Capitolo 12
Il Temporale
"Shigure non è andato a
trovare Akito,sai il perché?"
"La figlia non era
sua"
"Ma no!"
"Povera Akito!"
"...povero
ragazzo,sai prima che si scoprisse che lei era una donna,ho sempre
pensato che si buttasse sempre a dosso a gli uomini!"
"Non
ho mai capito che cosa vuole mio figlio!...spero
che..."
"Divorzio?"
"DIVORZIO???"
"Shigure
ama Akito"
"Il dolore...reagisce..."
Il
temporale fuori rispecchiava, i sentimenti di Akito.
Anche se
forse assomigliava di più ai rami che venivano travolti e
spezzati dal vento e dalla violenta pioggia.
Agosto se ne stava
andando,portando via l'estate con nuvole,pioggia e vento.
Akito
non aveva più rivisto Shigure,erano oramai passati due mesi.
Due
mesi senza nessuna notizia.
Due orrende settimane dopo che Shigure
l'aveva fatto le valige e lasciata,aveva saputo da Hatori che Shigure
alloggiava in un piccolo appartamento di un amico scrittore.
Shigure
stava bene,ma pregava la moglie e i parenti di lasciarlo in
pace.
Tutta la famiglia le aveva mostrato simpatia,non c'era un
giorno in cui lei veniva lasciata sola,ma Akito sapeva che giravano
voci che dicevano che la bambina non fosse figlia di
Shigure.
Chiacchiere,pettegolezzi che la ferivano.
Molti
cercavano una spiegazione,una coppia così visibilmente innamorata
che si lasciava dopo pochi mesi di matrimonio.
Akito
soffriva ,ma tentava di non farlo vedere ,Arisa e Tohru
erano lontane,ma Kagura,Mayu,Mii-chan e,con somma sorpresa di tutti
Rin,le erano state vicine.
Anche quella sera,prima che cominciasse
il diluvio Akito l'aveva passata con loro.
Quando Akito aveva
chiesto il perché di quel gruppo tutto al femminile le altre avevano
risposto che era divertente e che ai ragazzi, non avrebbe fatto
conosceva naturalmente il vero motivo,non volevano che
Akito si ricordasse della sua perdita.E Akito soffriva ogni volta che
vedeva coppie felici.
"Ciao Akito,Rin,Kagura...Dov'è Mayu?"
chiese Mii-chan,ex editrice di Shigure e fidanzata di Ritsu,alle tre
ragazze in yukata.
"Lei e Hatori,passeranno il fine settimana
nella casa sul lago,sai una maestra ha bisogno di riposo..."
rispose Kagura
Mii-chan annuì,la capiva non era una
maestra,ma sapeva come potevano essere orrendi i bambini...tipo
Shigure.
"Be,ci divertiremo comunque!Voglio vincere un
pesciolino rosso!" e esuberante come sempre,trascinò il
gruppetto davanti alla bancarella.
Nonostante tutto, avevano
passato una bella serata godendosi l'ultima festa estiva e
riempendosi di ramen,okonomiyaki e takoyaki.
L'estate stava
finendo e anche la speranza che Shigure tornasse da lei, si
faceva ogni giorno che passava più sottile.
Subito i piacevoli
ricordi della serata passata si sciolsero come neve al sole.
Adesso,sola nel buio della loro stanza, sentiva che l'amore che
provava per lui la stava schiacciando.
Lasciò cadere la
maschera di Doremon e lo zucchero filato che aveva acquistato alla
festa e s'inginocchiò.
"Ti prego Dio,fallo tornare da me!"
ed esausta si addormentò.
Ma soltanto fulmini,tuoni e la pioggia
scrosciante,le risposero.
A svegliarla fu la più erotica
delle sensazioni.
Una calda ed esperta lingua stimolava il suo
clitoride,sentiva le onde di un imminente orgasmo.
