Ultimo capitolo... poi l'epilogo! ricordo la valutazione M per le scene hot, se qualcuno avesse caldo è avvisato ^_*

Siamo alla fine di questa intensa, almeno per me, avventura. Dobbiamo ancora scoprire cosa dirà Maura, e come reagirà Jane... Ma partiamo proprio da Jane che torna in centrale

Buona Lettura xxx


Arrivò in centrale e con difficoltà, raggiunse gli uffici della omicidi, veniva fermata da colleghi che la salutavano e chiedevano di Maura, fu quasi sorpresa di tanta attenzione. Ma riuscì ad essere abbastanza gentile con tutti, anche se molti, ignari, chiedevano di come avesse ottenuto tutti quei giorni per assisterla. Ovviamente non poteva pensare a Maura in quel momento, o la sua presenza in centrale sarebbe stata inutile, doveva liberare la mente e pensare al caso, impresa difficile, si rese conto.

Quando vide la sua scrivania, la parete trasparente con foto e notizie attaccate sopra, i suoi colleghi parlare, ragionare fittamente, prese un grande respiro, annusò l'aria come un cane che riconosce i suoi odori, sorrise.

Nina la vide per prima e la salutò "Jane! ciao" "ciao ragazzi" fece qualche passo verso di loro, Korsak la abbracciò, Frankie le diede una pacca, sulla spalla "allora che combinate eh?! senza di me siete perduti?" "non esagerare!" rise Frankie "come ti ho detto è il caso Morgan" tornò in tema Korsak "si, quali nuove prove?" "la pistola!" disse Nina indicando la foto sulla parete trasparente.

La squadra aggiornò Jane sul ritrovamento della pistola in un laghetto artificiale, sui numeri di serie cancellati e sul riscontro positivo alla prova balistica. Jane ripercorse tutto il caso, rilesse un po' gli appunti. Si sedette alla scrivania, ricontrollando cosa aveva sui testimoni, i parenti, gli amici, i sospetti.

"le ipotesi erano due: o il vicino di casa, inquietante, che secondo me la spiava! o il marito affranto -disse dubbiosa- che ha ereditato una piccola fortuna ma che però ha un alibi che sembrava tenere"

giù in laboratorio stavano analizzando la pistola, nella speranza di ricavarne ancora qualcosa, intanto Jane riordinava le idee, ed insieme agli altri organizzò un piano di lavoro.

Quando dal laboratorio arrivò la notizia che erano riusciti a leggere i numeri seriali, erano ad una svolta, ma le cose non sono mai semplici.

Jane mandò un messaggio a Maura che sarebbe stata fuori tutto il giorno, Maura rispose di non preoccuparsi e che stava bene. Jane mangiò un panino alla scrivania, mentre con Nina risalivano al proprietario della pistola, che ne aveva denunciato il furto proprio nei giorni dell'omicidio, Vince e Frankie lo andarono a prendere, ma non ne ricavarono niente, così Jane e la maga del computer Nina, cercarono possibili collegamenti.

Il proprietario della pistola era Kevin Russell, nessun precedente e apparentemente nessuna relazione con la vittima o con la sua famiglia.

Jane, per quanto odiasse il lavoro di scrivania, e non potendo interrogare nessuno, perché ancora in aspettativa, si sentiva eccitata nell'essere nuovamente al lavoro, si sentiva carica, piena di energia, un vulcano di idee, un perpetuo movimento tra le stanze e le sue ipotesi.

Rileggeva appunti, nomi, luoghi, abitudini della vittima, del marito, del vicino, poi la svolta fortunosa "ragazzi ci sono" tuonò nel primo pomeriggio Jane, alzandosi dalla sedia e buttando le braccia al cielo in segno di vittoria, tutti la guardavano "Selina Clark!" "e chi è?" chiese Frankie a nome di tutti "Selina è una bella ragazza che ama andare in palestra, ci va quasi tutti i pomeriggi, è lì che la dovetti cercare, è scritto negli appunti, diavolo non mi ricordavo di lei finché BooM tutto è diventato chiaro" "Jane! Condividi con la classe per favore?!" disse Korsak tra il serio ed il divertito "certo! Kevin Russell frequenta la palestra di Selina -disse indicando il foglio con le annotazioni sull'uomo- che è collega e amica dell'affranto Signor Morgan" Frankie fece spallucce "è il collegamento genio!" disse Jane agitandosi "quanto scommettiamo che Selina non è solo amica di Ron Morgan?" "si ma collegarli è un problema" "chiediamo a Russell se ha mai parlato con Selina, scommetto che hanno flirtato almeno per un po', se non di più! Selina Clark sa che lui ha una pistola e quando il suo amante, Ron, ne ha bisogno, lei la recupera in qualche modo, mi sa che i due sono in grossi guai!" "si ma come li incastriamo?" chiese Korsak pensieroso

