La storia continua... grazie per le vostre parole ed i vostri commenti, anche per le critiche!

Buona Lettura xxxx


Il trattamento radioterapico passò quasi senza fallo. Maura aveva dolori per tutto il corpo, ma gli anti dolorifici e antiinfiammatori prescritti facevano il loro lavoro, tanto che in alcuni giorni, quando il tempo lo permise, le ragazze fecero anche qualche passeggiata nel parco vicino casa.

Un paio di domeniche accolsero nuovamente la famiglia, con la confusione e tutta l'allegria che portavano a tavola. Angela era felice di poter rendersi utile. Jane poté parlare del caso, che aveva lasciato insoluto e che finalmente Frankie e Korsak avevano chiuso: avevano incastrato un membro della banda, costretto ad indossare una microspia ed il gioco era fatto. Jane si congratulò con i due, orgogliosa sinceramente del loro successo.

Il mese successivo fu come il primo, ma stavolta Jane era preparata, chiamò l'infermiere al secondo giorno di vomito da chemioterapia, infusi, tisane, punture, impacchi di ghiaccio e coperte calde.

Il secondo ciclo di radio andò un po' peggio, Maura odiava stare legata sul quel lettino sola nel freddo e nel frastuono, in aggiunta la terapia questa volta portò più sofferenza, un giorno di vomito a causa del forte dolore diffuso e la pelle dell'addome rossa scottata dalla terapia. Jane si era procurata due tipi di creme, una in farmacia, per un primo approccio più diretto e incisivo, poi una crema a base di erbe naturali per lenire il dolore ed idratare la pelle in un secondo momento, quando l'ustione era meno pungente.

La crema non aveva un buon odore, ma le ragazze ci risero su ogni volta, Jane sapeva farla ridere, e Maura ne aveva decisamente bisogno e voglia, voglia di sentirsi bene.

Ma odiava vedere Jane toccale quella zona del suo corpo e cercava di farglielo fare il meno possibile.

L'inverno alle porte si faceva sentire, forti venti gelidi e qualche fiocco di neve cominciava a scendere, le festività si avvicinavano. Constance disse che avrebbe fatto di tutto per essere a Boston per il ringraziamento o al massimo per natale.

Maura era dimagrita sei chili, per per la sua fisicità erano molti, Angela ripeteva a Jane di farla mangiare, come se fosse la soluzione di tutti i mali. Frankie e Korsak vedendola smagrita si preoccupavano sempre più, Tommy le portava dei dolcetti. Jane la trovava comunque bellissima, nonostante il viso scavato e le spalle e la schiena ossute, le gambe erano sempre uno spettacolo.

Giunsero all'ultimo ciclo di terapie come all'ultima tappa di un tour, del quale erano decise ad arrivare vincenti, ma non si aspettavano la peggiore salita di tutti i tempi.

Già nel primo pomeriggio, dopo l'ultima seduta di chemio, Maura stava male. La stanchezza dei giorni precedenti si sommò alla forte nausea che le impedì di mangiare già a pranzo, e quel poco di tisana che Jane le aveva preparato era stata riversata con i conati nel wc pochi minuti dopo.

Passarono la serata sedute sulle fredde piastrelle chiare del bagno marmoreo, con i capelli legati in una coda approssimata, fatta sempre meglio, e circondate da teli di spugna per asciugare i sudori freddi che inzuppavano i vestiti di Maura. Nelle brevi pause tra uno spasmo ed un conato Jane teneva Maura tra le braccia, cercando di farle sorseggiare anche solo dell'acqua e zucchero, quasi senza successo.

"certo questo bagno è fantastico" esordì di punto in bianco Jane "scusa?" chiese una Maura priva di spirito di compagnia "voglio dire da qui la visione è favolosa, hai veramente un gusto fantastico sembra di essere in una spa, veramente... di classe" "non adesso Jane la tua ironia non ora" disse a fatica "non sono ironica, volevo farti un complimento, tutto qui" Maura era stanca, disgustata di se stessa e incredibilmente nervosa, non importava cosa Jane dicesse, era fastidioso e basta "per una volta prova a stare zitta ce la fai?" disse rabbiosa come poteva "scusa" replicò Jane mortificata "non darmi finte scuse è patetico" Jane non sapeva che dire, balbettò qualcosa ma prima che Maura potesse nuovamente infierire su di lei, si riverso sulla ceramica bianca a vomitare.

