Siamo giunti alla fine! Definitivamente. Ringrazio tutti quelli che hanno seguito quesa FF, che per me ha significato molto. Grazie ha chi ha commentato sia qui che sui social, siete stati tanti e sempre molto dolci.

Spero non vi deluda proprio questo Epilogo

Buona Lettura xxx


EPILOGO

L'aria era pungente, si sentì subito chiudendo la porta di casa. La corsa lungo il marciapiede, costeggiando alcune betulle ingiallite, rosso il cielo dietro le spalle. L'aria fresca rilassava corpo e mente. Il verde del parco si aprì agli occhi, il verde acceso dell'erba sotto i piedi, piccoli scricchiolii delle prime foglie cadute, respiri profondi, aria fresca, battiti forti, muscoli tirati. Voci lontane. Corsa perfetta.

Alcuni bambini giocavano nel grande prato, altri corridori da incrociare ed evitare, coppie sedute sulle panchine a baciarsi, anziani a chiacchierare. Lasciato il verde prato per la pista pedonale, pulita perfetta, i passi risuonavano appena. Serata perfetta.

Ormai il perimetro del parco era stato completato, la tensione della giornata trascorsa era un lontano ricordo. Muscoli tesi, polmoni aperti, mente libera e serena, era ora di tornare a casa.

Ancora il marciapiede tra sempreverdi e betulle spoglie, a schivare i passanti, il bisogno di una doccia, i muscoli che dolevano da far stare bene, sensazione di pace e quel sorriso che scaldava come un giorno d'estate.

Jane prese le chiavi ed aprì il portone, Maura entrò per prima e gridò "prima a fare la docciaaa" e corse per le scale, Jane scosse la testa, chiuse la porta a chiave e la seguì facendo i gradini a due a due. La raggiunse in camera, prima che Maura potesse entrare in bagno, Jane la afferrò per i fianchi tirandola indietro

"no signora, stasera toccava prima a me!" Maura gridò ridendo alla forte presa della moglie, che la spinse a se "noo sei tutta sudata!" "ecco perché devo fare la doccia" "ma sono sudata anche io" Jane le avvolse le braccia intorno, la guardò negli occhi "ma hai sempre un buon profumo" e la baciò, Maura ricambiò il bacio carezzandole il collo con le mani calde, entrambe emisero un suono gutturale di soddisfazione "ti amo" disse Maura appena le labbra furono nuovamente sole "ti amo anche io bellissima! Per questo potrai fare la doccia con me" "ohoo che magnanimità" disse Maura sciogliendo la coda di Jane e mordendosi il labbro "tu sei una provocazione vivente" disse Jane gustandosi quel gesto "mhmmm ma è solo te che voglio provocare" "paradiso ed inferno insieme!" ridacchiò Jane e le diede uno sculaccione. La prese per mano ed entrarono in bagno.

La doccia scrosciava calda, i corpi stretti. Jane era così fisica e forte, Maura non poteva far altro che lasciarsi andare tra le sue braccia tenendosi con forza al supporto di metallo che avevano installato, in segreto, per queste evenienze.

L'acqua batteva sulla schiena di Jane e scendeva sul suo corpo tonico, scivolando sulle colline dei seni. Le mattonelle a contatto con la schiena di Maura non erano più fredde, e le dita lunghe si muovevano dentro di lei con voglia prepotente, i baci sul collo, la mano sulla spalla per avere più contatto. Ansimavano.

