"Nami…" disse Bibi, evidentemente sconvolta, cercando di alzarsi dal pavimento di quel tanto che le era consentito dalle morse che le bloccavano polsi e caviglie. "…che cosa… che cosa stai…"
Lo sguardo dell'amica era troppo da sopportare, e la piratessa si affrettò a voltare la testa altrove, chiudendo le gambe e abbracciandosi da sola, cercando così di nascondere il proprio corpo seminudo alla vista dell'amica. Così facendo, però, le dita della giovane dai capelli arancioni andarono ad appoggiarsi su qualcosa, presente sulla schiena della ragazza, di fresco e vischioso. Una volta che Nami, spinta dalla curiosità, si fu portata una mano davanti al viso, poté constatare che la strana sostanza che aveva toccato era di colore rosso scuro, molto simile ad una tempera da disegno.
"Ops…" disse la voce di Miss Valentine, proveniente da un punto alla sua sinistra. "Mi dispiace, Miss Goldenweek, credo di aver rovinato il tuo Colors Trap".
Andando a guardare in quella direzione, la giovane navigatrice vide che anche la mano della donna bionda, alzatasi in piedi e allontanatasi da lei, era sporca della stessa sostanza.
"Non ti preoccupare." rispose la ragazzina con le lunghe trecce, parlando per la prima volta da quando Nami si era svegliata. "In ogni caso il Cremisi Lussuria non ha un effetto prolungato nel tempo… anche se non avessi rovinato il disegno, avrebbe funzionato ancora per qualche minuto…"
In quell'istante la giovane ladra comprese cos'era stato quello strano brivido di freddo che aveva provato qualche minuto prima, e per quale motivo il suo comportamento fosse cambiato così radicalmente: evidentemente quella ragazzina aveva il potere di modificare lo stato d'animo delle persone disegnando qualcosa sui loro corpi. Che fosse dovuta ad un Frutto del Diavolo o no - pensò la ragazza -, la sua era una capacità molto pericolosa.
Nel poco tempo in cui la piratessa dai capelli arancioni aveva formulato quei pensieri, la ragazzina chiamata Miss Goldenweek aveva estratto da non si sa dove una tavolozza ed un pennello, iniziando a sporcare il secondo di tempera.
"E comunque posso farlo tutte le volte che voglio… per esempio… Colors Trap: Bianco Marionetta."
Pronunciando quelle parole, la ragazzina agitò il pennello in aria, e dallo stesso partì come un cerchio di colore bianco che andò a colpire il corpo di Bibi, all'altezza della sua coscia sinistra.
"Bibi!" gridò Nami d'istinto, anche se inutilmente: non appena la tempera aveva toccato il corpo della giovane dai capelli azzurri, formando un cerchio con degli strani fregi all'interno, il corpo di Bibi si era immobilizzato e la sua espressione di timore e sgomento era scomparsa quasi all'istante, lasciando il posto ad uno sguardo vacuo e spento.
"Bibi!" gridò nuovamente la navigatrice, spaventata dall'improvviso mutamento avvenuto nell'amica. "Rispondimi, Bibi!"
"E' inutile." le rispose una voce femminile ormai nota, verso la quale si voltò immediatamente la diciottenne: Miss Valentine, appoggiata al tavolo circolare presente al centro della stanza, aveva gli occhi puntati proprio sulla giovane piratessa, con il suo solito sorriso crudele e beffardo stampato in faccia. Alle sue spalle, proprio in quel momento, l'individuo chiamato Mr.3 mosse una mano, e la giovane dai capelli arancioni vide con la coda dell'occhio le morse che imprigionavano Bibi liquefarsi e cadere a terra.
"La principessina non può più sentirti." continuò la bionda. "Il Bianco Marionetta annulla completamente la volontà della persona colpita, rendendola un semplice strumento nelle mani della nostra cara Miss Goldenweek… o dei suoi alleati. E a tal proposito…"
L'avvenente agente della Baroque Works, ampliando ancora il proprio sorriso maligno, si voltò verso la sedicenne dai capelli azzurri ora libera, ma ciononostante ormai alla sua completa mercé.
"Ok, principessina… comincia a spogliarti." disse la bionda, in un tono simile alle fusa di un gatto.