A Jane balenarono in mente le parole di Angela e Korsak 'qualcuno resterà ferito' si riferivano forse a questo? Era questo il momento di rottura? Il vero momento difficile?

Come se fino ad adesso non avessero sopportato immani dosi di dolore e sofferenza!?

Jane sentiva dentro di se un grande dolore, del quale non capiva l'origine.

Era ormai sera quando Maura, o meglio il suo corpo, sembrava averne avuto abbastanza "ok adesso una bella doccia che ne dici?" tentò Jane con voce dolce "ovviamente mi devo lavare, sono completamente rivestita di sudore e vomito, grande idea comunque" il tono sprezzante era veramente fastidioso "ma farò un bagno" "non credo sia il caso" "non posso stare in piedi, sono sfinita, aiutami ad entrare nella vasca" "non mi fido, aspetta qui ho un'idea" disse con un grande sorriso Jane, mentre aiutava Maura ad appoggiarsi al muro avvolta in teli per tenerla al caldo "e dove accidenti vuoi che vada"

Jane ignorò l'ennesima frase maleducata e corse giù per le scale, aprì il ripostiglio e prese un piccolo sgabellino pieghevole che tenevano lì per emergenze, così lo giustificò Maura una volta che Jane lo notò, e questa era proprio un'emergenza.

Fece le scale, a due a due, ed in un lampo era nuovamente in bagno, accese la piccola stufa per scaldare la stanza, poi aprì lo sgabello e con sguardo soddisfatto lo mostrò a Maura "vedi? Lo metto nella doccia ti siedi e così ti puoi lavare" Maura la guardò per un attimo con sguardo incredulo "sei seria?" "è un'ottima idea devi ammetterlo" replicò soddisfatta "nella doccia! mi siedo su quello nella doccia?!" "beh si la vasca si sciuperebbe, per via dei diffusori dell'idromassaggio, ma nella doccia, grande com'è, ti posso perfino aiutare con facilità!" cercò di mantenere il sorriso

"ma cosa ti credi che io sia? Un fenomeno da baraccone? Mi spogli e mi metti in vetrina seduta su uno sgabello a lavarmi?" "credo che ci stiamo un po' perdendo ok, adesso calmati, tu non ti reggi in piedi, il tuo fisico è provato e questa è la soluzione più veloce e sicura" "certo così mi puoi vedere nuda" il tono di Maura era cattivo, Jane non lo aveva mai sentito e anche se la feriva, adesso si era proprio arrabbiata "sentimi bene Passera Splendente, prima di tutto cambia tono perché mi devi rispetto, secondo credimi: ce l'avrai bella quanto vuoi ma non ce l'hai solo te! E se proprio credi che sia scorretto che io ti veda nuda, come se non ti avessi vestita e risvestita in questi mesi innumerevoli volte, ok, allora eccoti servita, in fondo è giusto" e cominciò a spogliarsi "che accidenti stai facendo?" "tu puzzi, sei ricoperta di vomito e ti devi lavare, non è giusto che ti veda nuda? Perfetto! Saremo nude entrambe" Maura era sconvolta, Jane adesso era veramente nuda di fronte a lei, i seni sodi, l'addome scolpito il pube riccio e folto, il piccolo sgabello si aprì, Jane prese Maura di forza e ce la mise seduta sopra "adesso che fai?!" chiese nervosamente "ti spoglio per fare la doccia" "è assurdo" tuonò

Maura fu poco collaborativa, odiava ormai il suo corpo, ma si ritrovò nuda, Jane la prese di peso, i loro corpi inevitabilmente si toccarono, i seni, la pelle, le mani sulle schiene nude, Jane prese Maura in braccio, era così leggera ormai "che stai facendo mettimi giù Jane, subito!"

Con il piede aprì lo sportello della doccia, e ci infilò dentro Maura che si teneva in piedi a fatica "vedi? Non ti reggi in piedi" gridò Jane che afferrò lo sgabello e lo infilò nella doccia con Maura "ora siedi" e la spinse seduta, poi aprì l'acqua che si rovesciò fredda su Maura "sei pazza è gelida" "rinfrescati le idee" "IDIOTA" gridò la bionda scioccata "si! sono un'idiota perché sono qui a prendermi cura di una stronza ecco perché" le grida di Jane risuonarono nel grande box doccia, l'acqua che scrosciava sulle donne cominciava a venire calda.