La loro intimità non aveva segreti, solo nuove voglie, nuove riscoperte e quella conoscenza che niente nasconde e poi le loro eccitanti provocazioni "quanto ti piace essere scopata così" "Dio Jane si" "quanto!" intimò "ohoo tanto amore tanto si" il pollice sul clitoride e Maura gridò "ohoo si quanto mi mancava, non smettere ti prego, non smettere" "come mi piace sentirti implorare" Maura la guardò "mi piace mhmmsi mi piace essere tua" Jane si morse il labbro, le piaceva sentirla tutta sua "solo tu mi...uhooomm" Jane arricciò le dita battendo sul rigonfiamento che fece Maura perdere la capacità di parlare, almeno per il momento. Solo un grido gutturale, la testa spinta indietro, la lingua che inumidiva il labbro, gli occhi chiusi, un grido un mugolio, Jane adorava i suoni che Maura faceva quando godeva. Le dita pompavano sempre più forte, succhiò un capezzolo, i seni ancora sodi nonostante gli anni, il corpo sinuoso, morbido, ma snello, candito. Un'opera d'arte che Jane, avrebbe voluto saper scolpire, ma mai mostrare al mondo, Maura nel piacere era solo sua, mentre godeva era solo sua, mentre il suo corpo, come ora, si muoveva negli spasmi pre orgasmici, era solo sua. La teneva forte, mentre guardava quel corpo, le dita che si perdevano dentro di lei, in quell'umido avvolgente antro di piacere, che non smetteva mai di desiderare, nemmeno dopo tutti quegli anni.

Tutto era bagnato, ma dentro Maura arrivò il fiume di piacere, e Jane si sentì appagata, darle piacere, vederla mentre le dava piacere, era sublime.

Maura si lasciò andare tra le braccia forti e la baciò.

Uscirono dalla doccia come due ragazzine, la frenesia di toccarsi giocosamente, di ridacchiare, ma la loro complicità era un loro pilastro. Jane si asciugò i capelli, mentre Maura si spalmava le sue creme. Poi Maura si asciugò i capelli, mentre Jane si vestì ed impostò una cena tipica italiana, come le primizie fresche comprate nel pomeriggio, nel loro negozio preferito, prima della loro corsa.

Mangiarono con una candela accesa sul tavolo, il vino nel nuovo contenitore del ghiaccio, comprato per il compleanno di Maura, quello vecchio si era rotto mesi prima.

Si godevano la serata romantica e di pace, sparecchiarono e mentre Jane sciacquava i piatti, Maura cominciò a toccarle i fianchi, l'addome ancora naturalmente scolpito.

"tesoro?! lasciami finire" "non so se riesco!" "Maura?!" La bionda scivolò nello spazio tra Jane ed il lavandino e cominciò a baciarla nei punti giusti, Jane lasciò i piatti nel lavandino e con le mani umide toccò la pelle di Maura, sui fianchi "ohooDDio Jane sei bagnata" "ancora no!" disse in sfida, ma Maura felina infilò una mano nei pantaloni di tessuto che Jane indossava sempre quando era in casa, la bruna spalancò la bocca al tocco "oh invece si, sei tutta bagnata!" "ohoo sii" sospirò Jane sentendo le dita morbide di sua moglie stuzzicarla anche solo lievemente "portami a letto amore" disse Jane sentendo le gambe cedere al piacere.

Maura sorrise e la baciò, le dita aumentarono il movimento nel calore di Jane, che mugolò nel bacio sensuale che Maura le stava dando, succhiandole il labbro, mordicchiandola "mi piace farti venire dove voglio io, quando voglio io!" disse con quel tono provocante e sensuale che sapeva, Jane, trovava irresistibile "oh cazzo!" disse semplicemente sapendo di non avere scampo.

Maura si inginocchiò improvvisamente, tirando giù con se i pantaloni di Jane, lasciandola nuda dalla vita in giù e senza dire una parola affondò tra le cosce di Jane leccando per insinuarsi tra le pieghe umide. Jane afferrò il lavello per tenersi, piegò un po' le gambe allargandole, voleva di più, voleva tutto quello che sapeva Maura era in grado di donarle.

La passione e la voglia di Maura non si fecero attendere, due dita entrarono in Jane e la lingua lavorava sul clitoride duro ed eccitato, Jane ansimava ad occhi chiusi.

Maura mugolava mentre dava a Jane quel piacere che la mora tanto desiderava, e quei mugolii stavano arrivando dentro Jane come un lento terremoto che dal profondo della terra risale in superficie ed esplodevano nei gemiti di piacere di Jane, sempre più vicina al suo orgasmo "Dio Maura non farmi venire qui" ma Maura scosse la testa mentre leccava il clitoride e Jane sentì un forte piacere "Odddio sto venendo Cazzo, Mauraa" le dita della bionda si mossero furiose e Jane venne, lì in piedi davanti al lavandino, con i pantaloni calati e con Maura ai suoi piedi.

