Le cose si stanno muovendo nella vita delle ragazze, Maura è piena di paure... riusciranno insieme a superare anche questo ostacolo?
Buona Lettura xxx
Rientrarono a casa in silenzio, Jane aprì la porta, Maura si tolse il cappotto e senza voltarsi, andò a sistemare tutte le sue carte mediche nello studio, dove teneva i suoi documenti personali, poi tornò al piano di sotto dove Jane la stava aspettando in silenzio seduta sul divano.
"preparo qualcosa per il pranzo?" chiese Maura andando verso la cucina "no è presto vieni qui un attimo per favore" "Jane non voglio tornare sull'argomento!" "non siamo proprio state sull'argomento!" disse un po' stizzita "non voglio essere scortese ma non so esattamente quanto questo ti riguardi!" Jane incassò il colpo, indurì la mascella, chiuse le mani a pungo e le riaprì stendendo le dita, ripeté il movimento un paio di volte, lo faceva sempre quando sentiva un forte dolore, fisico o emotivo, Maura sentì una fitta, aveva veramente detto una cosa cattiva, ma prima che potesse scusarsi Jane si alzò in piedi "non sai come mi riguarda? Te lo spiego io come mi riguarda! Mi riguarda perché sono stata al tuo fianco in questi mesi e tutto quello che ho fatto l'ho fatto per te, per aiutarti, e lo rifarei altre decine di migliaia di volte, e questo dimostra che TU -puntò il dito- Tu Mi riguardi! mi riguardi perché tengo a te e alla tua salute e perché è una cosa importante. Te lo ha detto sia l'oncologo che la ginecologa e perché stai cercando di nascondere il problema e..." Maura alzò la mano, il nodo in gola, Jane si placò nella sua invettiva "scusa" quasi sussurrò, Jane fece un passo avanti era arrabbiata "il medico ha detto che devi farlo e lo farai hai Capito?" Maura espirò forte "e come credi di fare?" disse prendendo coraggio "allora? Come dovrei fare? Chiami un gigolò? Vado in un locale abbordo una persona e me la porto a letto mentre tu aspetti sul divano? O preferisci andarti a bere qualcosa e poi ti chiamo quando ho finito?" "se necessario SI" "è assurdo! Staresti sul divano? O magari preferisci origliare!" sentiva una rabbia salire incontrollata "Quale diavolo è il tuo problema?" "TU, tu che vuoi farmi sbattere da uno Sconosciuto!" "io non voglio farti... sai una cosa?! calmiamoci ok?" entrambe presero un respiro "ascolta i medici hanno detto che ne hai bisogno -Maura fece una smorfia- perché improvvisamente il sesso per te è un problema?" chiese in tono quasi disperato, Maura cadde sul divano, Jane la guardò un attimo e poi si sedette accanto a lei
"che ti succede Maura?!" Maura guardava le sue mani, unite sulle sue gambe "succede che sono inguardabile, nessuno potrebbe desiderarmi dopo aver visto..." e una mano si mosse gesticolando davanti al suo addome "ma che stai dicendo? Tu sei bellissima!" "oh Jane ti prego ho delle orrende cicatrici" "smettila per favore, non sono orrende e le creme che usi stanno migliorando la tua pelle molto velocemente, presto praticamente spariranno e il tuo corpo è... tu sei attraente e sexy e..." "Jane smettila" "NO, adesso ti dico quello che devo dirti, ti prego lasciami parlare... tu sei la donna più bella che io... non ho mai incontrato nessuna come te, spiritosa, buffa intelligente sexy e dannatamente sensuale, nell'ultimo anno, ma sopratutto in questi ultimi mesi io... Maura tu sei sempre stata bella, non solo il tuo corpo... tutto di te è meraviglioso, e adesso io... quello che provo e che devo dirti è che... io Ti amo Maura e per te farei qualsiasi cosa, non l'hai ancora capito? Farei l'amore con te adesso se tu lo volessi, anche solo per prescrizione medica -scherzò un pò- ma capirei se non mi volessi -si sbrigò a precisare- mhmmm sarei pronta ad aspettare sul divano o fuori casa, se tu preferissi, ma