Nami avrebbe dovuto dire qualcosa, protestare, urlare, ma non riuscì a fare niente di tutto ciò. Rimase dove si trovava, in ginocchio, seminuda e con le braccia poste a coprire il seno, mentre il suo sguardo veniva calamitato dalla figura dell'amica, ora intenta a rialzarsi con movimenti lenti e meccanici. Una volta in piedi, la giovane principessa del regno di Alabasta cominciò a sfilarsi la giacca, mantenendo inalterato il suo sguardo fisso nel vuoto. Non appena l'indumento a righe diagonali cadde a terra, le mani della sedicenne si spostarono sul fianco della ragazza, dove afferrarono una zip presente sul corpetto a motivi concentrici da lei indossato, iniziando ad aprirla.
In quel momento, ad una tale vista, la giovane navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia parve ritrovare il controllo del proprio corpo, abbandonando la sua posizione protettiva e alzandosi di scatto. Un secondo più tardi la diciottenne si lanciò in direzione dell'amica, con l'unico, irrazionale desiderio di evitarle la stessa vergogna da lei provata. Se solo - pensò la piratessa - fosse riuscita a cancellare il disegno sulla sua gamba…
Ma in quel momento, prima ancora che potesse arrivare a portata della ragazza dai capelli azzurri, la giovane ladra percepì il pavimento sotto di lei muoversi, allargandosi sotto i suoi piedi per poi alzarsi ed avvolgersi attorno alle sue caviglie. Nami fece appena in tempo a spostare lo sguardo in basso per vedere la cera solidificarsi, imprigionandola nuovamente.
"No, no, no, non si fa così." disse una voce irritante proveniente dalla destra della navigatrice. Una volta giratasi in quella direzione, la ragazza dai capelli arancioni poté vedere il tizio dal gilet orrendo, ora voltato verso di lei, con i capelli in fiamme e una mano ancora levata nella sua direzione.
"Non vorrai mica privarci di questo spettacolino, vero? Non capita tutti i giorni di vedere uno strip-tease di un'autentica principessa… anche se non si può dire che ci stia mettendo molto impegno…" continuò l'individuo con il potere della cera.
A quelle parole, la giovane piratessa si affrettò a voltarsi nuovamente verso l'amica, giusto in tempo per vedere il corpetto di Bibi cadere a terra, rivelando il seno della giovane erede al trono di Alabasta, non abbondate come quello della navigatrice, ma comunque ben proporzionato. Un istante dopo, senza il benché minimo mutamento nella sua espressione vacua, la ragazza dai capelli azzurri afferrò i suoi corti pantaloncini, iniziando ad abbassarli.
"Bibi! Svegliati, Bibi!" urlò la navigatrice, nel vano tentativo di impedire all'amica di completare la sua svestizione. Ma le sue parole parvero non avere alcun effetto sulla sedicenne, che continuò a far scivolare il proprio indumento verso il basso, esponendo così alla vista di tutti i presenti le sue mutandine, un tanga azzurro come i suoi capelli.
Per un istante la giovane ladra desiderò con tutta sé stessa che il movimento dell'amica andasse a danneggiare il marchio bianco volto ad annullare la sua volontà, liberandola così dal suo potere e permettendole quindi una possibilità di fuga. Ma tale speranza risultò vana: i pantaloncini di Bibi scesero fino a terra senza intaccare il simbolo del Colors Trap e, un secondo più tardi, furono sfilati completamente dalle gambe della loro proprietaria.
In quello stesso istante, Nami percepì un tocco sul suo corpo, all'altezza dei suoi fianchi, seguito immediatamente dopo da un leggero rumore, come di una zip che viene aperta. Un attimo più tardi, prima che la giovane piratessa potesse capire cosa stava succedendo, un paio di mani le afferrarono di colpo la sua corta gonna e gliela abbassarono fino alle caviglie, lasciandola così completamente nuda.