Jane cercò di rallentare il respiro e si bagnò le labbra, Maura le tirò su i pantaloni e nuovamente in piedi la baciò lasciandosi assaporare "mhmmm come fai ancora dopo tutti questi anni a farmi fare certe cose!" disse stringendola a se e guardandola negli occhi con amore ricambiato "la fatica è stata tutta mia" "fatica? Ma se ci ho messo un attimo" ridacchiò "lo so che adori farlo in posti strani, ma ti trattieni sempre!" "non gradisco essere beccata sopratutto dalla nostra famiglia!" "ma stasera era più sicuro ed il rischio ti ha eccitato" disse provocandola "sei tu che mi ecciti sempre amore" e la baciò con desiderio, facendo scorrere le mani sotto la maglietta, toccandole la pelle, cercandole i seni, riempiendola di brividi

"amore portami a letto" disse Maura mentre Jane le baciava con lussuria il collo. Jane fece scivolare la mani fuori dalla maglietta e con la sinistra afferrò la mano di Maura ed intrecciò le loro dita, sorrise ed andarono in camera.

Di nuovo nude sul letto, sotto le coperte calde, si baciavano, si toccavano, si solleticavano e punzecchiavano, giocando con i loro corpi, con i loro punti di piacere "mi sento come una ragazzine" disse Jane riemergendo divertita da sotto le coperte dopo aver esplorato al buio il petto di Maura, che era decisamente eccitata "hai l'energia di una ragazzina, ma decisamente l'esperienza di una donna" e si morse il labbro "ci pensi che adesso avremo un'infinità di questi week end?" "beh un'infinità non è corretto, direi piùohoooo" ridacchiando Jane, aveva infilato un dito nell'umidità di Maura e cominciò a muoverlo "ohoo si ora non parli più eh?" disse Jane guardando il volto di Maura, pieno di piacere, labbra appena aperte ed occhi chiusi "oh Jane, si così, mhmmmcome fai si si ohooo" "conosco la tua pelle, so come farti godere.. o no!" "si ohoo si"

e fecero ancora l'amore, per due ore, riscoprendone i suoni, i gemiti, senza tenersi, senza sussurri, così dove la passione ed il piacere le portava. Sbattendo il letto contro il muro, ridendo e usando quelle provocazioni, quelle parole d'amore e di intesa, che sapevano e che mostravano quanto si desiderassero.

Infine le coccole, strette l'una all'altra con quel senso di gioia che sembrava non potesse finire. La pelle calda, le gambe intrecciate, i capelli a solleticare il collo, le mani sazie appoggiate con dolcezza, le labbra gonfie il fiato corto, come non succedeva da troppo tempo, come se la vita stesse regalando loro un nuovo innamoramento, una nuova libertà, nonostante, anzi, sopratutto dopo tutti quegli anni non sempre facili da vivere

"come mi mancata tutto questo!" "sei sempre melodrammatica" ridacchiò Maura dandole un piccolo bacio sulla guancia ""melodrammatica? Hai idea di..." Jane si interruppe, dei rumori dal piano terra risuonarono nella camera "hai sentito?" Maura alzò la testa "forse sono sulla strada" "sembravano giù in soggiorno!" rimasero in ascolto qualche secondo "forse mi sbaglio!" disse Jane tranquillizzandosi "oh sergente lei si sbaglia? Incredibile con la sua espreiENZAAA" finì urlando mentre Jane le faceva il solletico "porti rispetto Dottoressa" ma un nuovo rumore le interruppe "cazzo stavolta sono sicura è in casa, merda!" disse tirandosi seduta sul letto "l'ho sentito anche io! Oddio Jane!" Jane si infilò la maglietta "tranquilla amore, dove è quella maledetta pistola!" disse aprendo il cassetto del suo comodino