"Shigure?"
chiese sorpresa
"Ti aspettavi qualcun altro,cara?"
Shigure era nudo e gocciolante,la sua voce era stranamente
neutrale.
Akito si svegliò del ancora notte e Shigure
non aveva acceso la di non rispondere alla domanda, anzi
di porne una a sua volta.
"Dove sei stato?Perché sei venuto
oggi?" cercando di abituare gli occhi
all'oscurità.
"Vediamo,sono ben due domande cara...La prima
risposta è 'Qua e la',e in quando al motivo della mia visita
oggi...volevo soddisfare i tuoi appetiti sessuali,prima che tu senta
il bisogno di cercarti qualcun'altro." sorrise,il sorriso era
freddo.
"Dunque mia cara visto che hai goduto delle
mie attenzioni,che ne dici di ricambiare il favore?" chiese
sfacciato indicando il suo membro eretto.
Durante la loro
relazione avevano provato diverse azioni e posizioni amorose.
Shigure
ex autore di romanzi spinti,le aveva insegnato l'arte del piacere e
Akito era stata un'ottima se lei era insicura,a volte
impacciata nel comportarsi da 'donna',a letto lei era un'amante
appassionata e inibita.
In quel momento mille pensieri frullavano
nella mente di Akito -Volevo che venisse da me,e lui ora è
qui...ma non poteva svegliati in un altro modo? E quel sorriso
gelido...-fece tacere quella parte di lei che si chiedeva il
perché di quel comportamento.
Si scrollò e prese il pene
dell'uomo che amava,suo marito,in bocca
-Non ci siamo ancora
nemmeno baciati!...Ma è tornato da me!È questo quello che
conta!Forse è un po arrabbiato,ma è qui e fa l'amor...fa sesso con
me e no con qualche altra.È un uomo ha dei bisogni...mi perdonerà e
forse avremmo un'altro bambino...basta che gli dimostro quanto lo
ami...- e con questo pensiero si prodigò nel dare piacere e
dimostrare il suo amore a quell'uomo che non parlava e il cui viso
esprimeva più dolore che estasi.
-La prova che lei è una
sgualdrina- pensava Shigure,anche se pensare era in quel momento
molto difficile,la lingua di Akito variava da gentile e tenera a
feroce e dominante.
Lei leccò,succhiò e accarezzò il membro di
lui,fino a quando lui,arreso,esplose nella calda bocca di lei.
Con
le gambe tremanti e gli occhi chiusi, si lasciò cadere come morto
sul futon.
Akito intanto prese un asciugamano dalla stanza da
bagno adducente e lo frizionò dolcemente.
Shigure voleva tanto
che lei la smettesse di voleva vederla così
sensuale,tenera...esperta.
-Chissà con quanti!-
Adesso
Akito strusciava il suo corpo contro quello di Shigure,aveva
cominciato a baciarlo;il petto,le braccia...non le diede la
possibilità di baciarlo sulla bocca e l'afferrò le braccia.
Senza
tenerezza la sistemò sotto di lui,lei aprì la bocca per
protestare,ma fu zittita da un "Non dire niente Akito"
addolcì l'ordine aggiungendo "Per favore"
Lei lo
guardava in silenzio,ma i suoi occhi erano pieni di domande e di
amore.
Shigure non riusciva a guardarla in girò,
stavolta con più gentilezza di prima.
Cominciò lentamente a
baciargli la schiena e le spalle,affondò il volto nei capelli di
lei,ma il suo corpo toccava il meno possibile quello sotto di
lui.
Fecero l'amore in silenzio.
Dopo l'atto Shigure si staccò
gentilmente,ma con fermezza ,da lei.
Akito si sentiva come una
bambola di pezza,senza volere ne forza.
Questa situazione era
ancora peggiore della loro relazione precedente al
lei non sapeva se Shigure l'amasse veramente come 'donna',ma
ora...
Ora si chiedeva se Shigure l'amasse.
