Siamo vicini alla fine di questa avventura. La storia arriverà a 21 capitoli più un Epilogo; è già tutta scritta, manca la revisione! Ditemi se preferite che la chiuda prima dell'inizio della settima stagione
Buona Lettura e grazie per i tanti commenti xxx
Maura era agitata, aveva obbligato Jane e Angela a grandi pulizie in conseguenza all'arrivo dei suoi genitori, aveva aiutato, ovviamente, per quanto poteva.
Si sentiva emozionata e felice di rivederli, ma la loro presenza la metteva sempre in agitazione, come se la dovessero giudicare, o forse era lei che voleva sempre fare la migliore impressione, come a dir loro che non avevano sbagliato ad adottarla. Era qualcosa che non aveva mai voluto veramente capire.
Fissava l'orologio continuamente, sarebbero arrivati da un momento all'altro.
Angela stava riordinando la cucina, dopo aver mangiato insieme. Jane si sedette accanto a Maura "ehi, stai tranquilla ok?" Maura la guardò "sono tranquilla" Jane rise ed il campanello suonò, Maura sobbalzò "si sei proprio tranquilla, vado io" e le diede un bacio sulla testa, Jane si alzò ed andò ad aprire, Maura lentamente la seguì.
"signori Isles ben arrivati" "oh Jane cara, come stai?" Constance le andò incontro stringendola in un grande abbraccio che la mora ricambiò un po' sorpresa "bene grazie fatto buon volo?" "si" rispose la donna tenendola per le spalle "Maura?" sussurrò, Jane inclinò la testa, Arthur guardò oltre la spalla della donna alta "oh Maura che bello rivederti" disse compostamente l'uomo con occhi sorpresi, percorse i passi che lo separavano dalla figlia ed in fine la abbracciò "come stai?" chiese Maura ricambiando impacciata l'abbraccio "oh darling vieni qui" Constance, che sembrava sempre più una madre italiana, quasi spinse via il marito ed abbracciò la figlia "ciao mamma" l'abbraccio fu lungo, occhi rossi e lucidi.
Per sbloccare il momento Arthur provò un po' di conversazione "abbiamo fatto un buon volo, grazie Jane, è un piacere rivederti" si strinsero la mano "anche per me" Angela arrivò in supporto e si presentò al padre di Maura, Constance allora liberò la figlia e salutò Angela con un abbraccio, si guardarono dicendosi mille cose, come due mamme che la sanno lunga e che capiscono certe paure, certi dolori.
"sediamoci, volete qualcosa da bere?" chiese Jane "oh non per me grazie, sull'aereo abbiamo mangiato e bevuto" "oh tu di sicuro" scherzò la signora Isles, tutti ridacchiarono all'espressione buffa dei due raffinati coniugi "vuoi del Tè mamma?" "oh sarebbe fantastico" "ve lo faccio subito" intervenne prontamente Angela.
Si sedettero sul divano e da bravi conversatori parlarono di tutto tranne che di quello che veramente volevano, Maura chiese dei loro viaggi, delle mostre della madre e del lavoro del padre, passò quasi un'ora, poi Maura si allontanò per andare in bagno ed allora, i signori Isles fissarono Jane
"è così magra Jane!" disse Constance "si, è molto magra, ma sta recuperando, ha preso un chilo nell'ultima settimana" "un chilo?" disse Arthur stranito "non ha perso molti chili a dire il vero, ma è sempre stata magra e ora per recuperare le ci vorrà un pò" "che dicono i medici?" "l'oncologo ci ha detto che sta andando tutto bene, come le ha raccontato già Maura al telefono, dobbiamo vedere la ginecologa in settimana, ma più per proforma" "quindi è fuori pericolo?" "le analisi sono ottime, le ripeterà tra tre mesi, ma tutto sta procedendo bene, sta seguendo le cure e ha ricominciato a fare tutto da sola, fa anche attività fisica" "tutto da sola?" quasi bisbigliò la donna più anziana "le terapie erano aggressive e debilitanti, specialmente nell'ultimo mese camminava a fatica, ma adesso sta decisamente meglio"
Arthur sembrava provato "signori Isles non fatevi vedere così, vi prego, le serve serenità" Angela mise una mano sulla spalla di Jane da dietro il divano "Amo Maura come una figlia, Constance lo sai bene, ha avuto ottime cure e per quanto l'aspetto sembri ancora ingiusto nei suoi confronti sta andando bene, mia figlia si è presa cura della vostra con tanta dedizione"
Constance scosse la testa e mise una mano sulla gamba di Jane "non ho mai dubitato di questo grazie" si sorrisero e Maura tornò nella stanza
"che succede?" "Maura, siamo veramente stanchi, pensavamo di andare in hotel a riposarci e rinfrescarci un po'?" "certo, ma starete con noi per cena?" "sarebbe fantastico, Angela sarai con noi?" i coniugi si alzarono "no stasera lavoro, ma Jane è diventata un'ottima cuoca" disse soddisfatta.
