Just... buona lettura xxx


Maura prese tutto il suo tempo per la routine serale, struccarsi, creme per il viso, creme per il corpo, filo interdentale, lozioni varie.

Jane si cambiò in pochi minuti ed aspettò seduta sul letto per un po', rifletteva, dentro di se aveva deciso, o Maura la rifiutava o quella sera avrebbero fatto... neanche riusciva a dirlo a se stessa.

Se lo aveva detto il dottore, e lo facevano per quello, non era certo amore, e forse nemmeno sesso, ma avrebbe fatto quello che era giusto, e decisamente del suo meglio, anche se le sudavano le mani, si sentiva nervosa ed era consapevole che, non essendo mai stata con una donna a quel livello, non aveva esperienza. Si, aveva avuto dei momenti a certe feste, nella sua fine adolescenza, ma niente di troppo spinto, forse audace, divertente, ma niente di così intimo. Si rese conto che le sue gambe saltellavano nervose, respirò, e decise che almeno avrebbe definito la cosa con Maura subito, non poteva più aspettare.

Si alzò dal letto, respirò un paio di volte per calmarsi, per non farsi vedere nervosa, doveva essere quella rassicurante, quella sicura di se, aprì e chiuse i pugni alcune volte, rilassò i muscoli, sorrise di se stessa e bussò alla porta del bagno.

"entra pure Jane" ma rimase immobile davanti alla porta, bussò nuovamente "che succede?" chiese Maura aprendo la porta a trovandosi Jane lì, con un bel sorriso ammaliatore, la mano sullo stipite ed occhi luminosi, forse era un po' tesa, ma si notava appena "Jane tutto bene?" "sembra strano, ora che mi rendo conto che siamo sulla porta del bagno, ma ho bisogno della tua risposta" "risposta?" "si, hai deciso Maura? Non puoi aspettare ancora molto e lo sai. Me od un estraneo?"

Il viso di Maura si fece teso "adesso, lo vuoi sapere adesso?" "non voglio che tu ti arrabbi, ma si, vorrei una risposta, se vorrai che sia io, ti posso assicurare che farò del mio meglio per farti stare bene e a tuo agio" "Dio questa conversazione è ridicola" disse Maura spingendo Jane di lato ed entrando nella camera

"mi rendo conto che tutto questo è un po' strano!" disse Jane seguendola "strano? Direi più imbarazzante, mi stai chiedendo se voglio farlo con te o con chissà chi!" la guardò dal lato opposto del letto "quello che ti fa sentire meno a disagio, credo sia la scelta giusta!" "facile a dirsi"

Si tolse la vestaglia e si mise a letto, accese la piccola lampada sul suo comodino e sistemò le coperte nervosamente. Jane fece lo stesso, si infilò nel letto, spense la luce della stanza ed accese la lampada sul suo comodino, si sistemò sotto le coperte e si mise sul fianco rivolta verso Maura, appoggiando il gomito sul materasso e la testa sulla mano, per guardarla da una posizione più elevata, sorrise.

"tu cosa vorresti?!" chiese Maura quasi timidamente "sai cosa vorrei" la bionda la guardò fugacemente ed arrossì "anche con queste cicatrici?" "tu pensi che il mio corpo sia orribile?" "No, perché dici questo?" "perché ho tante cicatrici, l'uscita del proiettile sulla mia schiena è orrenda! Credi non lo sappia?" "non è orrenda" Jane alzò le sopracciglia, Maura si alzò leggermente dalla sua posizione "non è orrenda e ormai si vede appena, ed è eroica" "anche le tue si vedono appena e sono eroiche! -adesso Maura alzò le sopracciglia- Hai superato l'inferno Maura, sono eroiche" "dopo quello che mi hai detto, sembra ancora più sbagliato!" Jane rimase un attimo in silenzio prima di capire a cosa si riferisse la donna "oh.. no! Come ti ho detto, sarà quello che vorrai, e le cose non devono essere collegate, anche se sono sincera -si avvicinò a Maura- mi sento un po' egoista, come se approfittassi io della situazione" sorrise ed abbassò lo sguardo "ho pensato che uno sconosciuto verrebbe usato come userebbe me, ma non so con te..." "io mi preoccuperei di farti stare bene" "ma ti userei, ed i tuoi sentimenti..." "penserei a farti stare bene"