non lasciare che questa paura ti abbatta, tu sei bellissima" una lacrima scesa dal volto di Maura non sapeva cosa dire, non poteva nemmeno parlare al momento, scosse solo la testa "Ti Amo Maura, ti amo così tanto, Oddio finalmente te l'ho detto, Io Ti amo Maura Isles" "Jane" sussurrò "non devi dirmi niente adesso se non vuoi, non credo sia per te una sorpresa, ma forse sentirselo dire... anche per me -sospirò in un sorriso liberatore, poi tornò seria- ... ma se tu deciderai che non mi ami come io amo te... ok lo accetterò, ma dovevi saperlo, devi sapere che io voglio essere tua moglie!" "Jane, vuoi che rimaniamo sposate?" Jane fece un sorriso di intesa "sono pronta a rispettare il nostro accordo se è quello che vuoi, voglio solo vederti felice, io farei di tutto per renderti felice! Non c'è cosa che mi renderebbe più felice! -disse un po' esuberante, poi tornò pacata- Certo non posso prometterti che non ti farei impazzire, ma sarebbe divertente vivere una vita così non credi?" "io sono una donna incompleta! Tu vorresti una donna come me? Nessuno vorrebbe una donna come me!" "di che stai parlando?" disse confusa "che donna è quella che non ha ne utero ne ovaie? Che donna sono? Sono rotta, guasta incompleta, fallata, danneggiata..." "smettila" disse Jane con una lacrima sul suo viso "tu.. tu è questo che vedi guardandoti allo specchio?" "non posso lasciare che nessuno mi ami" " è un'assurdità, sei la creatura più incredibile che abbia mai incontrato, Io amo te per quella che sei" "non sono più quella di prima" "io ti amo così come sei, non mi interessa se hai l'utero o le ovaie, io amo te Maura, la tua forza quella che hai dimostrato di avere -Jane la guardò dritta negli occhi le strinse le mani- non c'è niente di più bello di una persona in rinascita, quando si rialza dopo una caduta, dopo una tempesta, e ritorna più forte e più Bella di prima, con qualche cicatrice in più, magari nel cuore, sotto la pelle -le sorrise dolcemente- ma con la voglia di stravolgere il mondo e tu puoi farlo anche solo con un sorriso!* Tu stravolgi il mio mondo solo con un tuo sorriso! Che adesso dopo quello che ti è successo è ancora più incredibile. Tu illumini la stanza con il tuo sorriso! . . .paure" "io non so che dirti Jane! Non so cosa pensare" "non devi dirmi niente adesso, lo so che hai ancora tante cose in testa, ma io sarò sempre qui, qualsiasi decisione tu prenda, per noi e... per la tua prescrizione medica" risero un po', la tensione si ammorbidì "non ti lascio, qualsiasi decisione Maura!"
La bionda annuì "adesso credo... ho solo bisogno di stare da sola, di avere un po' di spazio, non ti sto cacciando, non sto dicendo di andartene solo..." "un po' di spazio! Ok, sai cosa? Adesso vado a correre un po', così ti lascio tranquilla" "grazie, ma non devi..." "va bene Maura, un po' d'aria non può fare che bene" e Maura non trattenne un piccolo ma caldo bacio sulla guancia "ti aspetto per pranzo"
Jane sorrise e non aggiunse altro, scaldata da quel bacio, andò a cambiarsi ed uscì a correre.
L'aria era pungente, la sentì subito chiudendo la porta dietro di se, un cappello in pile che le proteggeva la testa, indumenti termici e occhiali da sole, almeno oggi la giornata era buona.
Preferiva correre nel suo quartiere, ma certo Bacon Hill era uno splendore, tutte quelle villette e giardini curati ed alberi sempre verdi lungo le strade, con il sole che splendeva, se non fosse per l'aria gelida, poteva sembrare un giorno di primavera.
Aveva detto a Maura tutto quello che serviva, si sentiva leggera e felice, anche se una parte, in crescendo dentro di se, temeva che Maura non ricambiasse i suoi sentimenti. Aumentò il ritmo ed entrò nel parco, fece il percorso abituale, quello che faceva sempre con Maura.