La porta si aprì lentamente, Jane accese la luce ed afferrò la pistola "mamma?!" la voce sussurrò "Ferma Jane!" gridò Maura istintivamente, nonostante la bruna stesse già abbassando l'arma nuovamente nel cassetto, la porta si spalancò "ma siete impazziti voi due?" urlò Jane "oddio scusate voi stavate..." "porca vacca ma sono nude!" "modera le parole Lucas e no Lucia non lo stavamo facendo!" "si ma copriti per favore mamma" disse il ragazzo distogliendo lo sguardo, Maura si coprì con il lenzuolo "ehi fai poco il difficile, il seno di tua madre è bellissimo, te lo auguro di trovare una che lo abbia così" "Jane!" disse Maura dolcemente "mammaaa" dissero in coro i ragazzi "mamma un corno! Cosa diavolo ci fate a casa! che lo paghiamo a fare il dormitorio al college se siete qui? Neanche una settimana che vi siete trasferiti e... perché siate qui di sabato sera?" "al dormitorio facevano una festa!" "di già?" disse Jane infilandosi i pantaloni "si una festa per l'apertura delle lezioni, sai scherzi alle matricole, un modo per conoscersi" "sembra divertente!" disse Maura sorridendo "l'ho detto anche io" incalzò Lucas " oh andiamo Lu quella musica e quel gridare e l'alcool!" "che alcool?" chiese Jane "non importa Ma, io volevo solo andarmene e dormire, lì era impossibile e Lu non voleva farmi guidare da sola fino a casa!" "molto galante, bravo Lucas!" disse Jane orgogliosa "si ma sai quante ragazze, diavolo, un'occasione persa!" sbuffò "ne avrai altre stai tranquillo" disse Maura in comprensione

"insomma anche voi facevate baldoria eh!" disse il ragazzo ridacchiando "oh si decisamente" "Maura, non dire queste cose hai ragazzi!" "nessun problema Mamma è naturale, anche alla vostra età, una buona vita sessuale è fondamentale" disse Lucia con quel tono così simile a Maura "alla nostra età? Andate subito a dormire o vi sparo davvero!" tuonò Jane con lo sguardo spaventoso che sapeva fare loro, e poi scoppiò a ridere quando i ragazzi uscirono di corsa chiudendo la porta, dietro di loro, con un botto.

Le due donne si guardarono per un attimo, avere i loro gemelli a casa non era poi così brutto "vado in bagno poi leggo un po' se non ti disturbo" disse Maura dolcemente "no! Leggo anche io per rilassarmi qualche minuto" si alzò e la seguì nel bagno.

Le voci dei ragazzi risonavano appena nel corridoio, due risate, qualche scherzo e poi le porte delle camere che si chiudono ed il silenzio.

Jane e Maura stavano nel loro letto, appoggiate alla spalliera a leggere, Maura recuperava un articolo della sua rivista, un argomento che Jane proprio non ricordava, mentre il sergente leggeva alcuni file di un'indagine appena chiusa. Entrambe con gli occhiali da lettura sul naso e le luci accese dei comodini che schiarivano la stanza.

Jane chiuse il file, si tolse gli occhiali ed appoggiò tutto sul comodino, spense la luce e si girò verso la moglie "io provo a dormire" Maura sorrise, si sfilò gli occhiali "finisco l'articolo se non ti dispiace" la bruna scosse il capo ed accennò un sorriso, Maura si abbassò un po' e si baciarono "buona notte" si dissero e Jane si girò su un fianco per dormire.

Una ventina di minuti dopo anche Maura chiuse la rivista, si tolse gli occhiali, ripose tutto sul suo comodino e spense la luce, a quel punto Jane si girò e la prese tra le braccia, dormirono beatamente fino all mattino inoltrato.

Jane si svegliò sentendo il corpo di Maura muoversi e mugugnò un po' "mi dispiace ma devo fare pipì" disse Maura sotto voce, Jane sbuffò e aprì le braccia per lasciarla andare.

