai al tuo passaggio" Poi scoppio a ridere alla vista della faccia stranita che fa mio marito.
"Io cosa!? Ma ….. Oscar stai parlando sul serio?! ... Io non ho mai avuto alcun interesse per alcuna donna che non fossi tu."
"Ma loro non lo sanno ... e ti guardano ... troppo per i miei gusti! Credi forse che Armandina sia la sola che ti ha messo gli occhi addosso?!" aggiungo ora un poco indispettita.
"Chi è Armandina? ..."
"La cameriera di madame Battista ... ma credimi, anche Anne ti ha messo gli occhi addosso ... ed è fuggita a gambe levate! Certo, le ho dovuto sparare ... ma questo è un altro discorso."
"Non so nemmeno chi sia Madame Battista ma Anne ... la ricordo perfettamente ah ah ah ..." osservo la faccia corrucciata di mia moglie. "Scusami Oscar ma ah ah ah ... ricordo che hai sparato ad Anne ah ah ah ..."
"Lo ricordi? Bene! Quindi la tua memoria sta tornando! Ottimo Andrè, lo vedi che Lasonne ha ragione? Niente botta in testa ... un poco di pazienza e ricorderai tutto!"
"Oh ma ... si, hai ragione!" poi cerco di ricordare altro ma nella mia testa c'è solo il buio." Mi dispiace ma non ricordo altro ..."
"Porta pazienza Andrè ... ed ora entriamo. Prima iniziamo il lavoro e prima lo finiamo!"
"Si, entriamo!"
Apro la porta della caserma improvvisata, la tengo affinché Andrè possa entrare tenendo Sophie in braccio e poi richiudo. Vedo un soldato venirci incontro.
"Generale!" mi fa il saluto militare ed attende ordini.
"Conducimi nel mio ufficio e poi fa arrivare il colonnello D'Agout!"
"Sissignore! Ai Vostri ordini, Generale!"
Osservo il soldato allontanarsi a passo spedito.
"Ecco ... e quale sarà il mio ufficio? Ma soprattutto ...D'Agout avrà fatto preparare un ufficio per me, qui?!"
"Oscar ... non ne ho idea ... ma potremmo leggere le targhette sulle porte ... o attendere che arrivi D'Agout!" rispondo sorridendo mentre vediamo alcuni soldati affacendarsi correndo da una parte all'altra.
Nel giardino giocano i nipoti del Generale, corrono felici. La piccola Marguerite rincorre i cuginetti, afferra la camicia di Loulou e con affanno dice: "Basta, basta ... paff ... non ne posso più e poi ... sono tutta sudata ..."
Louloù risponde: "... Paff .. paff ... anch'io lo sono."
Il piccolo Reynier continua: "Non ne posso più ... rincorrersi è troppo faticoso ..."
Marguerite osserva da lontano il Re e continua: "Guardate là!"
"Il Re! Con quel nasone è davvero buffo! Chissà dove starà andando?!"
"Chi lo sa!?"
"Reynier continua: "Sta entrando nelle scuderie."
"Vorrà uscire a cavallo?"
"O forse ama occuparsi personalmente dei suoi animali?!"
"O forse ... forse ha un incontro segreto ... come fanno ogni tanto i miei genitori ... o i nonni!"
"Louloù, Reynier, andiamo a vedere!"
"Andiamo!"
Ci avviciniamo con circospezione alle scuderie, con passi piccoli e leggeri.
"Uhm ... e adesso ... entriamo o cerchiamo di spiarlo dalle finestrelle?"
Reynier continua a bassa voce: "E se dovesse scoprirci? Quando il Re nasone si arrabbia urla quasi più del nonno."
"Ma ... come direbbe il nonno ... noi siamo dei Jarjayes! Nulla ci fa paura!"
Mi raddrizzo su tutta la mia statura e rispondo fiero: "Hai ragione, niente ci spaventa!"
"Allora spiamo dal finestrotto ... così decidiamo cosa fare! Forza ... cerchiamo dei secchi, dei bauli o dei tronchi ..."