Si guardarono furiose, scioccate delle parole dettesi, da quello scambio duro e cattivo, con gli occhi infuocati, i muscoli tirati, si fissarono incredule e poi all'unisono scoppiarono a ridere: forte fragoroso, liberatorio, isterico, di rabbia accumulata nei loro corpi. Jane schizzo Maura con l'acqua come se non fossero già zuppe, ridendo ancora, poi Maura scoppiò in un pianto disperato, Jane si inginocchiò e la strinse a se e rimasero così, strette sotto il getto tiepido dell'acqua, fino ad avvizzire, finché Maura non si calmò. Senza dire niente, nessuna frase consolatoria o di scuse o di circostanza, solo pianto, comprensione e calore umano. Come due guerriere ferite in battaglia.

Nemmeno la sera Maura mangiò qualcosa, il vuoto che portava con se da dopo l'operazione, era diventato come un nodo allo stomaco, ogni nausea le ricordava cosa aveva perso, ogni conato quello che non poteva più portare con se.

Jane era triste per la loro discussione, si erano dette cose brutte spinte dalla rabbia e dall'oppressione che sentivano addosso, tra loro era rimasta una certa tensione, anche se cercarono di ignorarla. Maura era indiscutibilmente nervosa e sfinita, ma non era la sola.

Jane mangiò qualcosa seduta all'isola di cucina, Maura sonnecchiava sul divano, non volendosi arrendere ala stanchezza, poi inevitabilmente Jane la portò a letto, la febbre stava salendo, così le fece la puntura come da prescrizione.

Jane tornò al piano di sotto, chiamò l'infermiere per spostare l'appuntamento dal pomeriggio alla mattina, per sicurezza, e si mise a guardare la tv per rilassarsi, ogni tanto andava a controllare se Maura stava bene.

Si bevve una birra, gambe sul tavolinetto, partita di baseball, ma si sentiva inquieta. Quando vide Angela fare capolino dalla porta laterale non sapeva se piangere o ridere "ciao Janie come stai?" "ciao Ma, cerco di guardare un po' di sport" "Maura?" "dorme, tra un po' vado a controllare" "come vanno le cose?" "giornataccia, ha vomitato tutto il pomeriggio e non riesce a tenere niente, ma domani viene l'infermiere" "è così magra povera piccola mia" Jane annuì continuando a fissare la Tv "tu come stai tesoro?" "bene" rispose distrattamente "Jane Clementine Rizzoli non trattarmi con supponenza" Jane smise di guardare la Tv, si sentiva così stanca, esausta e non fisicamente, Angela le si sedette accanto e le accarezzò la gamba "sono qui tesoro, se hai bisogno, con Maura o di sfogarti o, quant'è che non esci a bere con i ragazzi o..." "ti prego Ma! Non stasera" "hai bisogno di uscire e distrarti, sai che posso sostituirti per qualche ora, dimmi almeno che ci penserai" "ok ci penserò va bene?" Angela sbuffò "almeno beviamo qualcosa insieme? Un bicchiere di vino, una birra! Te ne va un'altra?" Jane sorrise "ok Ma, vado a controllare Maura e poi ci beviamo qualcosa insieme" Angela esultò giocosamente e Jane salì da Maura sorridendo.

Aprì lentamente la porta, sapeva che Maura era esausta e se dormiva l'avrebbe lasciata riposare, le si avvicinò e cautamente le sentì la fronte, era molto calda, il viso bianco. Accese la luce tenue del comodino, era così bianca, le occhiaie scure, il viso incavato, le toccò la mano e non sentì reazioni, la mano non si contrasse "Maura?" chiamò piano preoccupata, la donna non si mosse, non mugugnò "Maura?" chiamò più forte, Maura non rispose. Jane si alzò di scatto dal letto e la girò con forza, Maura era un peso morto, sfilò il telefono dalla tasca con una mano, con l'altra cercò le pulsazioni, compose il numero di emergenza "salve sono il detective Jane Rizzoli ho bisogno di aiuto, la dottoressa Maura Isles credo sia collassata" le parole uscirono angosciate, diede la via ed il civico, spiego la situazione e riagganciò "Mamma corri mamma vieni su" gridò forte mentre cercava di mettere dei cuscini sotto la testa di Maura come consigliato.

Angela corse per le scale "cosa succede Jane!" Jane prese una borsa dall'armadio "tieni aspetta fuori l'ambulanza" " Dio mio che succede?" "Maura sta male, corri vai giù accendi le luci esterne e aspetta l'ambulanza come ti ho detto" Jane nel frattempo aveva preso degli indumenti dall'armadio "che stai facendo?" "la cambio" "cosa?" chiese incredula Angela con il borsone in mano "so cosa devo fare, io e Maura ne abbiamo parlato, ha degli indumenti che vuole mettere in caso di ricovero, adesso esci che la devo spogliare" Jane era adrenalinica ma determinata, non aveva perso la calma era solo molto concitata, sapeva cosa doveva fare e aveva poco tempo.

