ok il precedente e questo sono un pò di passaggio! un pò serviva anche per chiarire alcune cose... ma le cose si stanno muovendo!
Buona Lettura
Un tintinnio le svegliò da un sonno pacifico, la luce dalla finestra filtrava senza disturbare, permettendo di vedere nella penombra la stanza. Maura era stretta a Jane, respirava sul suo collo e nel risveglio, in quel momento tra l'incoscienza del sonno e la veglia, Maura si crogiolò nell'abbraccio, piccoli baci umidi sfuggirono dalle sue labbra, vogliosi di sentire quella pelle calda, le braccia forti si strinsero intorno a lei ed un lieve mugolio di piacere uscì dalle labbra di Jane, che restituì i baci, respirando sui capelli profumati di Maura.
Il tintinnio dal piano di sotto si fece rumoroso, gli occhi si aprirono, la mente si accese, ed i baci cessarono.
Erano sveglie.
"mi piace svegliarmi così" disse Jane con la sua rochezza mattutina "il rumore di tua madre in cucina?" ridacchiarono "no i tuoi baci" la guardò "Jane!" disse sussurrando "mi piace come dici il mio nome" le loro labbra si toccarono appena, in un bacio delicato "dobbiamo alzarci" disse Maura uscendo di fretta dall'abbraccio.
Sentì freddo.
Jane si stiracchio in un grande sbadiglio "dobbiamo?" disse infine un po' triste "la colazione con i miei genitori" "giusto" disse in un'altro sbadiglio, Maura rise "ma come fai ad avere sonno, prima dormivi cinque ore a notte ed era sempre..." "uno schifo!" risero ancora.
Scendendo le scale sentirono voci allegre, a Jane ricordò le mattine di vacanza, quando era ragazza, quando faceva le ore piccole la sera e si svegliava la mattina tardi, la famiglia già in cucina a scherzare e a mangiare, una sensazione di gradevole appartenenza la scaldò, poi sentì la mano di Maura stringersi nella sua.
Jane amava quei momenti in cui Maura si lasciava andare alla loro piccola intimità, e odiava vederla fuggire come quella mattina a letto. Lo faceva spesso, si avvicinava e poi fuggiva per avvicinarsi ancora, decisamente dovevano parlare.
Arrivati in cucina videro Angela che armeggiava con alimenti vari, mentre Constance e Arthur sorseggiavano da una tazza le loro bevande calde, chiacchierando amabilmente tra loro.
"buon giorno" disse Jane "buongiorno" risposero quasi in coro i tre "siete già qua? Mi dispiace non..." "oh tesoro nessun problema davvero, e poi dovevamo lasciare la stanza presto, le regole degli alberghi sono sempre più rigide e tuo padre ed io eravamo impazienti di assaggiare la colazione di Angela" "che è quasi pronta per tutti, forza ragazze sedetevi"
Maura si sedette accanto a sua madre e si baciarono dolcemente, Jane prese due tazze e
le riempì di caffè per se e per Maura, poi si sedette nell'ultimo sgabello libero.
Angela aveva già preparato diverse cose, e mentre tutti mangiavano, lei cominciò a cucinare per il pranzo domenicale
"Angela non so come fai. Ci hai fatto la colazione ed ora cucini già per il pranzo!" "oh a me piace, certo a volte è veramente stancante, ma questa è una splendida occasione e bisogna festeggiare" "beh permettimi di aiutarti, quel poco che posso, magari" "ma certo!"
Si creò uno strano e divertente ambiente familiare, le due matriarche cucinavano e ciarlavano come comari, scambiandosi strani consigli culinari. Arthur senza battere ciglio prese i quotidiani che aveva comprato quella mattina e ne passò uno a Maura che lo prese ringraziando, e sorridendo sfilò l'inserto sportivo per Jane, che si mise alla lettura con loro, e leggendo ogni tanto scambiavano commenti.
Verso le undici la cucina era un disastro, le quattro donne si muovevano come su un campo di battaglia, Maura aiutava le madri a preparare, Jane aveva il compito di apparecchiare, come sempre, anche se ormai avrebbe potuto cucinare tutto da sola. Si guardò bene dal ricordarlo.
Arthur continuò la sua lettura sul divano, con un documentario sulle culture africane in sottofondo.
In poco tempo, uno dopo l'altro arrivarono tutti, il chiasso in casa era accogliente, i profumi deliziosi, le risate calde coprivano la giornata nuovamente uggiosa.
Sulla tavola, ormai solo pochi avanzi e bottiglie vuote.
