E adesso scopriamo come sta Maura

Buona Lettura e grazie per i meravigliosi commenti, significano l'immenso per me!

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I rumori di sottofondo erano tutti ovattati, aprendo gli occhi la situazione non migliorò granché, le sembrava di avere un dopo sbornia, decisamente il peggiore della sua vita, la bocca secca, la gola arida, il corpo indolenzito, la testa faceva male e aveva fame, decisamente tanta fame.

La mano si mosse sulle lenzuola di cotone scadente e rigido, piccoli suoni acustici, il buio fuori, o almeno le sembrava, raggiunse il campanello di allarme, pochi secondi ed una infermiera sorridente le si avvicinò "salve ben svegliata" "posso avere acqua?" disse a fatica "solo un po' sulle labbra, le prendo del ghiaccio, per ora non può ingerire niente" "ho fame!" "è un buon segno ma credo che salterà la colazione, chiederò al medico in mattinata" "che ore sono?" "poco dopo le 3 di notte" Maura mugolò muovendosi un po', sentì una fitta all'addome "farà male tutto oggi, ma domani andrà meglio, più tardi la porteremo in camera sua" "Jane" le uscì flebile tra le labbra come se la mente non potesse trattenerlo "oh la sua ragazza? -sorrise- mi hanno detto che è un osso duro! È bello avere qualcuno che ti ama così! Stia tranquilla la vedrà appena arriverà in camera, le prendo il ghiaccio"

Maura chiuse gli occhi e pensò a Jane, sarà stata preoccupatissima.

Quando la sveglia suonò, Jane, era già in piedi vestita e pronta per il caffè. Ma non poteva attendere, così uscì velocemente, e prese un caffè al bar dell'ospedale.

Era ancora buio, il sole non faceva ancora capolino all'orizzonte e Jane con la sua tazza di plastica calda sedeva in sala d'aspetto, troppo sveglia per i suoi gusti. L'infermiera del turno di notte uscì dalle porte automatiche e le sorrise, Jane a fatica ricambiò la gentilezza e continuò a fissare quelle porte in attesa che qualcuno la facesse passare, sapeva che l'orario del passo sarebbe stato di lì a due ore almeno, ma sperava che l'avrebbero fatta passare, mossi a compassione, prima delle giro delle colazioni, sapeva per esperienza da paziente che certe volte lo permettevano.

"mi scusi lei è Jane?" la bruna si girò stranita "si! Salve!" "salve io ero di turno stanotte in terapia intensiva" gli occhi di Jane erano grandi e luminosi, guardava la donna in attesa crescente di sentile parlare di Maura "non dovrei parlare dei pazienti" "non lo dirò a nessuno" disse seriamente, l'infermiera sorrise e si sedette accanto a Jane "questa notte poco dopo le 3 si è svegliata" "Maura si è svegliata? Sta bene?" la donna sorrise "si, stanotte era ovviamente un po' intontita e assetata e decisamente affamata, abbiamo parlato per una mezz'oretta, poi si è rimessa a dormire, il dottor Anderson è appena arrivato, forse tra un'oretta la portano in camera, ma non posso garantirlo" "grazie l'importante è che stia bene" sospirò rasserenata appoggiandosi allo schienale della sedia "mi ha parlato di lei stanotte" Jane si girò a guardarla "oh di me?" l'infermiera annuì "era preoccupata per lei, temeva che fosse molto in ansia" Jane rise e scosse la testa "le ho detto che se l'avessi vista l'avrei rassicurata sulle sue condizioni" " è stata veramente molto gentile" "oh niente di trascendentale" la donna si alzò per congedarsi "mi scusi!" la fermò Jane "come faceva a sapere che ero io?" all'infermiera si aprì un sorriso sul suo viso " mi ha detto che sarebbe stata qui con ore di anticipo e l'ha descritta molto bene devo dire, non ho avuto dubbi nel vederla" Jane adesso era proprio incuriosita "mi ha detto avrebbe avuto una tazza di caffè fumante" "tutto qui?" "no! Ma mantengo il segreto professionale, sa confidenze tra donne! Ma complimenti, avete un bellissimo rapporto" si girò facendo un cenno con la mano e se ne andò, lasciando Jane con tanti pensieri confusi a riguardo.

