Il capitolo che segue ha con se termini e diagnosi, che per quanto prese dalla realtà, sono a servizio della storia e quindi incomplete ed inesatte ai fini di una seria problematica medica!

Detto questo la storia prosegue con le ragazze che devono cominciare a fare i conti con le nuove informazioni e risultati medici.

Ci tengo a precisare che il mio intento è di raccontare una storia con il massimo della delicatezza possibile, senza però nascondere le difficoltà che si incontrano di fronte a certe realtà, che purtroppo sempre più spesso si intrecciano nelle nostre vite. Spero che nessuno si senta offeso da questo, anzi, è un mio modo per rendere omaggio a chi ha avuto questo tipo di problematiche, sia che l'abbia vissuta in prima persona sia che ne abbia fatto parte indirettamente.

spero che possa almeno un po' alleviare la mancanza di nuove puntate, in questo primo martedì senza le nostre ragazze in TV!

Buona Lettura


Tornate a casa quella sera Jane bevve tre birre e Maura mezza bottiglia di vino, rise all'ironia che il vino rosso è un antiossidante naturale e aprì del bianco posato che aveva messo in fresco per la domenica in famiglia, Angela voleva fare del pesce.

"immagino che, o mia madre cambia menù per domenica o è meglio comprare una bottiglia nuova!" "già... oh tua madre, io non.. cosa le diciamo?" "quello che vuoi anche niente! Non sa nulla e per ora può rimanere così!" "ma si arrabbierà!" "sarà più preoccupata per la tua salute che per averlo saputo in ritardo e poi aspettiamo di capire bene cosa fare!" "Dio Jane cosa facciamo?" disse tremante, Jane la strinse a se.

La dura detective si sentì scoppiare il cuore, Maura aveva usato il plurale, erano insieme in questa maledetta avventura e non avrebbe voluto diversamente.

"domani cerchiamo il migliore sulla piazza, quando avremo tutte le analisi chiederemo un secondo parere e un terzo o un quarto se vogliamo è nostro diritto, e poi decideremo" "il dottor Anderson è veramente un luminare" "meglio! ma sentire altre campane non guasta non credi?" "hai ragione!" Maura si alzò dall'abbraccio di Jane, lievemente inebriata dal vino "dove vai?" "non posso aspettare, devo fare delle ricerche, e poi sono solo le otto, se riesco faccio alcune telefonate" Jane sorrise ed annuì "ok cosa vuoi fare per la cena? E non dirmi che non vuoi mangiare, anche solo poco ma qualcosa oltre al vino sarebbe consigliato" disse dolcemente ma risoluta "ok va bene, indiano e del gelato" "oh ok strano binomio" "il gelato va sempre bene non credi?" disse allontanandosi " quella è la pizza tesoro e come la pizza nessuno mai" replicò divertita.

Anche in un momento del genere insieme riuscivano ancora a sdrammatizzare... almeno per ora.

Jane prese il menù dal cassetto che Maura aveva dedicato ai vari ristoranti da asporto e consegna a domicilio, lo estrasse da una cartellina dove i vari menù erano divisi per categorie, con delle stelline per indicare l'apprezzamento, anche accanto ai cibi c'erano dei voti. Jane rise ed ordinò quello che sembrava piacere di più a Maura, anche se lo avrebbe saputo anche senza vedere l'indice di gradimento numerico.

Jane rispettò il bisogno di controllo di Maura, quel bisogno per lei primordiale di studiare, indagare, leggere ed informarsi che la faceva sentire al sicuro.

Mangiarono nel suo studio, con i contenitori sparsi sulla scrivania, parlando di medici americani ed europei, discutendo se era il caso di volare altre oceano. Parlarono dell'operazione, di come funzionava, anche se Jane preferì non sapere tutti i particolari, sopratutto nella malaugurata ipotesi che fossero tumori maligni, si sa che Maura è abbondante di particolari quando vuole. Parlarono della famiglia, come dirlo, quando dirlo, come avvertire i genitori di Maura, tutti i genitori di Maura!

Non parlarono del fatto che con un rene in meno, nel caso peggiore, avrebbe potuto avere qualche complicanza in più, Maura lo omise, ma Jane non lo ignorava di certo.