Il sole caldo, il vento freddo, l'erba bagnata profumava l'aria, poche persone da incrociare, qualche mamma con il passeggino e le coperte termiche, sorrise al pensiero che non capiva il senso di esporre un figlio a questo freddo inutile, per prendere un sole che scalda appena. Continuò la sua corsa, i polmoni bruciavano, il ritmo sostenuto, superò un lento corridore, proseguì lungo il laghetto artificiale, qualche papera starnazzava, sorrise sapendo che Maura avrebbe avuto qualche aneddoto a riguardo.
Era piena di energia e tensione da scaricare, non voleva fermarsi, lasciò il parco e attraversò Arlington street ed andò dritta lungo il fiume, vide dei turisti salire sulla gondola, scosse la testa e rise, Maura avrebbe sicuramente raccontato qualcosa su Venezia. Arrivò fino al ponticello dell'Esplanade, alcuni vogatori in acqua, rallentò la sua frenetica corsa, alberi spogli qui rattristarono lo sguardo, ma dal ponte, dove si fermò, lo spettacolo era mozzafiato, acqua cristallina increspata dai vogatori, arbusti e alberi vedi mischiati a quelli ingialliti sotto un sole debole di calore, ma luminoso. Afferrò la balaustra di metallo, respirò, stese i muscoli e sentì un senso di pace.
Ritornò sui suoi passi, voleva tornare da Maura, farsi una doccia e stare con lei, a distanza, in silenzio, ma vicino a lei, come rassicurazione, come le aveva promesso che sarebbe sempre stato, comunque.
Aveva giocato la sua mano, non temeva l'attesa di per se, aveva atteso così tanto per fare la sua mossa, che aspettare ancora un po' non era un problema, ma sapeva quanto fortemente voleva che Maura ricambiasse il suo amore, un cane le tagliò la strada, rompendo i suoi pensieri, lei fece un salto "ehi?!" gridò sia all'animale che al padrone e continuò per la sua strada. Attraversò il Footbridge e in un attimo era nuovamente nel parco.
Adesso era stanca, aveva forzato un po' troppo, i suoi muscoli dolevano, i polmoni erano aperti, il naso gelido e sicuramente rosso, tagliò per una scorciatoia, nuovamente sui bei marciapiedi del quartiere, alcune mercedes e audi, una signora ricca si fece aprire lo sportello da un giovane corteggiatore, un uomo sbuffante con un cane al guinzaglio. Gli alberi verdi. Non era male correre per questo pulito, divertente ed educato quartiere.
Arrivò davanti casa rallentando la corsa, deaffativamento e poi fece dello stretching, recuperando ossigeno nei polmoni.
Quando Jane uscendo chiuse la porta dietro di se Maura era sulle scale, incerta su cosa fare, su cosa pensare. Tanti dubbi e una sola certezza: Jane!
Accese la tv su un canale musicale pop, voleva ballare, sentire musica allegra e cucinare. Era tanto che non lo faceva per Jane, era tanto che non lo faceva in assoluto, nell'ultimo periodo Jane si era occupata di tutto, ma le cose dovevano tornare alla normalità.
Rimase su quel pensiero per un po', ma mentre affettava delle verdure si rese conto che nulla era più come prima, nulla!
Si sentì smarrita, confusa, in preda all'ansia, non era perché Jane le aveva detto ti Amo, che era senz'altro una cosa enorme da metabolizzare, ma il fatto che tanto era cambiato, loro erano cambiate, anche se Jane non avesse detto nulla, era innegabile che il loro rapporto era Evoluto.
E non erano stati quei baci caldi e morbidi e belli... Maura si tocco le labbra. Erano loro che erano cambiate. Si spaventò.
Jane aveva lasciato il lavoro per lei, anche se era momentaneo, aveva fatto la spesa nel suo alimentari preferito e cucinato salutare e mangiato salutare, e fatto altre mille cose che non sembravano da Jane, ma che erano Jane, un chiaro pensiero che la confuse.