Nami rimase immobile in quella posizione per alcuni istanti, arrossendo vistosamente, prima di emettere un grido acuto di paura e protesta, andando nel contempo a coprirsi le parti intime con entrambe le mani. Superato il primo momento di imbarazzo, la diciottenne dai capelli arancioni si affrettò a girarsi più che poteva, andando così ad osservare la responsabile della perdita del suo ultimo capo di abbigliamento: Miss Valentine si stava rialzando, sogghignante come sempre, evidentemente deliziata dalla reazione che aveva suscitato nella giovane ladra.
"Oooh, finalmente un comportamento degno di una signorina." disse la bionda nel suo solito tono di scherno. "Ehi, Mr.3!" continuò a voce più alta, piegando la testa di lato. "Credo che una fanciulla abbia diritto ad una sistemazione più comoda."
"Sono più che d'accordo, Miss Valentine." disse l'individuo dall'acconciatura assurda, alzando poi una mano in aria.
Improvvisamente l'intero pavimento della stanza parve liquefarsi sotto i piedi di Nami e, pur mantenendo la sua morsa sulle estremità inferiori della ragazza, cominciò a sollevarsi, trascinando con sé la stessa navigatrice che, dopo aver cercato inutilmente di mantenere l'equilibrio, cadde di schiena sulla superficie bianca in trasformazione, battendo anche leggermente la testa.
Non appena si fu ripresa, la giovane dai capelli arancioni poté constatare di trovarsi ora su di una specie di lettino bianco, a gambe piegate e spalancate, polsi e caviglie nuovamente inglobati nella cera. Era bloccata, ed in una posizione quanto mai imbarazzante.
"Che… che cosa volete farmi?" disse la piratessa con una punta di panico nella voce, anche se poteva ben immaginare quale fosse lo scopo di quella postura forzata.
"Oh, noi niente... per ora." rispose la voce di Miss Valentine, da un punto alla sua destra. "Ma forse la tua amica vuole approfittare della situazione… non è vero, principessina?"
Nami, a quell'allusione, si voltò nuovamente verso la ragazza dai capelli azzurri, adesso completamente immobile. Bibi aveva finito di spogliarsi: gli stivali e le mutandine della sedicenne erano scomparsi, e la pelle bianca della giovane principessa di Alabasta, tanto chiara da rivaleggiare con il bianco delle pareti di cera, era visibile in tutto il suo splendore. Accanto all'amica, evidentemente ancora in stato di trance, si trovava l'individuo dal gilet orrendo, il quale, dopo aver sussurrato qualcosa nell'orecchio della giovane, si allontanò da lei.
La piratessa della ciurma di Cappello di Paglia, completamente immobilizzata, non poté fare altro che osservare l'amica mentre cominciava a muovere lenti passi nella sua direzione, lo sguardo ancora fisso nel vuoto. Una volta che Bibi si fu portata esattamente tra le gambe della giovane navigatrice, prima ancora che quest'ultima potesse capire quello che stava succedendo, la sedicenne si fermò e si inginocchio a terra, così che solo i suoi capelli restarono nel campo visivo di Nami. Un secondo più tardi la giovane ladra percepì una sensazione calda e umida all'altezza del proprio sesso, comprendendo all'istante quale fosse l'ordine che era stato impartito a Bibi, e che la ragazza stava ora eseguendo.
"Ah… no, Bibi… ah… fermati, ti prego… aah!..."
I gemiti e le suppliche della giovane navigatrice si alternarono per un tempo indefinibile nel silenzio della stanza di cera, senza apparentemente sortire alcun effetto sulla ragazza a cui erano rivolti. Bibi continuò a stimolare il fiore dell'amica con la lingua, lentamente e instancabilmente, e il risultato di tali attenzioni non tardò a manifestarsi. Il corpo di Nami, seppur immobilizzato alle estremità, prese a divincolarsi e a contorcersi, e i gemiti della ragazza dai capelli arancioni iniziarono a poco a poco a soppiantare le vane richieste di pietà, fino a che l'unica cosa che Nami riuscì a fare fu mugolare per il piacere che l'amica, seppur involontariamente, le stava dando.
La diciottenne, alcuni minuti - o forse erano ore - più tardi, sentì montare dentro di lei una sensazione inconfondibile: nonostante la sola idea la facesse morire di vergogna, la giovane ladra stava per avere un orgasmo e, peggio ancora, in un remoto angolo della sua mente, la piratessa desiderava che tale evento giungesse al più presto, sommergendola così in oceano di piacere.