Non parlarono di come avrebbero potuto gestire 'nel peggiore dei casi', Jane lo fece per spudorata scaramanzia anche se non lo avrebbe mai ammesso, Maura per non sentirsi ancora più gravare su Jane. Aveva bisogno di lei, ma allo stesso tempo non voleva certo sconvolgerle la vita, non più di così.

Cercarono, fin dal mattino, di immergersi nel lavoro per distrarsi in attesa di tutte le analisi, e la complessità del caso aiutò notevolmente, Maura concluse l'autopsia e le analisi di laboratorio erano un centinaio, con esigenza di doppi controlli e analisi incrociate.

Jane era invece immischiata nella ricerca dei colpevoli, certo avevano qualche idea, da alcune gang rivali agli stessi sui compagni, ma collegare 12 persone al solito delitto era veramente un un'impresa immane, anche per Jane, sopratutto adesso.

Tutti notarono quanto fosse nervosa Jane e quanto Maura fosse meno solare, Korsak provò a chiedere ma il ringhio di Jane fu un chiaro messaggio, Frankie provò a sua volta, ma non fu certo trattato in modo meno feroce. Angela, furbamente, tentò con Maura, che però ripose che aveva molti pensieri e che il caso era veramente complesso. Non era una bugia, ma una voluta omissione di fatti.

Due giorni passarono e grazie all'amicizia di Maura con la dottoressa Robbins le analisi furono pronte.

La sera dopo il lavoro le due donne si recarono nello studio ginecologico, anche questa volta, Jane, dovette insistere per entrare con Maura, l'infermiera sembrava risoluta sul fatto che non essendo parenti non poteva entrare, ma a differenza della volta passata Maura pretese la sua presenza.

La dottoressa Robbins ed il dottor Anderson li accolsero nell'ufficio, con in mano alcuni fogli. La dottoressa seduta alla sua scrivania il dottore dietro di lei.

"allora -iniziò la dottoressa dopo gli educati convenevoli- ora abbiamo un quadro chiaro e completo per cui a nostro avviso non ci sono molte opzioni per agire" "posso vedere le analisi?" chiese Maura vedendo la serietà dei suoi colleghi "certo -rispose l'oncologo porgendo alcuni fogli- partirei dalle buone notizie, come può vedere lei stessa dottoressa Isles, le analisi sugli altri marcatori sono buoni, al momento nessun altro organo sembra interessato!" "è un'ottima notizia non solo buona!" disse quasi esaltata Jane "si ma le analisi ripetute sul CA-125 e l'OVA-1 sono peggiorate" "si ma di uno o due punti, non è insolito" "sono i marcatori del tumore alle ovaie giusto?" chiese Jane cercando di non perdere il filo "si e non è insolito che varino di pochi punti" "sopratutto se il tumore è maligno e sta crescendo" replicò Maura fissando il dottor Anderson che rimase un attimo in silenzio "non allarmiamoci, rimaniamo sui fatti e esaminiamo il da farsi" replicò la Robbins.

L'oncologo annuì "il prima possibile farei l'operazione, come già accennato entrerei con una laparoscopia esplorativa, estraggo un campione per ogni ovaia, lo analizziamo entro pochi giorni avremo i risultati e se è tutto come speriamo, e se non sono più grandi del previsto, le tolgo e abbiamo chiuso" "se invece risultano tumori maligni?" chiese Jane ansiosa "a quel punto preferisco aprire, togliere il tumore e dare un'occhiata, mi piace essere scrupoloso" Maura annuì e poi chiese "se è maligno cosa cambia per l'operazione? Quali sono i rischi?" aveva già tutte le risposte, ma voleva sentirlo dire dall'oncologo in persona "Maura non fasciamoci troppo la testa" "Jenna, mi conosci, voglio ora tutte le opzioni, anche le peggiori, voglio sapere e decidere" Jane strinse la mano a Maura, l'uomo proseguì "in caso di tumore maligno allora la probabilità che debba togliere le ovaie si alza notevolmente" la mano di Jane diede una stretta su quella di Maura "di quanto si alza, di che percentuali stiamo parlando in concreto, ho letto alcune cose a riguardo, ovviamente, ma voglio il suo parere professionale" "in quel caso direi 80%, se trovassi anche piccole metastasi allora non avrei dubbi e le toglierei" "piccole metastasi? Ma dall'ecografia non avete trovato niente" Jane era allarmata "ricordiamoci che stiamo parlando del peggiore dei casi o quasi, quindi, se le metastasi sono piccole o nascoste possono non essere rilevate dall'ecografia è anche per questo che apriamo" "le possibilità che l'utero sia compromesso?" chiese ancora Maura, Jane sgranò gli occhi, ieri sera parlando con Maura non era uscita questa possibilità o almeno non le era sembrato "allo stato attuale direi scarse probabilità, ma nel caso di malignità almeno un 20%" "no no aspettate un momento ma non stiamo esagerando?" "è quello che ha chiesto la sua fidanzata signora, ha chiesto il peggiore dei casi, e cioè che non solo siano maligne quelle masse alle ovaie, ma che ci siano già delle piccole metastasi nascoste sotto la vescica, all'utero o sotto l'intestino, abbiamo escluso il coinvolgimento dei maggiori organi ma..." "ok ok ho capito" non poteva sentire altro per il momento "quando vorreste operarmi?" "entro una settimana, se sei d'accordo Maura prendo subito accordi ed entro un paio di giorni ti do la data certa" "Jenna, dottor Anderson spero capiate la mia esigenza di chiedere un secondo parere" "certo dottoressa, è nel suo diritto ma non credo troverà altre soluzioni valide, ma se vorrà che la operi mi faccia sapere al più presto e a quel punto preferirei rivederla nel mio studio" "certo grazie dottore"