"Per fare cosa?"
"Ma per vedere all'interno! Io non ci arrivo al finestrotto!"
"Presto, presto! ... Prendiamo tutto ciò che ci occorre per spiare il nasone!" Ribatto mentre cerco tutto il necessario.
Sistemiamo tre secchi ravvicinati poi tenendoci per mani ci saliamo sopra. Poi mi metto sulle punte dei miei piedini, appoggio le manine al davanzale del finestrotto e sbircio all'interno.
"Marguerite cosa vedi?" Domanda Louloù.
"Vedo ... Vedo il Re ... con una delle nostre cameriere ... credo che sia Marida ... uhm ... chissà cosa ci vuole fare?!"
"Forse la vorrà baciare ih ih ih ..."
"Che schifo! I baci sono ... appiccicosi! Bleach!"
"Però al nasone piace! ... Voglio guardare!"
Reynier ribatte: "Ih ih ih ... Marguerite, mi sembri il nonno."
"Io? Il Nonno?! Dico ...ma stai forse scherzando?!" Rispondo scocciata.
"Sentite ... e se avvisassimo la Regina Carolina?"
"Ma se la Regina lo scoprisse si arrabbierebbe moltissimo e lo prenderebbe a bastonate! Ih ih ih ..."
"Ih ih ih ... quindi ci sarebbe da ridere ... allora? Lo chiudiamo all'interno e poi andiamo a chiamarla?!"
"Si, si, ci sarà da divertirsi!"
"Bene ... allora ... procediamo!" Rispondo scendendo dal mio secchio ed avviandomi alla porta di ingresso. "Uhm ... aiutatemi a infilare la sbarra, forza! Pesa troppo per me da sola!" Afferro la sbarra e cerco di metterla al suo posto, sporcandomi tutto il mio vestitino rosa.
Sono nella stalla in compagnia del Re, che emozione! ... Mi stringe, mi bacia, sussurro: "Maestà siete fatto di fuoco! Ah ah ah ..."
Stringo con forza la mia cavalla e con tono libidinoso ribatto: "U fuoco me lo metti tu addosso! ... Oh quanto sii bella! ... Si na puledra di razza! ... E dammi nu vasillo piccirillo!"(un piccolo bacio)
"Oh Maestà! AAAHH tutti i baci che volete, Maestà!"
"Vieni accà! ... Uhm ... che femmina bella che si!"
"Anche Voi Maestà! Anche Voi!AAAHHHHH!" improvvisamente mi irrigidisco, mi allontano appena dal re e sussurro sottovoce: "Maestà avete sentito?!"
"Cosa?! Vieni accà puledra! Nun fare la difficile!"
"Dei rumori, Maestà! ... Lì fuori c'è qualcuno, ne sono certa!"
"Eh ... siamo al castello ... è normale! Su su ... vieni mia bella puledra!"
Poso le mani sul petto del re, l'allontano con forza e dico: "No! ... Sono certa che c'è qualcuno! E se fosse l'imperatrice?!"
"L' imperatrice?!" domando un poco preoccupato.
"Si, si, l'imperatrice! Ed io ho paura!"
"Ma nu pensà a Carulina e vieni accà!"
Ci allontaniamo correndo verso l'interno del castello, alla ricerca dell'imperatrice Carolina. Nel nostro correre senza sosta ci imbattiamo nel nostro caro, anziano, nonnino.
"Dannate pesti! COSA STATE CONBINANDO? NO SI CORRE COSI'!"
"Stiamo giocando, nonno!"
"E dovete proprio correre così?! Ma possibile che i vostri genitori non vi abbiano insegnato le buone maniere?!"
Reynier rallenta il passo e risponde: "Ma noi non facciamo nulla di male! ... Vogliamo solo divertirci un po'!"
"Divertirvi ... come?! Cosa state combinando voi tre?! E dov'è il quarto terremoto, non vedo Carlo! Che mio fratello lo stia finalmente educando?"
Sono di schiena, tiro la giacca a mio zio. "Sono qui!"