Jane si stese accanto a Maura e cominciò a parlarle con un tono roco e sensuale, vicino all'orecchio " sarò al tuo servizio, tu devi solo lasciarti andare, non sono molto esperta -disse un po' scherzosamente- e se vorrai darmi delle dritte, sai tipo: di più, più forte, più veloce, più dentro, io eseguirò tutto, solo per darti piacere" Maura si mosse sul letto, la voce di Jane, lenta e quello che diceva era destabilizzante "Jane" sussurrò "rimarrò in silenzio, non dirò nulla, tu puoi pensare a chi vuoi, puoi dire il nome di chi vuoi, ma ti prego non dei miei fratelli -ridacchiarono- ecco" si legò i capelli in una crocchia stretta, spense la luce del suo comodino, si allungò e spense quella di Maura, poi tornò a sdraiarsi, sussurrando ancora "così i capelli non ti daranno fastidio e nell'oscurità potrai immaginare chi vuoi sul tuo corpo, tra le tue gambe, a farti godere" la voce di Jane era sempre più un sussurro sensuale, la sua mano sinistra cominciò a sbottonare lentamente la giacca del pigiama di Maura, che sospirò.

Cominciò a baciarle il collo, baci umidi, caldi. Assaporava la sua pelle, ne respirava il profumo, Jane si sentiva come volare, Maura sentiva il suo corpo bruciare. La giacca si aprì rivelando il seno nudo, sodo e candido, Jane sospirò alla vista, Maura nella penombra, vide quello sguardo di adorazione, meraviglia e amore, in quegli occhi così profondi. Chiuse i suoi incredula, con il cuore che batteva forte. Jane alzò lo sguardo e vide Maura con gli occhi chiusi, pensò che almeno si stava lasciando andare, si impose di non chiedersi a chi pensasse, era lì per Maura e avrebbe accettato qualsiasi cosa, avrebbe solo pensato a lei.

Scese con i suoi baci, sentì il respiro di Maura farsi afoso quando le toccò il seno, Dio come era bello sentirlo tra le sue mani, carnoso, soffice. Succhiò un capezzolo e Maura gemette, portando Jane ad un bacio sempre più intenso, le mani toccavano la pelle liscia, il rigonfiamento sodo, succhiò l'altro seno, altri gemiti bassi nel respiro affannoso.

Jane cercò di rimanere razionale e proseguì con i suoi baci, scese sull'addome, baciò le cicatrici, senza rendersene conto sussurrò "Dio sei bellissima" sperava che Maura non l'avesse sentita, sperava di non aver rotto l'incantesimo. Ma Maura aveva sentito e perse il respiro, il cuore pompò con forza, come un'esplosione dentro, si tenne alle lenzuola, la guardò fugacemente baciarla con amore, non c'era niente di più bello, pensò.

Maura afferrò la maglia di Jane cercando di tirarla via, Jane se la sfilò senza esitare, come se avesse capito l'esigenza di calore, di pelle su pelle, forse perché la sentiva forte anche lei, poi lanciò i pantaloni in fondo al letto, rimanendo con solo una culottes nera.

Le mani di Jane afferrarono i pantaloni del pigiama di seta, li fece scivolare via, baciando il percorso sulla pelle che si scopriva ai suoi occhi, poi afferrò le mutandine bianche e lentamente scoprì il pube, con i pochi peli a decorarlo sensualmente, appoggiò le mani sulle cosce calde di Maura, baci umidi ed eccitanti, poi un po' di pressione e le gambe si aprirono. Con i baci risalì verso il centro caldo ed umido di eccitazione.

Era uno spettacolo divino, Jane ci si abbandonò, affondando nella carne vischiosa, odorò per un attimo, Maura inarcò leggermente la schiena al contatto, si morse il labbro. Poi la lingua di Jane la assaporò. Un "ohoo mhmmm" uscì incontrollato da Maura, mentre Jane mugolava al gusto della donna che amava.

Jane ci aveva pensato a quel momento, non lo aveva mai fatto, ma sapeva cosa piaceva venisse fatto a lei, e decise di partire da lì.

Aprì le grandi labbra scoprendo un clitoride arrossato, lo leccò leggermente, per stimolarlo, credendo di non aver fatto ancora abbastanza per l'eccitazione di Maura, ma come la lingua lo imbecco, la schiena di Maura si inarcò, le mani strinsero forte le lenzuola ed un sospiro di piacere usci dalle labbra socchiuse.