La voglia di
piangere era enorme.
No, fare l'amore non era servito,anzi le
aveva fatto vedere l'immensa distanza che si era instaurata tra di
loro.
Shigure aveva preso dall'armadio un cambio di vestiti puliti
e si era rivestito.
"È tutto finito?" chiese lei con
voce rauca.
"Non lo Akito,non lo so"
"Perché
sei venuto?"
"Mi mancavi" rispose semplicemente
"Ma
non resterai." constatò lei
"Non resterò."
"Non
rimane più molto da dire,non credi?" chiese lei
amaramente,mentre lui era già alla porta.
"Akito..."
esitò "Ho bisogno di riflettere su di noi,continuare a vivere
insieme senza che io abbia chiarezza...non sarebbe
,Aki-ko"
Akito non rispose.
Aki-ko...quanto
male faceva!
Lui la lasciava si comportava da
giudice e lei era colpevole di un reato di cui non sapeva niente.
Si
alzò.Dopo una doccia calda si infilò una camicia da notte di
flanella.
Non dormì,ma restò sveglia a guardare il
giardino.
Fuori la tempesta era finita,non restava che aspettare
che arrivasse un nuovo giorno.
Un giorno che forse sarebbe stato
migliore del precedente.
Hatori si sarebbe potuto prendere
a non aveva potuto notarlo prima?
Ma d'altronde i suoi
pensieri erano così occupati con Akito e Shigure,che non aveva
notato quello che accadeva a casa sua.
Mayu.
Come non aveva
potuto capire che la perdita di Akito aveva riaperto la ferita di
Mayu?
Mayu,che a differenza di Akito, non avrebbe potuto mai
sperare in un'altra à quando tempo lei soffriva
silenziosamente,prima che lui l'aveva vista piangere con un paio di
scarpine da bebè tra le mani.
"Mayu?" aveva chiesto
spaventato,che cos'altro era successo?
"Oh,Hatori...non ti
aspettavo, preparo la cena..." fece per alzarsi,ma
fu trattenuta da Hatori,che si inginocchiò vicino a lei.
"No
cara,adesso tu mi dici perché hai chi sono queste
scarpette?"
"Erano un regalo per la piccolina di
pensato a quando sono stata invidiosa...sono orrenda,forse è
un bene che io non possa avere figli!" e detto questo,pianse
nuovamente.
"Mayu,oh prego..."l'abbracciò
era molto più sensibile di quello che gli altri
lui lo sapeva...e l'aveva lasciata sola con false
colpe,dolori e rimpianti.
"Per colpa per colpa
mia non potremmo avere figli..." singhiozzò,le lacrime
bagnavano la camicia di Hatori.
"Non è colpa ..."
prese il volto della moglie tra le mani,i suoi occhi e il suo viso
erano rossi,il naso il fazzoletto gli pulì il viso.
"Mayu ti la donna della mia vita,sei una parte di
persone sono come dei puzzle,bisogna avere tutti i pezzi per essere
con te,sono mio puzzle ha solo due
tasselli."
Baciò la maestra.
"Nessuna,potrebbe
prendere il tuo una che avrebbe potuto avere dodici
figli!"
"Esagerato",ma sorrise.
"Mi
credi?"
"Sei uno dei pochi 'vecchi 'Sohma di cui mi fido
ciecamente!"
"'Vecchi' Sohma?Oltraggio!"
"Hey,cosa
vuoi fare!?" strillò Mayu,mentre Hatori la prendeva in
braccio.
"Semplice cara,finire un puzzle e dimostrarti che
non sono un vecchio!"
L'indomani Mayu trovò una rosa
vicino al suo cuscino.
era il suo pezzo mancante e
lui le aveva ripetutamente dimostrato quanto loro incastrassimo
bene...
Arrossì e ascose il volto sotto le coperte.
"Alla
faccia del vecchio!" sghignazzò.