L'oncologo uscì salutando le donne nella stanza, chiusa la porta la dottoressa Robbins si rivolse a Maura "senti se ho portato lui è perché credo che sia il migliore" " Jenna non offenderti ti prego" "è un nostro diritto avere un altro parere" intervenne Jane "non mi offendo e lo capisco, ma non voglio che perdi tempo" "ho già appuntamento per domani con il dottor Sullivan e..." "Maura, fatteli analizzare da noi, se poi ci saranno brutte notizie allora puoi fare le cure con chi vuoi, che ne dici?" a Jane non piacque quell'insistenza, la dottoressa sembrava più preoccupata di quello che la sua voce dava ad intendere e non era un buon segno, Maura sospirò "sentite -propose Jane- mettiamo in programma l'operazione, mentre noi ci facciamo un giro per sentire quello che hanno da dire altri geni del settore e poi decidiamo, si può fare questo? In via di favore magari?!"

La ginecologa si appoggiò sulla sedia pensierosa, non era certo la giusta procedura, magari alcuni pazienti lo facevano senza dirlo, ma sapere che stava programmando una operazione, che coinvolgeva un suo collega molto richiesto, con la possibilità che venisse annullata, le dava immensamente fastidio "ok, ma se decidete di andare altrove ti prego Maura non dirlo all'ultimo momento, il dottor Anderson è bravo, ma molto puntiglioso ed intransigente per queste cose, mi sono esposta per te e per farlo venire qui" Maura fece un piccolo sorriso "lo apprezzo molto, tutto quello che stai facendo davvero, in un paio di giorni ti farò sapere"

Si salutarono con un abbraccio, Jane uscì tenendo una mano sulla schiena della bionda, calda, confortevole e protettiva, Maura rallentò il passo per avere Jane al suo fianco. Il leggero abbraccio perpetuò fino alla macchina.

Si fermarono ad un caffè prima di rincasare. Si sentivano così angosciate.

Stabilirono un'agenda per organizzare i giorni che le attendevano: Jane avrebbe preso tre giorni di ferie, aveva già avvertito Korsak, senza entrare nei dettagli, Maura seduta al caffè fece altre due telefonate e riuscì a prendere gli appuntamenti con altri dottori, uno di New York e uno a Providence.

"così abbiamo Sullivan qui a Boston, poi Turner nella grande mela e tornando indietro ci fermiamo a Providence, dalla dottoressa Morales, giusto?" "una bella sfacchinata!" "beh sono meno di cinque ore di macchina, anche se ci fermiamo a prendere un caffè per arrivare a New York, passiamo la notte lì e poi ripartiamo per Providence, tre ore e mezzo! E poi con calma torniamo a casa, se facciamo tardi dormiamo in un motel o albergo, decidi tu" "mi dispiace creare tutto questo trambusto, sarebbe meglio prendere l'aereo" "non ti devi dispiacere di niente e poi l'aereo non combacia con gli orari degli appuntamenti, domani mattina Boston poi si parte per New York!"