Jane si sentì sempre più sicura, più decisa, il suo cuore batteva forte, il suo corpo reagiva ad ogni suono, ad ogni sapore, ad ogni movimento di Maura, era bellissimo.

Cominciò a succhiare, a leccare, godendo di quel sapore, di quell'umidità che la sua bocca sentiva crescere sempre di più, di quei piccoli movimenti di piacere che Maura faceva sotto di lei, fece scorrere il dito medio lungo l'umidità e poi la penetrò.

Jane mugolò in quella sensazione di calore avvolgente, quella setosità irregolare, si beò dei gemiti di Maura. Mosse il suo lungo dito fino a sbattere le nocche nella morbida pelle, fino a sentire l'inevitabile durezza delle ossa pelviche, ripeté più volte l'azione succhiando il clitoride, Maura si agitava sotto di lei.

Aggiunse un altro dito, che venne accolto e risucchiato nella passione dei movimenti e fu lì che sentì la prima volta il nome detto, ansimato, sussurrato "Jane".

Incredula proseguì il suo movimento dentro la donna che amava e di nuovo "ohoo si Jane"

Jane si sentì scaldare, come se una coperta le fosse stata avvolta intorno, aumentò il ritmo sentendosi impazzire, sentendola godere, il suo nome ripetuto ancora e ancora, come un mantra, ed era un canto di sirena che la stregava.

Maura stava sussurrando il suo nome.

Aggiunse il terzo dito. Sbattendoli contro la piccola escrescenza dentro Maura, cominciò a ruotare la lingua sul clitoride, sempre più veloce e poi la mano di Maura sulla sua testa a spingerla lì, a volerla lì, a desiderala lì sempre di più, liberandole i capelli, muovendo il bacino, il nome gridato, i corpi sudati, frenetici di amore e passione, finché uno spasmo forte, incontrollato, seguito da una dolce umidità non riempì il sapore di Jane, che rallentò, succhiò, baciò finché ogni brivido non si fosse placato, finché il grido non fosse cessato, rimanendo ad ascoltare il respiro affannoso, i muscoli rilassarsi, il corpo arrendersi alla serenità di quel piacere ricevuto.

Delicatamente tolse le dita, si sdraiò accanto a Maura, anche lei affannosa nel respiro. Con il braccio indolenzito e la bocca umida, Jane chiuse gli occhi, incredula si leccò le labbra ancora una volta per sentire quel nettare che era beatitudine. Maura ruotò su se stesse e cercò il corpo di Jane, lo strinse e Jane la prese con se. Si guardarono per un attimo in cerca l'una dell'altra, Maura afferrò il viso della sua Jane e la baciò assaporando il gusto delle labbra umide, un bacio di passione, di piacere, un bacio d'amore.

Si accarezzarono e baciarono senza dire una parola, entrambe incredule di quello che era accaduto, ancora incapaci di capire cosa era veramente accaduto. Ridacchiarono baciandosi ancora, euforiche.

Sotto il caldo piumone, nude, si addormentarono abbracciate godendosi quel magico momento di incredula felicità.

Maura aprì gli occhi per prima quella mattina, come era sempre accaduto prima, e come, si rese conto, sarebbe sempre accaduto, perché delle due, Jane era quella che amava dormire di più al mattino. E adesso che stava di nuovo bene, questa era una di quelle cose che sarebbe tornata al proprio posto.

Sentì il calore del corpo nudo di Jane avvolgere il suo, sentì le mani di Jane toccarle la pelle e si sentì bella, si sentì donna. Ripensò a come era stata amata la notte precedente, a quei baci intensi, pieni di così tante cose, che l'avevano fatta sentire desiderata, eccitante, bella. Maura si sentiva bella. Si era sentita bella la notte passata e si sentiva bella ora, tra le braccia di Jane. Non sapeva se quella sensazione sarebbe rimasta ma, non importava, importava che quella sensazione adesso era lì dentro di lei, e la faceva stare bene. Si strinse a Jane, che cominciò a svegliarsi.

