Maura è chiaramente sconvolta, Jane non è da meno, le loro vite sono state capovolte definitivamente... come affronteranno la cosa? Di sicuro un capitolo carico di eventi che spero vi piacciano!

Buona Lettura xxx


"forse dovemmo parlare" disse Jane prendendo i piatti semi vuoti del pranzo appena consumato "non credo ci sia molto da dire" "ci sono alcune cose...devi avvertire i tuoi, e mia madre tra poco sarà a casa e il lavor..." "non ora!" disse quasi arrabbiata "ok, ma non hai molto tempo" Maura la guardò, Jane si sentì la più grande idiota esistente, ma come le erano uscite quelle parole?

Jane fece una piccola smorfia, cosa dire per scusarsi? Maura vide quell'espressione colpevole e disperata sul volto della sua amica, abbassò la testa "ho il cancro Jane" "lo so" rispose banalmente "ma ce la faremo" aggiunse piano, Maura alzò la testa, gli occhi umidi, corse tra le braccia di Jane, che la strinse forte a se e ineluttabilmente piansero insieme. Maura singhiozzava, ma Jane non voleva farsi sentire e le lacrime le scesero solcandole il viso silenziose "ce la faremo, sarò sempre qui accanto a te" continuava a ripeterle queste parole, tenendola stretta, aspettando che si calmasse, toccandole i capelli, confortandola con tocchi sulla schiena, piccoli baci sulla testa. Sorreggendola.

Quando i singhiozzi cessarono, ed il respiro si fece più calmo, Jane prese aria nei polmoni "tesoro io..." Maura alzò la testa a quelle parole tremanti e vide le lacrime sul viso dell'amica, con i pollici delicatamente le tolse, rimanendo in quel caldo forte abbraccio "sposami Maura!" "che stai dicendo Jane" la bionda quasi sussurrò un po' in imbarazzo, con le mani ancora sul viso dell'amica. L'espressione sorpresa.

Jane appoggiò la fronte su quella di Maura, ancora strette insieme "voglio sposarti e starti vicina, non puoi e non voglio che affronti tutto questo da sola, permettimi di stare al tuo fianco, di lottare con te" "io non so che dire, sposarci... perché?" la voce era come un filo di vento, Jane alzò la testa per guardarla negli occhi "non mi permettono neanche di assistere alle tue visite Maura, ma se siamo sposate non potranno dire niente, potrò essere sempre con te se vorrai, e ti assisterò per tutta la terapia dopo l'operazione" "Jane -disse disorientata- e con il lavoro come farai?" "se mi sposi posso chiedere l'aspettativa per assisterti, che adesso non mi danno" "cercherò un'infermiera, non posso chiederti tanto!" "non me lo stai chiedendo, mi sto offrendo, voglio farlo" la voce era decisa "potranno esserci dei momenti difficili" "ed io voglio starti accanto, preferiresti una sconosciuta a me? -Maura scosse la testa- bene perché non lo avrei permesso, tu non hai idea di quello che provo per te..." l'indice di Maura si appoggiò sulle labbra di Jane, che inevitabilmente si ammutolì "tu vuoi sposarmi, assistermi per tutta la malattia, allontanarti dal lavoro, non devi dire altro su quello che provi, non adesso, ma non posso permettertelo" "perché?!" l'abbraccio si sciolse, Maura fece un passo indietro "perché assistere un malato di cancro non è facile, e perché so quanto ami il tuo lavoro e..." "Smettila! -disse con tono risoluto- Il lavoro è meno importante di te -le inaspettate parole risuonarono nella stanza- e... e sto leggendo molto, posso aiutarti, -il tono era quasi implorante- mi farò consigliare da infermiere e dottori, vedrai sarò in grado di aiutarti" "lo so Jane, non dubito di questo" le prese le mani rassicurandola con dolcezza, ma Jane la incalzò ancora "e poi quando sarai guarita divorzieremo e tutto tornerà come prima: il lavoro, i venerdì sera e le domeniche rumorose con la mia famiglia!" Jane era senza fiato

Maura si voltò, fece pochi passi e si sedette sulla sedia della tavola da pranzo, sospirò, si sentiva un po' travolta dagli eventi, ma voleva disperatamente Jane al suo fianco, era per lei come aria fresca in una giornata di metà agosto, il suo porto sicuro in questa tempesta, e adesso non riusciva a pensare a cosa ci fosse di sbagliato.

