Capitolo 14
Guardami,ti amo!
Dopo aver letto il
diario,sia Akito che Shigure erano scombussolati.
Pallidi
e increduli i due coniugi stavano immobili attorno al tavolo della
casa di Hatori senza guardarsi.
"Tredici
anni? Ero incinta a tredici anni?" sussurrava Akito "Zio
Seguchi mi ha fatto abortire per poi togliermi la memoria? Non ci
posso credere"
"Oh mio
Dio,come ho potuto violentare Akito?" mormorava Shigure a
testa bassa,non notando Hatori che trasaliva diventando
pallido.
"Cosi ho perso due
bambini" continuò Akito senza dare ascolto a Shigure "Chissà
se era un maschietto o una femminuccia?" a quelle parole Akito
barcollò.
E per la prima volta dopo
aver appreso la verità Shigure alzò lo sguardo,ma non osò
toccarla.
Fu Hatori che sorreggendola
l'accompagnò nella sua stanza.
Shigure
aveva cercato il colpevole,e lo aveva trovato.
Se
stesso.
Sia in passato che nel
presente non c'era mai stato altro colpevole che se stesso.
Lui
con la sua idiozia giovanile,la sua incoscienza,la sua gelosia
morbosa,la sua intolleranza.
L'aveva
lasciata da sola dieci anni fa e aveva ripetuto la stessa cosa ancora
una volta.
Akito aveva perso per ben due volte il loro bambino ed
entrambe volte non aveva avuto il suo conforto.
Ricordava
come lei aveva pianto quando lui aveva fatto le valige,come lui
l'avesse trattata da prostituta qualche sera prima.
I sensi di
colpa erano come pugnali che si conficcavano nella sua
carne
"Shigure! Resta per
favore,credimi!"
Aveva detto la
verità e quando lui da grande bastardo l'aveva usata lei lo
aveva asciugato,baciato...amato.
Dubitava
che sarebbe riuscito a guardarla ancora negli occhi.
Il suo tanto
proclamato amore non era bastato per avere fiducia o per lo meno
accettare e perdonare quello che lui credeva fossero le colpe di
Akito.
Restò li e non riusciva nemmeno a raggiungere
Akito.
Perché si era comportato
cosí.
Era stato il dolore per la
perdita della bambina o l'amor proprio ferito?
Si,lui
aveva voluto che Akito confessasse di aver avuto un altro amante lei
avrebbe dovuto scusarsi,per una cosa che era successa prima ancora
della loro relazione...Pazzesco.
Malato.
Forse
una parte di lui voleva ancora aver potere su di lei.
La nuova
Akito non era la creatura infelice di una Akito veniva
amata e rispettata da quasi tutti i membri della famiglia.
Akito
aveva nuovi interessi,amici,svaghi.
La felicità di Akito non
dipendeva più da lui.
Lui aveva voluto questo,aveva desiderato
che lei uscisse dal suo guscio e volasse...da lui.
Ammise
di non essere sicuro dell'amore di dell'attrazione che lei
aveva per lui,ma Akito l'amava veramente o forse era soltanto affetto
verso l'amico di infanzia più devoto della sua misera infanzia?Si
era tuffata tra le sue braccia per paura di rimanere sola?Che cosa
sarebbe successo se Akito avesse avuto realmente un altro
amante?
Credere che Kureno fosse stato
il 'primo' di Akito l'aveva amareggiato a tal punto da vendicarsi
dormendo con Ren.
Ora sapeva che era
stato lui e avrebbe dato tutto per fare in modo che questo non fosse
mai successo.
Aveva violentato una
bambina di tredici anni.
Per colpa sua
Akito aveva abortito il primo e perso il secondo figlio.
Lui
aveva corrotto il passato e distrutto il futuro.
Lui
non meritava Akito.
Avrebbe tanto
voluto piangere,ma sapeva di non meritare nemmeno questo.
S'incamminò
verso l'appartamento a capo chino detestandosi sempre di più ad ogni
passo.
Akito non era stata mai
tanto confusa.
Non riusciva a credere
che le mancavano pezzi della sua era stato facile per
lei ordinare di far cancellare la memoria degli altri.
Un
bambino a tredici anni, un bambino da Shigure!
Non
riusciva ancora a crederci.
La sua
'prima volta' era stata con Kureno,quattro anni prima,almeno aveva
creduto questo fino a qualche ora fa.
Adesso
era costretta a rivedere tutta la sua vita,tutte le sue certezze
erano andate in fumo e se durante quella prima gravidanza zio Seguchi
le avesse dato quell'iniezione non avrebbe mai saputo
nulla.
Tentava di ricordare,ma tutto
fu invano.
Per ben due occasioni aveva aspettato un bambino,per
ben due volte lei aveva perso un bambino.
Era
stata felice durante la sua seconda breve gravidanza.
D'altronde
perché non esserlo?Tutti sapevano che lei fosse una donna,era
maggiorenne,sposata e suo marito era entusiasta.