"Basta così per ora." disse una voce indistinta, da qualche parte sopra la ragazza immobilizzata. Un istante più tardi Nami senti svanire il piacevole tocco sul suo sesso e, in capo a pochi secondi, la sua mente si schiarì abbastanza da comprendere che Bibi aveva interrotto il suo lavoro.
"Ora credo sia giunto il momento del piatto forte… il nostro caro Mr.5 ha aspettato fin troppo, secondo me…"
A quelle parole, la giovane navigatrice si riscosse completamente dal beato oblio che l'aveva avvolta fino a quel momento, andando così ad osservare l'ambiente circostante, muovendo freneticamente la testa. Infine lo vide: l'individuo di colore, sfoggiante ancora il suo sesso eretto da sotto il pastrano nero, si stava avvicinando al tavolo posto al centro della sala, accanto al quale si trovava già Bibi, ancora nel suo stato di trance.
"Bene, principessina… adesso chinati in avanti e allarga le gambe, da brava." disse la voce di Miss Valentine da un punto alla destra della giovane ladra.
Nami capì immediatamente quello che sarebbe accaduto di li a poco, e fu con un misto di orrore e panico che vide l'amica obbedire all'indicazione datale, andando ad appoggiare le mani sul tavolo di cera e, nel contempo, allargando le gambe, esponendo così alla vista di tutti i presenti il suo sesso incorniciato da un ciuffo di peli azzurrognoli.
Nami sapeva bene che Bibi era vergine: glielo aveva rivelato lei stessa, durante i giorni di navigazione verso Little Garden. Essendo lei l'unica donna dell'equipaggio, nonché la sua compagna di stanza, era stato naturale per la principessa di Alabasta legarsi alla ragazza più che agli altri pirati, trovando così in Nami un'amica, una confidente… quasi una sorella. Le due giovani erano arrivate a discutere, durante la notte, anche dei dettagli più intimi delle loro vite, anche se la ragazza dai capelli arancioni non si era mai voluta aprire più di tanto sull'argomento, e questo a causa di un ricordo doloroso del passato, che l'aveva segnata profondamente.
E ora quel ricordo stava per rimaterializzarsi sotto i suoi occhi: Bibi, la sua amica del cuore, stava per perdere la sua verginità ad opera di un individuo malvagio e privo di scrupoli, esattamente come era successo a lei. E questo pensiero era per Nami insopportabile. Così, alla fine, vedendo l'uomo dalla pelle scura avvicinarsi alle spalle della giovane, il suo membro eretto ben visibile tra le pieghe del suo abito, la navigatrice non riuscì più a restare in silenzio.
"No! Fermati, non farlo! Ti prego! Farò, qualunque cosa…"
L'ultima parte della frase gridata dalla giovane dai capelli arancioni le fece comprendere appieno che cosa avrebbe dovuto fare per salvare la sua giovane amica: la sola idea la disgustava, ma il pensiero di vedere Bibi violentata sotto i suoi occhi era semplicemente troppo da sopportare.
"Cosa cosa cosa?" esclamò con voce falsamente incuriosita la giovane bionda, entrando nel campo visivo di Nami, alla sua destra. "Non ho capito bene cosa hai detto, car…"
"Prendi me!" gridò la piratessa all'uomo di colore, che aveva già appoggiato le mani sui fianchi della giovane dai capelli azzurri, ignorando la donna nuda accanto a lei. "Prendi me e lascia stare Bibi. Potrai… potrai fare di me quello che vuoi… quindi…"
La voce di Nami, divenuta sempre più incerta e tremula, si spense del tutto e, nel contempo, una grossa lacrima cominciò a scorrere lungo il viso della navigatrice della Going Merry. Le sue parole, però sembrarono avere l'effetto desiderato: lentamente, le mani dell'individuo dai poteri esplosivi si allontanarono dal corpo di Bibi e, subito dopo, l'uomo chiamato Mr.5 si voltò verso la giovane ladra, permettendole così di osservare per intero il suo organo genitale, ancora eretto e svettante.