Alzò la testa, passò una mano tra i suoi capelli biondi e la guardò negli occhi "è una pazzia, tua madre ci ammazzerà!" Jane sorrise "forse un po' pazza come idea lo è, ma mia madre non ci ammazzerà, forse un po' di urli, ma se ci sposiamo potrò starti accanto in ogni occasione... se lo vorrai!" "certo che lo voglio! -disse in tono ansioso- ma ne sei sicura?" "sicurissima, ci sposiamo, guarisci e poi mi chiederai il divorzio! Semplice no!" disse sorridendo "semplice!" "allora mi sposi?" "non pensavo di ricevere una proposta di matrimonio così!" rise un po', allora Jane si inginocchio "oh ti prego!" disse Maura divertita "Maura Isles, tu sai cosa provo per te, e voglio esserti accanto finché mi vorrai, mi vuoi sposare?" "decisamente sei la persona più pazza che abbia mai conosciuto, come lasciarti scappare! Ok, si lo voglio!" scherzò un po' con il tono della voce.

Jane la prese per mano e la fece alzare, una di fronte all'altra sorridendo a quella situazione un po' assurda, poi Jane dolcemente le diede un piccolo bacio sulle labbra. Morbide, carnose, umide. "Jane!" disse a basa voce arrossendo, Jane le diede una carezza, sorpresa da se stessa "scusa, ma volevo fare le cose per bene, dopo la proposta in ginocchio, il bacio è d'obbligo no!" Maura si accarezzo le labbra "baci bene Jane!" adesso era Jane ad arrossire e rise in imbarazzo "grazie, anche tu, hai delle labbra morbidissime" e le fece l'occhiolino.

"ma, non mi hai dato l'anello però!" Jane inclinò la testa "ehi adesso tiri troppo la corda!" scoppiarono a ridere, "nemmeno uno piccolino?" Jane alzò le braccia al cielo e le fece ricadere rumorosamente sulle gambe "me lo dovevo aspettare, sarai una moglie piena di pretese" risero ancora, divertite, per un attimo un po' più serene.

Angela entrò e vide quello scambio dolce di risate, vide il modo intenso con cui sua figlia guardava Maura, che ricambiava allo stesso modo "come va ragazze?" chiese quasi per farsi notare.

Le risate si spensero e le loro espressioni cambiarono drasticamente, vide i loro occhi arrossati dal pianto e Angela si sentì strozzare dentro, improvvisamente i dubbi su quegli sguardi vennero spazzativi via da qualcosa di incredibilmente più importante e grave.

Seduta sul divano, Angela non sapeva più che dire, non voleva piangere, ma le lacrime maledette scendevano da sole incontrollate, la sua Maura aveva il cancro, era una notizia assurda e devastante, Jane le portò un bicchiere d'acqua e dei fazzolettini, lentamente nel silenzio riuscì a calmarsi.

"hai avvertito i tuoi?" riuscì infine a dire "no, non ancora, non so nemmeno come fare o cosa dire!" "dì quello che hai detto a me" Maura annuì " e dovrai avvertire anche il lavoro" "già, forse è meglio che almeno questo la faccia subito" si alzò dal divano, lasciando la presa che Angela aveva sulle sue mani, aveva bisogno di allontanarsi da tutte quelle emozioni, da quel senso di dolore che portava dentro e che vedeva negli occhi di Angela "questo mi sembra più facile da fare, ci metterò pochi minuti" e prese il cellulare dirigendosi al piano superiore, in cerca di un po' di tranquillità.

Le due Rizzoli si guardarono per un attimo "come stai Jane?" "direi più o meno come te, Ma!" "è una cosa seria questa" "lo so bene mamma" "le servirà aiuto, dobbiamo organizzarci per..." Jane la interruppe "ci penserò io!" "tu? E come farai? Avrà bisogno di un'assistenza più continua, anche di giorno" "guarda che lo so! Ma le starò accanto" "spiegami come farai con il lavoro!" "non adesso mamma, ma abbiamo tutto sotto controllo! Dammi un paio di giorni ok? Adesso non posso mettermi a fare questo discorso!"

