Capitolo 9

Quello che non ti ho detto

"Dio fa che non sia vero"
Hatori aveva lasciato Shigure solo a girovagare per le strade.
Un dubbio gli martellava la testa e gli impediva di concentrarsi sulla guida,dopo aver sfiorato quasi due volte un'incidente si fermò appena fu possibile.
Aprì la porta ma non scese dalla macchina.
"...Shigure anche se Akito avesse avuto in passato un'altro amante..." al solo pensiero si sentì sporco e falso.
Era successo una sola volta,e quella volta era bastata per distruggere tante cose.
una sola volta,era successo quel maledetto giorno.
In un solo giorno Hatori aveva creduto di aver perso tutto: L'occhio,l'amore e il rispetto di stesso.
Nessuno riuscivano a spiegarsi come mai Hatori non aveva mai dato la colpa dell'accaduto ad Akito.
Nessuno.
Perché nessuno sapeva quello che era successo dopo.

Kana era stata male.
Lei si sentiva colpevole del accaduto e la colpa la consumava.
Hatori sapeva, l'unica possibilità per far guarire la ragazza era fare quello che Akito gli aveva chiesto di fare.
"Lei ti chiede di dimenticare,il tuo ultimo regalo..."
la voce di Akito lo perseguitava di notte e di giorno,la sua voce da ragazza camuffata da quella di un uomo,il suo sguardo disperato e ferito che diceva 'Come hai potuto preferire un'altra a me?' il suo dito accusatorio puntato verso Kana.
Tutto il suo mondo era crollato in pochi minuti.
Quel giorno l'aveva fatto,aveva cancellato la memoria della sua amata.
Lei non si sarebbe ricordata più dei loro baci,delle loro speranze, dei loro sogni.
Si sarebbe solamente ricordata del dottore lontanamente imparentato con lei per cui lei aveva avuto una cotta non corrisposta.
In un paio d'anni avrebbe avuto un marito,dei figli e forse guardando "La sirenetta" si sarebbe detta "ho già visto una volta un cavalluccio marino,dov'è stato a Disney Seaworld?"
Si era gettato sul letto, il dolore all'occhio quasi trascurabile in confronto a quello nel suo cuore...
Sentì bussare alla porta e qualcuno entrò senza neanche aspettare una risposta.
"Hai fatto quello che dovevi fare?" chiese Akito sedendosi accanto a lui,la sua voce fredda come il cuore di Hatori.
"Sei venuta qui per chiedere questo?" rispose contro la sua consuetudine Hatori
"Cominci a fare anche tu stupidi giochetti di parole come l'idiota di tuo cugino?" da qualche tempo a questa parte Shigure non era nelle simpatie della Dea.
Questo,da quando Shigure non era più il servo adorante di Akito...da quando lui sapeva che Akito
(scopava)
concedeva le sue grazie a Kureno.
Shigure e Kureno.Che ci trovavano quei due in Akito?
Va bene,lei era bella,ma colerica e tirannica.
Aveva perso o eliminato tutto quello che l'aveva resa adorabile da bambina.
Adesso Akito era una travestita amareggiata che non concedeva un minimo di spazio a quelli che erano nati "per amarla".

"Sbaglio ho andavi pazza per i giochetti di Shigure? Be,ma adesso preferisci quelli di Kureno..." Hatori si sentiva strano,era la prima volta che si comportava in un modo così irriverente con la ragazza.La vide arrossire per poi diventare livida dalla rabbia e ne provò piacere.
Un lato di lui era in allarme,forse il dolore sia mentale che fisico,forse le medicine...Hatori cominciava a non aver più controllo su se stesso.
Afferrò al volo la mano della ragazza prima che lei lo colpisse.
Akito tentò di liberarsi,ma lei era soltanto una ragazzina travestita da uomo,non aveva ne la mole ne la forza di uno.
"Lasciami!" ordinò e Hatori sentì un filo di panico nella voce e come prima la debolezza della ragazza lo eccitò.
L'avvicinò a se e fu colpito dall'odore di camelia che emanava la sua pelle delicata.
Si accorse anche che i seni della ragazza non erano fasciati, il pesante kimono invernale a più strati basteva a nasconderli.
Hatori era il suo dottore e conosceva bene il corpo di Akito.Un corpo pallido magro quasi anoressico e delicato.
Un corpo che suscitava in lui istinto di protezione e pena,ma in quel momento quei due sentimenti erano lontani anni luce da Hatori.
Hatori si accorse di voler vedere il corpo nudo della ragazza e si accorse di avere un'erezione.

Akito era incredula e spaventata.
Mai e poi mai era stata trattata così,persino Shigure non osava trapassare certe barriere,lo sguardo di Hatori la terrorizzava.
Tentò di togliere la sua mano dalla presa dell'uomo senza successo.
-Smetterà,è arrabbiato per il suo occhio e per quell'oca,ma si calmerà- non poteva voler fare quello a lei!

Hatori era deliziato,Akito si dibatteva come una farfalla in mano ad un bambino.
-Probabilmente e la prima volta che lei si senta impotente- Invece Hatori si era sentito spesso così.
Impotente di vivere una vita normale o quasi
(A causa di Akito)
Impotente di lasciare la famiglia
(A causa di Akito)
Impotente di amare e proteggere la donna che lui amava...
(A causa di Akito)
La sua dolorante erezione lo staccò da quei pensieri -Impotente non era il termine esatto in quella situazione- e ridacchiò
Vide Akito spalancare i suoi occhi incredula,poteva odorare la paura che emanava...e questa volta rise forte.
Incominciò a spogliare la ragazza e quanto lei iniziò a strillare le imbavagliò la bocca con la sua benda dell'occhio.