Jane prese il telefono e mandò un messaggio a sua madre, con un ordine ben preciso. Si rimise a sorseggiare il caffè ormai tiepido, ogni tanto passeggiava davanti a quelle porte, sbirciando, facendosi notare. Ma solo alle 8:00 finalmente la fecero passare.

Il passo era svelto lungo il corridoio celeste, dopo i bagni terza stanza a sinistra, lo ripeteva nella sua mente, poi finalmente era di fronte alla terza porta a sinistra dopo i bagni. Era chiusa e tutto intorno a lei era movimento.

Le infermiere stavano pensando alle colazioni, ed il tintinnio di posate e ruote che giravano riempivano l'aria in modo fastidioso, Jane strizzò gli occhi infastidita, era ancora troppo presto per quei suoni acuti e metallici che le entravano in testa, una testa ancora stranita a confusa da tutte quelle emozioni da tutti gli eventi convulsi degli ultimi giorni. Appoggiò la mano sulla maniglia e le sembrò di entrare come in un tunnel, tutto intorno era frenetico, vita che girava, e lei era ferma davanti a quella porta, spaventata, speranzosa, colma di mille sensazioni, come un vaso di pandora, si aggrappò alla speranza, Maura stava bene.

Bussò lievemente, non sapeva se Maura stesse riposando, lentamente aprì la porta. Il sorriso stanco di Maura le illuminò la vita, come sempre "ehi bellissima, come va?" "ciao Jane!" la bruna entrò accostando la porta "allora come ti senti?" "ancora un po' intontita e stanca" "hai dolore?" "non molto" "ti faccio dare qualcosa?" "oh no, no ti prego, sono già intontita abbastanza, ho solo voglia di riprendermi e di alzarmi" "vacci piano" "mhmmm" chiuse gli occhi, Jane si sedette sulla sedia accanto al letto "ho fame" "dovresti dormire" "ho fame" "l'infermiera gentile me lo ha detto" Maura aprì gli occhi e la guardò "l'hai vista?" "si, beh lei ha visto me, pare che mi hai descritto bene" Maura arrossì "che le hai detto?" "non è che mi hai portato la colazione?" "no, non puoi mangiare, lo sai! Hai sviato la mia domanda!" finse sconcerto, Maura rise e poi fece una smorfia "attenta ti fai male" "e tu non farmi ridere" "e tu rispondi alle domande" "e tu portami da mangiare" "non finché non ti danno il permesso di farlo" "intransigente" "ho imparato da te!" "oh no io con te non riesco mai" "bugiarda" disse Jane e le due donne si sorrisero "ti sei spaventata in sala operatoria?" "un po'! Ho perso diverso sangue, ma il dottore è stato bravo, immagino, visto che mi ha fatto sedare praticamente subito" "avrei voluto almeno salutarti ieri mattina, ma qui è peggio che della Gestapo" "sono molto puntigliosi effettivamente, ma non fa niente" Jane allungò la mano e prese quella di Maura "l'importante è che ora stai bene" Maura sospirò, stava per dire qualcosa quando la porta si aprì ed il dottor Anderson e la dottoressa Robbins entrarono nella stanza.

