La bionda era a terra ai piedi del letto intrigata tra le coperte, ricoperte di vomito "tesoro sono qui" corse verso di lei "no vattene" disse un po' piangendo mentre cercava di alzarsi inutilmente "non dire sciocchezze" "ho detto vattene, è tutto sporco e devo vomitare" disse a fatica " e cosa sono qui a fare?" la voce di Jane era dolce, raggiunse Maura e la estrasse dalle coperte e la portò in bagno.
Quasi non erano entrate che Maura si buttò sul wc. Jane le corse dietro e con delicatezza le afferrò i capelli e li legò in una coda disordinata ma determinante per quel momento. Poi si accovacciò accanto a lei e tenendole la testa, con una mano sulla fronte, rimase lì finché gli spasmi non si calmarono.
Maura crollò su Jane che si appoggiò al muro "Dio mi dispiace Jane" "e di cosa?" Maura strinse le braccia di Jane che la avvolgevano da dietro "ho freddo" "ti prendo una coperta o vuoi lavarti o vuoi che ti riporti a letto?" "non lo so" "credi di..."
Non finì la frase che Maura si ributtò con la testa nella toilette e Jane di nuovo accanto a lei.
Dopo mezzora di tormenti, Maura era sudata, tremante, senza forze, così Jane la afferrò alzandola da terra, Maura si aggrappò al collo per quel che poteva, la bruna la portò in camera, tenendola in braccio, la fece sedere su letto "riesci a rimanere seduta?" "si credo" disse flebilmente. Jane prese dall'armadio un pacco di vestiti, li appoggiò sul letto, poi prese un asciugamano inumidito, spogliò Maura dai suoi abiti sudati e sporchi e la rinfrescò, poi più veloce che poteva la rivestì: reggiseno mutande, canottiera, maglietta e pigiama.
"vuoi la tua crema per le cicatrici?" "si" Jane tornò dal bagno con la crema "la metto da sola" tentò un tono deciso "Maura hai freddo ed io sarò più veloce" "non voglio che le tocchi, sono orrende" "non essere sciocca, e poi lo sai che miglioreranno" "sono orrende" "quando starai meglio faremo a chi le ha più brutte" ironizzò, le applicò la crema.
Maura si sdraiò nel letto esausta, guardò la sua infermiera con gratitudine "dormi qui stasera?" chiese piena di speranza "si se per te va bene" Maura sorrise chiudendo gli occhi "ho freddo" Jane prese dall'armadio una grossa coperta e la mise sopra il piumone di Maura, le diede un piccolo bacio sulla testa. La bionda già dormiva.
Jane raccolse tutta la biancheria sporca: vestiti e coperte, prima li sciacquò per togliere più sporco possibile poi fece subito una lavatrice, infine preparò la tisana calda e tornò al piano superiore. Era quasi mezzanotte quando rientrò in camera.
Maura aprì gli occhi, aveva piccolo spasmi alle gambe che la tenevano sveglia "ehi bellissima, sorseggia questo" "non credo di poter trattenere nulla al momento" "è una tisana per lo stomaco, dovrebbe aiutarti. Su! Solo un sorso è zuccherata, ti darà un po' di forza"
il medico si mise seduta su letto e sorseggiò appena la bevanda calda, poi Jane la appoggiò sul comodino "spero ti aiuti, ma se stai male chiamami subito ok? Sarò proprio qui accanto a te" indicò il lato del letto vuoto "grazie" disse stancamente ma con gratitudine, si sdraiò di nuovo e chiuse gli occhi. Solo il pensiero di avere Jane letteralmente al suo fianco la tranquillizzò.
Jane stanca, si infilò sotto le coperte e crollò in un sonno pesante tenendo Maura vicina.
Erano le nove quando la bruna aprì gli occhi. Teneva ancora Maura tra le braccia ed era così calda, la baciò delicatamente sulla testa. Lentamente uscì dal letto, facendo attenzione a non svegliarla, prese il cellulare e chiamò il dottor Anderson, che dopo pochi squilli rispose.
