CAPITOLO DICIOTTO

Eternity

Sing this summer serenade

The past is done, we've been betrayed

It's true

Some might say the truth will out

But I believe without a doubt

In you

(Robbie Williams)

Victoria lavora per noi. il vice del dipartimento di Giurimagia della sede della WIA di Boston, ed un Agente Scelto a tutti gli effetti. In base al fatto, quindi, che un nostro Agente coinvolto in una operazione di alta gravit, tocca a noi metterci in prima linea. In questo caso, a me. Abbiamo parlato con Silente in questi giorni, sulla possibilit che la situazione potesse sfuggire di mano, come purtroppo stato. Ci ha scritto delle righe a proposito della profezia e della sua implicazione in merito, signor Potter. Il mio compito assicurarmi che la sua operazione vada a buon fine, e che il nostro Agente torni a casa sano e salvo.

La voce di Sergei Romanov era calma ed armoniosa, a dispetto della situazione. I grandi fari azzurri che erano i suoi occhi fissavano un Harry Potter ancora piuttosto frastornato dalla sua ultima festa di compleanno, e dalla sua amara conclusione.

Fuori, faceva lentamente giorno.

La casa era stranamente silenziosa.

Piton e Thomas si erano eclissati di sopra con il piccolo ancora, fortunatamente, addormentato.

Lily aveva spintonato James e Sirius da qualche parte, molto, molto in basso.

Silente era sparito, a fare ricerche, a cercare qualcuno.

Qualcuno che non era Victoria.

E Harry, inspiegabilmente, non voleva stare solo.

Tutto quel silenzio lo stava uccidendo.

Hermione e Ron erano corsi al Ministero, per cercare di recuperare quante pi informazioni possibili su eventuali avvenimenti fuori dalla norma.

E Ginny... no, Harry non sapeva dove fosse finita Ginny.

Lui era ancora l, sulla porta, a guardare Piton fissare il vuoto, mentre Victoria svaniva nellaria.

E ricordava le urla, infuriate, le sue, contro Lavanda, Cal, Dean, e Hermione e Ron.

Conosco Victoria da cinque anni. Quando la vidi arrivare pensai che sarebbe stata una spina nel fianco. E beh, lo . Ma una spina a cui mi sono affezionato.

S, Harry capiva.

Cosa ha intenzione di fare se io dovessi fallire?.

Harry sapeva che fare quella domanda era un rischio.

Un rischio che doveva correre.

Se non ce la fa, Signor Potter, prover a salvare Victoria Prince, ne andasse della mia stessa vita. Le consiglio di fare del suo meglio, in ogni caso.

Non cera astio nella voce di Romanov, ma Harry sent lo stesso un certo brivido freddo percorrergli la schiena.

Sirius se ne stava a braccia incrociate, la mente lontana dal chiacchiericcio stupido di Lily.

Era abituato alle sue ramanzine.

Prima che si mettessero insieme, Sirius le ignorava e la derideva.

Dopo, aveva imparato ad ignorarla e basta, ed a tenere le sue considerazioni su Lily per s.

O le diceva a Remus.

O a Peter.

Grave errore, questo.

In ogni caso, Sirius pensava a se stesso.

A quel senso di vuoto, e di sbagliato, e di poteva ammetterlo a se stesso paura, quando aveva sentito la storia, la vera storia, di Victoria.

Lui odiava Piton. Qualcosa in lui non riusciva a tollerarlo.

Di atavico, forse.

E lui era un bastardo.

Voleva Victoria.

Non amava Victoria.

La voleva e basta.

Avrebbe voluto che lui la volesse nella stessa maniera.

Ma lei non lavrebbe mai voluto.

Mi hai portato qui, nel bel mezzo della pi ridente campagna inglese, in un assolato pomeriggio destate. Dimmi, Sirius Black, quante giovani ragazzine babbane hai fatto cadere con questo metodo?.

Sirius la guard, a met tra lo stupito e la nonchalance.

Tu sei voluta venire. Io non ti ho obbligato.

La tua argomentazione buona, ma i tuoi occhi non sono pi abituati a mentire come una volta. Da quanto tempo che non vedi una donna?.

Gli aveva riso in faccia, una risata debole e seccante. Una risata che Sirius conosceva bene.

E cos Sirius aveva capito che, per la prima volta nella sua vita, lui era stato usato.

Questo lo aveva colpito, ma non steso.

Ed adesso Victoria era l fuori, pronta a colpire.

Victoria non era pi Victoria.

Forse, in realt, Victoria non era mai stata Victoria.

... hai ragione, Lily.

Lily plac improvvisamente il suo parlare.

Siamo stati degli stronzi con Piton. Mi dispiace.

Dormi, Edward, ancora presto.

Pap... la zia... Edward sbadigli, combattendo contro il sonno.

La zia star bene. Torna presto. Dormi adesso.

Thomas gli rimbocc le coperte ancora una volta, con linfinita pazienza che usava sempre quando Edward non voleva andare a dormire.

Dormi, piccolo mio sussurr ancora Thomas.

Edward si sistem tra le coperte, e si addorment di nuovo.

Thomas gli diede un bacio leggero sui capelli sudati, si alz dal letto del figlio e raggiunse il padre, fermo sulla porta, le braccia incrociate e lo sguardo scuro.

Severus gli fece cenno di seguirlo, e si fermarono sul pianerottolo, un paio di porte pi in l.

Kreacher avr sicuramente preparato una stanza per te, al piano di sopra inizi Severus.

Thomas non rispose.

Il viaggio sar stato lungo, immagino continu, dandogli le spalle, indicando le scale davanti a loro. Vorrai darti una rinfrescata....

Pap lo ferm Thomas.

Fu una prima coltellata, per Severus.

Pap ripet Thomas.

Severus si volt, lentamente.

Affranto.

Perch? chiese solo il ragazzo, lo sguardo supplichevole.

Severus conosceva quello sguardo.

Era lo sguardo che riservava alla madre, quando Tobias li picchiava e poi se ne andava, lasciandoli in una pozza di sangue e paura.

Era quello il tipo di persona che era diventato?

Era quello il tipo di padre che voleva essere?

Perch ero un ragazzo inebriato dal potere. Perch sentivo di non avere altra scelta. Perch... perch non ho idea di come funzioni una famiglia.

Thomas sospir, passandosi una mano davanti agli occhi.

No, i Prince non piangevano.

Fece qualche passo, raggiungendo il padre davanti al primo scalino.

Gli pos una mano sul braccio.

Il braccio del Marchio Nero.

Mi piacciono i the verdi forti, senza zucchero. Pensi che questo elfo domestico ce ne preparerebbe una buona tazza?.

Severus guard Thomas.

Il ragazzo strinse la presa, gli occhi grandi, quelli di Edward.

E Severus annu.