Quando Angela seppe del viaggio, capì che stava succedendo qualcosa, uscita dal lavoro, corse a casa di Jane dove la bruna stava facendo la valigia per la partenza.

Jane fece molta fatica a tenere calma sua madre. Le disse che lei stava bene, ma dovette ammettere che era per Maura, la matriarca aveva già gli occhi lucidi senza nemmeno sapere cosa succedesse "mamma calmati, deve fare una piccola operazione" "oh madre di Dio" "ma sai come è Maura, vuole sentire altri pareri e non mi va di mandarla sola, appena avremo il quadro completo, tranquilla vedrai che te ne parlerà, ma vuole sapere esattamente cosa succederà prima di parlane a tutti, puoi rispettare questo?" "certo Jane certo, ma stalle vicino, Constance è stata informata?" "no non lo sa nessuno, ma tra un paio di giorni vedrai sarà tutto chiaro, adesso tranquilla e non dire niente a nessuno per favore, altrimenti vedi sempre tutto più grande di quello che è" "ok Janie, ma sappi che siamo tutti preoccupati" "lo so Ma, lo so! Ma non esageriamo la cosa. Adesso devo tornare da Maura dormo da lei e poi in mattinata ci muoviamo" "fai attenzione tesoro mi raccomando" le due donne si abbracciarono, Jane non lo disse ma aveva bisogno di quell'abbraccio materno e Angela lo capì, vide la preoccupazione negli occhi di sua figlia, la sentì rimanere in quell'abbraccio più del solito.

Quella notte nessuno riposò serenamente.

Il risveglio fu drammatico per Jane, che aveva dormito poche ore, l'appuntamento con l'oncologo di Boston era per le otto, ma decisero che avrebbero caricato i bagagli e non sarebbero ripassate da casa, tutto per guadagnare un po' di tempo.

Il profumo di caffè addolcì il risveglio delle ragazze. Angela era in cucina a preparare la colazione per tutti "ehi Ma sei già sveglia?" "si un po' di insonnia e ho pensato alla colazione" "buongiorno Angela" "buon Giorno a te cara!"

Angela mantenne la promessa non chiese niente, non disse niente, ma voleva, doveva fare qualcosa per le sue ragazze e adesso poteva solo dar loro un buon inizio di giornata, con la loro colazione preferita.

Alle otto puntuali erano nella clinica del dottor Sullivan, le fece accomodare, lesse la cartella clinica, senza dire una parola, serio e composto.

"bene se permette dottoressa Isles vorrei darle un'occhiata" "certo" "signora lei deve uscire!" "vorrei rimanere, è la mia fidanzata" "no mi dispiace, devo farle una visita ginecologica e poi analisi del sangue e.." "almeno dopo la visita" "senta signora posso capire la sua esigenza ma non transigo, se non siete parenti lei deve uscire, quando avrò finito potrà rientrare" "io non ho problemi se Jane resta qui" provò Maura "no, mi dispiace c'è la privacy ed un regolamento molto chiaro, prego signora, la richiamo appena potrà entrare" detto questo aprì la porta, Jane diede un fugace bacio sulla testa a Maura ed uscì di malavoglia senza dire altro, si sedette su una sedia, color sabbia, scomoda, nella sala d'attesa, con le pareti verdastre ricoperte di poster medici.

Jane dopo quasi venti minuti era veramente impaziente, vedeva infermieri entrare ed uscire e la cosa la stava preoccupando, perché tutta quella folla per un'ecografia e qualche prelievo? Ma tutti uscivano sorridendogli con molta educazione, questo le evitò di fare una scenata.

Quasi un'ora dopo la porta si aprì ed il medico le fece cenno di rientrare. Trovò Maura con gli occhi lucidi seduta sulla poltroncina di fronte alla scrivania del medico "ehi Maura che succede?" chiese allarmata "non va bene Jane!" disse con voce tremante "cosa, cosa non va bene? Che diavolo le ha fatto? Che succede?" Jane si sedette accanto alla bionda le prese la mano e le diede un piccolo bacio sulla testa sussurrandogli "ci sono io qui con te, sono qui tesoro"

l'oncologo si sedette "a mio avviso c'è qualcosa all'utero, certo non posso dire finché non faremo l'operazione ma..." "come è possibile? Nessuno ha detto niente prima d'ora" il dottore non si scompose dell'ingerenza di Jane "è molto piccolo e non è facile da vedere, ma ho un ecografo 3d che difficilmente mi fa sbagliare diagnosi" "quindi può sbagliare?!" lo incalzò la bruna "fin'ora non mi è capitato" sentenziò calmo il dottore "quindi cosa... cosa dobbiamo fare?" "ovviamente operarla, speriamo che una laparoscopia non serva a perdere tempo, fossero solo delle piccole masse non sarebbe così grave, ma aspettiamo comunque i risultati, entro una mezzora dovremmo avere i primi, quelli che più mi interessano e poi vi dirò qual'è la mia soluzione, vi richiamerò appena ho le risposte"