"buongiorno signore" "buongiorno" risposero quasi in coro le due donne, che si tenevano ancora per mano. "ciao Maura, Jane!" "ciao Jenna" "buongiorno" ripeté Jane "come stai questa mattina? Ti senti debole?" chiese l'oncologo prendendo la cartella ai piedi del letto ed esaminandola "un po', ancora intontita" "è affamata!" disse Jane sorridendo "oh beh è un buon segno, ma niente almeno fino a pranzo e sarà un pasto leggero" "ovviamente" disse quasi delusa, Jenna sorrise " allora dottori cosa ci dite?" chiese Jane stavolta seriamente "la perdita di sangue non è stata tremenda, non c'è stato bisogno di fare trasfusioni e questa è un'ottima cosa" "ma il fatto che abbia perso sangue con quella facilità non lo è!" "non allarmiamoci ancora" "forse dovremmo cominciare a farlo invece" disse la bionda cupa e decisa "Maura aspettiamo i risultati" "si certo!" la sua voce era stanca ma stizzita "che diavolo significa tutto questo?" chiese Jane gesticolando con il dito "non devono sanguinare così" disse Maura con tono duro, il dottor Anderson strinse la plastica bianca che rifiniva il fondo del letto ospedaliero "ok diciamo le cose come stanno, senza tanti giro di parole, siamo medici ed è inutile prendere tempo" Jane strinse la mano di Maura "non è un bene che sanguini così una massa benigna, diciamo che non lo dovrebbe fare, non così tanto, quindi ho messo le tue analisi in testa alla lista, le probabilità che almeno quello sia maligna sono altissime" "merda!" disse Jane non potendosi trattenere e senza rimorso alcuno "non possiamo dire delle altre, quelle alle ovaie -proseguì la ginecologa- l'aspetto era buono e non hanno sanguinato" "cosa significa nello specifico?" chiese Jane "che speriamo di aver preso in tempo un tumore maligno all'utero, ma se anche quelle alle ovaie fossero di quel tipo, le previsioni non sono ottimali" "oddio mi fate venire il mal di testa, siete sempre così criptici o sono io che amo la chiarezza a tutti i costi?" Maura diede una piccola stretta alla mano di Jane, per richiamare la sua attenzione "finché non abbiamo i risultati è complicato sbilanciarsi, potrebbero dovermi togliere tutto o si potrebbe salvare tutto, anche se parte dell'utero verra probabilmente rimosso, giusto?" disse rivolgendosi ai medici di fronte a lei " si spero di poterlo salvare, spero di poter rimuovere solo una piccola parte" "solo la massa non è possibile?" chiese Jane "visto come sanguinava direi di no, non è consigliabile provarci, ma con le analisi in mano saremo più precisi" "cosa ci aspetta?" chiese Maura guardando per un attimo Jane "se è solo all'utero e le analisi sono buone potrebbe finire tutto lì, tolto quello che c'è da togliere, ma se le cose sono... brutte, decidiamo quando apriamo, dopo probabilmente la chemio sarà d'obbligo" "quanto prima dei risultati?" "una settimana" "così tanto?" Jane era in ansia "alcune analisi richiedono tempo, anche se vengono fatte subito" "quando posso tornare a casa?" "domani in mattinata, oggi pensa a riposare e nel pomeriggio comincia ad alzarti, più tardi verranno a togliere il catetere così potrai muoverti con più comodità"

Poche parole ancora, di circostanza, e i due medici le lasciarono sole.

" se avessi la forza urlerei" "se vuoi lo faccio io per te" "no ma apprezzo il sentimento" sorrise un po' "a disposizione bellissima" con una mano si coprì il volto "devo essere un mostro adesso" "ma smettila sei solo un po' bianchina, ma dopo pranzo sono sicura metterai due belle guanciotte alla Haidi" "e chi è?" "non sai chi è Haidi?" "no!" "rimedieremo un giorno"

Rimasero lì tenendosi per mano senza dire niente per un po', Jane accarezzava con il pollice il dorso della mano di Maura, Maura chiuse gli occhi rilassandosi nel gesto che se pur piccolo era dolce e confortante, caldo come un abbraccio.

"ho fame" Jane rise "lo so, mi dispiace, ma non posso farti mangiare ancora" "allora aiutami ad alzarmi in piedi" "ma il doc ha detto nel pomeriggio!?" "almeno fammi mettere un po' più seduta, non ce la faccio a stare ancora sdraiata, ho la nausea!" "ok ok, ti tiro su"

Jane si alzò, prese dall'armadio un'altro cuscino che aveva visto quando aveva sistemato i vestiti di Maura, il giorno prima. Lo appoggiò sul fondo del letto, poi prese Maura sotto le braccia e delicatamente la tirò a se alzandola un po'. Maura bofonchiò, per quanto il movimento fosse lento ed attento, i punti tiravano e l'addome doleva molto, con la mano destra Jane afferrò il cuscino e lo posizionò dietro a Maura, poi lentamente la fece sdraiare

"meglio?" "si grazie decisamente" disse rilasciando un sospiro di dolore "ti ho fatto male?" "no, mi tirano i punti ma va bene!" "ti serve altro, dell'acqua magari?" Maura annuì, Jane prese il bicchiere sul tavolo e lo riempì d'acqua, poi prese una cannuccia ed aiutò Maura a bere "non esagerare piccoli sorsi" Maura eseguì, poi sorrise "cosa!" chiese Jane "niente, ma non sono abituata alle tue premure" "ma che... io sono premurosa" Maura la guardò dolcemente inclinando la testa "non guardarmi così! Ok forse non sono spesso premurosa, ma se lo faccio non c'è da sorprendersi" disse quasi offesa "ti prendevo un po' in giro" "approfittatene ora che sei in un letto di ospedale"