Ma Jane aveva tutto chiaro in testa, contattarono Kevin Russell che confermò di aver avuto una relazione con Selina Clark e che era a conoscenza della pistola, questo bastò per un mandato di perquisizione per l'abitazione della ragazza, il caso si stava risolvendo da solo adesso, per l'ora di cena i due amanti erano già stati schedati e trasferiti in carcere.

Jane rientrò a casa euforica "Maura? Sono a casa" "finalmente! la cena è quasi pronta, tutto bene in centrale?" "benissimo, abbiamo fatto due arresti" Jane si avvicinò a Maura "ciao" disse piano "ciao" rispose Maura e Jane appoggiò le sue labbra su quelle della moglie, un piccolo bacio sulle labbra, così istintivo, come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se lo avessero sempre fatto, Maura la baciò morbidamente, lasciò cadere la forchetta accanto ai fornelli e affondò le mani nei capelli freschi di Jane, che la strinse a se tenendola per i fianchi morbidi. Un delicato lungo bacio, intimo. Trovarono sorrisi sulle labbra, guardandosi, appena rotto il bacio "devo controllare la cena, non vorrei si bruciasse!" "sarebbe un peccato proprio adesso, ha un profumo delizioso" rispose Jane distaccandosi un po', si sedette all'isola di cucina "allora due arresti?" Jane cominciò a raccontare tutto a Maura, della mattinata a rileggere il file ed i suoi appunti, del panino veloce alla scrivania, della sua idea e di come Selina, ancora in possesso della chiave di casa dell'ex, l'avesse usata per entrare, rubare la pistola, fingere, poi, un'effrazione e passare infine l'arma al suo amante, che la usò per uccidere la moglie e così ereditare casa, beni e incassare la polizza sulla vita.

"scusa se ho fatto tardi ma ho aspettato di sentirli confessare, è stata una goduria! Ora ovviamente si accusano l'un con l'altra, ma la galera non gliela toglie nessuno ad entrambi, lei lo ha aiutato anche per l'alibi, si sono scambiati la macchina in modo che l'auto di lui apparisse nei video della stradale, dall'altra parte della città!" "quasi un delitto perfetto!" "quasi, ma se quel cercatore di tesori da laghetto artificiale, non l'avesse trovata... l'avrebbero fatta franca" Maura passò una birra fresca a Jane "c'è da festeggiare" "grazie" "sei euforica, è stato bello tornare al lavoro?" "Dio si, e non credevo così!" "ti è mancato?" Maura inclinò la testa, la sua domanda era più complessa di quel che sembrava "meno del previsto ad essere sincera, ma adesso che ho avuto questo spicchio di vecchia vita, non posso negare di volerci tornare il prima possibile" "manca anche a me" "potresti ricominciare piano piano" "l'ho fatto!" "davvero?" "oggi!" Jane le sorrise si piegò in avanti come per mettersi in ascolto "raccontami la tua giornata"

Si misero a mangiare, e Maura raccontò come aveva impiegato quella giornata da sola "se ci penso... ti rendi conto che è mesi che non passavo una giornata, da sola?" "è vero! Non ci avevo pensato" sorrisero "quando sei uscita, ho sentito la necessità di fare yoga!" "già!" disse in comprensione "così è quello che ho fatto! Un paio d'ore ed è stato corroborante, poter riflettere, mettere ordine e poi un bel bagno rilassante, sai che li adoro" "lo so" rispose dolcemente "ed è stato BooM -fece il gesto anche con le mani- tutto chiaro e poi ho chiamato Kant, erano una decina di giorni che non lo sentivo, mi ha un po' aggiornata così mi sono collegata dal mio computer, e ho controllato un po' di lavoro" "hai controllato il lavoro del nuovo MD?" "lo dici come se fosse sbagliato! Sono comunque il suo capo, ne ho il diritto e dovere!" "si si, calma era solo per dire!" Jane rise e Maura le fece la sua faccia da rimprovero.