Con
questi presupposti era facile essere felici,ma esserlo a tredici anni
con tutti che credevano che lei fosse un ragazzo...con Ren?
Non
voleva neppure pensarci.
Si accorse che erano passate delle ore
solamente quando Asami bussò alla porta per chiederle se lei volesse
mangiare qualcosa.
Akito
annui,stranamente aveva fame.
Si alzò e accese la luce,aveva
avuto già troppo oscurità e penombra.
Cenò
con appetito,ma non poteva e voleva coricarsi,Akito uscì dopo che
una cameriera aveva portato via il vassoio.
Akito
aveva l'intenzione di sedersi sulla panca dove un'eternità prima
aveva aspettato Shigure per annunciargli di essere in dolce attesa,ma
le note di una melodia le fecero cambiare direzione.
Dapprima
Akito aveva creduto che quelle dolci note fossero opera di Momiji,ma
non era un violino bensì un pianoforte e la stanza da cui la musica
proveniva era quella di Ren.
Da
piccola usava nascondersi in un angolo per ascoltare sua madre che
suonava per il vittima di un incantesimo,Akito si trovò
ad entrare nella stanza illuminata da candele,la stanza di quella
donna che era stata la sua più acerrima donna che le
aveva si donato la vita,ma che in compenso le aveva tolto molte
cose.
Ren continuò a suonare senza
alzare lo sguardo,senza dire una parola.
Indossava una camicia da
notte color porpora i bei capelli neri erano sciolti sulle spalle,più
che sua madre sembrava sua sorella.
Con
quella musica che le toccava l'anima Akito poté dare sfogo alle
emozioni a lungo per quel bambino senza volto di
cui non aveva memoria,per una bambina tanto desiderata.
Piangeva
per un'amore distrutto,per una tredicenne costretta ad abortire e
infine si accorse di piangere anche per Ren;una donna che era morta
tanto tempo prima con il marito.
Akito
sapeva che anche oggi lei suonava per lui.
Il
volto della madre ancora bello ed incredibilmente giovane aveva
un'espressione il pezzo lo sguardo di lei si riempì
di dolore per poi farsi vuoto.
"Nel
primo cassetto puoi trovare dei fazzolettini se vuoi" disse Ren
con voce stanca.
"Grazie" si
stupì,come sempre quando sua madre non l'attaccava.
Dopo la fine
della maledizione Ren non aveva insistito per cacciare la figlia
della stata perfino alle nozze di Akito,non aveva pianto
ne si era comportata come la classica madre della sposa,ma era stata
chiacchierato con i genitori di Shigure (che
naturalmente ignoravano il fatto che lei fosse stata a letto con loro
figlio),aveva addirittura fatto gli auguri agli sposi.
Era
cambiata da quando aveva aperto la 'scatola' l'odio e la gelosia che
l'avevano tenuta a vita dopo la morte di Akira,erano spariti e
l'avevano lasciata come vuota.
-No,non
è vuota.È piena di memorie;forse anche io diventerò
cosí,ossessionata da quello che ho perso-si asciugò con i
fazzolettini
"Suoni molto
bene...come hai imparato?" Anche se Akito non sentiva più
ostilità da parte di Ren non si poteva dire che madre e figlia
fossero diventate amiche,e ancora non sapeva come chiamare quella che
prima era stata per lei 'la donna' o 'quella donna'.
Akito non
l'aveva più chiamata mamma da quando Akira era morto.
"Suono
il pianoforte da quando avevo cinque anni,i miei genitori me lo hanno
insegnato,erano dei musicisti"
Akito
rimase di stucco,per poi rimproverarsi ,certo che la madre aveva
avuto dei genitori!
Ma era la prima
volta che lei sentiva parlare dei nonni "Musicisti? Come mai non
li ho mai visti,non hai rapporti con loro?"
"Sono
morti due anni prima che io venissi qui, avevo diciotto anni "
Ren era ancora dietro il pianoforte e la guardava.
-Deve
essere la prima volta che noi due parliamo in questo modo- pensò
Akito "Sarà stato difficile per te,come erano i tuoi
genitori?"
"Non è stato
sola anche quando loro erano in vita" iniziò Ren
sospirando "Erano due anime sono conosciuti
giovanissimi durante un concerto di musica classica e si sono sposati
appena diciottenni"
Akito
assimilava le informazioni su i suoi romantici nonni,mentre Ren
continuava con la sua storia "Si amavano profondamente,
quest'amore era l'unica cosa stabile in loro,per il resto erano dei
nomadi spostavamo di continuo per tutto il Giappone,loro
non erano capaci di restare in un luogo a piccola avevo
paura che mi avrebbero scordato in qualche appartamento." il
viso di Ren era addolorato "Ho sempre avuto l'impressione di
essere trasparente,che loro non mi potessero vedere"
fece una pausa,chiuse gli occhi come
per ricordare meglio.
Akito non
riusciva a staccare gli occhi dalla madre,era come se la vedesse per
la prima volta.