Maura abbozzò un sorriso e sospirò, Jane si sedette nuovamente accanto a lei "ehi andrà..." "non dirlo, non puoi saperlo" "ma possiamo sperarci insieme no?!" "si, possiamo farlo... insieme" si guardarono con dolcezza "hai bisogno di qualcos'altro? Immagino avrai bisogno di lavarti un po', sarai sudata!" Jane conosceva bene la sensazione post operatoria. Maura chiuse gli occhi, respirò un po' a pieni polmoni "si a dire il vero, potresti chiamare l'infermiera e sentire se possono lavarmi? Mi sento tutta la schiena umida, mi sembra che mi manchi l'aria, se potessi lo farei da sola ma..." "lo faccio io!" "tu? Come!" "beh hai tutte le cose per lavarti, sapone spugna e teli per asciugarti, anche se qui li forniscono! mi manca solo una bacinella, sento se me la danno" Jane si alzò e andò verso la porta "Jane..." la fermò Maura, voleva dirle che non era necessario, che non doveva disturbarsi o preoccuparsi, che il personale ospedaliero poteva occuparsene, che probabilmente sarebbero passati comunque a farlo, ma disse solo "grazie" Jane sorrise ed uscì dalla stanza.

Per quanto un'infermiera era addetta anche a questo genere di cose, sapere che Jane l'avrebbe aiutata, la fece sentire meno a disagio, meno fragile, meno incapace, meno malata.

Dopo una manciata di minuti Jane rientrò in camera "Gesù spero che ti dimettano presto che questo posto è un lager!" "che è successo?" "volevano lavarti loro, dicono che passano verso le undici, ci ho messo un po' a convincerle" "non litigare con tutte le infermiere "oh no era la solita di ieri mattina, si vede che mi ama" fece una faccia finta compiaciuta "come l'hai convinta a darti la bacinella?" chiese Maura mentre Jane cercava nell'armadietto tutto l'occorrente "oh le ho detto che nessuno tocca la mia fidanzata e che ho una pistola per far valere le mie ragioni" "oh no tu non lo hai detto!"

Jane si voltò con la bacinella in mano e dentro tutto l'occorrente con un'espressione da bambina colpevole, Maura pensò che fosse dolcissima, non trattenne il sorriso "mhmm beh potrei averlo detto, forse un pochino-ino meglio di così, ma..." "ma?" "ma non credo abbia fatto differenza, mi ha guardato malissimo e poi mi ha dato la bacinella! Perciò obbiettivo raggiunto" alzò il pugno in segno di vittoria e si infilò nel bagno "lo sai che se devo stare qui qualche giorno potrebbero rifarsela con me?" disse Maura ad alta voce, per farsi sentire da Jane, la bruna si affacciò alla porta "ohoo no non lo faranno" disse sardonica "io sarò qui con te tutto il tempo e poi... non oserebbero" e sparì di nuovo nel bagno

Maura stava per chiedere cosa la rendesse così sicura di se, ma temeva la risposta, così scosse solo la testa e attese che Jane ritornasse.

"ecco bella calda, come piace a te" Maura sorrise in gratitudine "come pensi di fare?" "se riesci ti metto seduta, sul bordo del letto..." "proviamo"

Jane appoggiò il tutto sulla sedia al lato del letto, poi sostò le coperte e prese Maura dolcemente, tenendola sotto le braccia per farla alzare un po', poi la aiutò a spostare le gambe, visto che aveva ancora il catetere a darle fastidio

"se hai troppo dolore dillo, che ti rimetto giù e proviamo in un'altro modo" "no, credo di farcela dammi un momento" Jane annuì e rimase ferma tenendola saldamente seduta, la schiena che lentamente cercava una posizione stabile, Maura si teneva stretta alle spalle di Jane

"ce la faccio per ora" "ok allora aspetta!" Jane lentamente la lasciò, assicurandosi che riuscisse a mantenere l'equilibrio, poi prese un telo ospedaliero che era in bagno e lo stese dietro a Maura, poi le sganciò il tessuto di cotone stopposo che copriva la bionda, senza toglierlo.