Riordinarono la tavola, con il solito equilibrio e coordinazione, lo facevano da sempre, ma in quei mesi, sopratutto nelle ultime settimane era una routine familiare e semplice, spesso scherzavano, si davano spintarelle con il fianco, ridacchiavano e Maura controllava sempre che Jane caricasse la lavastoviglie come lei voleva. Finiva sempre che la bionda spostava piatti e pentole come le sembrava più equilibrato per la corretta pulizia delle stoviglie, Maura sospettava che alcune volte Jane mettesse male volutamente le pentole per farla arrabbiare, ma non cadeva mai in quel gioco. Solo ogni tanto borbottava, mentre Jane ridacchiava.

"allora hai meditato?" "lo yoga aiuta molto in questo, dovresti..." Jane scosse la mano " già provato, no non fa per me, lo sai io sono più fisica, più da..." Maura aveva un grande sorriso "perché ridi?" Maura si avvicinò "è vero sei molto fisica!" Jane deglutì "non stiamo parlando di allenamento vero?" "dipende!" "Maura!" "Jane!" e Jane si sciolse a sentire il suo nome pronunciato con tanto calore

" mi devi..." "risposte, lo so" in un attimo le mani di Maura erano nei capelli di Jane, la mora appoggiò le sue sui fianchi sinuosi, le fece scorrere dietro la schiena, la strinse a se " avevo timore, non di quello che provavo, ma di aver frainteso quello che provavo" "frainteso come?" le mani di Maura si appoggiarono sulle spalle "l'attrazione è un sentimento interessante, può stare lì per sempre o svanire in un attimo, ed io mi sono sempre sentita attratta da te, sei una bella donna, ma lo sai la nostra amicizia era la cosa più importante, e all'attrazione ho dato poco peso, scelsi così -Jane annuì- ma quello che... non solo da quando ho iniziato le cure, ma quando la prima volta mi è stato detto che c'era qualcosa... io volevo te accanto a me, e tu eri lì, sei sempre stata al mio fianco" "sempre" disse sussurrando "poi hai detto di essere la mia ragazza, poi il matrimonio, l'aspettativa dal lavoro, tutto per starmi vicina, ed io ti ero così grata, ti sono così grata" Jane si irrigidì un po' "è questo..." Maura appoggiò il dito sulle labbra di Jane, sorrise lievemente ai ricordi e tacque "ogni volta che cercavi di parlarmi dei tuoi sentimenti -Maura tolse il dito- io non ero pronta e non credo di esserlo stata neanche quando finalmente ti ho lasciato parlare, all'inizio non potevo affrontare anche quella situazione" "lo so" "e poi ero troppo confusa, non volevo che fosse gratitudine, se lo fosse tutto questo avrebbe già scritto la parola fine, ancor prima di iniziare, e tu non meriti questo, meriti..."

Maura accarezzò i capelli di Jane sospirò dolcemente "io ti amo Jane! Amo te, la persona che sei, non per una sorta di contorto ringraziamento, ma perché..." le loro labbra si scontrarono, Jane non aveva bisognio di altro, la strinse forte, sentì il suo corpo accarezzare quello di lei in quell'abbraccio, in quel bacio, puro e semplice d'amore.

Quando finalmente si separarono, avevano il fiato corto, le labbra gonfie ed il viso arrossato "non mi hai fatto finire" "scusa, non sono riuscita a resistere...tu mi ami?!" "si Jane io ti amo, ti amo così tanto!" "ho sognato questo momento" Maura le accarezzò il viso "ho letto una poesia oggi e... è di Alda Merini, mi ha fatto pensare a te, a noi, mi ha aiutata a capire, a mettere ordine, la leggevo e sentivo che eravamo noi" "ti va di dirmela? La ricordi?" "si! -respirò e per un attimo chiuse gli occhi- C'è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato per quanta emozione provi, dove il tempo si ferma e non hai più età. Quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare"

Jane la stringeva forte, le fronti appoggiate, incapace di parlare, il cuore martellava, il viso di Maura era luminoso, splendido, gli occhi pieni di amore, quel velo era caduto e tutto questo non le sembrava vero "Jane, tu stai piangendo" le disse con grande dolcezza pulendo la lacrima che le solcava la guancia "no è la pioggia" Maura rise, sempre stretta in quel caldo abbraccio "ma siamo in casa-Jane tirò su con il naso- tu continui a sorprendermi amore mio!" "io?" replicò incredula, lei era sorpresa, di tanta dolcezza di tutto quell'amore che sentiva le veniva donato, e che aveva tanto desiderato. Ma Maura vedeva dentro Jane, attraverso quegli occhi neri e profondi, tutto l'amore che c'era, era tutto lì in quell'attimo tra di loro.