Di quale discorso stava parlando? A cosa si riferiva? Angela era preoccupata, ma decise comunque di dare del tempo alle ragazze, si rendeva chiaramente conto di quanto fosse difficile quella situazione, di come tutto fosse destabilizzante e decisamente spaventoso. Aspettare un paio di giorni non sarebbe stato un dramma, però poi avrebbe preteso qualche chiarimento in più da sua figlia.

Così non indagò ulteriormente, aspettò che Maura tornasse per salutarla e poi le lasciò sole.

Il pomeriggio fu difficile per entrambe, Maura chiamò i suoi genitori, che ovviamente erano pronti a correre a Boston il prima possibile, anche solo per qualche giorno, per vederla, magari dopo l'operazione, il tempo di spostare qualche appuntamento, Maura però riuscì a calmarli, disse loro che era una piccola operazione di routine, spiegò, senza entrare nei dettagli che aveva Jane accanto a lei e che li avrebbero tenuti informati, aveva solo bisogno di calma e che tutto, almeno finché poteva, doveva rimanere come sempre, anche se solo all'apparenza.

Jane andò in centrale a parlare con i ragazzi, non fu facile, soprattutto quando confidò che si sarebbero sposate. Tutti rimasero in silenzio, mentre Jane spiegava le sue motivazioni, Korsak già le conosceva, ma continuò a chiedersi se fosse davvero la scelta giusta, Frankie era preoccupato e fu il più diretto nel dire la sua "Mamma ti ucciderà e tu finirai per spezzarti il cuore" "ma che dici, non essere sciocco! E mamma non mi ucciderà" disse con la sua espressione di palese negazione "Jane!" "Frankie ho preso la mia decisione" rispose quasi con rabbia, il giovane Rizzoli non insistette oltre, non capiva se Jane non volesse sentire la verità o se già la conoscesse ma non ne volesse parlare, ma come tutti era preoccupato.

Solo Nina sembrò più positiva "credo che sia una scelta audace, ma è bellissimo quello che stai facendo e ricordati che siamo tutti qui per te e Maura, per qualsiasi cosa, a qualsiasi ora, giorno, notte, non importa, noi corriamo" "grazie" disse con occhi lucidi, poi si rivolse a Korsak "puoi aiutarmi con le pratiche? Sai che la burocrazia mi uccide" "certo -rise- mi farò dare tutto quello che serve" le mise una mano sulla spalla.

Non importava se non era d'accordo, Nina aveva ragione, tutti sarebbero stati pronti, lui compreso, ad aiutarle.

Jane rientrò a casa nel tardo pomeriggio, doveva parlare con Maura, dovevano ancora stabilire molte cose

"tesoro sono a casaa!?" disse scherzosa "Amoree sono in cucina!" replicò divertita guardandola arrivare, Jane la raggiunse sedendosi sullo sgabello "tutto bene?" "si ho parlato con i miei" "come l'hanno presa?" "erano sconvolti, volevano venire, ma ho chiesto loro di non farlo, almeno per ora" "ne sei sicura? Non vorresti averli qui?" Maura abbassò per un attimo la testa, poi guardò Jane "no! Con loro il rapporto è troppo complicato, adesso non me la sento di dover gestire anche questo, se loro venissero, non so forse è brutto da dire, ma non mi sentirei a mio agio, dovrei pensare ai loro bisogni alle loro etichette..." "non credo che i tuoi vorrebbero questo, voglio dire non ti chiederebbero di organizzare pranzi o cene di alta classe" "forse no, ma io mi sentirei così!" "credo di capirlo" "ho chiamato il municipio, sai per avere qualche informazione" Jane rise e mostrò dei fogli "io ci sono passata" Maura sorrise e prese le carte che Jane le stava passando "se andiamo là con queste già compilate facciamo prima, ed evitiamo un po' di fila, sopratutto nel fine settimana!" "volevi farlo nel fine settimana?" "non ci ho pensato, va bene qualsiasi giorno, se non abbiamo testimoni ce li danno loro, tu scegli il giorno che preferisci" "non avevo date in mente -riletté- e i testimoni?" "non lo so Maura! Korsak, come Frankie dice che è una pazzia, Nina, aspetta che parola ha usato? Ah si Audace, è una scelta audace! Tutti comunque ci appoggiano, ma non so se vorrebbero farci da testimoni!" "tu cosa vorresti?" Jane si passò le mani tra i capelli "non lo so tu?" Maura fece spallucce "non lo so nemmeno io, da una parte avere qualcuno al nostro fianco mi piacerebbe, dall'altra non ha poi tutta questa importanza, giusto? Lo faremmo comunque, no?" "certo se tu vuoi, io sono decisa su questo!" Maura sorrise "i signori Isles che dicono che sposi un detective?" "non gliel'ho detto" "lo farai?" "non so nemmeno questo Jane, mi dispiace è che oggi..." Jane allungò le mani ed afferrò quelle di Maura "va bene Maura, non dobbiamo decidere tutto adesso, con calma, un passo per volta" Maura sbuffò aria in liberazione ed annuì ad occhi chiusi. Jane si alzò dallo sgabello e raggiunse la sua amica, la abbracciò.