Jane inzuppò la spugna nella bacinella, poi la strizzo bene, in modo che non gocciolasse, si mise davanti a Maura e tenendola con una mano sotto il braccio, con l'altra cominciò a bagnarle la schiena "oddio è fantastico" "mi fa piacere" poi si girò, posò la spugna e senza mai lasciare Maura, prese del sapone e le insaponò la schiena.

La mano massaggiava con cura la pelle umida, Maura appoggiò la testa sulla spalla di Jane tra l'estasi e l'esausto e ne sentì il profumo confortante e familiare. Jane riprese la spugna e la sciacquò un paio di volte, poi con il telo di spugna che Maura si era portata, la asciugò.

"meglio?" "decisamente!" "vuoi che ti lavi prima le gambe o davanti?" Maura si sorprese "oh no Jane va bene così" " sono qui per te e se lo può fare un'infermiera che non ti conosce... lascia che ti rinfreschi, su!" Maura sospirò ancora "lo faccio con piacere Maura, ti prego tra di noi non ci deve essere il pensiero di disturbare o di disagio o... "non sono a disagio, a dire il vero sono felice che sia tu e non una sconosciuta! "bene allora niente ci può fermare" "ok… il petto, ma fa attenzione alle medicazioni!" "starò attentissima!"

Jane andò a chiudere la porta a chiave, poi aiutò Maura a togliere quella sorta di indumento. Maura adesso era nuda, ma con tre grandi bendaggi sull'addome. Jane prese il telo che aveva posizionato sul letto dietro a Maura e glielo mise sulle gambe, poi mentre Maura si sosteneva alle spalle di Jane, quest'ultima cominciò con attenzione a lavarla.

Maura cominciava ad avere dolore a stare seduta, così Jane si fermò "aspetta, possiamo farlo da sdraiata, non ti affaticare" "è che mi sento tirare" "è normale, ma è meglio se ti sdrai" rimise il telo dietro Maura, poi la aiutò a distendersi, tra il catetere e la flebo si doveva fare attenzione. Maura adesso era nuda e distesa sul letto, Jane prese un altro telo e lo appoggiò sul corpo di Maura coprendo dall'addome in giù, poi riprese il suo lavoro: prima passò la spugna umida sul petto e sul seno sodo di Maura, poi sulle spalle, infine prese un po' di sapone e lo versò sulla spugna e la insaponò.

Ma adesso la spugna era completamente ricoperta di sapone, così Jane prese un piccolo asciugamano che aveva preso per asciugarsi le mani e lo usò per sciacquare Maura. Lo infilò nella bacinella e lo strizzò bene, poi lo passo delicatamente sul corpo di Maura.

Maura vedeva con quanta cura e rispetto Jane la stesse aiutando, ma ancora di più l'attenzione a certi particolari.

Il telo venne ripiegato parzialmente su se stesso lasciando scoperte le gambe ma non il pube.

In quest'ultima operazione, Jane, si dimostrò ancora più attenta e rispettosa, non distolse lo sguardo dal suo compito, o almeno così credette Maura, che solo in alcuni momenti chiuse gli occhi, sdraiata come era sul letto, godendo della sensazione di freschezza e benessere che stava provando. Jane passò la spugna umida e saponosa sulle gambe piegate di Maura, un telo sotto per non bagnare il letto.

Jane poteva chiaramente vedere l'intimità di Maura, ma anche se aveva in mente battute sdrammatizzanti sul catetere o sul fatto che fosse completamente depilata, sicuramente a causa dell'operazione, non disse niente, non voleva rischiare di metterla in imbarazzo, anche se tra loro questo non era mai successo.

"ti devo rimettere questo telo o prendo una delle tue camicie?" "no ti prego quel coso orrendo gettalo, prendi la mia camicia da notte, andrà benissimo"

Così ancora una volta Jane aiutò Maura a sedersi sul letto e poi la aiutò ad indossare la camicia da notte pulita a profumata.

Maura si sentiva rinata, la sensazione di nausea era praticamente sparita, la testa non ronzava più come prima e la fame cominciava ad essere prepotente, il suo stomaco brontolava come un pazzo. Jane rise ad un brontolio molto rumoroso

"te l'ho detto che ho fame!" disse con quel faccino dolce "lo so tesoro, ancora un paio d'ore" "non resisto" Jane sorrise e guardò l'orologio poi un bussare alla porta.

"un attimo!" Jane aiutò Maura a distendersi sul letto, poi andò ad aprire la porta.