Maura si alzò velocemente e corse in bagno. Quando rientrò Jane era sveglia e ridacchiava "ti scappava davvero" Maura le fece una smorfia "anche tu non hai la stessa resistenza urinaria di dieci anni fa è una cosa naturale" "si -disse Jane alzandosi- ma tu di più!" e sparì nel bagno.

Maura aprì le tende e la luce del giorno entrò invadendo la stanza, poi prese la sua vestaglia e la indossò, Jane rientrò in camera strofinandosi gli occhi per la troppa luce, Maura sorrise, Jane aveva ancora quei modi da bambina che nonostante gli anni la rendevano dolcemente unica e facevano sentire Maura sempre innamorata.

La bionda si avvicinò alla moglie arruffata, le afferrò la maglietta del dipartimento, inseparabile accessorio per dormire, si alzò sulle punte e la baciò con dolcezza "buon giorno amore" "mhmm buon giorno per te! Per me dopo il caffè" Maura rise e lasciò la presa "su andiamo che te ne preparo uno forte" Jane rispose con un sorriso ed uno sculaccione sul sedere ancora sodo, ma soffice di Maura, e subito dopo lo afferrò con le mani avvicinandosi al collo della bionda "hai sempre un gran bel culo amore" "Jane! smettila" e colpì le mani per far togliere la presa e rise. uscendo svelta, dalla camera.

Maura arrivò prima in cucina, ma Jane era dietro di lei e la afferrò per i fianchi e la strinse a se da dietro "ringrazia che ci sono i tuoi figli, altrimenti non avresti scampo" Maura si girò e strinse Jane "dovremmo cambiare le serrature e non farli più rientrare" disse scherzando prima di baciare la moglie con passione.

Avevano dei piani per quel primo week end da sole, e i loro figli lo stavano decisamente sabotando. Infatti mentre Jane afferrava il seno di Maura durante un bacio sensuale, la voce inconfondibile di Lucas riempì la stanza "Dio ma avete una stanza usatela porca miseria!" Jane lasciò la presa, Maura smise di mordicchiare il labbro ormai gonfio e rosso di Jane ed insieme si voltarono verso i figli che entravano nella stanza "si ma venite a rompere anche lì! E voi non dovreste essere qui -agitò il dito- in questa casa in generale... porca miseria!" Maura fece un passo indietro "voi due smettetela con questo linguaggio subito!" disse severa, i due alzarono contemporaneamente gli occhi al cielo, Lucia rise, Maura no.

"mamma -disse la ragazza guardando Maura- mentre ci prepari il caffè -sorrise- potresti aiutarmi con il primo progetto per biologia genetica?" "oh certo tesoro" "Ma, anche tu per favore!" "io?" disse Jane guardandola stranita "come potrei aiutarti" Lucas si sedette sullo sgabello e fissò le donne " Tesoro sei affascinato dalla biologia genetica?" chiese Maura quasi soddisfatta "no davvero, ma mi interessa l'argomento" anche la ragazza si sedette su uno sgabello di cucina, Maura cominciò a preparare i caffè "allora Lucy come possiamo aiutarti?" chiese Jane posizionando le quattro tazze vicino a Maura.

La ragazza si schiarì la voce "dunque il mio professore di biologia genetica ci ha chiesto una piccola tesina sullo sviluppo della fecondazione artificiale e le scelte genetiche, così ho avuto un'idea e ne ho parlato con lui di... insomma noi! E abbiamo concordato di fare una tesina sulla nostra fecondazione ecco!" le due donne si guardarono per un attimo, Jane fissò la figlia " e come possiamo aiutarti?" "beh siamo due gemelli eterozigoti, ovviamente" "non siete certo monozigoti" disse Maura "ma non abbiamo mai saputo esattamente come siamo nati" "non ci avete mai chiesto niente di specifico prima" i ragazzi si guardarono e poi Lucas intervenne "ci è sempre sembrata una cosa di cui non volevate parlare" "così mi chiedevo se potevate darmi alcune risposte" "vi avremmo sempre risposto, senza bisogno di scuse!" disse Jane quasi dispiaciuta del sotterfugio "oh no la tesina è vera! Forse ho solo colto l'opportunità ecco!"