Jane non voleva fare quella ansiosa, ma non era un'esperta e aver visto Maura vomitare per quasi un'ora l'aveva agitata, anche se aveva fatto di tutto per non farsene accorgere. In più aveva la febbre alta dalla sera prima, sapeva cosa doveva fare, ma aveva bisogno di rassicurazioni, di sentirsi dire che stava facendo bene o se necessario cosa di meglio poteva fare. Non poteva deludere Maura, ma forse non voleva deludere nemmeno se stessa, si era prefissa un compito e lo voleva portare a termine nel migliore dei modi.
L'oncologo fu gentile e comprensivo, rassicurò Jane sui sintomi e sul da farsi, le ricordò solo di non attendere in caso di febbre alta, sopratutto perché il fisico di Maura sarebbe diventato sempre più debole, e di tenere il più possibile la temperatura sotto controllo.
Così preparò le medicine che le occorrevano, predispose tutto e preparò una colazione leggera a base di frutta fresca e Yogurt magro. Poi si mangiò una grossa tazza di cereali e bevve un caffè, del quale aveva un bisogno estremo, tolse la biancheria dalla lavatrice e la mise nell'asciugatrice, infine andò a controllare Maura.
La vide raggomitolata nel letto, nonostante tutto la trovava ancora bellissima, il respiro di Maura era affannoso, Jane allora entrò "Maura tutto bene?" sussurrò, non era sicura che fosse sveglia "che ore sono" borbottò la bionda "poco dopo le dieci tesoro, come ti senti?" "male"
Jane si sedette sul bordo del letto, le toccò la fronte caldissima "scotti, controlliamo la temperatura" Jane prese il termometro digitale sul comodino di Maura e glielo passò "torno subito ok" "si" disse flebilmente e ancora assonnata la bionda.
Jane scese al piano di sotto e recuperò il tavolinetto che aveva preparato con la colazione e le medicine per Maura, tornò in camera in tempo per sentir suonare l'avviso acustico del termometro.
Appoggiò il tavolinetto a terra e prese, dalle mani di Maura, il termometro "39.6" borbottò Jane "un po' troppo altina bellezza, ti tocca la puntura" Maura bofonchiò "ma le hai mai fatte prima d'ora?" "certo, a mia madre, su girati vedrai che sarò brava!" disse sorridendo, Maura si voltò scoprendo il candido sedere, Jane afferrò la siringa ed il cotone.
Le mani le tremavano, era vero che aveva fatto delle punture alla madre, ma era passato un secolo, e poi con Maura era diverso. Così ripasso per l'ennesima volta la tecnica nella sua mente: dividere la natica in quattro parti, visualizzare solo la parte alta ed esterna, poi strofinare vigorosamente con del cotone imbevuto di alcol ed infine inserire l'ago a perpendicolo quasi completamente, tirare lo stantuffo per assicurarsi che non ci sia sangue e poi lentamente iniettare la medicina, infine estrarre avendo cura di riappoggiare il cotone sulla piccola ferita facendo un po' di pressione, il tempo sufficiente perché il sangue non fuoriesca.
E così prese un respiro profondo e con più sicurezza che poteva eseguì la procedura. Lentamente fece scorrere il liquido biancastro giù dallo stantuffo, Maura si lamentò "mhmmm fa male" "oh mi dispiace..." "no non tu, sei stata molto delicata è questo maledetto liquido che brucia da cani ma cosa è?" "quello che mi ha segnato il dottor Anderson per la febbre e per il vomito" "tutto insieme?" "mi ha detto che potevo, ecco fatto" premette con il cotone sulla piccola ferita "certo che si può ma brucia di più" "se vuoi la prossima volta te ne faccio due" scherzò Jane "dai siediti e mangia qualcosa" "non ho fame" si lamentò sedendosi sul letto.