"Per me va bene." disse l'uomo, iniziando ad avvicinarsi alla ragazza dai capelli arancioni. "In fondo è molto più divertente in questo modo. Non credi, Miss Valentine?"
"Si… in effetti lo è…" rispose piano la ragazza bionda, il suo sorriso sostituito da un'espressione di leggera delusione. "Però…" continuò subito dopo, facendo ricomparire sul proprio volto il suo solito ghigno sadico. "…visto che la nostra amica, qui, ha detto che non avrebbe opposto resistenza… allora dovremmo darle modo di dimostrare la sua sincerità. Giusto Mr.3?" disse a voce più alta, voltandosi verso l'uomo dai capelli assurdi.
"Mi sembra una buona idea, Miss Valentine." rispose quest'ultimo, e subito dopo eseguì un cenno con la mano destra, in direzione del ripiano di cera dove era imprigionata Nami. Immediatamente i blocchi bianchi che inglobavano mani e piedi della diciottenne si liquefecero, permettendole così di muoversi liberamente.
Dopo un primo attimo di smarrimento, la giovane ladra si voltò nuovamente verso la sua aguzzina, trovandola intenta a fissarla con occhi maligni, e in quel momento capì: avrebbe dovuto lasciare che l'individuo dalla pelle scura abusasse di lei, senza opporsi o combattere in alcun modo. L'idea di lasciarsi toccare da quell'uomo, per di più senza poter reagire, era disgustosa, ma, non appena lo sguardo della piratessa cadde sulla figura dell'amica, ancora ferma nella posizione in cui era stata lasciata poco prima, capì che non aveva scelta.
"Va bene." disse Nami, trattenendo le lacrime e cercando di dare alla sua voce il tono più sicuro possibile. "Va bene, lo farò, ma tu…" disse rivolta all'uomo di colore, che si era ormai portato tra le gambe ancora aperte della ragazza. "…non dovrai più toccare Bibi con un dito. Sono stata chiara?"
"Non sei nelle condizioni di avanzare pretese, carin…" esclamò in tono velenoso la donna bionda.
"Non c'è problema, Miss Valentine." la interruppe il suo compagno, afferrando nel contempo le ginocchia di Nami e allontanandole ulteriormente, facendo trasalire la giovane navigatrice. "Per me può andare bene così: non c'è gusto ad accanirsi su chi non si può opporre. Non credi anche tu?"
Nami spostò velocemente lo sguardo sul volto della donna priva di vestiti alla sua destra, ora corrucciato in un'espressione indecifrabile, per poi riportare la sua attenzione sull'uomo che si era posizionato tra le sue gambe, nonché sul suo ragguardevole organo genitale, situato ormai a pochi centimetri dal sesso della diciottenne. La giovane ladra provò l'impulso di chiudere le gambe di scatto, ma il pensiero di ciò che avrebbe comportato quell'atto di ribellione, seppur istintivo, la trattenne dal farlo.
"Allora, siamo d'accordo?" disse l'uomo, afferrando il suo membro e cominciando a strusciarne la punta lungo l'apertura del fiore della piratessa, che dovette far ricorso a tutta la sua forza di volontà per evitare di muoversi.
"Si…" disse infine lei, spostando lo sguardo di lato. "Si… si, siamo d'accordo".
"Molto bene." sussurrò Mr.5, la sua voce trasudante trionfo. Un istante più tardi il membro dell'uomo di colore penetrò completamente nel corpo di Nami. La ragazza non riuscì a trattenere un grido piuttosto forte, seguito poco più tardi da un'ulteriore serie di urletti, emessi in concomitanza delle spinte dell'organo genitale di Mr.5 dentro di lei.
Nami non aveva mai accolto dentro di sé un membro maschile di quelle dimensioni, e meno che mai in modo così improvviso: la ragazza dai capelli arancioni aveva già dovuto subire in precedenza, seppur raramente, penetrazioni non gradite, ma solo quando non aveva trovato altro modo per disfarsi degli ostacoli tra lei e il tesoro che aveva deciso di rubare, e quasi sempre tali situazioni si erano risolte con un forte colpo in testa al pirata intento a possederla.