"Ecco il quarto! Mai che accada un bel miracolo! Forza ... dimmi Carlo, quale guaio state combinando?!"
"Abbiamo inseguito il nasone fino alle scuderie ..."
"Il nasone?! Intendi ... il Re Nasone?!" domando mentre osservo queste piccole pesti.
"Proprio lui! Ih ih ih ... si sta baciando con una delle Vostre cameriere!"
"Ehhh? Cosa? Forse ... forse ... no, non può essere! Ma che razza di pensiero ho fatto!? Tutte potrebbero essere tranne Giovanna!" sento una voce alle mie spalle.
"Oh Signur ma cosa andate a pensare?! Padrun, come potete pensare che io possa cadere tanto in basso?!"
"Esatto ... scusatemi Giovanna. Voi meritate un uomo migliore di quel ... maniaco!" Poi mi volto verso i bambini ed aggiungo: "Credo che sia opportuno avvisare Sua Maestà la Regina!"
"Padrun, ma cosa dite?! Con tutto il rispetto, ma non credo che sia il caso! Volete forse che si scateni una guerra? Non siete stanco di tutta questa confusione che si sta creando a palazzo da quando siete arrivato?!"
"Confusione, Giovanna? Qui si sta fornicando sotto il mio tetto! Ed io sono contrario alla fornicazione! Che si tratti del Re, dello Zio o della sorella di Charles. Sono stato chiaro, Giovanna? E per inciso, mi irrita anche che le cameriere osservino troppo il ritratto di mio genero, vedete di ricordarlo loro!" sbotto, con tono deciso ed autoritario, dritto impettito.
Quando ci si mette il padrone è così spaventoso, autoritario, terrorizza tutti!
"Ma Padrun, Voi state parlando del Re non di una persona qualsiasi!"
"E allora? Qui non si fornica. E fine del discorso. Bravi bambini, correte a chiamare la Regina!"
"Si, si siiiii!" Urliamo in coro mentre ci precipitiamo per i corridoi.
"Bene ... ed ora prepariamoci a ridere!"
Siparietto
AlexandarAna: "Generaleeee …"
Generale: "Madame, sono qui, cosa succede?"
AlexandarAna: "Generale non affidate Maxime a padre Romano, che per dispetto non lo renderà uomo...
Le opzioni sono due:
O burino o prete!
Generale: "Per carità! Mia figlia è già una mezza suora! … E poi burino?! Ih ih … chi?! Maxim?! Ah ah ah …"
Sabrina: "Ma come fa André a riposare se lo trascinano da ogni parte del castello, ora non possono stare da soli nemmeno nella cascina, vi prego un pò di tregua troppa troppa gente."
André: "Avete ragione! Il castello è troppo affollato però almeno per questa volta siamo riusciti a scappare."
Jolanda: "Andrè credo che la memoria ti sia tornado "
André: "Purtroppo no. Spero che le Autrici non si accaniscano troppo contro di me."
Aizram: "Che sia chiaro: io volevo un dispettuccio ma Terry … è colpa sua se sei smemorato."
Terry: "Ah ma quante storie! Aizram, noi scriviamo per divertirci non per recriminare! … André, riguardo alla tua memoria vedremo …"
André: "Madame, Vi prego, abbiate pietà di me …"
Terry: "Coraggio Andrè, vedrai che tutto si aggiusterà ih ih …"
Jolanda: "Signor generale dovrebbe annettere la cascina al castello, un luogo caro anche agli altri membri della famiglia "
Generale: "Ma che discorsi!?"
Elektra: "Brava Oscar, ora devi prenderti molta cura di André per fargli ritornare la memoria
Non far pesare ad André, di questa seconda gravidanza non voluta così presto, ora che deve ritrovare la memoria."
Lupen: "André ancora non sta bene ma vedo che fai di tutto per rinfrescargli la memoria!😂😂"
Oscar: "Tigre, Lupen, dovrò pure aiutare André a ricordare ciò che ha fatto, non Vi sembra?!"