Maura in cucina guardava la grande famiglia di fronte a lei riempire la stanza. Jane le si avvicinò "bella vista?" le chiese piano "splendida" sospirò gioiosa "abbiamo spolverato tutto, niente avanzi questa sera" Maura rise un po' "i miei genitori sembrano divertirsi" "sembrano farlo tutti" "credo che questo sia uno di quei momenti che la mia mente mi mostrerà spesso" Jane la guardò per un attimo "si è un bel ricordo da conservare, ed è tutto per te, siamo qui per te, ce l'hai fatta" la mano passò nei capelli biondi e morbidi "ce l'abbiamo fatta, questa festa è per noi, insieme, non credo ce l'avrei fatta senza di te!" Jane le sorrise, si guardarono "sono certa che ce l'avresti fatta comunque, ma poter stare al tuo fianco in tutto questo..." sospirò, ma non era un sospiro di fatica, era un sospiro d'amore, Maura lo vide, arrossì e appoggiò il suo dito sulle labbra di Jane, poi chiuse un attimo gli occhi, li riaprì guardando quelli di Jane.
Sapeva che era amore, quello sguardo quel sospiro, lo sapevano entrambe, ma sapevano che Maura non era pronta, non finché tutti i tasselli non fossero stati rimessi al loro posto, solo allora avrebbero potuto affrontare l'argomento. Jane annuì, come se ci fosse stata una vera conversazione, con vere parole che dicevano "aspetta l'ultima visita"
Angela e Constance avevano assistito a gran parte di quello scambio di parole, gesti e sguardi e fittamente parlarono tra loro.
Jane e Maura le videro quando riemersero dal quel loro scambio privato e silenzioso "stanno parlando di noi!" "credi?" chiese Maura, in quel momento le due donne rivolsero lo sguardo verso di loro ma subito lo distolsero "si, decisamente parlano di noi" "vorresti sapere cosa dicono?" "nop, no no no! Assolutamente no!" Maura rise "nemmeno io"
Korsak picchiettò con una forchetta sul bicchiere, richiamando, con il tintinnio l'attenzione di tutti "mi permetto di interrompere i vostri amabili pettegolezzi per fare un brindisi" ci fu un vociare di assenso, e tutti si avvicinarono al tavolo per prendere i calici di ottimo champagne portato dagli Isles "bene -si schiarì la voce- ci ho pensato un po', mi ero scritto anche qualcosa... ma... ecco qua -annuì- il mio brindisi va a Maura, che ha lottato come una leonessa, mostrandoci ancora una volta di che pasta è fatta, siamo orgogliosi di te e felici che presto tornerai a lavorare con noi, perché Dio se ci manchi -i calici si alzarono- e aspettate, questo brindisi è anche per Jane che ci ha mostrato, non che ne avessimo dubbi, della qualità del suo amore, la grandezza del suo cuore... siamo orgogliosi anche di te e se non torni presto al lavoro Frankie e Nina impazziranno" "oh ma sei tu che ti lagni perché ti manca Jane" scherzò Frankie e tutti risero "è perché mi manca il miglior detective del distretto" "questa è una frecciata bella e buona Frankie" disse Jane divertita e commossa, fischi e risa riempirono la stanza "insomma a voi... alla vostra felicità! Cin!" concluse Korsak "Cin Cin!" riposero in coro, i bicchieri tintinnarono e tutti bevvero un sorso.
Le chiacchiere proseguirono per un'altra ora buona, racconti e scherzi e ricordi buffi. Come sempre Tommy, Lydia e TJ furono i primi ad andarsene, TJ era ormai stanco ed inquieto come tutti i bambino dopo ore fuori casa, salutarono tutti e se ne andarono.
A malincuore anche Constance e Arthur dovettero andarsene, il loro volo era in un paio d'ore e dovevano restituire l'auto a noleggio e fare il check in per l'imbarco.
"chiamami darling se hai bisogno, in qualsiasi momento" "anche se non hai bisogno, sentiamoci ok?" proseguì Arthur "certo, ma state tranquilli sto bene"
decisamente i saluti non erano il forte degli Isles che non si dissero più nulla se non "arevuar"
non troppo lentamente tutti salutarono, ovviamente l'ultima a lasciare la casa fu Angela, che insieme alle ragazze riordinò tutta la confusione che un pranzo di festeggiamento porta con se.
Alla fine del pomeriggio Maura era esausta "dai sdraiati e fatti un pisolino" "non sono stanca" borbottò dolcemente "beh io si, molto, facciamo un pisolino" tenendo il broncio Maura si sedette sul divano, Jane le prese le gambe e le stese sopra le sue ginocchia "non ti riposi anche tu?" chiese in tono buffo "si" e Maura si spostò, lasciando un po' di posto accanto a se, Jane si sdraiò, passò il braccio sotto la testa di Maura ed insieme sistemarono la coperta sopra di loro, fuori era scoppiato il temporale.