E Maura la baciò, ancora e ancora, sbatterono contro il tavolo, nel momento di passione che stavano vivendo, mentre in quei gesti cercavano di passarsi tutto il desiderio ed i sentimenti che provavano. Jane spostò i suoi baci sul collo, sapeva che la faceva fremere "oddio Jane, io sono tua" ansimò Maura "oh amore... si sei mia!" "e tu sei mia!" Jane la fissò per un attimo "si, sono tua...tua moglie" rispose seria, Maura si fece sensuale, le mani sotto la maglia a toccare la pelle muscolosa "allora mi spetta di consumare questo matrimonio, di assaggiarti, di prendere ciò che è mio!" Jane ebbe un respiro fremente e poi senza dire nemmeno una parola la afferrò e la tirò su. Maura fece un piccolo urlo, intrecciò le sue gambe intorno alla vita di Jane, che la teneva per il sedere, sentendola, palpandola, si baciavano ed intanto Jane si dirigeva su per le scale.

Jane si sedette sul suo lato del letto con Maura sulle sue gambe, i baci continui, le mani di Maura perse nei morbidi capelli neri, le mani di Jane sotto la maglia di Maura, sulla sua schiena, sulla sua pelle calda. Le sfilò la maglia, scoprendole il seno nudo, Maura fece lo stesso lasciandola con un reggiseno nero. "sei così bella Maura" ed il viso di Jane affondò sui seni sodi e caldi, Maura la strinse buttando la testa indietro per le sensazioni che Jane le dava. Le sganciò il reggiseno.

Maura la spinse giù e Jane si spostò sdraiandosi sul letto, metà gambe ancora fuori, per la loro lunghezza, Maura si avvicinò felina.

"è tutto il giorno che ti desidero" disse Maura sussurrando nell'orecchio di Jane, che ebbe un brivido, come le labbra morbide e calde di Maura le succhiarono il lobo dell'orecchio "voglio sentirti godere, vederti godere" "Gesù Maura se continui così vengo senza che tu mi abbia toccata" "Mhmmm sarebbe divertente, ma non credo di riuscire a tenere le mie mani lontane da te" "grazie a Dio" sospirò desiderosa Jane "non Dio, sei tu che sei sexy!" e detto questo afferrò un seno di Jane tra le sue labbra, e succhiò e mordicchiò e accarezzò fino a sentirne la durezza, finché non sentì Jane ansimare.

Maura scese lentamente con i suoi baci, Jane alzò la testa per vederla, doveva vederla perché fosse reale, assomigliava così tanto ai suoi sogni.

La bionda sganciò i pantaloni di Jane, li afferrò insieme ai boxer che indossava e, sfilandoli dai piedi, la lasciò splendidamente nuda. In piedi sul lato del letto, Maura tolse i suoi ultimi indumenti, poi risalì toccandole la pelle, baciandola, alla scoperta dei punti sensibili, scoprendo dove la pelle era più liscia o più ruvida, baciando le piccole cicatrici di bambina.

Strette l'una all'altra si baciavano, amandosi come se fosse la prima volta, la sera precedente era stata bellissima, ma adesso non c'erano scuse o giustificazioni, non c'erano paure o barriere dietro cui coprirsi. Volevano mettersi a nudo e donarsi come solo chi si ama profondamente può fare, non una scopata, non sesso, non amore, ma tutto, tutto l'amore, tutta la passione che avevano era lì, bisognosa di esprimersi, senza troppe remore.

Toccarsi la pelle, finalmente, sentendone i brividi, dati e ricevuti, ansimando. Sentendo l'umida eccitazione lasciare scie sulle cosce che premevano nei loro centri bisognosi, portando i piaceri quasi al precipizio dell'orgasmo.

Maura tornò a scendere con i suoi baci, scivolò con i suoi seni umidi dai baci di Jane sul corpo di sua moglie, accarezzò le gambe "sei bellissima Jane, ti amo così tanto" "ti amo anche io ti amo anch'io Maura, ti prego..." "spero che l'attesa ne varrà la pena" e aperte le gambe toccò per la prima volta e con delicatezza la pelle umida e grinzosa, Jane mugolò di piacere.