Le tazze vennero riempite con il caffè caldo e forte che Maura aveva preparato per tutti, poi quando anche Maura fu seduta, il raccontò poté iniziare.

"forse dovremmo cominciare a raccontare gli eventi di 25 anni fa..." Jane annuì e Maura ricordò ai figli del suo tumore, spiegò di come tutto ebbe inizio, delle prime analisi, del modo in cui Jane decise di starle accanto fin da subito e di come anche lei ne aveva bisogno senza capirne realmente il motivo, di come Jane si prese cura di lei, di certe piccole dolcezze a attenzioni, della rinuncia al lavoro, della sue ricerche e premure, di come si sposarono, già innamorate, ma troppo spaventate per ammetterlo, di come la perdita dell'utero l'aveva angosciata, di come Jane, con il suo amore, l'aveva fatta sentire nuovamente donna superando il dolore, dimenticando le cicatrici che ormai erano un lontano ricordo e di come Jane, aveva atteso che fosse pronta ad ammettere il loro amore. Il racconto venne interrotto solo da poche battute del figlio, che smorzava così, a modo suo la tensione di un racconto che in parte conosceva, e che era si d'amore, ma anche di dolore

"quindi le nonne ed i nonni come hanno reagito quando avete detto che non avreste più divorziato?" Jane rise "un po' come tutti, alla fine nessuno era sorpreso, neanche nonna Constance che ha saputo tutto dopo" "le è venuto un colpo però!" risero tutti "anche nonno Frank?" chiese Lucia, Jane si fece seria "questo è uno dei motivi per cui non lo sento praticamente più!" "A meno che non gli servano soldi!" disse Lucia pragmaticamente "Non ha mai approvato, ma è lui che ci ha rimesso" Maura sorrise a Jane con amore e le strinse la mano in sostegno "è per questo che non si parla mai del nonno biologico mamma!?" Maura sospirò "No! È morto molti anni fa, ma ci ha sempre amato... a modo suo, ma questa è un'altra lunga storia, ne possiamo parlare ora che siete grandi, ma un'altra volta! Promesso" il ragazzo annuì

"quindi abbiamo cominciato la nostra vita da sposate -proseguì Jane- e dopo una malattia di questo tipo, i controlli sono molti, sopratutto il primo anno, quindi si resta un po' in tensione, si vive cauti, ma dopo un anno di terapie di mantenimento e analisi..." "tutto stava andando per il meglio -proseguì Maura- ed eravamo veramente felici, quindi una sera per festeggiare decisi di portare la mamma in un ristorate nuovo che sapevo avrebbe amato.." " da 'La rana Italiana' aveva aperto da poco a quel tempo" "accidenti" disse Lucia incantata al racconto "si, aveva aperto da pochi mesi e sapevo che mamma ci sarebbe voluta andare" "ci credo fa una pizza e degli spaghetti buoni da morire" disse Lucas "e tutti quei crostini?" replicò Jane complice con il figlio ed insieme si leccarono le labbra presi già dall'acquolina al ricordo "rimaniamo in tema, pensate sempre alla pizza voi due" si guardarono e fecero spallucce "insomma -proseguì Maura- prenoto e andiamo a mangiare..." " e vostra Madre aveva un vestito da togliere il fiato" "grazie!" disse Maura sorpresa ed emozionata al complimento, Jane fece l'occhiolino.