Preparò uno sformato e lo mise in forno, mentre la sua mente elaborava immagini suoni sensazioni di quei mesi, escluse i dolori, le nausee, le sue paure e vide la Vita vissuta, quella che scorreva in loro, tra di loro. Vide quell'inevitabile evoluzione del loro amore, il suo desiderio di vestirsi bene per il matrimonio, gli anelli incisi che la rendevano felice, vide gli sguardi di Jane, le sue premure, sentì le sue braccia intorno al suo corpo, le mani in sostegno, le parole dolci e quelle divertenti che l'avevano aiutata a superare i momenti duri, e tutto quello che queste cose le avevano fatto provare, il conforto, la sicurezza, la gioia... l'amore. E mentre il profumo dello sformato invadeva la stanza e la musica latina la riempiva di euforia, si ritrovò in mezzo alla stanza a ballare. Consapevole che qualsiasi cosa provasse per Jane era un'evoluzione di qualcosa che c'era sempre stato, non era gratitudine e sicuramente non era paura della solitudine.
Tutti dicevano di lei che ora era più forte, ed una parte di lei lo sentiva, sentiva la Vita scorrere dentro di lei, era viva, ed era una sensazione magnifica.
Ma era anche fragile, temeva gli accertamenti futuri, temeva le recidive e temeva che una donna imperfetta come era lei, non potesse essere amata, una donna dal fisico deturpato, un addome pieno di cicatrici a ricordarle la sua fragile mortalità. Fermò il suo pazzo ballare.
Vide Jane fuori nel giardino a sciogliere i suoi muscoli induriti dalla corsa, le foglie si muovevano al vento freddo, il sole le illuminava il viso, Dio come era bella. Si piegò in avanti per stendere il bicipite femorale, Maura si morse il labbro, quei pantaloni termici le fasciavano i glutei in maniera squisita. Si sentì fremere, una sensazione che la agitò, corse alla porta e la aprì
"Jane vieni dentro è freddo, puoi svolgere il de-affaticamento anche qui"
Jane si voltò al suono della voce di Maura, le sorrise ed annuì. Maura sapeva che se Jane fosse rimasta fuori, lei sarebbe rimasta alla finestra a sbirciare e quello che provava... doveva ancora essere trasformato in consapevolezza, come tutto quello che confusamente sentiva dentro, ecco una certezza per lei: trovare consapevolezza per quello che provava.
Passarono così un paio di giorni, Jane uscì di casa spesso, andò anche a trovare i ragazzi al distretto, che erano sommersi di scartoffie ed un caso ingarbugliato, diede due consigli e li lasciò lavorare, andò a trovare sua madre a Dirty Robber, bevve un caffè in sua compagnia, Angela non chiese lei certamente non disse.
Maura riprese un po' della sua vita, fece Yoga, pulì casa come piaceva a lei, si fece dei bagni rilassanti e cucinò per Jane, venerdì sera ordinò una pizza. Una cosa che era sicura che non doveva cambiare, erano i loro venerdì sera con cibo spazzatura birra, vino e film sul divano. Jane avrebbe decisamente brontolato a sentire che la pizza veniva definita cibo spazzatura.
Jane stava guardando un canale sportivo quando sentì il campanello suonare "chi è a quest'ora?" chiese guardando Maura "una sorpresa per te direi" Jane allungò il collo guardando oltre il divano verso la porta principale, dove Maura, stava andando ad aprire.
Il profumo della pizza raggiunse il naso di Jane un attimo prima che la scatola le apparve davanti agli occhi come un miraggio, come la proverbiale oasi nel deserto. Maura amò il viso illuminato da un bellissimo sorriso che Jane le fece, o meglio fece alla scatola della pizza.
"Non ci credo è la pizza vero?" "si la tua preferita, è calda calda" la voce era sensuale, Jane arrossì "è eccitante!" le parole uscirono dalla sua bocca senza un freno alcuno, anche Maura arrossì "la pizza voglio dire, la scatola, la...la mangiamo?" Maura rise "si prendo dei piatti" Jane afferrò la scatola, la mise sul tavolino davanti al divano "non per me, un'altra birra magari" "certo!"
quando Maura arrivò con il suo vino e la birra per Jane, la mora era già a metà fetta, probabilmente due grandi morsi l'avevano dimezzata.