Spogliò Maura con fatica, via il pigiama e la biancheria, le mise una culottes e una pesante camicia da notte, che avevano preso per questa malaugurata occasione.

Avevano stabilito che il trasporto all'ospedale sarebbe stato freddo, sopratutto per il suo corpo così provato dalla malattia, quindi una camicia da notte pesante che si aprisse sul davanti, solo nel caso non volessero tagliare tutto, calzini rigorosamente abbinati, anch'essi pesanti.

La prese in braccio "andrà tutto bene amore mio, andrà tutto benissimo, starai una favola domani te lo prometto" scese le scale, "promettimelo amore starai meglio, promettimelo" le sussurrava "Jane che stai facendo?" chiese Angela sulla porta "è arrivata l'ambulanza?" "non puoi tenerla in braccio tutto il tempo" le sirene si sentivano in lontananza, le luci esterne accese, il portone spalancato, l'aria fredda che colpiva la pelle scoperta "salirò con Maura, prendi la macchina e raggiungici in ospedale con la borsa" Jane uscì nel vialetto mentre l'ambulanza accostava "chiudi tutto e spegni le luci mi raccomando" gridò mentre il portellone si apriva.

Adagiò Maura sulla lettiga, il paramedico si piegò sulla bionda, l'altro le mise l'ossigeno, Jane spiegava la situazione "lei è mia moglie, salgo con voi è mia moglie" sentì dire Angela ancora sulla porta di casa incredula della scena alla quale aveva assistito. Quando l'ambulanza partì in velocità Angela rientrò in casa e fece come Jane le aveva chiesto, il più velocemente possibile.

Jane le teneva la mano mentre il paramedico controllava i segni vitali, aumentava l'ossigeno, le metteva una flebo "respira male" disse il più giovane dei due "alza lo schienale" gridò l'autista "signora -gridò mentre continuava a guidare- ma lei è Jane Rizzoli detective della omicidi?" Jane si voltò verso il paramedico alla guida "si ci conosciamo?" "io conosco lei e la dottoressa Isles, sono intervenuto su una vostra chiamata" Jane lo fissò, proprio non se lo ricordava "mi dispiace non ricordo, quando?" "quando ha finalmente ucciso Hoyt" Jane rimase immobile ma strinse la mano di Maura "siete due donne formidabili" Jane si voltò senza dire nulla, adesso Hoyt proprio non lo voleva nella sua mente "mi dispiace è un chiacchierone" disse il giovane accanto a lei con empatia "nessun problema" "comunque ha ragione siete due donne formidabili" "vorrei solo che Maura stesse meglio" il ragazzo annuì

"come sta la dottoressa?" chiese ancora il guidatore urlante "stabile per ora" "siamo quasi arrivati, ehi detective da quanto siete sposate?" "da poco prima che si ammalasse, ma mi perdoni non sono in vena di chiacchiere" "Ha Ragione mi scusi sono un chiacchierone me lo dicono tutti" Jane sorrise e ringraziò il cielo quando vide l'ingresso del pronto soccorso.

Scesero velocemente e Jane seguiva la barella finché un medico e due infermiere presero in carico Maura come paziente "attenda qui signora" "è mia moglie" pregò lei "adesso ce ne occuperemo noi, appena possibile un medico verrà da lei e potrà vederla, ha tutti i documenti medici?" "sta arrivando mia madre con la cartellina con tutte le analisi ed il resto" "bene appena arriva ce la faccia avere" "certo!" L'infermiera si voltò e seguì l'equipe, Jane rimase fuori dalle porte automatiche, i due paramedici le stavano dietro pochi metri, li vide mentre camminava lentamente verso la zona di attesa "andrà tutto bene era solo molto disidratata" "avete detto che respirava male" "aveva la febbre alta e forse i polmoni infiammati" "ha la polmonite?" il più giovane si avvicinò "era molto disidratata faceva fatica a respirare, ma adesso riceverà le migliori cure"

Jane si passò le mani nei capelli, cercando di non andare in pezzi "Janie tesoro eccomi" la voce di sua madre risuonò nel corridoio ora vuoto "Ma, perfetto, dammi la borsa, mi servono le analisi di Maura" La donna più anziana appoggiò la borsa su una sedia e l'aprì, Jane sfilò la cartellina e raggiunse l'accettazione. L'infermiera prese i documenti e diede a Jane dei fogli da compilare per l'assicurazione medica. Si sedette in silenzio accanto ad Angela a scrivere.