"antipasti e pizza quella sera, lo ricordo bene, era tutto perfetto, anche se vostra madre sembrava un po' nervosa e non capivo perché, visto che gli ultimi esami erano ottimi e aveva finito il ciclo della terapia di mantenimento" "infatti hai cercato tutta la sera di farmi divertire" "con successo" replicò impettita Jane "si con successo" ribadì Maura e si scambiarono un piccolo bacio, lo sguardo però era di quelli che nascondevano un segreto piccante, i ragazzi borbottarono, poi il medico proseguì "quindi arrivati al dolce, il loro tiramisù – Jane e Lucas mugugnarono in apprezzamento- mi decisi a confessare il vero motivo di quella cena" "Mamma sto morendo qual era il motivo?!" chiese impaziente la figlia "all'insaputa di tutti, alcuni anni prima della mia malattia, mi ero fatta estrarre degli ovuli, così, per sicurezza" "idea geniale, sopratutto con il senno di poi!" disse Lucas soddisfatto "e tu Ma come hai reagito?" "beh lì per lì un attimo incredula, ne aveva parlato una volta, ma chi ci pensava più!" "mi hai subito sorriso e aveva gli occhi lucidi, stupefatta non incredula" "era una splendida notizia, amore! -un altro piccolo bacio e nessuno se ne lamentò- così le dissi quello che pensavo e cioè che avrei tanto voluto un figlio con lei" "le tue parole esatte furono: farò qualsiasi cosa perché nostro figlio nasca, te lo prometto" "beh cominciavo ad andare su con gli anni infondo, sapevo che ci sarebbe voluta tenacia" e fece spallucce, Maura proseguì "nel giro di poche settimane avevamo fatto, o meglio aveva fatto tutti gli esami e gli accertamenti che servivano e decidemmo di provare" "non potete sapere Nonna Angela come era eccitata!" "quindi siamo biologicamente figli tuoi mamma?" chiese Lucia esterrefatta dallo scoprire tutte quelle cose "no!" rispose la bionda "la verità ragazzi è che il primo tentativo andò male e..."

Jane si soffermò un attimo, chiedendosi se era giusto raccontare così tanto e tutto in una volta, decise che non era il caso di spiegare della sua gravidanza precedente e del suo primo aborto, di quello che perdere un secondo bambino significò, per entrambe, del dolore, dei pianti, della paura, quindi evitò la menzione " io volevo tentare anche con un mio ovulo, non perché non avrei sentito mio, un figlio biologicamente... non mio ma... avrei comunque dovuto fare una serie di punture di ormoni, la possibilità di non farcela era alta, abbiamo solo alzato la nostra percentuale" "dunque siamo figli di un donatore ma due madri diverse, voi due" concluse la figlia

"si, abbiamo scelto un donatore e fecondato un ovulo mio e uno di vostra madre, che aveva congelato prima del cancro e siamo state estremamente fortunate, siete nati voi due" disse con un immenso sorriso che condivise con Maura "un momento -intervenne Lucas- quindi biologicamente di chi sarei figlio?" "non lo sappiamo Lucas, non lo abbiamo mai voluto sapere" disse Maura guardandolo con amore "non ci è interessato, siete entrambi nostri e decidemmo che avremmo fatto il test solo nel caso in cui ci fosse stata un'esigenza medica" "ma..." Lucas sembrava scioccato "ragazzi -intervenne Jane- non vi abbiamo mai nascosto niente, abbiamo sempre detto che vi ho portati io e che c'era un donatore, sembrava che a nessuno dei due servissero altre spiegazioni, ma se volete saperlo... è un vostro diritto!" "io credo di voler sapere chi è mia madre biologica" concluse Lucas "come vuoi" disse Maura, Lucia rise " e tu che ridi nocciolina?!" disse Jane dolcemente "che a pensarci bene e guardando i tratti somatici... non so come era il donatore...ma direi che è tutto molto chiaro" le madri sorrisero "tu dici?" disse Maura dubbiosa "il comportamento caratteriale, non è indice..." Jane e Lucas sbuffarono all'inizio di una nuova goggleMaura "sicura mamma?" "non proprio -ridacchiò guadando i due sbuffare- però avete entrambi gli occhi chiari ed i ricci di vostra madre" "si ma io ho la tua pelle chiara, nessun Rizzoli ha la pelle chiara come la mia" "questo è vero!" disse Maura quasi orgogliosa "ed io ho il braccio da lanciatore dello zio Frankie!" "eccome se ce l'hai!" "ma hai anche il senso del dovere e della famiglia come tua madre!" disse Maura sorridendo "si -disse Jane- ma anche Lucia ama la pasta come un'italiana doc" "i Rizzoli entrano nel sangue irrimediabilmente" e i loro sguardi innamorati si incrociarono ancora