"facciamo così, ci sposiamo di lunedì, nessuno si sposa di lunedì! E poi andiamo a mangiare in un ristorante che ti piace, qualcosa di super raffinato, solo io e te"

Maura era appoggiata sulla spalla di Jane sorridendo "ho un abito adatto, è un due pezzi gonna in seta e maglia in seta e pizzo bianco perla, di Gucci" "perfetto direi! Io francamente non ci ho pensato! Non è che mi interessi molto! Ma dovevo immaginare che tu volessi indossare la cosa giusta, potrei dire che è un miracolo che non compri qualcosa di nuovo!" sorrise, Maura alzò la testa e guardò Jane "lo so che non dobbiamo dare importanza alla cosa, ma..." "è pur sempre il nostro matrimonio!" Jane scherzò, Maura sorrise arrossendo un po' "non dico che voglio il bouquet o lo strascico e nemmeno il velo, ma vorrei che ci vestissimo in modo adeguato, lo so perché lo facciamo ma..." "Maur non devi darmi spiegazioni, puoi mettere il vestito che vuoi" Maura fece un sorriso furbetto "cosa?" chiese Jane allarmata "anche tu dovrai vestirti adeguatamente!" "oh no dai non voglio mettere un vestito ti prego!" piagnucolò "un completo del lavoro andrà benissimo" lo sguardo di Maura era fulminante "Jane!" il tono di rimprovero era un po' disperato "Mauraa!" ma lo sguardo da cagnolino bagnato non le diede scampo e Jane sbuffò "Gesù va bene, va bene, scommetto che hai già in mente qualcosa!" si lamentò, il sorriso illuminò il volto di Maura.

E così fu stabilito, il lunedì successivo si sarebbero sposate, Maura avrebbe prenotato ad un buon ristorante e Jane avrebbe indossato un tailleur pantalone di Yves Saint Laurent bianco con le rifiniture nere che Maura le aveva comprato per una mostra, alcuni mesi prima, e che era rimasto nell'armadio di Maura. Avrebbero avvertito Angela della loro decisione solo il giorno prima, ma senza dare date, così non avrebbero invitato nessuno.

Sapevano che c'erano delle contraddizioni, vestirsi bene, andare a mangiare fuori per festeggiare! Detto così non sembrava proprio un matrimonio combinato. Chiaramente non si dissero nulla e ognuna aveva la sua giustificazione non detta come alibi interiore.

Anche Maura rientrò a lavoro per qualche giorno, per quanto dovette prendere alcune ore di permesso per le varie analisi che le erano state richieste. Questo le permise di istruire Kant su alcune questioni pratiche, conoscere il nuovo innesto che l'avrebbe sostituita affiancando Drake e aiutarlo ad inserirsi, mettendolo a conoscenza dei loro modus operandi di base.

Il venerdì arrivò in un lampo, Jane era un po' nervosa, sperava di chiudere il caso prima dell'operazione di Maura, ma incastrare 12 membri di una stessa gang era un'impresa immane, per questo ebbe l'idea di riuscire ad inchiodarne solo uno, nella speranza che cadessero anche gli altri. Ma anche questo richiedeva tempo. Capire chi era l'anello debole non era facile, era un tentativo da un solo colpo. Se sbagli non hai altre possibilità, nessuno ci sarebbe cascato dopo.