Ci vollero circa quaranta minuti prima che l'infermiera tornasse da Jane "Signora Isles?" "si" disse Jane senza esitare, alzandosi dalla sedia "può vedere sua moglie prego" "Mamma ti faccio sapere ok?" "vai tranquilla Jane"

Angela cominciò a chiamare i figli e Korsak per avvertirli, Jane scomparve dietro le porte "il medico?" chiese Jane "la attende"

c'era una grande stanza, enorme, divisa con tante piccole tende e dietro letti e pazienti, Maura era dietro ad una di queste, la tenda si aprì ed il dolce sorriso di Maura fece sentire Jane profondamente più leggera "ehi tesoro come stai?" "stanca" "la signora ha avuto un collasso dovuto alla grande disidratazione ed alla febbre alta, adesso come vede è sotto flebo e antibiotici" "antibiotici?" "si ha un'infiammazione lieve alle vie respiratorie ed il rene è stato messo un po' sotto pressione dalla terapia, ma per ora nessun problema direi, aspettiamo i risultati delle analisi comunque, per sicurezza" "passerà la notte qui?" "si la monitoriamo e vediamo come passa la notte, domani sentirò comunque il vostro oncologo il dottor..." il medico cercava il nome nelle cartelle di Maura "Anderson" lo aiutò Jane "giusto, lo contatto e poi vi faccio sapere, nel frattempo vi assegnerò una camera per la notte" "non posso tornare a casa? Jane si prenderà cura di me" chiese Maura flebilmente "signora ha ancora la febbre e non ha vomito perché è sotto farmaci" "posso tenere una flebo anche a casa, abbiamo un infermiere che ci aiuta" "Maura! Hai perso i sensi, stavi male, una notte qui non può nuocere" "non voglio stare qui Jane" disse lamentosamente "sta a voi decidere signore, io intanto vado avanti con l'assegnazione del letto, se poi preferite andare a casa non posso impedirlo, ma lo sconsiglio" il medicò se ne andò chiudendo la tenda, Jane baciò Maura sulla testa poi si sedette sulla sedia metallica accanto al letto

"Maura..." "non voglio stare qui Jane ti prego portami a casa" la voce era disperata "mi hai spaventato sai?" "mi dispiace... se chiami quell'infermiere a mettermi la flebo poi domani..." "perché!?" chiese Jane in ansia "credo di odiare gli ospedali, sopratutto da malata" Jane rise dolcemente "tesoro ma cerca di capire, ti monitoreranno come io non posso, e domani se tutto va bene torniamo a casa" "voglio stare male a casa nostra!"

Jane si alzò e la baciò sulla fronte, ancora calda, parlandole che quasi si toccavano "potrei prenderti in braccio e scappare con te!" Maura chiuse gli occhi e sorrise "come nelle favole?" "come nel migliore dei film romantici" "dove la fanciulla è bella in salute ed una perfetta sposa" "che vorresti dire? Sei bellissima e..." "sono una terribile paziente non è vero?" non poteva parlare di quel non detto tra loro "sei una splendida paziente, -la assecondò Jane- io sarei stata veramente un lamento continuo intrattabile e ingestibile" "però domani promettimi mi porti a casa!" "domani torniamo a casa insieme" le fronti appoggiate l'una contro l'altra. Jane pensò che un'altro piccolo bacio, su quelle labbra screpolate, non avrebbe fatto male, ma la tenda si aprì ed il loro momento si interruppe

"Oh scusate l'interruzione" "dottor Anderson!" disse Jane sorpresa nel vederlo "ero qui per un consulto urgente e mi hanno detto che ti avevano ricoverato Maura, come ti senti?" "esausta ma bene" "mi hanno anche detto che vorresti tornare a casa!" "l'ho convinta a rimanere almeno la notte" "ottima decisione, sei molto debole" "domani può tornare subito a casa?" chiese Jane "direi di si, ho visto le analisi tra poco il mio collega verrà a parlarvene, ma gli ho detto che se resta tutto così le dimissioni in mattinata possono anche andare bene, per quanto preferirei essere più prudente" "domani comunque viene l'infermiere che ci ha consigliato Jenna, cercherò di rimanere idratata"

Il medico si avvicinò al letto, guardò i monitor, poi Jane ed infine Maura "il tuo fisico è molto provato, sei molto dimagrita ed il tuo rene è in sofferenza" "faremo attenzione, gli effetti della chemio, beh vorremmo tutti essere a casa" spiegò Jane, l'oncologo annuì "senza dubbio ma fate attenzione nei prossimi giorni" l'uomo si allontanò lasciandole sole.