"Ero la ragazza
invisibile,cambiavo la scuola quasi due volte l' loro sono
morti in un .Per due anni mi sono arrangiata da
sola,studiavo mia zia che lavorava o meglio che lavora
qui,mi ha procurato un posto in modo che potessi continuare con gli
studi..." ad un tratto iniziò a ridere amara "Di sicuro
non c'è stato un giorno di cui lei non si sia pentita di averlo
fatto!"
"Qui lavora tua
zia?Chi è?"
"Non te lo puoi
immaginare?La stessa signora che non voleva che io sposassi
tua cara Asami è la tua prozia."
"Ma
perché lei non voleva che tu sposassi papà?" Akito era
sorpresa,mai e poi mai Akito avrebbe pensato che Ren e Asami fossero
parenti.
Le due si odiavano!
"Semplice,non
ero all' lei la famiglia Sohma è più importante di
qualsiasi zio di Akira era innamorato di lei,ma lei non
accettò la sua proposta di matrimonio per lealtà verso la famiglia
che io rinunciassi al mio amore...Rinunciassi a
l'uomo che era riuscito a vedermi
...!" si alzò "La mia vita
ha avuto senso grazie a lui" camminò per la stanza stringendo i
pugni "Volevo che lui vedesse soltanto me,perché io
vedevo soltanto a lui!Mi sono illusa che lui mi amasse come io amavo
lui,ma lui amava te..."
"Ma
questo non significa che lui ti amasse di meno!" gridò Akito
avvicinandosi alla madre "Amare una persona non significa non
poter voler bene a nessun altro!Lui ti amava!Lo ha detto anche mentre
moriva!Credimi!" Ad un tratto il pensiero che Ren credesse che
Akira non l'avesse amata veramente le fece dolere il cuore e fece una
cosa che mai avrebbe creduto possibile,abbracciò sua madre che
piangeva.
Dopo aver aiutato Ren a coricarsi Akito si diresse verso
la sua stanza.
Quante cose aveva appreso in un giorno!
Le
parole di Ren le rimbombavano nella testa "Volevo che lui mi
vedesse".
Anche lei aveva voluto la stessa cosa da parte di
Shigure,lei e Ren si assomigliavano davvero molto.
Avevano voluto
troppo?
Lui non era tornato a casa con lei,non le aveva nemmeno
parlato.
Che cosa ne sarebbe stato del loro matrimonio?Non lo
sapeva,ma non si poteva continuare come se non fosse successo
niente.
-Forse Kagura aveva ragione e dovrei partire-
"Kagura
ha ragione!"
"Cosa?!" Hatori non
riusciva a credere alle sue orecchie.
In altre circostanze Akito
avrebbe riso.
"Ho parlato con Kagura e Rin e loro non hanno
niente in contrario!" si difese lei
"Tu in
Inghilterra,ma è pazzesco!Tu sei il capo famiglia,devi restare
qui,non puoi andartene ora dopo tutto quello che ti è
successo"
"Dopo tutto quello che mi è
successo,viaggiare un po mi farebbe soltanto seguirò
dei corsi e imparerò l'inglese,tanto non è che vado la per studiare
o lavorare!Ho avuto un aborto è vero,ma mi sento bene,almeno
viaggio mi aiuterà a guarire del tutto"
"Be
se credi che questo ti possa aiutare..."
"No,so che
questo mi aiuterà!" rispose sorridendo la ragazza,anche Hatori
sorrise suo malgrado,non l'aveva vista sorridere da troppo
tempo.
"Adesso devo Hiroshi prenderà le
decisioni a posto mio,non gli riuscirà difficile al vecchio
vuole parlare lo stesso con me...Avvocati!"
alzò gli occhi al cielo. "Dunque ciao Hatori,non ti scordare
che tornerò e se fai il bravo ti porto anche qualcosa.E comunque
parto tra due settimane" disse mentre si dirigeva alla
porta.
"...E Shigure...?" Akito si fermò,ma non si
voltò
"Shigure sopravviverà"
Ayame
aveva tentato in tutti i modi di rallegrare l'umore del cugino,due
ore dopo ammetteva di aver fallito miseramente.
"Akito parte"
"Lo so"
"Non vuoi fare niente?" chiese
Ayame quasi angosciato
"Non ne ho il diritto" la voce di
Shigure era spenta
"Ma..."
"Ayame,credimi è
meglio se non parliamo...per
favore"
Saluti,abbracci,telefonate.
Tutti avevano
voluto dire addio alle tre ragazze Sohma in procinto di
partire.
Akito era
esasperata.
Shigure non era venuto e Akito decise che era la cosa
migliore,sapeva che se lei l'avrebbe visto non avrebbe avuto la forza
per partire.
Con una consistente scorta raggiunsero
l'aeroporto.
"Sono cosí emozionata"
"Anche io
Kagura,anche io"
iniziava un nuovo capitolo della sua
vita.
Un capitolo senza Shigure.