Il gruppo si salutò e chiusa la porta, le ragazze rimasero sole nella grande casa.
"è andata bene no?" chiese Jane stringendo Maura in vita e sorridendole, davanti alla porta chiusa "si credo" rispose titubante "ragazze io vi lascio, ciao" quasi gridò Angela aprendo la porta sul retro, le due donne si voltarono e salutarono la matriarca Rizzoli, avvicinandosi al divano per sedersi.
"che c'è Maura?" la bionda respirò pesantemente, poi guardò Jane "non hanno chiesto niente, di come sto, come mi sento, niente!" Jane sorrise "credo che lo abbiano fatto per non turbarti, lo hanno chiesto a me però?" "a te?" "si quando sei andata in bagno, come si è chiusa la porta è partito il terzo grado" disse divertita "oh mi dispiace" "no, è stato dolce se ci pensi, non volevano farti agitare o farti vedere quanto sono in realtà preoccupati" "io... quando sono arrivati mi hanno guardato in un modo... non so" "sei molto dimagrita tesoro, erano un po'... straniti!" "scioccati?" "sei bellissima" e le diede un bacio sulla guancia "sei una bugiarda!" "no! Sei bellissima" le sussurrò, poi fece un'espressione attenta "che facciamo per cena?" Maura scoppiò a ridere "che ho detto?" chiese Jane con una faccia stupita "sembri tua madre" "io non mi capacito del perché mi devi offendere" disse imitando un po' il modo di parlare raffinato di Constance, risero ancora insieme.
Maura, nonostante tutto lo stress insistette per andare con Jane a fare la spesa. Quando entrarono al piccolo supermercato biologico, amato da Maura, il titolare ed un paio di commessi le si avvicinarono "Signora Isles, quanto tempo come sta?" esordì il titolare attempato "oh Kevin bene grazie, meglio!" si corresse infine "Jane!" disse sorpreso un commesso che si era avvicinato a salutare Maura "questa è tua moglie?" Maura sorrise a Jane "si, fissata con il biologico" "ad averlo saputo, temevamo che ci avesse sostituito con un altro negozio" "Mai Kevin, nessuno è come voi" disse toccandogli la spalla "un momento, che vuol dire ad averlo saputo?!" "alla signora Isles facciamo consegne a domicilio, mettiamo da parte le cose migliori e le novità prelibate" disse Kevin felice "temevo di aver fatto una consegna sbagliata" intervenne un ragazzo sorridendo alle donne "oh no Rob, sei sempre impeccabile, ma come immagino si veda, non sono stata molto bene" Kevin sorrise dolcemente "spero che stia meglio adesso" "sembrerebbe! Ci stiamo lavorando su però!" "bene, in qualsiasi momento, se ha bisogno siamo qui" L'uomo sulla cinquantina accarezzo il braccio di Maura e sorrise a Jane "adesso avrei bisogno" disse scherzosamente "ragazzi, il meglio per le signore Isles, su!" batté le mani, i ragazzi annuirono "e se cerca qualcosa di particolare, mi faccia sapere, gliela procuro anche in giornata" e l'uomo si allontanò.
