Mr. Brightside
"Ho perso il bambino,non è vero?" l'infermiera non sapeva cosa dire, il dottore le aveva ordinato di chiamarlo non appena la paziente si fosse svegliata.
La giovane ragazza sul letto con i grandi occhi neri e la pelle pallida era Akito Sohma.
Non un semplice membro di quella prosperosa e prestigiosa stirpe, ma il capo famiglia niente di meno.
Questo significava che soltanto il meglio era accettabile; non una normale camera da dividere con altre donne, ma una grande e confortevole stanza privata, non una semplice
infermiera, ma il primario...I Sohma donavano cifre molto generose all'ospedale, dunque venivano trattati con ogni riguardo possibile.
"Signora Sohma, buongiorno. Chiamo subito il dottore" e detto questo scappò quasi dalla stanza.
Akito sorrise, stanca e triste.
Non aveva bisogno di una risposta, lo sapeva già.
Aveva avuto un sogno, uno splendido sogno, ma non era la realtà non lo sarebbe stato mai.
-Dio non mi ha ascoltata- lacrime le rigarono le guance, le asciugò con le maniche della camicia da notte. Chiuse nuovamente gli occhi non voleva parlare con il dottore, non voleva
sentirsi dire che aveva fallito ancora una volta.
-Shigure mi odierà per questo- voleva dormire, voleva sognare la sua bambina, la sua piccola peste che amava cantare e danzare...
Il dottore trovò Akito che dormiva, ne fu quasi grato. Il dottor Sohma sarebbe arrivato a breve, a lui l'ingrato compito di distruggere un sogno.
"...durante la prima gravidanza non ci sono problemi..."
"...durante la seconda gravidanza,il corpo della madre produce anticorpi..."
"Prendo la pillola"
"AB+" "AB-"
"-/- non può dare ,la biologia non è un'opinione!"
Shigure non aveva potuto addormentarsi più. Troppi pensieri, dubbi e emozioni.
Si alzò prima delle sette, sentendosi più stanco di prima.
I suoi pensieri prendevano due direzioni, o meglio era come se due Shigure combattessero nella sua testa: 'Shigure il maschilista bastardo' e 'Shigure-io-capisco-le-donne'
-Dunque non sono stato ne il suo primo ne il suo secondo amante, forse non sono nemmeno nella top five...-
-Dio santo Shigure, Akito non è forse stata la tua amante numero 179 o 184?, tu non eri mica innocente!-
-E tutti credevano che lei fosse un uomo, chissà quanti ne avrebbe avuti se non si fosse travestita...-
-Da quando sei diventato un moralista? Tu ti correvi il rischio di trasformarti in un cane, e questo non ti ha ostacolato!-
Shigure si odiò, si sentiva meschino e orrendo, ma la gelosia, la rabbia e il dolore lo consumavano.
Pensò ad Akito; piccola e persa in quel letto d'ospedale, ma l'immagine si trasformò in una Akito nuda sopra il corpo di uno sconosciuto, gli occhi erano chiusi e la bocca aperta in un
grido di piacere...
Scappò dalla stanza e si fece una doccia.
Tutto il personale era stato informato dell'accaduto, tutti erano silenziosi e con facce da circostanza, sentì che sarebbe impazzito se fosse rimasto un po' di più in quella casa.
Non fece colazione, non aveva fame, Hatori sarebbe arrivato a prenderlo di lì a poco.
Digitò un numero, lo sapeva a memoria anche se non aveva mai chiamato, era un numero che Akito usava fin troppo per i suoi gusti.
"Kureno Sohma"
Appena senti la voce del suo ex rivale riattaccó.
Hatori suonò alla porta e Shigure usci.
Shigure possedeva la patente anche se pochi ne erano a conoscenza, ma lui amava fare scomodare Hatori, e anche questa volta era riconoscente del fatto che non doveva
concentrarsi sulla giuda.
Si fermarono in un negozio e comprarono un costoso cestino con della frutta. Shigure non sapeva se comprare dei fiori, decise di no.
Giunsero all'ospedale tutti e due non sapevano come si sarebbe comportata Akito, anche se aspettavano il peggio.
Prima di poter entrare nella stanza furono fermati da un'infermiera che li avvertí della domanda di Akito e di come il dottore l'avesse trovata addormentata al ritorno.
"E cosi ancora non sa niente?" chiese Hatori
"No,però lo sospetta" rispose lei.
Entrarono, Akito era ancora attaccata alla flebo, coricata, ma sveglia.
"Ciao Akito, come stai?" salutò Hatori.
"Bene,grazie" rispose lei, il tono era leggero ed educato, ma soprattutto calmo.
I due uomini erano confusi, Hatori depose il cestino sul tavolino vicino.
"Questo e per te" aggiunse Hatori.
"Grazie".
Shigure non aveva aperto bocca, non ci riusciva. Akito appariva cosi delicata, la voglia di stringerla tra le sue braccia era enorme.
-Questo é un desiderio che hai avuto in comune con altri uomini...-
"Ciao, Shigure" Akito si sentiva male, Shigure emanava lo stesso calore di un iceberg, non l'aveva salutata, faceva quasi fatica a guardarla...
"Ciao" Shigure era irritato dalla calma della ragazza.
Hatori era confuso, non si spiegava il comportamento di Shigure, forse lo shock?
"Akito...sai che cosa è successo?" si decise a chiedere Hatori.
"Si, ho perso il bambino" rispose semplicemente lei.
"Il tuo sangue e quello del bambino non erano compatibili. Questo non significa che non potrai avere più bambini, ti hanno fatto un'iniezione non ci saranno problemi in una futura
gravidanza..." si affrettò a spiegare Hatori
"Bene" sorrise lei.
Shigure avrebbe potuto prenderla a schiaffi. Come osava essere calma? Aveva perso un bambino non un treno!
Hatori si era preparato ad assistere ad un attacco isterico con pianti, urla, accuse e roba del genere. E se doveva essere sincero, avrebbe preferito che fosse andata cosi, tutto era
meglio che quella situazione imbarazzante.
Akito stranamente raccolta e Shigure nervoso e taciturno. Sembrava quasi che due avessero scambiato le loro vecchie personalità, ci mancava soltanto che Akito si mettesse a
canticchiare...
"Sono molto contento che la morte di nostra figlia non ti rattristi troppo" Non potè evitare di dire Shigure.
Akito sbiancò ancora di più e Hatori diventò livido dalla rabbia.
"Shigure non mi sembra veramente il caso!" iniziò il dottore inorridito.
"Hatori, Shigure, se non vi dispiace vorrei dormire"
I due uomini uscirono, Shigure per primo e Hatori lanciando un'ultimo sguardo di scusa ad Akito, ma la testa della ragazza era voltata alla parete gli occhi chiusi.
Di nuovo sola Akito non si potè trattenere più e pianse.
Pianse per una bambina morta prima di aver avuto la possibilità d'imparare la danza delle fragole.
Pianse per un uomo che canticchiando sfogliava cataloghi di biciclette rosa.
E infine pianse per una madre il cui lo stesso corpo aveva ucciso l'unica cosa bella che aveva fatto nella sua vita.
Il titolo si riferisce alla canzone dei "The Killer",sopratutto questo passaggio:
"Now they're going to bed "Adesso vanno a letto
And my stomach is sick mi viene il volta stomaco
And it's all in my head ed è tutto nella mia testa
But she's touching his—chest ma lei tocca il suo petto
Now, he takes off her dress e adesso lui le sfila il vestito
Now, let me go" adesso,lasciami stare
Questo è quello che Shigure vede,o meglio quello che non vuole vedere...