Hatori era uno dei pochi maledetti ad avere potere su di Akito e su gli altri.
Lui aveva potere essendo dottore,aveva potere essendo 'Il signore delle memorie',ma il potere che aveva adesso era molto di più .
Akito si girava sul letto tentando di fuggire, il suo corpo roseo dall'imbarazza e la paura, Hatori giocò con i suoi capezzoli eretti dal freddo,come era facile non farla scappare.
"Dimmi dolce Akito,ti senti 'Dio' adesso?" le chiese mordendogli il collo "Sei nata per farti amare,no?Allora apri le gambe!"
Lacrime rigavano le gote della ragazza,Hatori le leccò, forse capiva quello che trovavano Shigure e Kureno in Akito.
Una parte di lui,lo spirito in lui urlava d'orrore.
Lo spirito gli ordinava di smetterla,di non fare male a 'Dio',ma l'uomo e la rabbia in Hatori erano più forti.
Aprì le gambe della ragazza con poco sforzo,-Quanto e debole! E questa debole creatura osa interferire nella tua vita?- si chiese

Akito lo guardava tra le lacrime come se lui fosse uno sconosciuto.
No,lui non era Hatori Sohma il dottore di fiducia della famiglia.
Non era il debole che lasciava decidere la sua vita da una ragazzina.Non era il cavalluccio marino.
Lui era il drago e Akito era la sua vittima.
Riuscì a strapparsi i vestiti con una mano e con l'altra a tenere ferma la ragazza.
"Sai Akito,a i draghi si offrivano le vergini,ma per questa volta chiuderò un occhio" rise della sua battuta ed entrò nel corpo squassato dai singhiozzi della 'Dea'

L'aveva violentata per delle ore.
Non si era disturbato o preoccupato,non aveva nemmeno pensato ad una eventuale gravidanza ed aveva eiaculato più volte dentro di lei.
Lui Hatori Sohma,gruppo sanguigno A+...
Lei non aveva più opposto resistenza neanche quando le aveva tolto la benda per abusare della sua bocca.
L'unica cosa di cui sembrava capace era piangere.
Ma Hatori non provava nessuna pena per lei,nessun amore...niente oltre la lussuria.

Quando era venuto in se stesso non riusciva a credere che tutto quello fosse accaduto,ma le prove erano su Akito.
"Akito" urlò, la ragazza era sporca di sangue"Che ti ho fatto?" prese la ragazza senza sensi in braccio e la portò nella stanza da bagno,ringraziando il cielo che lui abitasse da solo.
La pulì e scoprì che il sangue non era di Akito,la ferita all'occhio si era aperta e aveva sporcato entrambi.
Riempì la vasca da bagno ed entrò con la lei.
Lei si era ripresa,ma non diceva niente,senza il sangue che la sporcava poteva vedere i segni dei morsi e dei graffi che le aveva procurato.
Doveva averla anche picchiata o almeno stretta troppo,sul corpo candido di lei si formavano dei lividi.
"Akito,mi dispiace,credimi..." iniziò "Devo essere impazzito...mi dispiace..." la lavò come se lei fosse un bebè,l'asciugò.
Lei non parlava,il suo sguardo era spento e tremava ogni volta che Hatori la toccava,nel fra tempo lui si vestì e le porse una dei suoi yukata.
Hatori si era odiato,come aveva potuto fare questo ad Akito?A Dio? Fu felice che Kana lo avesse dimenticato,che lei fosse lontana dalle sue sudice mani.
Cominciò a piangere.Aveva violentato sua cugina.
"Che mostro sono?" singhiozzò,ad un tratto sentì delle braccia che gli stringevano il petto
"Akito?" -Perché?-
"Non piangere Hatori,ti perdono" e alzandosi in punta di piedi baciò lo stupefatto dottore.
Hatori non riusciva a credere che Akito potesse perdonarlo,chiuse gli occhi abbracciò la 'Dea' e continuò a piangere.
"Non diremo mai niente a nessuno di quando è successo oggi.Sarà il nostro segreto:tra Dio e il suo drago"
Hatori sapeva di essere un vigliacco,ma era sollevato che Akito non volesse dire niente.
'Shigure' cosa avrebbe pensato Shigure?
Hatori sapeva quel che lo scrittore provava per Akito.L'amore assoluto e possessivo che lo trasformava più in un lupo che in un cane.
Non dire niente...forse la migliore cosa.

La vita procedette come prima del avvenuto.
Mai, nemmeno una volta in ormai quasi quattro anni,Akito e Hatori avevano parlato su quel che era successo.Mai.
Tutto era come prima e nessuno aveva mai sospettato qualcosa,nemmeno Shigure.
Hatori amava Akito e l'avrebbe sempre amata e sapeva se Akito non l'avesse perdonato,lui si sarebbe gettato da un ponte.
E adesso?
Shigure voleva sapere il nome dell'amante,quando avrebbe scoperto tutto?
Un'idea lo fulminò "Akito aspettava un mio bambino" aveva avuto la possibilità di essere padre.
Amava Mayu e il fatto che lei non potesse avere bambini non cambiava niente.
Ma la scoperta che per poco tempo lui fosse stato un futuro padre,gli fece capire quanto lui aveva desiderato essere un papà.
Come sarebbe stata una vita con Akito per moglie?
Sarebbe stata la moglie ideale come lo era adesso con Shigure se si fosse sposata con Hatori?
Si scrollò, non era il tempo per pensare a quello che sarebbe potuto succedere
Chiuse la porta,accese il motore e si avviò verso casa.
Doveva parlare con Akito,al più presto possibile.