Maura sentì una strana sensazione, signore Isles, si sorprese a pensare che si sentiva più signora Rizzoli "non mi hanno mai trattata così" disse Jane sorridendo dolcemente e facendola uscire dai suoi pensieri "sono sicura che ti abbiano trattata sempre bene" "sii ma non con tanto amore però" "in cosa posso aiutarvi signore?" chiese il ragazzo che conosceva Jane per nome "uhuu ci sono i suoi genitori a cena, girano il mondo e mangiano sempre bene, ho un idea di menù, ma facci fare bella figura, come sempre" e fece l'occhiolino "certo Jane!"
vennero trattate come principesse in un atelier, a Jane venne portato un ottimo caffè a Maura una tisana rigenerante, fecero la spesa, seguite dai due boys sempre attenti e premurosi, alcuni alimenti vennero presi dal magazzino, perché cibo fresco appena arrivato. Le borse della spesa vennero riempite e portate in macchina dai ragazzi, Maura lasciò loro una mancia.
"ecco lasci sempre la mancia?" "no -rise- ma quando ho cominciato a venire, Kevin, aveva una piccola bottega" "ahaaa praticamente gli hai comprato mezzo negozio facendo spesa da lui!" "ha sempre ottimi prodotti e l'ho consigliato ad alcuni amici" disse inclinando la testa un po' a rimprovero "amici?" "si persone che conosco e che so interessate alla qualità biologica "mhmmm ricchi e snob?" "io non sono... snob?" Jane rise e si immise nel traffico di Boston "no, tu sei unica, decisamente unica"
tornarono a casa e Maura era molto stanca, Jane la convinse a sdraiarsi sul divano, in un minuto già dormiva, Jane la coprì con premura e si mise a cucinare.
I profumi in casa saturavano dolcemente l'aria, Maura dormiva pacifica e Jane cucinava felice di quella familiarità che sentiva dentro. Aveva scoperto l'amore per la cucina, non che non apprezzasse una buona pizza a domicilio o un cinese da asporto, anzi, e anche se ultimamente non poteva fare altro, sapeva che preparare un buon piatto per se e Maura era sicuramente una bella cosa da fare.
La cena era quasi pronta, mancava l'apparecchiatura, Maura riposava e Jane aveva paura di svegliarla, sentì la macchina nel vialetto, andò ad aprire
"ehi, salve, Maura riposa sul divano" disse a bassa voce "oh a quest'ora?" chiese Constance "si, è voluta venire a fare la spesa con me e tra stamani il vostro arrivo e le pulizie si è affaticata" chiuse la porta dietro gli Isles " ma oggi è stata molto energica" "Jane!" disse Arthur con fermezza "Maura sta bene?" i due fermi nell'ingresso con aria preoccupata fissavano Jane imploranti "si, si tranquilli, è stata dura, Maura ha passato un brutto periodo, ma ne sta uscendo, dobbiamo fare ancora analisi e terapia, ma... sta andando bene" "possiamo fare qualcosa? L'assicurazione compre tutto?" chiese Constance con tono preoccupato ma pratico "credo di si, abbiamo sentito l'assicurazione giorni fa, ovviamente non l'infermiere" il viso dei due era interrogativo, prima che potessero chiedere Jane spiegò "certe volte a causa del vom... dei sintomi da radio o chemio si disidratava, abbiamo chiamato un infermiere alcune volte per una flebo di liquidi, ed alcuni farmaci non sono rimborsabili, anche se non ne ho capito il motivo, ma le operazioni le degenze e tutte le visite e le analisi dovrebbero essere coperte" "bene, Maura è molto risoluta, vuole fare da sola e lo rispettiamo, ma se ti rendi conto che ci sono problemi... avvertici" Jane sorrise "non credo che ci saranno problemi ma... capite che comunque non posso prometterlo, ma è tutto apposto, su andiamo Constance, mi aiuti ad apparecchiare?" "con piacere"
più silenziosamente possibile cominciarono tutti insieme a preparare la tavola, Maura però, ovviamente, si svegliò al rumore del tintinnio delle stoviglie, mugugno e sbadigliò, quando alzando un po' la testa vide i suoi genitori scattò seduta sul divano "siete arrivati? Jane perché non mi hai chiamato? Non ho sentito suonare o bussare, sono desolata" "oh smettila tesoro -disse Constance- Jane ci ha aperto prima che ci annunciassimo, riposavi e ha fatto bene, ci vuole tempo a recuperare" "ma state apparecchiando?" "è quasi divertente sai?" disse Arthur sventolando una forchetta "se hai fame Maur, è tutto pronto a dire il vero" Maura si alzò, si sistemò i vestiti e accarezzò i capelli per dar loro una forma più ordinata "sei bellissima" le disse il padre appoggiandole una mano sulla schiena e accompagnando i suoi passi verso la tavola "volevo aiutarti a preparare" disse sconsolata guardando verso Jane "ci saranno altre occasioni" le sorrise in risposta.