André: "O … Oscar, ti prego non … non guardarmi male."
Oscar: "Io non ti guardo male, ti aiuto solo a ricordare!"
Elektra: "Bravo André, anche se sei smemorato per ora, sai ugualmente che hai amato solo Oscar da sempre, hai fatto bene a ribadirlo a suo zio, che pensa solo a cercare 1 donna nuova ogni momento."
Claude: "Io sinceramente non so come André non si annoi di trascorrere tutto il suo tempo con una sola donna!?"
André: "Signore evidentemente non avete mai amato."
Oscar: "Bravo Andrè! … Lo zio Claude non sa cos'è l'amore!"
Claude: "Ahhh 'amour! … Bah contenti voi!"
Elektra: "Beau, sei 1 vero Jarjayes, hai preso dallo zio del Generale. Non ti sei fatto scappare nemmeno 1 cagnolina di Collegno "
Lupen: "Beau mi ricorda zio Claude, ha messo incinta tutte le cagnette del villaggio e i padroni sono molto incazzati!😂😂😂😂"
Auuuuu auuuuu bau bau
Elektra: André, tuo suocero è 1 grande spione e sporcaccione. Di notte è sempre in giro a guardare dagli spioncini, Oscar e tu siete il suo bersaglio preferito. Infatti vi avevo detto di coprire lo spioncino e il buco della serratura con teli."
André: "Provvederemo immediatamente."
Elektra: "Perfetto! Però il temporale improvviso ti ha dato l'idea giusta Oscar per abbracciare André e rifugiarvi per rifare la "vostra 1° volta" 👏👏👏👏
Appassionata: "Povero André, ancora non ricorda nulla, spero che al più presto ritorni la memoria al nostro bel moro, Oscar sta facendo di tutto per aiutarlo a recuperare la memoria,
Oscar: "Oh beh io … Oh André, tutti che ci leggono, tutti che ci spiano. Ed io che pensavo che fosse solo mio padre a farlo."
André: "Già …"
ValeAlcazar: "Andrè non ricordi proprio niente neppure di essere stato con Oscar …"
André: "Nulla! Madame, io davvero mi sento a disagio. Spero che le Arpie abbiano pietà di me e mi facciano tornare la memoria quanto prima."
Aizram: "Che esagerazione! … Anna, perché ci guardi in questo modo? Cosa abbiamo detto o fatto di male?"
Anna Costantino: "Però che cattiveria. Proprio André dove perdere la memoria? Non era meglio Armand? Sarebbe tornato prete Oppure che so Maxime, il cui ego assopito poteva prendere il sopravvento e fare uscire l'uomo che è in lui, come dice il generale, a discapito di quella sciocca di sua moglie "
Generale: "Ma quale cattiveria?! Ci sono andato sempre io di mezzo e per una volta che è toccato ad André, fate una tragedia?!"
Appassionata: "Però dovete riconoscere che le simpatiche autrici non le stanno facendo accadere nulla di grave alla vostra persona."
Generale: "Sccccc …. Madame per favore! Non voglio che Vi sentano!"
Aizram: "Terry, possibile che il Generale debba sempre intromettersi?"
Terry: "Aizram, lui è come il prezzemolo: è dappertutto."
ValeAlzar: "Arpie, divertentissimo questo capitolo come sempre, aspetto il prossimo capitolo."
Arpie: "Grazieeeee …"
Lupen: "Maxime poverino è perseguitato dal Generalone , un po' di pietà...😂😂😂
Generale: "Mai avrò pietà per un rammollito! … Su su Maxime raddrizza le spalle!"
Maxim: "Si … si Sissignore!"
Generale: "Bene, così ti voglio!"
Lupen: "Aizram, Terry, il siparietto mi è piaciuto molto, specialmente l'ultima parte."
Aizram: "Abbiamo accontentato il Generale."
Generale: "Grazie Arpie!"
Aizram: "Ma pregoooo …."
Generale: "No, no, non parlate in questo modo, mi ricordate pom pom …"
Arpie: "Ah ah ah …"