Maura voleva vedere, voleva guardare il corpo di Jane muoversi ai suoi tocchi, rimase in ginocchio sul letto, mentre le sue dita sfioravano e stuzzicavano il piacere del detective.

Con due dita strofinava il clitoride con movimenti circolari, il corpo di Jane si inarcò, il respiro affannoso, il viso arrossato, gli occhi chiusi "sei bella quando godi" disse piano la bionda ammaliata dallo splendore del corpo olivastro sotto di lei "Maura sono così vicina!" "non senza che ti abbia assaggiata" Jane aprì gli occhi in tempo per vederla scendere su di lei, aprirle le grandi labbra e sentire la morbida lingua accarezzarla, e poi quel mugolio di piacere, come quando si assaggia una prelibatezza, Jane non poté trattenere un grido, roco e profondo di godimento.

Maura entro con le sue dita vischiose dentro Jane, e continuò a leccare, succhiare e stimolare il clitoride duro e rosso, Jane afferrò le lenzuola cercando di trattenersi, spaventata da tanto piacere, da tanto bisogno di gridare, Maura sentì il corpo rigido "no amore lasciati andare, fidati di me, ti amo, lascia che ti faccia godere come tu hai fatto con me" "Dio Maura io..." "sei bellissima ti amo" "è troppo" "non è mai troppo, ti prego fallo per noi, lascia che ti dia piacere, che possa amarti, sei così bagnata e... voglio sentirti venire nella mia bocca" disse con voce che sapeva di sesso "Cazzo!" esclamò in un respiro affannoso Jane, a quelle parole sensuali e cariche di desiderio di Maura, mentre riaffondò tra le sue cosce ricominciando il suo lavoro.

Jane si lasciò andare, lasciò la sua voce uscire, chiamare il nome di Maura e farfugliare vocali di piacere, lasciò il suo corpo godere delle dita che sempre più forte pompavano dentro di lei, lasciò il suo corpo godere della morbida lingua che faceva esattamente quello che le piaceva di più e venne in un orgasmo, forte e bagnato, lasciandola per un attimo senza fiato, ma estremamente viva.

"ohoo cazzo Maura è stato, wow..." si lasciò andare sul letto, Maura salì sul corpo di Jane lasciando qualche piccolo bacio umido dei frutti del piacere di Jane, che aveva il più bel sorriso che Maura avesse mai visto.

Il bacio che si scambiarono fu come un'immersione in un mare blu, Jane assaporò le labbra di Maura, le succhiò, le leccò gustandole, gustandosi. Si rotolarono e si sdraiarono correttamente sul letto, poggiando la testa sui cuscini, Maura si muoveva cercando sollievo, alla sua eccitazione, tra le sue gambe " ti amo" un piccolo bacio "è stato bellissimo Jane –e la baciò sul collo- ti amo" Jane la strinse "che ne dici se mi alleno a diventare una brava amante e mi lasci darti un po' d'amore?" fece l'occhiolino "sei una brava amante e una splendida moglie, non ti devi allenare" disse dolcemente "decisamente anche tu –la guardò- ma hai strofinato la lampada però, quindi esprimi il desiderio!" Maura rise "ho un solo desiderio?" fece il broncio, Jane non poteva resistere "se mi strofini così tesoro, tutto quello che vuoi!" risero insieme "un desiderio ce l'avrei, ma forse è troppo azzardato adesso!" la sensualità nella sua voce catturò Jane ancora di più "mhmm niente è azzardato, sentiamolo" le mani olivastre cominciarono a vagare spudorate sulla pelle bianca, Maura ansimava, il suo bacino si muoveva, strofinandosi a Jane, bisognoso