Jane entrò in casa con un pacco di birre ed una pizza gigante. Maura era già in casa, sorseggiava del vino rosso, continuando a vederne l'ironia, con della musica di sottofondo, seduta sul divano, cercando di rilassarsi

"ciao, ho portato la pizza!" la bionda si girò e sorrise "ciao, anche le birre vedo!" "mi sembrava fossero quasi finite" "solo una confezione, ma mi auguravo che fossero sufficienti!" Jane fece spallucce "magari per me si, ma se domani vengono gli altri... addio birra" "giusto, non so perché non ci ho pensato" Maura scosse la testa in disappunto per la sua dimenticanza, Jane posò la pizza e le birre, si avvicinò a Maura, che era sempre seduta sul divano, e le diede un bacio sulla testa "nessun problema tesoro, ci ho pensato io!" e le fece l'occhiolino, sorridendole dolcemente.

Il sabato fu il giorno dedicato al piccolo trasloco di Jane. Un paio di grosse valigie con l'occorrente di base: vestiti, biancheria, pigiami, il necessario per la toilette.

Fecero tutto nel tardo pomeriggio, quando Angela era al lavoro. Sistemarono le cose in camera di Maura, che le aveva creato un po' di spazio. L'occorrente da toilette andò nel bagno verde insieme a molti indumenti intimi. Tra loro c'erano tante cose non dette, tanti silenzi che volevano dire troppe cose. Piccoli spazi condivisi, nuove intimità. Ma Jane faceva tutti i piccoli passi che Maura le chiedeva di fare, con i tempi e i modi che le dava, senza fare troppe domande, con quei silenzi complici, a Jane bastava sostenerla, starle vicina.

Ed ecco la domenica sera, le classiche lasagne di Angela, spolverate nei piatti, Korsak e Frankie ne presero doppia porzione, Tj che correva per casa, Lydia che gli urlava di non rompere nulla, i ragazzi seduti a bere birra davanti alla tv sintonizzata sullo sport. I cannoli litigati. Kiki aiutava in cucina Angela e Maura, Jane faceva la spola tra il figo ed il divano.

I giorni che Angela si era promessa di dare a Jane erano stati più di due, ma ancora non aveva avuto spiegazioni, così mentre tutti erano distratti tra tv e risate, Angela avvicinò Jane

"Jane, dobbiamo parlare" "di cosa ma?" Angela la guardò severa "lo so mamma, ma dopo ok, quando vanno via gli altri" "ho aspettato con pazienza e sai quanto mi è costato, adesso voglio qualche spiegazione, sono preoccupata e se dobbiamo organizzarci per quando farà le terapie devo saperlo!" "non devi fare niente mamma, ti ho detto ci penserò io! Giorno e notte le farò assistenza" "tesoro è un impegno immane come farai con il lavoro?" Angela non capiva come Jane non si rendesse conto della situazione "prenderò l'aspettativa"

Angela rimase un attimo attonita, un pò confusa " ok un momento! superando che un po' mi sconvolge che tu non vada a lavoro... e un po'... è molto bello che tu faccia questo per Maura, ma tesoro come ti giustificherai? Sei sicura che te la concedano? So che le regole sono molto rigide a riguardo" "sicurissima Ma perché... ora non dare di matto OK?" disse mettendo le mani già in segno di resa "che stai combinando Jane!" "ancora niente, ma abbiamo deciso di sposarci!"