"perché era chiuso a chiave?" chiese una trafelata Angela che entro immantinente "ciao tesoro come ti senti?" "ciao Angela, meglio grazie" "la stavo cambiando!" Angela vide la bacinella ed i teli, annuì senza dire niente, Jane si affrettò a togliere tutte le cose che ingombravano la piccola stanza "oddio cos'è questo fantastico odorino?" le due Rizzoli sorrisero, Jane sparì nel bagno con tutta l'attrezzatura per il lavaggio "sapevo che avevi fame" "oddio si! Tanta!" "bene perché qui ho un po' di colazione per te" Maura tentò di sedersi sul letto "ehi Maur, aspetta ti aiuto, non forzare" "tua madre mi ha portato la colazione" Jane rise "si lo so, ma ne puoi mangiare solo qualche boccone" Maura mise il broncio "non farmi quella faccina e ringrazia" Maura inclinò la testa come un gattino curioso "stamani mi è stato fatto un ordine speciale per te" disse Angela "ohoo" "ma solo se ne mangi poco!" sorrise dolcemente Jane "tutto quello che vuoi" "so che adori le frittelle a forma di coniglio" Maura sorrise felice "solo le orecchie con un po' di nutella, serve per la mancanza di ferro" "e poi ti ho portato un po' di macedonia" "così mangi la frutta e con gli zuccheri ti tiri un po' su!" "grazie" era decisamente stupita

Maura non sapeva cos'altro dire, Jane aveva chiamato sua madre per farle portare una colazione eccezionale, tutto questo la faceva sentire speciale

"su mangia!" disse Angela porgendogli un piattino di plastica con le orecchie ricoperte di abbondante nutella

dopo pochi bocconi però, la nausea ritornò, era veramente troppo presto "mangia la frutta, c'è anche un po' di limone, vedrai che ti aiuta" Maura annuì a Jane che le stava porgendo un piccolo contenitore "ma solo pochi pezzi" "come fai a sapere che mi aiuterà? E come sapevi del ferro?"

Maura lo sapeva, era un medico, in più aveva letto molto in quei giorni sulle operazioni come la sua "non sei l'unica che sa leggere" le fece l'occhiolino

In fondo Maura non era poi così sorpresa. Jane aveva mille risorse ed era una donna con grande coraggio e volontà

Erano passate le undici di mattina, Angela le aveva lasciate per andare a lavoro, aspettava delle consegne al Dirty Robber, Jane aveva divorato il resto della frittella lasciata da Maura, ma ovviamente non aveva toccato la frutta. Due infermiere entrarono come tornado, c'era l'infermiera che Jane conosceva bene ed una che non aveva mai visto "siamo venute per il catetere, immagino che non abbia bisogno di essere lavata!" "no ho già fatto, ma grazie" "la bacinella?" "la prendo subito è in bagno a scolare, l'ho lavata ovviamente!" disse Jane con tono deciso "la prende dopo, adesso esca!" "l'ho lavata io, crede che non abbia visto il catetere? Non è che dovete fare chissà cosa" l'infermiera sbuffò, ma l'altra intervenne "la prassi, non ci possiamo fare niente, ci metteremo pochi minuti, toglieremo anche la flebo -disse rivolgendosi a Maura- ma lasceremo l'accesso venoso, tra una mezz'oretta le porteremo il pranzo"

Jane guardò Maura, sapeva che doveva uscire, ma tormentare l'infermiera un po' la divertiva "vado a prendere un caffè ti porto qualcosa?" "un tè caldo magari" Jane annuì ed uscì dalla stanza.

"cavoli se è la persona più cocciuta che abbia mai incontrato!" Maura rise "mi scusi se mi sono permessa, ma ieri mattina -ruotò le mani in aria- per non parlare di prima, siamo professioniste noi sa?!" "Jane è molto protettiva, non è un fatto personale" "ah io con una che mi soffoca mica potrei" "Chris regolati" la riproverò l'altra infermiera mentre si stavano mettendo i guanti in lattice "nessun problema, ma Jane non è soffocante, è solo preoccupata per me!" "è molto innamorata e si vede" intervenne l'infermiera più pacata "oh di sicuro, ecco quello lo vorrei anche io, una persona che mi ami così tanto da minacciare una povera infermiera, ha detto che ha una pistola!" "oh mi dispiace per quello! Ma non le avrebbe mai sparato, lo posso assicurare, è un detective molto attento e coscienzioso" "è bello essere amati così" le sorrise l'infermiera avvicinandosi a lei.

