Capitolo 11

Visite

"Ciao" questa si che era una visita inaspettata

Era l'ultima giornata in ospedale, l'indomani mattina sarebbe stata dimessa e i sentimenti di Akito erano contrastanti.
Da un lato non ne poteva più di stare in ospedale. La stanza poteva essere 'mondana' ma lei sapeva di essere in un luogo dove morte e malattia erano abituali.
-Ma qui nascono anche nuove vite- si ricordò, questo pensiero la faceva stare ancora peggio. D'altra parte si sentiva ancora molto
debole,l'aborto l'aveva stremata sia fisicamente che psicologicamente: la reazione di Shigure l'aveva scioccata, il discorso con Hatori sfinita.
Akito era triste e confusa.

Aveva perso la sua bambina. Il dolore era enorme, ma una parte di lei se lo era aspettata. Anche se quasi tutti le avevano assicurato di averla perdonata,nonostante ciò Akito sapeva che le colpe del passato non si potevano cancellare tanto facilmente. Quando aveva visto il sangue che portava via con se la vita della sua piccolina, aveva rivisto il sangue che imbrattava il volto di Hatori, che scorreva dalla schiena di Kureno e quello che imbeveva l'uniforme scolastica di Rin.
La stessa Rin che era ora di fronte a lei, l'ospite inatteso.
Tanti erano venuti a trovarla in quei giorni, tra questi mancava Rin. Haru era venuto insieme a Momiji con un enorme coniglio dalla parte del biondo sunny-boy e una porzione di Oden da parte dell'ex bufalo.
"Del Oden?" aveva sorriso lei. Haru rimaneva una fonte di sorpresa.

Rin era vestita di nero come al solito, ma il suo stile era diventato più sobrio e meno provocante.
"Ciao Isuzu"
"Odio gli ospedali" cominciò sedendosi sulla sedia più distante dal divanetto.
-Per colpa mia ci sei dovuta rimanere un bel po...- Akito sentì i rimorsi che l'avrebbero accompagnata per tutta la sua vita.
"Domani esci" non era una domanda
"...Si..."
"Sarai contenta"
"...Si..."
-Che discorso!- Akito trovava difficile parlare con Rin e per paura di dire qualcosa di sbagliato, non riusciva a mettere insieme qualcosa di sensato.
"Rin, grazie di essere venuta..." cominciò Akito cautamente
"Mi stai cacciando via?"
"No, no per niente! Volevo soltanto ringraziarti!" si affrettò a dire
-Che progresso parliamo con frasi intere!- pensò disperata
"Uhm" mormorò la ragazza poco convinta
-No stiamo regredendo!- a quel pensiero Akito cominciò a ridere nervosa -Oh, no ci mancava solo questo!- e rise ancora più forte.
"Scusami,scusami" Akito voleva smettere, ma il volto di Rin era troppo divertente.
"Akito, sai di avere un attacco isterico, vero?"
"Si, hihihi" e dal riso scivolò nel pianto.
Rin si avvicinò e si sedette accanto a lei sul piccolo divano. Non l'abbracciò, nè si sedette 'tanto' vicino, ma era accanto a lei e gli porgeva un
fazzoletto e questo era abbastanza per Akito.

"Grazie Rin"
"...prego"
"Mi dispiace davvero, è solo che è successo tutto così in fretta"
"La tua bambina?"
"Si, ma non solo. Ho paura che il mio matrimonio stia andando in pezzi"
Rin spalancò gli occhi incredula "Shigure-nii ti vuole abbandonare perché hai perso vostra figlia?"
"No, non credo. Forse ci siamo sposati un po' troppo velocemente..."
"Credi che il vostro matrimonio sia stato un errore?"
-perfetto adesso sono la confidente di Akito!-
"No!" gridò quasi Akito, imbarazzata abbassò la voce "...ma forse,dovevamo conoscerci un po' meglio. Da Akito e Shigure e non come Dio e cane" fece una
pausa e continuò con voce addolorata.
"Ci siamo sposati a Gennaio, adesso è Giugno! Il mio matrimonio sta andando in crisi dopo sei mesi!" e ricominciò a piangere.
"Akito smettila di piangere. Hai parlato con Shigure? Sei sicura di non stare esagerando?"
Akito finì di piangere, forse Rin aveva ragione, non aveva avuto modo di parlare con Shigure... "Hai ragione, parlerò oggi stesso con Shigure. Dobbiamo chiarire molte cose. Graz..."
"Smettila di ringraziarmi! Adesso devo andare alle tre ho una lezione" si alzò veloce, ma arrivata alla porta si girò e disse "Buona fortuna Akito" e sparìprima che Akito potesse dire qualcosa.
-Sbaglio o Rin ha sorriso?- Akito era sollevata, la visita di Rin le aveva fatto bene.
C'era stato un malinteso tra lei e Shigure, ma questo non significava che il loro matrimonio stesse per finire!
Avrebbe parlato con Shigure. Gli avrebbe detto di quando le dispiaceva aver perso la loro 'cuccioletta'. Gli avrebbe detto di come fosse stata ignara di essere già stata incinta in passato...L'unica cosa che lei sapeva per certo e che lei l'amava e che sarebbe stata felice di dare alla luce un loro figlio.
Ma aveva anche deciso che non avrebbe mai parlato di quello che era successo tra lei e Hatori. Non voleva rovinare l'amicizia tra i due uomini.
Aveva perdonato l'unico errore dettato dalla disperazione del dottore, un'errore per cui Hatori non aveva smesso di soffrire.
Telefonò a casa e chiese all'autista di venirla a prendere. Nel cuore di Akito c'era ancora tanto dolore, ma una piccola pianticella di speranza stava crescendo in lei.