"mangia piano Jane, una buona digestione comincia da una corretta masticazione del cibo" "mastico correttamente" disse con la bocca piena "dal quello che vedo stai ingoiando pezzi di pizza, non li stai masticando! E mangiare più la fretta non ti fa godere il cibo" Jane sbuffò, poi si voltò verso Maura "guardiamo un film?" "mi piacerebbe" e bevve un sorso di vino, Jane osservò come il liquido rosso colorò le labbra morbide e carnose di Maura, si leccò le labbra come se potesse assaporare quel gusto.
Jane si obbligò a distogliere lo sguardo, prese il telecomando e cominciò a scorrere la lista dei film da poter vedere "uhu bello questo con Matt Demond" "noo fantascienza no! Lo sai ci saranno infinite imprecisioni" "infatti è fantascienza non scienza!" "mhmmm" "ok ok allora scegli tu" Jane fece l'errore di passare a Maura il telecomando, cominciò a leggere una lista di film stranieri, sopratutto francesi
"no no no Maura qualcosa che non debba vedere con i sottotitoli!" "questo allora? Me ne hanno parlato bene" "ah si e chi?" "delle ragazze del laboratorio" "Dio aiutami" "La risposta è nelle stelle, potrebbe interessarti!" "e perché?" "dal titolo sembra fantascienza!" "secondo me è un film d'amore" "non ti va mai bene niente!" "ma anche tu hai bocciato tutte le mie scelte" "e allora scegliamo questo che ci è stato consigliato!" "Ti è stato consigliato!" "a dire il vero mi hanno detto che era un film adatto a noi" Jane si fece dubbiosa "va bene ma mi avvalgo della facoltà di lamentarmi"
Maura sorrise, premette sul titolo ed il film cominciò "tanto ti lamenteresti comunque" Jane bevve un sorso della sua birra "non se lo avessi scelto io" disse con le labbra che ne sforavano il vetro, Maura scosse la testa divertita, cercando di ignorare quelle labbra.
Finirono di mangiare la pizza mentre Jane si lamentava perché chiaramente era un film d'amore, un ragazzo texano che gareggia ai rodei cavalcando tori, e una studentessa d'arte che sogna di lavorare a New York. Nonostante le iniziali proteste Jane si appassionò al film e Maura capì perché le ragazze ridacchiavano quando glielo avevano suggerito. Il ragazzo Texano era galante ma testardo, aveva rischiato di morire cavalcando un toro ma era la sua vita, ed un modo per aiutare la madre che era rimasta sola. I due si amavano, ma ne avevano paura. Jane elogiava la tenacia del ragazzo, prendeva le sue parti e Maura ovviamente la contestava, battibeccarono scherzosamente per metà film, poi con naturalezza si rannicchiarono l'una nell'altra, godendosi il film sotto la coperta morbida.
Nessuna lo avrebbe ammesso, ma era bello guardare un film del genere insieme, sopratutto strette l'una all'altra. Jane odorava i capelli di Maura, che accarezzava le cicatrici sulle mani che la cingevano, piccole abitudini che entrambe ripetevano come un rito sacro, qualcosa da custodire con cura, quella familiarità che non volevano perdere.
Il film finì e nessuna si mosse, Maura accarezzava la pelle di Jane, mani, polsi fin dove riusciva ad arrivare, Jane rimase immobile a godersi quelle cure, respirando il profumo intenso di Maura, tenendola stretta.
La televisione si annerì "è ora di andare a nanna!" "qui sto bene" Jane baciò i capelli morbidi e poi scese con altri baci sulla tempia, piccoli dolci, sulla guancia "non devi stancarti troppo, meglio se andiamo a letto" "ok"
Maura smise di accarezzare la pelle morbida, Jane sciolse Maura dall'abbraccio e lentamente andarono al piano di sopra.
Jane parla con una frase di Anna Magnani