La prima sensazione di consapevolezza, del suo risveglio, fu il seno di Maura premuto contro il suo fianco. Le ci volle un attimo per capire che era vero, e si ricordò della notte passata, e del suo nome sussurrato ancora e ancora e di Maura che godeva, del suo orgasmo, aprì gli occhi di colpo.

"buon giorno Jane" la mora ruotò leggermente la testa verso Maura "buon giorno" sorrise e si scambiarono un piccolo bacio "ti senti bene?" "molto" rispose la bionda con un sorriso raggiante "nessun dolore? Nessuno spasmo strano? Tutto come deve essere?" "dopo essere riuscita a consumare questo matrimonio è la prima cosa che hai da chiedermi?" Jane rimase un attimo attonita, poi scoppiò a ridere, Maura con lei.

L'uso dell'ironia di Maura era sempre una piacevole scoperta, per entrambe.

La strinse tra le sue braccia, mentre sentiva quella sorta di sciocco imbarazzo andarsene, mentre una sensazione di calore e familiarità ne prendeva il posto "è stato bello" disse infine Jane guardando il soffittò bianco "si, molto molto bello" "dovremmo parlare!" "si ma non adesso, più tardi, magari dopo una buona colazione, con calma" "si... caffè"

Maura sciolse l'abbraccio per prima, ruotò su se stessa e si guardò intorno, alla ricerca dei suoi vestiti, Jane si mise seduta afferrò la maglia vicino ai suoi piedi, e se la mise, "hai visto il mio laccio per capelli?" chiese a Maura, poi si alzò e prese i pantaloni ai piedi del letto, sopra alcuni indumenti di Maura "ne hai molti nel cassetto del bagno" "ma voglio quello, è il mio preferito" disse lamentandosi mentre Maura si alzava nuda dal letto "Jane sono tutti uguali" "quello è il mio preferito!" Maura raccolse qualcosa da terra, si avvicinò a Jane davanti al letto, Jane la guardò, bellissima pensò "tieni" disse dolcemente Maura mentre osservava Jane guardarle incantata i seni, fece un'altro passo verso di lei "il tuo laccio per i capelli Jane!" lo sguardo di Jane percorse tutto il corpo di Maura che sentì un fremito di eccitazione "si grazie" Jane afferrò il laccio nero ed uscì di fretta dalla stanza, Maura sorrise a Jane e quella sensazione che aveva sentito nuovamente, Jane la faceva sentire bella.

Finalmente vestita Maura scese in cucina, Jane aveva appena finito di fare i caffè e aveva preparato alcuni ingredienti sul piano di lavoro, per fare un po' di colazione "ehi che vuoi mangiare stamani?" "siediti, cucino io, goditi il caffè" "non è un problema lo faccio volentieri" "lo so -disse Maura avvicinandosi a Jane- ma voglio farlo io... per te!" Jane sorrise "ok grazie" e si sedette sul suo sgabello a sorseggiare il suo caffè caldo.

Un silenzio sereno avvolse le ragazze che si guardavano fugacemente sorridendo, rendendo l'aria frizzante, mentre Maura sbatteva le uova per una frittata, mentre il bacon sfrigolava nella padella, mentre Jane sorseggiava il suo caffè, mentre si sedevano accanto l'una all'altra per mangiare.

"tutto buonissimo" "grazie, la tua colazione preferita" "decisamente si" rispose Jane rosicchiando del bacon "sono stata bene ieri sera" "davvero?!" Jane arrossì un po', ma si sentì felice "davvero! Molto" "ne sembri sorpresa" la mora fece un po' la sbruffona "no! Beh forse un po', ma non per te" si affretto Maura "per cosa allora" "credevo di non riuscire a... lasciarmi andare" "sono felice che tu lo abbia fatto" Maura sorrise ed annuì "Maura io devo chiedertelo! Dopo ieri sera, visto come sono andate le cose... noi, io e te, cosa siamo?" Maura sospirò, guardò Jane e poi il suo piatto ormai vuoto "non voglio farti pressioni ma le cose hanno preso una strada, che francamente non mi aspettavo ecco! Vorrei solo capire"

Maura si alzò senza fretta, prese i piatti e li posò nel lavandino; presa distanza da Jane si voltò verso di lei " non ho avuto realmente modo di riflettere su ieri sera, so solo che è stato bellissimo e non so che altro dire" "cosa è stato ieri sera per te -insistette Jane- sesso, amore, rispettare una prescrizione medica?" "hai diritto a delle risposte precise, su quello che è stato e su quello che ho provato e che provo per te! Adesso so solo che quello che mi hai dato è stato qualcosa di intenso e che ho amato e... "