Il viso di Maura era così bianco e le occhiaie così nere "devi mangiare qualcosa, guarda ti ho preparato una piccola macedonia di frutta, la tua preferita e dello yogurt" "non so se riesco a mangiare" "anche poco, lo sai che è importante" "magari la tisana di ieri sera" Jane sorrise e gliela passò "però adesso non è calda" "va bene anzi, qualcosa di fresco adesso lo richiedo, sto sudando" "bene vuol dire che la febbre scende giusto?" "speriamo" sorrise debolmente Maura.
Jane si sedette sul letto e appoggiò il tavolinetto davanti a Maura che stava sorseggiando la tisana "la frutta è fresca coraggio" Jane ne prese un pezzettino e lo avvicinò alle labbra secche di Maura che con aria un po' disgustata aprì la bocca e afferrò il frutto tra i denti, poi chiuse la bocca e lo masticò lentamente "allora? È buona?" "si credo, ho un sapore cattivo in bocca, ma sembra dolce questa... banana?" "si banana, che è ricca di potassio, è dolce e visto il trattamento che ora fai aiuta a quel che ho letto" Jane passò un altro pezzo a Maura, stavolta un cubetto di mela "hai letto?" "so leggere sai?" Maura sorrise "si" e prese da sola un po' di frutta "l'ho presa nel tuo negozio preferito, ti avverto ho speso una fortuna" "non è un problema lo sai, e poi i loro prodotti valgono ogni centesimo" "se lo dici tu!" e rubò un pezzo di fragola.
Maura mangiò qualche altro pezzo poi si fermò "decisamente basta" "ok adesso doccia?" "preferirei un bagno caldo" Jane storse la bocca "perché quella faccia?" "sai hai la febbre, hai mangiato, ti ho fatto l'iniezione, non vorrei che ti sentissi male nella vasca"
Maura guardò la faccia buffa di Jane, che sembrava quasi imbarazzata per quella attenzione più che giustificata, le sorrise "lo so, ma la doccia, mi da la sensazione di freddo" "capisco che tu voglia immergerti nell'acqua calda, ma lo potrai fare solo se io sarò presente, mentre per la doccia posso aspettare fuori" "scherzi? Aspettare fuori?" "ti sconvolge di più che aspetti fuori piuttosto che stia in bagno con te mentre ti lavi?" Maura bevve un po' di tisana e fece spallucce, poi cercò di alzarsi, Jane tolse il tavolinetto ed attese che Maura scendesse dal letto.
La prima volta in piedi dopo una notte devastante e Maura traballò. Jane la afferrò per la vita "ok fai il bagno ma io resterò fuori dalla porta e parleremo ok?" "non ti fidi di me in piedi sotto la doccia?" "no" disse ridacchiando Jane, dandole un bacio sulla testa.
La vasca era colma di acqua calda fumante, Jane aiutò Maura ad entrarci, preparò tutta la biancheria necessaria a Maura e poi uscì.
Maura era immersa nell'acqua quasi fino al collo, le pareti e lo specchio del bagno erano piene di condensa, la stanza nebbiosa. Jane sedeva a terra fuori dalla porta ed ogni minuto chiedeva a Maura "tutto bene?" e lei rispondeva "si" oppure "sto bene". Ma ad un tratto Jane sentì un movimento brusco dell'acqua, uno sciacquio anomalo "Maura?" chiamò con tono sostenuto, si alzò immediatamente, attese un attimo e mise la mano sulla maniglia, quando sentì la voce di Maura "Jane aiutami" in un istante la porta si spalancò, Jane attraversò la stanza e superò la parete dei lavandini, dove la vasca era appoggiata, nascosta alla vista.
La bionda cercava di alzarsi "che succede" chiese preoccupata Jane, ma senza attendere risposta la afferrò e la alzò dalla vasca prendendola anche per le gambe e facendola uscire. Maura completamente nuda e un po' traballante corse intorno al muro divisorio verso il wc, appoggiandosi ai lavandini per non cadere e poi si lasciò andare in ginocchio, appoggiando le mani sulla ceramica bianca.