"ecco- disse Jane servendo a tavola- un piatto tipico della nostra regione, Zuppa di vongole o Zuppa del New England che dir si voglia! Spero vi piaccia" "oh io adoro le zuppe" disse Constance con soddisfazione "Maura me lo ha detto, così ho pensato che poteva essere il piatto giusto" il Dottor Isles ne prese una cucchiaiata "mhmm è deliziosa, complimenti Jane, non ne mangiavo una così da secoli" "grazie, merito dei prodotti direi" "oh non fare la modesta abbiamo comprato buoni prodotti ma la cuoca sei tu, è squisita davvero" tutti sembravano gustarla, Jane era orgogliosa di se e un po' sconcertata di quanto stesse assomigliando sempre più a sua madre.
Mangiarono anche il secondo piatto a base di pesce: salmone al forno ed una insalata di radicchio carote finocchio e rucola, che stemperava la dolcezza delle portate, l'abbinamento l'aveva fatto Maura, chiaramente.
Arrivarono al dolce, Maura aveva mangiato un po' di tutto, con gioia degli altri commensali, quando Constance guardò il marito con un'occhiata di intesa, lui annuì, chiaramente avevano qualcosa da chiedere
"darling, io a tuo padre vorremmo farti una domanda, ad entrambe in verità" "certo mamma" "abbiamo notato gli anelli, le fedi, e ci chiedevamo il loro... significato"
Jane da sotto il tavolo mise una mano, a conforto, sulla gamba di Maura e le sorrise lasciando che fosse lei a spiegare "per iniziare credo di dovermi scusare per non averlo detto io, ma visti gli avvenimenti, non ho mai trovato il modo" "dirci esattamente cosa?" incalzò Constance lievemente innervosita "ci siamo sposate circa tre mesi fa, prima dell'inizio delle cure per il cancro"
Constance si appoggiò allo schienale della sedia, Arthur rimase impassibile, i loro volti non facevano trapelare sentimenti se non quelli dell'incredulità, Jane stava per intervenire, ma Constance la bloccò alzando una mano "vi siete sposate... ti sei sposata e non ci hai chiamato, non ci hai avvisato non..." Arthur mise una mano sulla spalla della moglie bloccando il crescendo nella sua voce "è stato per bisogno Signori Isles, se non ci fossimo sposate, non mi avrebbero dato il permesso al lavoro per assisterla, ed in ospedale non mi avrebbero consentito di stare con lei o di decidere in caso di necessità" "quindi? Cosa significa?" "abbiamo un accordo -si guardarono per un attimo- appena mi sarò rimessa divorzieremo"
quelle parole dette ad alta voce, in quel momento, dopo quei mesi insieme, tutti quei giorni di salita, dopo aver capito cosa voleva e provava, colpirono Jane come un macete, deglutì e prese fiato.
"voi divorzierete?" "si" disse ancora Maura, percependo il disagio di Jane ma non capendolo ancora fino in fondo. "è un problema per voi?" chiese Jane cercando si superare la sua difficoltà e spostando l'attenzione altrove "non lo so, io non lo so" disse Constance "un matrimonio non è una cosa da fare così!" "mia madre a detto la stessa cosa" "Angela sapeva?" "no mamma, cioè si, Jane non ha potuto non dirlo, sapevano delle dinamiche per il lavoro e..." "è venuta al matrimonio?" "oh si, ma solo perché ha sbirciato nelle nostre carte, volevamo che fosse una cosa di poco conto, tra noi..." "avete delle foto?" le due giovani donne rimasero allibite per un attimo "si credo che Angela abbia qualcosa" "vorrei vederle" "certo le vado a prendere nella guest house!" "grazie" quasi sussurrò la donna più anziana.