Sapeva che avrebbe
sofferto,ma sapeva che ci sarebbe stato l'uomo della sua vita a
consolarla.
Al ritorno da scuola,fu nuovamente sorpresa da Hatori
che riempiva delle valigie.
"Hatori?Che cosa è successo?Dove
devi andare?"
"Dove dobbiamo andare!" rispose
indicando la valigia della moglie."Ho preso il fine settimana
una scappatella nella casa sul e
te."
"Cosa?"
"Se partiamo adesso,possiamo
cenare già anche fatto la spesa."
"Ma...ma"
"Se
non vieni con le buone ti dovrò costringere!"
"...stasera
devo uscire con le ragazze..."
"Non ti preoccupare,ho
telefonato,abbiamo la loro ed io,il tramonto,il
lago,ostriche...champagne..."
"Hai proprio pensato a
tutto!"
"Ayame non è il solo in famiglia ad avere la
vena ?"
"Allora si parte!"
La
domenica mattina Hatori girava per la casa,Mayu dormiva dopo che
avevano fatto l'amore e lui aveva avuto sete.
Amava questa casa,da
piccolo ci aveva passato buona parte delle sue ferie.
Prima di
morire,sua madre veniva spesso,accompagnata dal figlio e dal
marito.
Ma la pace e l'aria pura non erano serviti e lei era morta
quando lui era ancora piccolo.
Dopo era stato li con suo
padre e Akira,che come sua madre sperava di migliorare la sua
cagionevole salute.
In seguito Akira e Ren avevano scelto la casa
come il loro nido d'amore.
Hatori ricordava ancora la strana luna
di pallido e fragile,Ren splendida e adorante e suo padre
Hikeito,più grigio della sua età,che vegliava sulla salute dello
sposo.
Suo padre aveva avuto addirittura uno studio nella
'improvviso Hatori sentì l'impulso di stare nella stanza
dove suo padre aveva passato tanto,forse troppo,tempo.
La stanza
era come l'aveva lasciata suo se lui era adesso 'il
dottor Sohma' non aveva mai osato a cambiare qualcosa.
Lo
studio,il regno di quell'uomo freddo e severo,era rimasto
inviolato.
Suo padre era stato un'appassionato lettore e gli
scaffali erano pieni zeppi di libri.
Molti erano naturalmente
libri di medicina,ma c'erano anche molti classici, sopratutto di
autori scaffale attirò l'attenzione di Hatori,li
c'erano,al contrario degli altri scaffali, libri di medicina e
classici insieme.
Hatori sbirciava tra i libri, leggendo qua e là
e prendendo dei volumi che avrebbe poi letto a casa,quando si accorse
che qualcosa non quadrava.
Un libro dello scaffale di medicina non
entrava nello scaffale di sotto,quello misto.
"Ma,gli
scaffali devono avere tutti lo stesso spessore!" disse ad alta
voce tra se e due libri dallo scaffale misto e si accorse
che tutti e due erano più corti di quelli dello scaffale di
sopra.
Tolse tutti i libri dallo scaffale e si accorse che lo
spazio era inferiore di quello che sarebbe dovuto essere.
Qualcuno
difatti aveva inserito un pannello per avere un nascondiglio,il
pannello si lasciava muovere.
Hatori era eccitato come un bambino
che trova in anticipo i regali di natale.
-Che cosa ci
sarà?-
Trovò un libro con la copertina di lo
aprì e come di sua abitudine lesse l'ultima pagina.
'Dio
mi perdoni,ma lo devo posso fare è troppo
giovane,troppo fragile per un bambino.E anche lui non è ancora
pronto.
Akito non potrà essere la mamma di questo bambino.
Anche
se sento che il mio cuore si spezzi...le dovrò togliere la
memoria.'
Hatori sapeva a chi apparteneva quel diario e sapeva che finalmente avrebbe potuto dare luce a tutto quello che era successo.