Jane si alzò dalla sedia "immagino che tu abbia diritto ancora a del tempo, ma decisamente ho diritto a qualche risposta, ne ho bisogno Maura, per andare avanti, per capire che strada stiamo prendendo" "lo so" abbassò lo sguardo "Maura, come puoi dopo ieri sera non sapere se mi ami o no!" "per te è più facile Jane, tu lo sapevi già, i tuoi sentimenti, dentro di te, sono chiari da tempo, io... credo che il termine 'il cuore in tempesta' abbia un senso adesso, sarei sciocca se negassi che provo per te un sentimento forte, ma tu hai bisogno di risposte chiare e oneste, te le meriti" "quindi?"

Maura si avvicinò a Jane, le diede un bacio sulla guancia "lasciami riordinare questa mescolanza di sentimenti e desideri che ho, la mia vita ultimamente è stata una miscela di troppe cose, sto facendo fatica a tenere ordine dentro di me e con te... ti meriti una parola certa, non la mia confusione" "quali desideri hai Maura?" quel tono roco, quello che aveva usato anche ieri sera, quel respiro caldo così vicino, le mani di Jane che si appoggiavano sui fianchi di Maura, ecco che le sensazioni si rimescolavano confuse, desiderio, amore, passione, eccitazione. Maura si morse il labbro, i suoi sentimenti sembravano così chiari adesso.

Jane vide Maura, quegli occhi brillare, quel labbro appena morsicato, le si avvicinò ancora, adesso poteva tentare, adesso era il momento per giocare le ultime carte.

Lo spazio tra loro era stato annullato, Maura guardava il viso di Jane, il suo sguardo, le sue labbra, sentiva di non volere altro, cos'altro c'era da volere? Cos'altro le serviva?

Appoggiò le sue mani sul collo di Jane, carezzandole la pelle sfiorando la mascella "ieri sera volevi che fossi io tra le tue gambe, non è così?" "si" sussurrò senza esitare, si strinsero "tu desideravi me non è così?" "si" rispose ancora, i seni premuti, Jane cominciò a baciarle il collo, poi sussurrò "non era solo quello che facevo, era perché ero io a farlo, che ti faceva godere" "oddio Jane" le labbra si sfioravano, senza essere premute "tu mi desideri Maura! Tu mi ami!"

Nessuna domanda, Maura lo capì bene, doveva solo smettere di aver paura e lasciare che quei tremiti che adesso provava venissero chiamati con il giusto nome, che quei sentimenti così forti, mai provati prima, in quel modo per nessuno, fossero accettati: desiderio, eccitazione... Amore

Le labbra di Maura si mossero, Jane trattenne il fiato, aveva ostentato certezza, sicurezza, ma Maura aveva in mano tutto il loro futuro, un si od un no, e tutto sarebbe cambiato, ed ecco stava per rispondere, Jane fissava i suoi occhi così intensi e sempre sinceri ed il cuore batteva forte, stava per avere tutto quello che aveva sempre desiderato?

Il cellulare alla cintura di Jane squillò, entrambe sobbalzarono, erano così concentrate l'una sull'altra, in quel silenzio irreale, che quel suono fu come una bomba. Jane ringhiò, Maura sospirò. Il suono fastidioso non smise.

Maura fece un passo indietro e Jane afferrò il telefono digrignando i denti "Rizzoli" ascoltò per un attimo, tenendo ancora Maura vicino "adesso?" ascoltò ancora "no, no capisco ok certo arrivo subito, nessun problema" riposizionò il cellulare nell'alloggio alla cintura, Maura la guardò "cosa succede?" "un caso irrisolto su cui lavoravo, c'è una traccia importante che è saltata fuori, hanno bisogno che vada lì... subito" "certo" affermò con un po' di ironico disagio "mi dispiace, non vorrei andare" "lo so! Ma devi"

Jane andò verso la porta, poi si voltò nuovamente verso Maura "io, tu... mi devi una riposta" "non adesso, quando torni avrai tutte le risposte, promesso" Jane annuì e preso il cappotto uscì di casa.