"non stiamo parlando di sex toys vero? Non credo di essere pronta per quelli!" Maura sorrise e scosse la testa, prese un respiro per darsi coraggio e poi nuovamente quel tono sensuale "voglio salire sulla tua faccia e fare l'amore con la tua bocca" le parole erano calde, basse, Jane si sentì piena di desiderio "se tutti i tuoi desideri sono così, sono la moglie più fortunata del mondo" e si scambiarono un bacio avvolgente, intenso, di assenso, poi Jane la spinse leggermente, Maura si alzò mettendosi a cavallo del viso di Jane "sei uno spettacolo da ogni angolazione" Jane affondò la sua bocca, alzando il collo per raggiungerla, Maura mugolò afferrando la spalliera del letto, Jane spostò la bocca "aspetta" le disse, Maura guardò in basso, Jane delicatamente con le dita aprì le grandi labbra e Maura scese su di lei ed il pieno contatto fu travolgente. La lingua di Jane si mise subito all'opera e Maura non poteva trattenersi, cominciò a macinare con il bacino, un movimento ondulatorio, premendo sulla faccia di Jane, che produceva un suono gutturale, profondo, che vibrava sul clitoride di Maura, che ansimava e produceva suoni di piacere che Jane adorava.

Le mani della bruna vagavano sul corpo di Maura, sui glutei, sul pube morbido per avere miglior accesso, sui seni per stuzzicarli. Maura cavalcava la bocca di Jane, facendoci l'amore, tenendo saldamente la spalliera del letto per reggersi, mentre guardava la donna che amava ad occhi chiusi gustare il suo godimento, non si era mai sentita così accesa, eccitata, bella e piena di piacere. In pochi minuti il suo orgasmo esplose umido.

Dopo le ultime piccole scosse di godimento, Maura si spostò dal volto madido di Jane, che si leccò le labbra platealmente. Si sorrisero con sguardi maliziosi e complici.

Maura si sdraiò accanto a lei, coprendo i loro corpi sudati, si baciarono ancora e ancora.

"ti amo Jane, davvero tanto" "anch'io amore mio" si stringevano, scaldando i loro corpi "ti amo, ti amo, ti amo" ripeteva Maura baciandola morbidamente, Jane sorrideva non riuscendo a rispondere per i baci continui "scusa, sono ridicola" si fermò Maura, Jane le prese il volto "non lo sei mai! Sopratutto adesso e ti amo così anch'io!" "ti amo" ripeté involontariamente e rise "è colpa dell'orgasmo che mi hai dato" "è grazie all'orgasmo che ti ho dato" fece l'occhiolino Jane sorridendo.

Maura si fece un po' seria "mi dispiace aver esitato" era chiaro che si riferiva ai giorni passati "lo capisco Maur, ma adesso siamo qui!" "tu hai idea di cosa sei per me?" "e tu? Ma abbiamo una vita per dimostrarcelo ogni giorno" "per oggi direi che siamo state brave" disse scherzosa la bionda, Jane rise "si molto"

Un altro piccolo bacio e decisero di sistemarsi per la notte, Jane andò a farsi una doccia, Maura entro nel bagno, cominciò a struccarsi e poi mentre si toglieva il trucco con il dischetto umido, si guardò nello specchio, fissò il suo sguardo, e scoppiò un sorriso sul suo volto, era davvero felice.

Maura sistemò le coperte arruffate, Jane scese a chiudere le porte e tornarono a letto. Una familiarità comoda e serena scese tra loro, sotto le coperte calde, Maura leggeva un libro, Jane navigava sul tablet sui siti sportivi, vicine.

Maura poggiò il libro sulle gambe " e adesso che facciamo?" Jane si voltò a guardarla "in che senso!" "in tutti i sensi!" Jane sbatté le palpebre "dovresti cercare di essere più specifica, di solito sei fin troppo specifica, mi sento confusa!" Maura ridacchiò "parlo del futuro Jane!" disse dolcemente "tra una decina di giorni torniamo al lavoro! Tra un mesetto è natale, domani andiamo a correre se il tempo tiene? È tanto che non lo facciamo insieme" " l'ultima volta che me lo hai proposto, avevo la visita da Jenna" "lo ricordo!" "devo chiamare mia madre per assicurarmi che per natale possano venire" "certo! Domani andiamo a correre?" "si!" "ecco il nostro futuro, direi che non sembra male" "che diranno tutti?" Jane fece spallucce "molti non saranno sorpresi, altri non se lo aspetteranno, per lo più non mi interessa, questo è tutto quello che voglio" disse indicando loro e quello che le circondava, Maura si piegò verso Jane catturando le sue labbra per un piccolo ma profondo bacio.

Spensero le luci e abbracciate si addormentarono. Avrebbero dato ad ogni giornata la possibilità di essere vita. Sapendo che nulla è facile e niente è impossibile... per due che si amano così.


restate sintonizzati per il prologo mi raccomando