Jane uscì subito dopo l'oncologo, andò a recuperare la borsa e trovò tutta la banda al completo, le andarono incontro "ehi che ci fate tutti qui?" "come sta Maura?" chiese Korsak "meglio è sveglia, la febbre si è abbassata, la vogliono monitorare tutta la notte, ma domani la porto a casa" "starai qui tutta la notte?" chiese Frankie preoccupato "non so se me lo permetteranno, ma di sicuro ci proverò!" "allora portiamo noi a casa mamma, così stai il tempo che vuoi" si propose Tommy "grazie ragazzi" "chiama però se hai bisogno ok?" "certo Ma, e grazie di essere venuti Maura ne sarà felice" Angela strinse forte la figlia "siamo qui per te tesoro, non solo per Maura" le sussurrò "cerca di dormire" disse accarezzandole il viso.

Jane tornò da Maura proprio mentre la stavano trasferendo, salirono in ascensore di due piani, la camera assegnata era da dividere con una donna di mezza età in sovrappeso e con un probabile infarto da monitorare, l'altra compagna di stanza era stata vittima di un incidente stradale. Maura venne posizionata, fortunatamente vicino alla finestra, Jane sistemò tutti gli effetti personali nel piccolo armadio assegnato "signora, dovrebbe andare però" disse un'infermiera "non posso proprio rimanere?" "no mi dispiace la camera non è singola" Jane si avvicinò all'infermiera "non è possibile averne una? Non è un problema il costo" "mi dispiace, ma non ne abbiamo in questo reparto, ci occupiamo della prima accoglienza" "capisco" "venti minuti e deve proprio andare" "certo, sistemo le cose e vado" Jane prese una piccola sacca di stoffa dalla quale estrasse un balsamo per le labbra, ne mise un po' sul dito e poi dolcemente lo distribuì sulle labbra secche di Maura "grazie ne avevo bisogno" "prego" sussurrò Jane, poi prese la crema per il corpo, ne mise una buona quantità sul palmo della mano e spostato un po' il lenzuolo cominciò a spalmarlo sulla gamba della bionda, tutto senza scoprirla, in modo che le altre donne non la vedessero semi nuda, fece la stessa operazione sull'altra gamba, poi sulle braccia, facendo attenzione alla flebo, poi il collo e le spalle "il resto del corpo per stasera salta ok?" "le cicatrici, non possono saltare!" "devi?" sorrise Maura, sapeva che era più per il senso del pudore di Jane che del suo che si stava parlando "ok" si mise lateralmente al letto, aprì la camicia da notte di Maura e lasciò che la bionda si cospargesse le cicatrici, lo faceva ormai a memoria.

Jane si lavò le mani e poi si avvicinò a Maura "devo proprio andare" "lo immaginavo" "ci vediamo domani ok?" le sussurrò "non fare un party a casa in mia assenza" scherzò la bionda "non prometto niente bellissima" e le diede un bacio sulla testa "a domani" "notte Jane" "notte" poi arrivando alla porta salutò le altre donne ed uscì.

"sei fortunata ad avere una persona che ti ama così" Maura guardò la donna in sovrappeso dall'altra parte della stanza "lo sono senza dubbio" "siete fidanzate?" chiese la donna piena di bende e con un gesso alla gamba "siamo sposate" "da molto?" "no, poco prima di ammalarmi, per così dire" "Cancro?" chiese la donna con il gesso "si" e si tocco la pancia "capisco, mia sorella al seno, ha fatto la ricostruzione" "io non posso sostituire quello che hanno tolto" "già, beh vi auguro una lunga vita insieme" "grazie" disse Maura

Una lunga vita insieme. Maura non sapeva se avrebbe avuto una lunga vita insieme a Jane, chi voleva una donna come lei? Era ancora una donna nonostante tutto? Ma sapeva che voleva fortemente una lunga vita però, era la cosa che più voleva, più di qualsiasi altra cosa. Le luci si spensero

Ma quei pensieri la agitarono finché non si addormentò esausta.