Jane afferrò il grande asciugamano che aveva preparato per Maura e glielo appoggiò sulle spalle, per coprirla dal freddo che il suo corpo mostrava, poi sfilò un elastico per capelli dal polso, che teneva per questa evenienza, e legò i capelli color miele in una coda arruffata, poi tenne la sua mano sulla fronte di Maura, come le aveva insegnato sua madre, per tutto il tempo che ne ebbe bisogno.
Appena fu possibile Jane aiutò Maura a tornare in camera, la aiutò a vestirsi e la avvolse in calde coperte, la temperatura era ancora alta, prese una bacinella con acqua fredda e ghiaccio ed un panno, cambiò i suoi abiti, che si erano bagnati facendo uscire Maura dalla vasca e poi si sdraiò con lei e la strinse fra le braccia, mentre ad intervalli regolari immergeva il panno nell'acqua e poi lo appoggiava sulla fronte di Maura, sperando che fosse di qualche effetto.
"mi sembra di essere stata travolta da una valanga e ho sempre freddo" si lamentò Maura "sto cercando di scaldarti meglio che posso" "il panno gelido non aiuta" "lo so ma hai la febbre alta" "ancora due giorni" "due giorni?" chiese Jane non capendo "si ancora due giorni di vomito, poi la nausea ed infine la radio terapia" "non pensarci adesso "adesso la radio terapia mi sembra allettante, vorrebbe dire che almeno non mi sentirò così" "già niente vomito" Jane inzuppò il panno nell'acqua gelida, lo strizzò un po' e lo riappoggiò sulla fronte di Maura " mhmmddio che freddo! Si niente vomito e adesso non voglio pensare ad altri effetti collaterali" "no, pensa solo a migliorare, vuoi che ti prepari un'altra tisana?" "non so se la tengo" "almeno per gli zuccheri" "resta qui con me" Jane le baciò la testa e la tenne stretta.
La bruna si preoccupava che Maura non avesse uno svenimento, ogni volta che mangiava o beveva nel giro di poco doveva andare in bagno a rimettere, non voleva dover chiamare qualcuno per farle una flebo per reidratarla. Ma forse non aveva alternative. Portarla in ospedale sarebbe stato peggio.
A metà pomeriggio Maura dormiva, Jane ne approfittò per chiamare Constance e la aggiornò, cercando di indorare la pillola, poi parlò un po' con sua madre, per tenere tutti informati, ma sopratutto per essere rincuorata, per essere confortata, come solo una madre può fare. Ci sono delle occasioni che solo sentirne la voce ti fa stare bene, non importa quanti anni hai.
Infine chiamò la ginecologa, non voleva chiamare ancora l'oncologo, così chiese consiglio a lei. Decisero che se non avesse tenuto niente nelle prossime dodici ore, la mattina dopo avrebbe mandato un'infermiera per una flebo. Jane si sentiva più tranquilla, aveva un piano B.
Un'ora dopo l'ora di cena, e aver mangiato un minestrone che Jane aveva preparato con le verdure che aveva comprato, Maura sembrava stare bene, niente vomito, solo una fastidiosa nausea, nessuno spasmo nelle gambe. Sedevano insieme sul divano a guardare la tv, anche se Maura sonnecchiava. Entrambe sperando che il peggio fosse passato.
"Tesoro, andiamo ti porto a letto" "che ore sono" chiese con occhi semi chiusi e voce stanca "quasi le nove e mezza" "nooo voglio stare qui con te" Jane sorrise "ma sei stanca hai bisogno di riposare" "qui" brontolò con voce bambinesca "non fare i capricci" "uffa" scherzò Maura, ma Jane sentiva quella dolcezza di Maura che la faceva sciogliere "facciamo così, vengo a letto anche io, prendo il tablet e mi intrattengo con quello e così sarò accanto a te, va bene?" Maura fece un enorme sorriso. Jane spense la televisione, controllò le porte e poi aiutò Maura a camminare.