Maura sorrise arrossendo un po', Jane non l'amava come loro stavano intendendo, ma era bello sentirsi scaldare da quelle attenzioni, ed il pensiero che qualcuno potesse invidiare tanto affetto le piaceva, anche se poteva sembrare un po' meschino, si lasciò abbracciare da quella sensazione di soddisfazione, da quella sensazione di essere speciale, che così poco conosceva.

Jane stava ritornando con il suo caffè ed il bicchiere di Tè per Maura, le infermiere stavano invece uscendo dalla stanza, l'infermiera Chris le andò incontro "si lasci dire una cosa detective" Jane sgranò gli occhi in sorpresa ma anche un po' scocciata, non aveva voglia di battibeccare di nuovo con lei "una donna come quella non se la lasci scappare, che con il suo carattere dove la ritrova una così" Jane scoppiò a ridere "stavolta non ho dubbi che abbia ragione infermiera" senza neanche fermarsi proseguì il suo cammino ed entrò nella camera di Maura.

"ehi bellezza come va il tuo stomaco?" le passò il tè, Maura ne bevve un sorso "mhmm ora meglio" "bene! Ho visto che stanno per portare il pranzo, hai fame?" "non tanto a dire il vero" "tranquilla immagina lo schifo che farà!" si scambiarono uno sguardo divertito ed un sorriso "mi aiuti a mettermi più seduta?" "certo"

Jane posò il caffè sul tavolo e aiutò Maura, Maura si aggrappò al collo della bruna, che delicatamente la tirò su, con una mano la sorreggeva, con l'altra sistemò i cuscini, erano così vicine, Jane sentiva quel profumo intenso e fresco che aveva sempre Maura, aveva sempre pensato che fossero i suoi costosi saponi, ma adesso ne dubitava, era la sua pelle. Rimase un po' stranita dal pensiero.

Maura si sorreggeva forte al collo di Jane, spostò una mano sulla spalla, per aiutarsi nel movimento, sentiva la muscolatura tesa di Jane, la sua forza delicata, il suo odore di caffè, le diede un bacio dolce ma profondo sulla guancia, Jane arrossì "grazie Jane!" "non sto facendo niente di straordinario, ma grazie del bacio, mi è piaciuto" e arrossì un po' "per me è straordinario, ed è stato un piacere, mi piaci quando odori di caffè" "capiterà spasso" "si" adesso era Maura ad arrossire, ed erano così vicine, i nasi quasi a contatto, si sentivano strane, felici, nonostante la situazione, cosa c'era nei loro stomaci che facevano quei capricci? Maura pensò alla nausea, Jane che forse aveva fame, ma era una bella sensazione che le faceva stare bene.

"il pranzo signore oh, scusate" le donne si separarono quasi bruscamente, come due ragazzini colti in flagrante dagli insegnanti "buon appetito" il vassoio venne appoggiato sul tavolo accanto al caffè

Jane si schiarì la voce e ringraziò, poi prese il tavolinetto per il pranzo e lo sistemò vicino a Maura "tu non mangi?" "tra un po' dovrebbe arrivare Frankie e Korsak e mi portano qualcosa, tranquilla" Maura annuì ancora un po' rossa in viso.

Il pranzo era ovviamente pessimo: un brodo, forse di pollo, tiepido, del purè bollente e sciapo, con un petto di pollo insipido e una mela cotta che Jane solo all'odore storse il naso, mentre Maura la mangiò con soddisfazione, come se fosse la cosa più buona che esistesse.

Poco dopo l'una arrivarono Vincent e Frankie, mangiarono con Jane dei panini odorosi e succulenti, presi da quei furgoncini lungo la strada, le salse colavano nei tovaglioli striminziti e tra le dita unte come le labbra degli affamati, Jane non resistette allo sguardo di Maura e gliene diede un piccolo morso. La stanza si animò di profumi e piccole risate, poche parole sul caso e sulle condizioni di Maura, ma molti scherzi su Jane e l'infermiera. Passò un'ora come se il tempo volasse.


Ok la storia della nutella è vera! La cioccolata contiene ferro e quando si perde sangue l'organismo può richiedere il cioccolato... vita vissuta, dopo un'operazione mi sarei mangiata un barattolo di nutella... e di solito non mi capita giuro! ^_^