Il medico si alzò ed aprì una porta laterale "prego accomodatevi qui, potrete stare tranquille e nessuno vi disturberà, posso farvi portare qualcosa? Caffè, Tè, acqua?" alzandosi dalla sedia Maura scosse la testa, mentre con il fazzoletto si asciugava le lacrime "un po' d'acqua grazie dottor Sullivan" disse Jane mentre afferrava Maura tra le sue braccia e la conduceva in un salottino poco arredato "arriverà subito qualcuno" e la porta si chiuse dietro di loro.

"ok Maur non facciamoci prendere dal panico, il tipo è presuntuoso ed è l'unico che dice questo, la dottoressa Robbins non è una cretina..." "Jane!" tuonò la bionda, Jane si zittì "Jenna non ha nel suo studio quell'ecografo e anche io ho visto la massa all'utero, non voglio che mi tolgano l'utero Jane -la voce era controllata a fatica- non voglio che mi tolgano tutto" Jane la strinse forte a se ed ancora una volta, le diede piccoli e confortanti baci sulla testa, in silenzio, senza dire una parola, non avrebbe saputo che dire, come confortarla, la strinse solo a se, nella speranza che quel poco che poteva darle le sarebbe almeno stato di un po' di conforto.

Rimasero in quel salottino spoglio e desolato per quaranta minuti, quasi sempre in silenzio tenendosi per mano, afferrando insieme quel filo di speranza che ancora, coraggiosamente tenevano tra le dita.

Quando l'oncologo le richiamò il responso fu incerto "le analisi non hanno mostrato niente di significativo, nel senso che nulla è variato, ma sappiamo bene che ci sono piccole masse tumorali che vanno asportate, ma solo entrando portò capire cosa sta succedendo" "quindi l'utero, insomma potrei non perderlo?" "ci sono buone possibilità che siano una serie di piccole masse che nessuno ha visto prima e che non le avevano mai dato fastidio fino a poco fa, se le abbiamo prese in tempo..." "ma allora prima, ci ha spaventato inutilmente?" quasi ringhiò Jane "non è mai bene quando si hanno masse, se pur benigne sia alle ovaie che all'utero, non prederei la cosa alla leggere ed è bene prepararsi al peggio, per così dire, perché fossero maligne oltre all'operazione ci sarà probabilmente sia chemio che radio terapia da fare, se non prima!" "prima?" chiese Jane "dipende dai risultati e da come vogliamo affrontare la cosa, ma di questo ne parleremo dopo" "mi dia qualche giorno per riflettere" "capisco, ma le consiglio di non attendere troppo, almeno per il prelievo dei campioni" "lei lo farebbe comunque? O aprirebbe subito" chiese Jane ancora piena di dubbi " io preferisco sempre aprire, ma capisco che molte donne preferiscano non subire quel tipo di intervento se si può evitare, quindi in laparoscopia si possono prelevare i vari campioni e poi dopo decidere come procedere, non cambia molto"

Le due donne annuirono e poche parole dopo si congedarono, con un nuovo risultato da assimilare e che le lasciava sempre più preoccupate

Arrivate alla macchina fu la volta di New York, un lungo viaggio, fatto di silenzi, pesanti, e non perché non sapessero cosa dirsi, ma perché quel viaggio non era certo una vacanza, perché quell'ultima notizia stava minando la loro speranza.

La strada scorreva dritta e ampia, campi e casolari ne facevano da contorno, il sole le scaldava.

Fecero un paio di fermate, una per pranzare ed una per un caffè, arrivarono all'hotel nel tardo pomeriggio.

Quando Maura prese la chiave per la stanza che avrebbero condiviso, Jane non chiese nulla, anche se si aspettava due stanze attigue e magari comunicanti. Poi entrò nella piccola suite e vide i due letti ad una piazza e mezzo, Maura la voleva vicina e aveva trovato la giusta soluzione. Jane sorrise.