La notte fu inquieta, Maura si svegliò numerose volte, con spasmi alle gambe, chiaro sintomo di mancanza di ferro e potassio, che Jane sperava di aver sopperito con le banane ed il minestrone. La nausea ed i dolori allo stomaco aumentavano il disagio e la difficoltà a dormire, Jane le stava accanto, senza cedere, premurosa e mai doma, le portò una tisana calda, le massaggiò le gambe e la tenne stretta tra le sue braccia, nel momento inevitabile di crisi e stanchezza, in cui Maura scoppiò a piangere esasperata.
Nella tarda mattinata, Jane si svegliò con un dolce bacio sulla guancia ed un tenero sorriso di Maura "ehi bellissima" sbadigliò "ciao Jane, scusa se ti ho svegliata" "no, sembri stare meglio!" "si, niente nausea stamani, almeno per ora" disse a bassa voce, Jane sorrise "è che vorrei alzarmi, ma ho provato e..." abbassò lo sguardo "non ti tengono le gambe?" "no e devo fare pipì" Jane rise "ok bellissima, ti aiuto io"
Jane si alzò da letto, andò dal lato di Maura e la aiutò a mettersi in piedi, dopo un attimo in cui Maura ebbe un capogiro, le cose andarono meglio ed i passi si fecero più sicuri.
Dopo una leggera ma vitaminica buona colazione, Maura sembrava essersi ripresa, la bruna sapeva che almeno per adesso il peggio fosse passato.
Nei giorni successivi la bionda riprese le forze e non aveva costantemente bisogno di Jane per fare le cose, ma Jane rimase comunque a dormire in camera con Maura, entrambe motivando l'esigenza di sentirsi più sicure, del 'non si sa mai'.
Sedute sul divano raggomitolate sotto la morbida coperta, quella sera Maura sorseggiava l'ormai famosa tisana di Jane, mentre la bruna beveva la sua birra fredda, insieme guardavano un documentario sulle balene. Sembrava tutto così sereno.
Maura stese le gambe su Jane, che le accolse accarezzandole inconsciamente. La bionda chiuse gli occhi godendo di quei tocchi gentili e familiari.
"tutto bene?" chiese Jane guardandola "si, molto" sorrise aprendo gli occhi "mi fa piacere" "questo è uno di quei momenti che spesso quando li vivi non sai goderne appieno, ma adesso, adesso qualcosa è cambiato... adesso so farlo" disse malinconicamente "non tutto il male viene per nuocere" rispose Jane abbozzando un sorriso "così si dece, giusto? - La bruna annuì- non ti offendere ma ne avrei fatto a meno" rise un po' "nessuna offesa!" e risero insieme "ma è bello sapersi godere quesi momenti... con te" continuò Maura "è bello saper vivere di questi piccoli momenti perfetti che ci sono in mezzo al caos della tua vita, no!" Maura annuì al tono intimo e confortante della voce di Jane "la frase non potrebbe essere più perfetta!" concordò a bassa voce "vorrei poter dire che è mia ma..." Maura si mise seduta, si avvicinò a Jane e le sussurrò " i momenti perfetti... li vivo con te, li ho sempre vissuti con te" Jane strinse la coscia di Maura le sorrise " vale anche per me" e le loro fronti si unirono, gli occhi si chiusero, Jane voleva tanto baciarla, sentire ancora quelle labbra, dolci morbide, premute sulle sue, sospirò e la baciò sulla fronte "vorrei dirti tante cose... o forse solo..." "shsss! Ti prego no, non dire niente" le sussurrò Maura posandole un dito sulle labbra umide. Jane chiuse gli occhi ed annuì, avrebbe trovato il momento giusto.
Maura non si mosse, rimase lì vicina a Jane, al suo calore, al suo rispettoso silenzio e riuscì a godere dei quel momento senza pensare a quanto di se avesse perso.