La faccia di Angela sembrava di cera, le si aprì un po' la bocca, come se ci fosse qualcosa da dire che la sua mente ancora non sapeva, poi finalmente sbatte gli occhi "come scusa?" "se la sposo ho diritto all'aspettativa e posso starle accanto in ospedale e per tutte le cure" "tu sei matta! Il matrimonio non è un gioco Jane!" disse alzando il tono di voce, Jane le si avvicinò guardando prima in direzione di Maura per assicurarsi che non avesse sentito, intimando con i gesti alla madre di fare piano, di calmarsi, la prese per un braccio ed andarono verso le scale, per allontanarsi dagli altri

"qui nessuno sta giocando mamma, non sono mica un'idiota! Ma ha bisogno di me e questo è il modo più pratico per farlo" "non sono queste le basi di un matrimonio!" Jane rise un po' "mamma la sposo per starle vicino, quando guarirà divorzieremo semplicemente" " NON...-si calmò- non c'è niente di semplice in un divorzio signorina!" "stai tranquilla Ma andrà tutto bene" "sono troppo vecchia per non sapere che questo gioco ti ferirà!" Jane si fece profondamente seria e si avvicinò alla madre quasi minacciosa "l'unica cosa che può ferirmi è che lei..." trattenne il pianto a bada, fece quasi un passo indietro, solo il pensiero la devastava "ci si deve sposare per amore Jane" replicò Angela dolcemente ed il detective stava per rispondere quando Maura fece capolino "oh scusate, non volevo interrompere" "nessuna interruzione, ho solo detto a mia madre del nostro... matrimonio" disse senza guardarla, temeva che notasse le sue lacrime pronte a cadere "oh, credevo che lo avremmo fatto insieme" "non ho potuto rimandare" abbozzò un sorriso "sei arrabbiata Angela?" "no tesoro non sono arrabbiata, ma preoccupata si! Sposarsi è complicato e richiede che pensiate a tutte le possibilità" "ce ne occuperemo Mamma" "si come no! Organizziamo un matrimonio in quanto! Una settimana? E come sistemate anche il fattore burocratico?" "aspetta mamma nessun matrimonio da organizzare, andremo solo a firmare, io e lei e due testimoni al massimo, solo per formalità giusto?" guardò Maura "si credo sia la cosa migliore" "no io, la trovo una grossa pazzia" sospirò per calmarsi, prese qualche secondo per rilassare i nervi "ma ragazze siete grandi e fate le vostre scelte -guardò Maura- questo non cambia che vi amo che che vi starò vicina" "grazie Angela" "è quello che ci serve Ma" "resta che potevamo trovare un'altra soluzione, insieme" "questa è la soluzione che vogliamo" Maura si avvicinò ad Angela "quando Jane mi ha proposto la cosa anche io ho pensato che fosse una pazzia, ma -abbassò la testa per un attimo- ho paura Angela -la donna le strinse le mani- e in tutti questi giorni che lei è stata con me... ho avuto meno paura, è più facile se mi sta accanto! Lo so è egoistico da parte mia..." "non è vero Maur, non sei egoista e poi è stata una mia idea" Maura la guardò per un attimo con il suo dolce sorriso, poi tornò con lo sguardo ad Angela "mi posso permettere la migliore assistenza che c'è sul mercato ma..." "nessuno è Jane" concluse Angela. Maura annuì.

"io non so se avete idea del guaio che state combinando però!" "ma che guaio vuoi che ci sia?" chiese Jane un po' stufa di sentirselo dire, ma da dietro l'angolo fece capolino Tommy "ehi che fate nascoste qui dietro? Tutto bene?" "tua sorella si sposa" "cosa? Adesso? Voglio dire, vista la situazione... e chi è così pazzo?" Jane gli diede un pugno sulla spalla, ormai un classico delle punizioni tra i fratelli Rizzoli, Tommy mugugnò di dolore " si sposa con Maura!" Tommy scoppiò a ridere, poi si affacciò sulla sala dove tutti chiacchieravano davanti alla TV "ehi ma lo sapete che Jane e Maura si sposano? Loro due insieme voglio dire!" Jane alzò le braccia al cielo, e quando tutti dissero che ne erano a conoscenza, esclusa ovviamente Lydia, la reazione di Tommy fu una divertente scenata sul fatto che era sempre quello tenuto meno in considerazione.

Era vero che Tommy non giudicava, non chiese niente, nessuna spiegazione, non fece nessuna replica. Solo a fine serata si avvicinò a Jane e le chiese se era sicura della sua scelta, la primogenita Rizzoli annuì e per lui fu sufficiente.


farò una piccola vacanza quindi non so se riuscirò a pubblicare martedì o mercoledì! ma tranquilli che non aspetterete molto... sperando che siate impazienti! ;-)

xxx