CAPITOLO OTTO
She Drives me Crazy
Everything thats serious lasts
But to me theres no surprise
What I have, I knew was true
Things go wrong, they always do
(Fine Young Cannibals)
Evento pi unico che raro, Shackelbolt aveva concesso loro il pomeriggio libero.
Per ragioni che Harry non riusciva a comprendere, si lavorava pi destate che dinverno, e quando fuori ci sono pi di venticinque gradi ed in un ufficio non si respira, vedere arrivare la comunicazione che, per quel giorno, potevano anche tornarsene a casa, era come assistere ad un miracolo.
Beh, quasi.
James non approvava che Harry volesse lavorare. Aveva pi volte cercato di convincere Harry che, tutto sommato, poteva sempre attingere dalla Gringott se aveva bisogno di qualcosa, ma col patrimonio dei Potter unito a quello dei Black, effettivamente Harry poteva anche scegliere di vivere di sola rendita. Nonostante questo, e dopo vari rimproveri di Lily per averci anche solo pensato, Harry aveva comunque scelto di continuare a fare lAuror: gli piaceva, laveva scelto lui, e lo faceva sentire come tutti quanto gli altri.
James ancora non poteva capire quanto fosse stata difficile la vita per lui.
Essere quello diverso.
Quello col destino gi scritto.
Harry si materializz direttamente in cucina, desideroso solo di bere unintera cassa di burrobirra e starsene disfatto sul divano fin quando non fosse arrivata la fresca, ariosa sera.
Dopo una settimana di convivenza in sette, a Harry mancava un po di quella solitaria privacy a cui era abituato da tutta la vita durante i mesi estivi.
Certo, non che non gradisse la presenza dei suoi genitori e di Sirius, ma cera effettivamente troppo baccano.
Edward era un bambino vitale, troppo vitale. Correva su e gi per la casa chiedendo di qualsiasi cosa strana ci fosse, seguito solitamente da Victoria, o da Sirius e Severus quando la ragazza non cera ed il vecchio quadro della signora Black iniziava ad inveire contro questo o quellaltro mezzosangue ci fosse in casa. Un po di pace laveva avuta il primo pomeriggio che andarono a trovare Tonks e Lupin, ma quando Edward e Teddy capirono di avere molto in comune, spesso e volentieri erano in due a rovesciare qualsiasi cosa ci fosse da rovesciare, ridacchiare e giocare in ogni stanza a cui potessero accedere.
Senza contare, inoltre, che da quando Piton aveva iniziato a parlare un po di pi, erano iniziati battibecchi e screzi tra lui e James e Sirius, con la povera Lily che doveva destreggiarsi tra il marito ed il ritrovato migliore amico. Forse era per questo motivo che Lily, esasperata, aveva deciso di andare tutti a pranzo da Remus: i Lupin avevano un giardino pi grande dove lasciar giocare bambini di ogni et.
Quando la Burrobirra inizi a scendere lungo la gola di Harry, questi pens che effettivamente, come diceva Lily, ognuno dovrebbe godere dei piccoli miracoli che accadono tutti i giorni.
Una bevanda dissetante.
La casa vuota.
Victoria intenta a leggere sul divano, con una sigaretta tra le dita.
Victoria?! squitt Harry, spruzzando della burro birra dal naso dalla sorpresa.
La ragazza alz un sopracciglio, senza distogliere lo sguardo dal tomo consunto che aveva sulle gambe, allungate sul divano.
Non si lavora, Potter?.
Non dovevate andare a pranzo da Remus?.
Non si risponde ad una domanda con unaltra domanda.
Harry si asciug la bocca con il dorso della mano, indispettito sulluscio del salotto.
I suoi progetti di intimit col divano erano definitivamente crollati.
Ho avuto il pomeriggio libero. Tocca a te aggiunse.
Gli altri sono andati dai Lupin, io sono rimasta a godermi la quiete e fumarmi una sacrosanta sigaretta: non fumo davanti a Edward spieg lentamente Victoria, aggiustandosi sul divano.
Non li raggiungi? chiese Victoria. Harry ci lesse una nota di speranza.
Affatto rispose brusco, cadendo su una poltrona accanto al divano.
Per un po non ci furono altri rumori che lo sfoglio delle pagine di Victoria e quelli provenienti da fuori, dalle finestre che Victoria aveva lasciato aperte per far arieggiare via lodore di tabacco.
Harry chiuse gli occhi, respirando a pieni polmoni laria fresca e gli stralci di tabacco lasciati da Victoria.
Cosa leggi? chiese pigramente, allungando le gambe e stiracchiandosi.
Storia di Hogwarts rispose Victoria, facendo evanascere il mozzicone.
Lettura interessante fece Harry, ironico.
Non che ci sia di meglio sospir Victoria, irritata.
Harry si prese un mito per osservarla.
No, decisamente non aveva preso da Piton.
Niente naso lungo, niente capelli unti.
Ma erano lunghi e neri. Come i suoi occhi.
Oh, s. Gli occhi erano taglienti e cupi come quelli di suo padre, indubbiamente.
La sua pelle era chiara, ma non pallida. Di alabastro.
Come Riddle.
Quanto di lui ci fosse in lei, questo Harry non sapeva dirlo. Ma suppose che per piacere ad un bambino, allora aveva davvero poco di Voldemort.
Anche se, effettivamente, ad Edward piaceva persino uno come Piton.
Mi pare di avere ribadito pi volte che detesto essere fissata, Potter.
Non aveva neanche mosso un muscolo.
Ti aspetti che inizi ad imprecare in serpentese, per caso?. Alz gli occhi verso di lui, guardandolo nella stessa maniera cattiva con cui lo guardava Piton quando non sapeva rispondere ad una domanda.
In quel caso, saprei di certo quante maledizioni mi stai mandando.
Gi, Silente mi ha raccontato di questa tua... come dire... dote. raccapricciante che tu usi una dote di Lord Voldemort per pavoneggiarti strinse le labbra con disgusto.
A Harry sembr di vedere una scena gi vissuta.
Io non mi pavoneggio affatto, sei tu che sputi veleno ad ogni sillaba controbatt, stringendo i pugni sui braccioli della poltrona.
Il fatto che tu sia il Grande Harry Potter non significa che devi piacermi per forza.
A te non piace nessuno bofonchi Harry.
Remus Lupin mi piace. Anche Sirius Black mi piace. In verit, Black mi piace anche di pi.
Harry si mise a sedere dritto, facendo scattare le sopracciglia verso lalto. Sirius? Le piaceva Sirius? Non poteva piacerle Sirius! Lui e Piton non facevano altro che litigare, scambiarsi frecciate, farsi i dispetti... .
La tua amica Granger non mi piace. E neanche la moglie di Lupin, con quei capelli fuxia continu Victoria, guardando di fronte a lei, come se leggesse un elenco mentale. Ah, ed i gemelli mi piacciono un sacco.
Quindi ti piacciono quasi tutti tranne che me? Harry si rise conto di aver parlato dopo che vide lennesimo sopracciglio alzato di Victoria fissarlo.
Devi per forza puntarmi quel dannato sopracciglio contro? sbott Harry, chiudendo gli occhi ed affondando nella poltrona, imbarazzato oltre ogni limite. Anzi, oltre ogni previsione.