Ed arrivò anche quel mercoledì mattina, l'appuntamento con la ginecologa Jenna Robbins, compagna di studi di Maura e sua ginecologa da lunga data. Maura sembrava nervosa, e lo era. Era la sua ultima visita, dopo quella solo analisi di controllo e farmaci tutelari.
Presto sarebbero tornate al lavoro, alla vecchia vita, anche se non sembrava più la stessa.
Sedute in sala d'attesa, Jane sorrideva, sembrava tranquilla, ma vedeva l'ansia negli occhi di Maura "andrà tutto bene! Una passeggiata! E poi un paio di settimane e nuovamente al lavoro" "già" rispose ermetica "nervosa per la visita o per il rientro al lavoro?!" "non lo so! Mi sento solo nervosa" Jane sorrise "potremmo progettare qualcosa!" "tipo cosa?!" " tipo un viaggio, qualcosa che ci distenda prima di ributtarci nel caos della nostra vita" Maura sembrava incerta " signore potete entrare" disse l'infermiera aprendo loro la porta dello studio medico
"Maura, Jane entrate, come state?" disse pimpante la dottoressa "ci sembra tutto bene" le due donne si accomodarono sulle sedie difronte alla scrivania, Jane passò tutti i documenti medici "bene diamo un'occhiata qui, poi ti visito" la donna studiò un attimo le carte "sembra che tutto stia procedendo bene" "si sto recuperando credo" " ha ripreso un po' di peso ed è sempre più in forze" "Dean ha scritto che in un altro paio di settimane potete rientrare al lavoro attivo! Ti senti pronta Maura?" "credo di si, fisicamente ho sempre più energia e psicologicamente credo di averne bisogno" "immagino, ok, sul lettino" indicò la ginecologa e Maura si alzò, Jane ovviamente rimase seduta al suo posto e Jenna ne approfittò per parlare con la donna "allora va tutto bene?" "si davvero, sta recuperando velocemente, domenica abbiamo fatto una piccola festa e non ha avuto problemi" "psicologicamente?" "ha dei momenti di preoccupazione, ma generalmente è di buon umore, perché me lo chiedi?" "capirai che non è facile per una donna, perdere quello che ha perso Maura, anche se non avesse mai avuto figli per scelta, adesso scelta non ce l'ha più" "pensi che sarebbe meglio vedesse un terapista?" "forse!" "IO sono pronta" "benissimo arrivo"
Jenna si alzò e fece la visita a Maura, prima controllò come da manuale con una visita interna, poi la fece parzialmente rivestire e fece l'ecografia, a quel punto Jane si alzò per stare accanto a Maura.
"è tutto in odine, tu hai dolore, difficoltà di minzione o intestinali?" "non di minzione, ma i farmaci che prendo mi creano difficoltà intestinali" "io le preparo un sacco di verdure però" Jenna sorrise "ok pulisciti e torniamo a sederci" Maura prese il foglio di carta e si ripulì l'addome dal freddo gel, poi scese dal lettino, Jane le passò i vestiti. Tornarono alla scrivania
"ti ho trovato molto bene, dal mio punto di vista medico, se confermi di non avere mai dolori addominali, sei perfettamente guarita e tutto sta procedendo bene" "nessun dolore addominale" "perfetto! Nessun dolore nella zona del pube o alla vagina, contrazioni niente?" "no niente!" "neanche dopo il sesso?" Jane si mosse sulla sedia in imbarazzo, Maura abbassò un attimo lo sguardo, Jenna si piegò in avanti sulla scrivania "ok ho capito, ma è molto importante che mettiamo in moto le attività la sotto Maura" "si certo" rispose di circostanza "no davvero! Mi dispiace Jane non voglio mettervi in imbarazzo, ma è importante" "temo a chiedere perché" disse Jane un po' rossa in volto "l'attività sessuale è fondamentale non solo per l'umore, ma anche per un equilibrio ormonale e per mettere in moto la zona pubica, che ha subito forte stress, serve una penetrazione per assicurarsi che non ci siano problematiche" poi guardò Maura "hai un calo del desiderio? Sarebbe normale, dopo l'asportazione delle ovaie" Maura guardò Jenna con serietà, poi si rivolse a Jane " puoi lasciarci un momento?" Jane si sentì a disagio, dispiaciuta e anche qualcosa che non si sapeva spiegare "faremo presto poi potrete tornare a casa" disse Jenna per sbloccare quel momento vedendo la tensione tra le due "ti prego Jane!" "certo, ok, ti ti aspetto fuori" si alzò, prese la sua giacca "ciao Jenna –si strinsero la mano- grazie di tutto" si sorrisero "ciao Jane!"