"vacca miseria come vorrei trovare una donna che mi ama e mi guarda così" disse Lucas fissando le madri "linguaggio giovanotto!" " come ci guardiamo noi?!" chiese Jane ignorando il commento di Maura e piegando la testa incuriosita "certo, come vi guardate voi Ma!" rispose Lucia "ve lo auguriamo anche noi ragazzi, di trovare un amore che..." "ne valga la pena" concluse Jane "di cosa?" chiese il ragazzo frastornato " di tutto! vedi quando hai un amore così, che... che ti fa sentire bene, non più chiuso in te stesso, che anche nel dolore sei al sicuro, che anche il caffè sembra più buono..." "quello è perché hai smesso con il tuo inbevibile istantaneo!" Jane sbuffò poi sorrise

"insomma ti abbiamo aiutato per la tua tesina?" "beh avrei bisogno, se le avete ancora, del materiale medico, analisi e prescrizioni ormonali e le tecniche di fecondazione" "certo ho tutto in archivio" "nessuno ne dubitava amore! Oh e sono certa che la dottoressa Robbins potrà rispondere ad ogni tua domanda" "è vero, se vuoi lunedì la contatto" "oh potrebbe servire, ma forse più avanti grazie!"

"quindi è così... è stato grazie al tumore che tutto è iniziato" chiese il ragazzo "potremmo dire che non tutto il male viene per nuocere!" "è vero, per quanto quello che mi.. ci è successo non lo augurerei a nessuno, a noi ha però regalato la capacità di vedere i nostri sentimenti" "ed il coraggio di vivere la vita completamente, non solo quello spicchio che ci eravamo create con il lavoro, e che ci faceva sentire al sicuro, rimanendo distanti dalle cose importanti della vita!" "e due gemelli sono stati decisamente una bella scossa di vita!" "botta, si dice botta di vita Maur!" "oh okay! Che ne dite se chiamo e vediamo se abbiamo una Botta di fortuna -Jane annuì soddisfatta- e prenoto un tavolo per noi alla Rana Italiana?"

un coro di si, si alzò nella cucina. Così all'ora di pranzo tutti erano seduti al tavolo del loro ristorante preferito, i ragazzi chiesero dove erano sedute quando decisero che avrebbero avuto dei figli, così partirono nuovi ricordi da rivelare e quei piccoli imbarazzi nei figli che si sentono raccontare di pupù nei momenti meno appropriati, o di parolacce dette in presenza di persone importanti.

Quel giorno non lo sapevano, ma quello fu l'inizio di una nuova usanza familiare, ritrovarsi in quel ristorante per stare tutti insieme.

La famiglia Rizzoli-Isles si ritrovò settimanalmente per decenni a quel tavolo, sempre più numerosi

Pensate ad un tavolo ovale, tovaglia bianca, un piccolo centro tavola colorato, bottiglie d'acqua e di vino, tovaglioli appoggiati a casaccio, alcuni caduti a terra, piatti semi vuoti persone sedute scomposte per le tante risate, immaginate quel quadro, immaginate Jane e Maura che guardano la famiglia che hanno costruito nonostante gli anni di lavoro e la paura che una malattia come il cancro ti lascia ad ogni controllo, ad ogni fastidio fisico, immaginatele consapevoli, adesso, che niente le avrebbe potute separare, nemmeno il cancro, sempre insieme, negli anni di passione, insieme, negli anni difficili, insieme, nelle crisi dei figli che crescevano, insieme, nelle gioie dei figli che crescevano, insieme, nella vecchiaia, insieme.

Se non tutti i mali vengono per nuocere è altrettanto vero che quello che avevano costruito lo avevano voluto, insieme, con la stessa immensa forza, con al stessa grande pazienza e con la stessa forte tenacia che le aveva fatte innamorare e che ineluttabilmente le aveva legate per sempre.

Perché L'amore è questo, costruire insieme il proprio futuro nonostante i dolori e le difficoltà, perché nei giorni di gioia tutto è facile, ma il vero amore supera, camminando insieme, ogni oblio

Fine!