Capitolo 18
Insieme si è meno soli
Il cuore di Akito batteva cosi velocemente come non
mai nella sua vita.
Finalmente poteva vedere la sua bambina.
La
bambina era voltata e la prima cose che notò Akito furono i capelli
corti a caschetto di un marrone chiaro stranamente familiare.
pensò
a quelli neri di Tsubaki...questo non era un sogno,ma la realtà.
I
capelli sebbene avessero un altro colore dei suoi e di suo
marito,sembravano ribelli come quelli di Shigure.
Quando la
piccola finalmente si girò dovette trattenere un urlo. Il viso bello
e delicato era quello di Akira -Si mi ricordo,papà aveva lo stesso
colore di capelli!-, ma gli occhi,occhi grigi che sembravano quasi
troppo grandi per il visetto minuti cosi come l'espressione birichina
erano senza dubbio un'eredità di Shigure.
L'immagine si fece
sfocata e le ci volle qualche minuto prima che di accorgersi che la
causa erano le lacrime che sgorgavano dai suoi occhi .
"Oh,mio
Dio" era esattamente quello che lei pensava,ma non era stata lei
a dirlo,bensì Shigure.
Lanciò uno sguardo a l'uomo al suo
Shigure piangeva e non nascondeva le lacrime,sembrava
incapace di staccare gli occhi dalla bambina che giocava allegra con
un pastore tedesco alto quasi quanto lei.
Akito voleva dirgli
qualche cosa,ma le parole non uscivano dalla sua bocca.
Così si
limitò a stringergli la mano.
-La mia bambina quant'è bella!-
pensò con orgoglio.
Assomigliava tanto al padre che lei aveva
adorato,ma nemmeno da piccolo Akira Sohma aveva avuto un'espressione
così allegra solare e sana!
Si vedeva dal colorito abbronzato e
da come giocava con quell'enorme cane quanto la bambina stesse
bene.
"Quel cane è troppo grande,la ferirà!" riuscì
finalmente a bisbigliare preoccupata
"Quel cane l'adora"
la rincuorò lui,la piccola non si era ancora accorta di loro e
giocava a tirare delle palline e a cavalcare il povero animale e
grazie alla sua 'esperienza' Shigure vedeva chiaramente l'affetto che
legava i due compagni di gioco.
-Quant'è bella la mia
piccolina!- pensò commosso.
Nell'arco di nemmeno due anni Shigure
aveva pianto di più che ne i precedenti trenta.
Le lacrime amare
piene di dolore quanto aveva perso la ,la loro,cuccioletta.
Le
lacrime quando aveva creduto di perdere l'amore della sua vita
Il
pianto di infinita gioia quando aveva stretto a se una sfinita ma
luminosa Akito e i due rossi esserini tanto desiderati.
E adesso
un nuovo figlia.
Anche se la vedeva per la prima
volta sapeva, che l'avrebbe amata per sempre.
Guardò Akito come
chiedendole se tutto fosse un sogno e vide che anche lei piangeva e
sorrideva incredula. Prima che lui potesse dirle qualcosa i gemelli
decisero che erano stati trascurati abbastanza. e piansero in
coro.
Mentre i genitori erano stati discreti i due 'soprani',come
venivano chiamati da Ayame, gridavano che li avrebbe sentiti un
sordo.
E cosí fu questo il primo ricordo di Hana dei suoi
genitori,un ricordo che sarebbe poi stato motivo d'ilarità in
famiglia.
"Due
adulti che mi guardavano piangendo con due bambini in braccio con i
visetti rosso fuoco,che strillavano come due sirene impazzite"
Hana
smise di giocare e per la prima volta la bambina rivolse lo sguardo a
quello strano e rumoroso quartetto.
"Buongiorno,è successo
qualcosa ai bambini?" chiese curiosa,lei era una ragazza grande
aveva nove anni ormai e non piangeva mai cosí.
"Cia...ciao
piccola...forse i bimbi hanno fame,oppure vogliono un pannolino
fresco..." balbettò Akito
"Piangono sempre cosí?"
Hana non aveva esperienze con i bebè,sapeva però che erano una
grande ,la sua migliore amica,raccontava come il
fratellino le rovinasse la sua vita di ragazza di nove anni,e la sua
maestra la signora Umino aveva smesso di insegnare per averne uno.
Ad
Hana la maestra Umino le mancava molto,lei raccontava sempre le
storie più marmocchi dovevano essere ancora peggio,visto
che facevano piangere anche gli adulti.
Hana lanciò loro uno
sguardo pieno di simpatia e loro non fossero stati
tanto emozionati si sarebbero messi a ridere.
Nel frattempo Akito
aveva preso in braccio il piccolo Akira e si sedette sulla panca
vicina,non perché il bambino fosse pesante,ma perché sentiva le sue
gambe che le ì qualche bottone della sua camicetta e
cominciò ad allattare il piccolo,intanto Shigure aveva preso in
braccio Shigehito e lo cullava.
Hana aprì gli occhi dallo stupore
,ci erano voluti pochi secondi per zittire i piccoli."Sono
maschietti o femminucce?" chiese la bambina accarezzando il
volta fu Shigure a risponderle "Sono
maschietti,questo qui si chiama Shigehito,quello dalla mamma,
mi chiamo Shigure Sohma e mia moglie si chiama Akito...E tu piccola
come ti chiami?" gli era costato tanto presentarsi come Shigure
Sohma,ma non poteva di certo spaventarla raccontandole la
verità!
"Anche io mi chiamo Sohma!Hana Sohma!Frequento la
terza classe e fra tre settimane compio gli anni." esclamò la
bimba eccitata "Siete dei parenti?Siate venuti qui a trovarci?"
la bambina parlava velocemente "Qui non ci viene a trovare mai
e zia Mitsuki siamo sempre a casa,la zia sarà
felice di vedervi!" disse tutto in un fiato saltellando da una
gamba sull'altra.
"Vi faccio strada" proseguì e
indicando il cane aggiunse "Il cane si chiama Neko-chan"
"Perché
hai chiamato il cane 'gatto'" chiese Shigure orgoglioso della
parlantina sciolta di sua figlia.
"Io volevo un cane,zia
Mitsuki un gatto,con Neko-chan abbiamo tutti e due quello che
volevamo" rise e la risata era cosí contagiosa che i due grandi
risero con lei.
Seguirono la loro figlia:deliziati,felici,pieni di
rimpianti e di speranze.
"È stupenda,non è vero?"
sussurrò Akito al marito,mentre allattava l'altro pargoletto.
"È
perfetta!" esclamò Shigure facendo spaventare Akira che aveva
in braccio.
Akito dovette nuovamente ridere e cosí tra
risate,pianti,passeggini e cani la stramba famigliola arrivò a
destinazione.
fine
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