"Buongiorno"
Asami che le era venuta incontro era stupita e si vedeva.
"Akito-sama, credevo che arrivaste domani!"
"Mi sono fatta dimettere prima, mi sento abbastanza bene"
"Vuole pranzare?"
"No preferisco riposare un po', grazie"
"Le faccio preparare il futon?"
"No, farò da me"
Si avviò verso la stanza da letto. Non era la stanza che aveva abitato per anni, Shigure non aveva voluto dormire nella stanza che lei aveva condiviso con Kureno. Vicino alla stanza c'era quella che sarebbe dovuta essere della bambina, un paradiso in rosa...Il dolore le strinse il petto, faceva quasi fatica a respirare. Veloce entrò nella stanza trovandoci Shigure intento a fare le valigie.
"Shigure?" -Ti prego, siamo arrivati a questo punto?-
Lui si alzò stupito "Non dovevi uscire domani?"
"Volevo uscire...dobbiamo parlare" nel frattempo Shigure aveva smesso di riempire la valigia, una era già completa, e si era seduto.
Akito tentava di leggere nel suo volto, aveva l'espressione calma quasi divertita che in passato usava per farla... di quando lui la voleva punire per aver dormito con Kureno...
"Parla cara, o hai perso la lingua?" scherzò lui
Akito decise di andare al dunque "Shigure perché mi disprezzi? Come se io avessi colpa di quello che sia successo. Era anche mia figlia, non volevo che morisse..."
"Perché non mi hai detto che eri già stata incinta?" chiese a sua volta
"Non lo sapevo!"
"Chi era il padre?"
"Il bambino doveva essere tuo"
"Cosa te lo fa pensare?"
-Akito, dimmi la verità e ti perdonerò!Ti amo così tanto...Confessa che c'è stato un'uomo prima di Kureno...Ti prego!-
"Non poteva essere di Kureno...dunque non rimani che tu!"
"Sei sicura? Non c'è stato nessun altro?"
"Si,certo..."
-C'è stato Hatori...-
"...Si..."
-Bugiarda-
Vide il volto di Shigure contorcersi dal dolore per poi farsi inespressivo.
-Bugiarda!- pensò lui -Maledizione, perché ho voglia di abbracciarla?- chiuse gli occhi per non vedere il viso ferito della ragazza e chiuse la valigia che non era riuscito a completare, si alzò.
"Shigure,dove vuoi andare? Shigure perché non mi credi?"
Shigure la voleva scuotere. Shigure la voleva scrollare a urlargli in faccia tutta la sua delusione,ma si trattenne.
"Shigure! Resta per favore,credimi!"
Shigure scappò dalla stanza e dalla casa, non sapeva quando sarebbe tornato, ma se fosse rimasto avrebbe ferito Akito.
Scappò tentando di non ascoltare il suo pianto che gli torceva il cuore,uscì ignorando gli sguardi curiosi delle cammeriere li vicino che sembravano aver sentito tutto.
"Shigure, non lasciarmi ti prego..." sentiva Akito che piangeva e che invocava il suo nome e questo lo faceva soffrire.
Akito si buttò a terra.
Shigure sene era andato e ancora una volta il mondo di Akito si tinse di nero.
"Shigure...non lasciarmi..." e pianse fino a quando non crollò, esausta.