La mora chiuse la porta dietro di se, Maura sospirò "allora Maura, qual'è il problema" "non ne sono sicura! Forse ho poco desiderio sessuale, ora che mi ci hai fatto pensare, ma è che..."
Jane rimase seduta per alcuni minuti nella sala d'aspetto, incerta su cosa pensare, certo l'argomento era delicato e personale, ma per qualche motivo essere stata messa alla porta la faceva soffrire, la feriva. Era forse un'altro segno che portava alla loro separazione?
La mente di Jane viaggiava a doppia velocità, i pensieri confusi non davano però le risposte di cui aveva bisogno
"ho capito Maura, io posso solo darti qualcosa per l'equilibrio ormonale, ti può servire per qualche mese, ma il resto dipende da te e se devo dire la mia... quella donna la fuori ti ama alla follia, e da come ti guarda ti trova molto più che bella" "non c'entra questo" "oh c'entra eccome, guardati con i suoi occhi, sei bella Maura, ma dipende solo da te e lo sai"
Jenna scrisse alcuni fogli "questo è per gli ormoni, mentre questo è un medico che ti consiglio, se non ne hai già uno di fiducia" Maura prese i figli e li lesse "uno psicoterapeuta?" "pensaci, se vedi che non trovi un equilibrio, due chiacchiere possono fare la differenza" "ok grazie"
Maura uscì dallo studio, Jane le sorrise cercando di non mostrarle i suoi sentimenti confusi "pronta?" "si andiamo"
Appena fuori dallo studio Jane prese le chiavi della macchina "accidenti, avviati alla macchina ho lasciato il cellulare nello studio" "oh sei sicura non l'ho visto" "forse mi è caduto nella sala d'attesa, lo cerco, faccio presto" Maura afferrò le chiavi e Jane scatto verso lo studio della ginecologa.
La dottoressa Robbins stava facendo entrare un'altra paziente quando Jane la chiamò dal corridoio, il medico disse qualcosa alla signora anziana accanto a lei, la fece entrare nello studio e chiuse la porta
"Jane che succede?" "solo due parole doc per favore" "certo vieni" si misero in un angolo della sala d'attesa, lontano da orecchi indiscreti "qual'è il problema" "me lo dica lei!" "Jane non posso dirti quello che Maura mi ha detto in privato" "oh no non voglio sapere quello, cioè si ma non è quello che sto chiedendo!" "non capisco allora" "cosa deve fare Maura, intendo con il sesso, sono certa che poi vi siete spiegate, ma ho bisogno di sapere, per aiutarla, mi capisci?" Jenna sorrise "medicalmente parlando ha bisogno di un orgasmo, vaginale se possibile, sicuramente ha bisogno di stimolare le zone rimaste, riattivarle, contrarle, insomma un rapporto sessuale completo. Più di uno sarebbe meglio" "o-ok" "mi spiego ancora meglio, se facesse da sola, probabilmente non penetrerebbe abbastanza o non stimolerebbe così vivacemente come sarebbe opportuno, non dico che deve essere fatto appena tornate a casa, se non volete, ma ecco, prendetelo come una prescrizione medica" scherzò, Jane era rossa "ok doc, farò del mio megl... no cioè intendo.. ve bene grazie ciao" e scappò via, Jenna rise e tornò al suo lavoro.
Jane raggiunse Maura in macchina "trovato?" "cosa?" "il cellulare?" "oh si era caduto sotto la sedia, tutto sistemato" "bene" "sai che dobbiamo parlare di quello che ha detto la ginecologa?" "no non dobbiamo!" Jane mise in moto la macchina "è importante Maura" "anche se fosse non dobbiamo parlarne" "da quando il sesso è diventato un argomento di cui non vuoi parlare?" "da quando è diventato un argomento di cui TU vuoi parlare?" "da quando il medico te lo ha prescritto come cura" "sto bene Jane e posso occuparmi delle mie prescrizioni da sola!" "certo ma questa non in senso stretto" "non possiamo gioire del fatto che sto bene e che tutto sta procedendo come dovrebbe?" "certo, anche se non ne avevo dubbi, sei in gran forma" "grazie" "però dobbiamo affrontare il problema!"
Maura rimase in silenzio guardando fuori dal finestrino