Jane si alzò ed uscì, Arthur si fece avanti "non fraintendermi tesoro, ma ti fidi ciecamente di Jane?" "certo perché?" "al divorzio potrebbe pretendere..." "Jane non lo farebbe mai, se divorzieremo rispetterà gli accordi, non c'è dubbio a riguardo!" i coniugi si guardarono "sono certa Arthur che Se nostra figlia divorzierà, Jane sarà corretta come ha sempre dimostrato nella sua vita" e sorrise al marito che annuì, alzò le mani in segno di resa "chiedo scura, Jane è una donna decisamente speciale, non volevo mancare di rispetto a nessuno, solo preoccupazioni di padre" "quello che ha fatto Jane per me da quando la conosco... in questi mesi... lei è oltre lo speciale, io..." "la ami tesoro?" chiese Constance dolcemente, Maura sussultò, non sapeva cosa rispondere e la porta laterale si aprì, Jane rientrò nella stanza con un album di foto.
Jane sistemò la tavola mentre Constance guardava le foto con Maura sedute sul divano, Arthur si avvicinò alla mora
"è stata una bella cerimonia?" Jane alzò la testa dal suo riordinare e guardò l'uomo serio di fronte a lei "doveva solo essere un proforma, ma mia madre si è presentata con la famiglia -fece spallucce- ed una macchina fotografica" "anche i vestiti?" "oh no un'idea di Maura, voleva almeno essere in tema ed elegante, sa come è fatta!" sorrise guardandola "e le fedi?" "beh quelle -giocherellò con l'anello- servono un po' per scena direi, Maura le ha scelte, ma è stato l'orafo che le ha fatte incidere, ha insistito" l'uomo annuì con un sorriso un po' ironico "capisco... tu ami mia figlia è ovvio" "dottor Isles..." "Arthur chiamami Arthur! E non ti devi giustificare, trattala solo bene, niente di meno!" "se me lo permetterà..." abbassò la testa "abbiamo un accordo che sono pronta a rispettare..." "tu mi piaci detective, mia moglie mi aveva detto che eri... importante -gesticolò- e chiaramene mia figlia tiene a te... in bocca al lupo" e l'uomo tornò sul divano a guardare le foto, lasciando Jane stranita, confusa e un po' agitata.
Guardò al divano, Constance era visibilmente emozionata, Maura raccontava ogni foto, con aneddoti e dolcezza. Jane la guardò ed il cuore cominciò a battere forte, quegli occhi verdi brillavano mentre parlava del loro matrimonio, del rinfresco al Dirty Robber o della loro cena al suo ristorante preferito, sembrava proprio felice ed orgogliosa.
La sera passò velocemente; non si appesantì neanche con il racconto delle bruciature da radio terapia o la crema puzzolente che Jane fece annusare a tutti, che diventò un momento esilarante. Poi poco dopo le dieci, vedendo Maura stanca, Constance e Arthur decisero di andare via, con la promessa di rivedersi ovviamente già l'indomani mattina
"promesso tesoro" disse la madre a Maura mentre la teneva strette le sue mani "saremo qui per colazione, la faremo insieme, anche se sono certa che tuo padre berrà un caffè prima di arrivare" Maura rise "si credo che anche Jane ne berrà uno in vostra attesa" "bene allora a domani" Constance la abbracciò e le diede un bacio, il padre fece altrettanto e strinse la mano a Jane.
"andiamo a letto adesso, sarai stanca" "si, ma sto bene!" Jane le sorrise "è stata una bella serata" la mano si appoggiò comodamente dietro la schiena di Maura e con dolcezza fecero la loro strada verso la camera "si, bella!"