Posarono i bagagli, Maura estrasse l'occorrente da toilette e quasi corse sotto la doccia.

L'acqua calda a scroscio sul viso, sulla pelle, rivestendola, la ricerca di pace, di calma, la speranza che l'acqua portasse via quell'angoscia che odiava sentire, che lavandosi l'avrebbe lavata via, insieme alle sue lacrime.

Uscì dal bagno quasi un'ora dopo. Jane la lasciò tranquilla, entrambe avevano bisogno di pace, ma sopratutto Maura, era lei che stava rischiando di perdere ovaie ed utero, e magari mesi di terapie orrende "Dio fa che non sia così!" sospirò Jane sola sul letto della suite

Maura uscì dal bagno ed il suo viso aveva pianto, i suoi occhi struccati non potevano celare la tristezza, Jane si sedette sul letto, pronta a dire qualcosa di consolatorio e dolce, per confortarla ancora una volta, intrecciò le sue dita, come per raccogliere le idee, per trovare una buona frase, i gomiti appoggiati sulle cosce, la testa appena chinata, poi una frase decente le arrivò, alzò la testa e "zitta non dirmi niente" Jane rimase sorpresa, neanche era riuscita ad aprire la bocca "eh chi ti ha detto che volevo parlare" "ho visto come mi hai guardato uscendo dal bagno, adesso ho solo voglia di sdraiarmi qui e leggere un pò" "ok ok mamma mia, guarda che non avrei detto niente dell'aspetto orrendo che hai!" Maura sgranò gli occhi e la fissò "cosa ti credi, sono tua amica non avrei infierito in un momento del genere sai? Non avrei detto che il pigiama marrone è osceno! Nero, rosso bianco, ma marrone Maura?" "ma è di seta, è di una casa di moda Francese?" "è marrone Maura, so che non me ne intendo di moda ma bleee! Ma guarda visto il momento sorvolerei anche sulla pelle del tuo viso" "cosaaa?" "sorvolo tranquilla, già così-fece una faccia schifatissima- ma i capelli ecco quelli sono messi bene" Maura si toccò i capelli con un gesto involontario, dopo aver accarezzato il suo viso liscio ma provato dalle emozioni "non posso crederci e ti definisci mia amica? Sono provata dalla giornata, dal lungo viaggio, tutto quello che sto passando e mi tratti così? Critichi il mio pigiama? Il mio viso? E poi hai il coraggio di dire che mi stanno bene i capelli? ma se sono legati perché non avevo proprio voglia di farmi la piega! Sono incredula del tuo comportamento!" "oh davvero-disse divertita- e poi cos'altro" "cos'altro? Sono stupita del tuo comportamento, della tua superficialità, e sono arrabbiata per come mi hai trattata e della tua risata beffarda" "Bene!" "bene?" "si bene, tieni quella rabbia Maura, usala, da ora in poi se soffri, io ti consolerò, se vorrai sfogarti asciugherò sempre le tue lacrime, ma poi ti farò arrabbiare se non ti vedrò reagire, ricordalo, qualsiasi cosa succeda Maur, tu devi tirare fuori la tua grinta e reagire e non ti permetterò di fare diversamente!"

le parole uscirono come un fiume, un fiume che inondò Maura di nuova emozione, che la sopraffò e la fece cadere tra le braccia della bruna che nell'impeto delle sue parole si era alzata in piedi.

Jane la strinse, Maura non pianse, se non per un paio di lacrime tracimate dalla piena di emozioni "ti asciugherò le lacrime, ogni volta, ed ogni volta voglio vederti reagire" disse piano guardandola negli occhi, mentre le dita asciugavano le guance candide "grazie" si alzò sulle punte e la baciò affettuosamente sulla guancia morbida. Un bacio bagnato e profondo, che toccò il cuore di entrambe. Jane si sentì una stretta alla gola e annuì temendo che la voce l'avrebbe tradita, poi prese un respiro calmante "ci conto tesoro" e le fece l'occhiolino. Entrambe risero finalmente e con quel sorriso sulle labbra ordinarono il pasto in camera e andarono a letto presto, l'indomani un'altra giornata pesante le attendeva.


recensioni e commenti, anche critici sono ben accetti! spero prima di Pasqua di pubblicare ancora xxxx