Ma adesso, invece, tale soluzione non era praticabile: Nami era completamente in balia dell'uomo di colore, che non stava certo risparmiando le energie. I movimenti dell'agente della Baroque Works erano forti e decisi, e ad ogni suo colpo la giovane navigatrice poteva sentire il sesso dell'uomo penetrare profondamente in lei, strappandole gemiti di dolore che però, con profondo orrore della ragazza, stavano lentamente trasformandosi in gridolini di piacere.
Nami non poteva impedire al suo corpo di reagire alle sensazioni che il membro di Mr.5 le stava procurando, dovute in particolar modo alle dimensioni dello stesso, e non ci volle molto perché la piratessa cominciasse a muovere la testa da un lato all'altro, ansimando sempre più pesantemente. Infine, com'era successo poco prima, Nami percepì sopraggiungere la sensazione che annunciava il suo orgasmo imminente, e la giovane si trovò nuovamente a desiderare l'arrivo di tale scarica di piacere.
Ma, ancora una volta, si trovò delusa. I movimenti dell'individuo dalla pelle scura si arrestarono di colpo, interrompendo il flusso di piacere al cervello della piratessa che, sorpresa e incuriosita, si voltò verso il suo indesiderato amante. Accanto all'alta figura nera di Mr.5, però, si trovava ora quella, nuda, della ragazza dai capelli biondi: la mano della donna era appoggiata sulla spalla dell'uomo, e i suoi occhi erano fissi sulla diciottenne, intenti ad osservarla in un modo che non prometteva nulla di buono.
"Io credo che così possa bastare, non credi Mr.5?" disse Miss Valentine, in un tono stranamente serio. "In fondo la nostra amica si è dimostrata più che accomodante nei nostri riguardi, non dovremmo accanirci ulteriormente su di lei…"
"No…" disse Nami in un sussurro, per poi sgranare gli occhi, sorpresa dalle sue stesse parole.
"Che cos'hai detto, piccola?" le chiese la ragazza bionda, chinandosi leggermente su di lei. "Non ho sentito bene…"
In quel momento Nami capì per quale motivo l'individuo di colore aveva interrotto l'amplesso, e sentì crescere dentro di sé la rabbia e la frustrazione: evidentemente Miss Valentine si era resa conto del suo orgasmo imminente, e aveva fermato il suo compagno così da indurre la piratessa a supplicarlo di continuare. La giovane ladra, in condizioni normali, non si sarebbe mai abbassata a chiedere una cosa simile, anche perché una tale richiesta non avrebbe avuto nulla a che vedere con la promessa di non opporsi alle attenzioni dell'uomo, ma Nami aveva già visto sfumare per due volte la possibilità di raggiungere l'estasi, e il suo desiderio di provare quella sensazione aveva ormai messo in ombra la dignità della ragazza.
"Non... non fermarti, continua…" disse la giovane dai capelli arancioni, in un sussurro.
"Puoi ripetere?" disse la donna, in tono più maligno.
"Ti… ti prego, continua…" disse Nami, a voce più alta. "Non… non smettere… non resisto più… ti prego, fammi venire!" concluse la diciottenne, quasi urlando.
"Molto bene… se ce lo chiedi così..." disse Miss Valentine in tono soddisfatto e, un secondo più tardi, la ragazza dai capelli arancioni percepì nuovamente il sesso di Mr.5 farsi strada dentro di lei, strappandole un nuovo gemito di piacere.
"Oh, si… si… così…" si trovò a dire la giovane ladra, ormai completamente pervasa dal desiderio di piacere.
La navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia chiuse gli occhi e cominciò a muoversi a sua volta, aiutando così il suo amante nella sua opera di penetrazione, beandosi delle sensazioni che quei movimenti combinati le procuravano, senza mettere di ansimare e mugolare. Infine, ad un certo punto, la ragazza percepì sopraggiungere nuovamente l'orgasmo tanto desiderato, cosa che la indusse ad aumentare il volume dei suoi incitamenti.
"Ah… si… così... ancora… si… si… SIIIII!" urlò Nami, ormai senza più alcun freno, mentre il piacere esplodeva dentro di lei. Il corpo della piratessa si inarcò e prese a tremare, mentre le mani della giovane ladra si aprivano e chiudevano freneticamente, dimostrando senza ombra di dubbio la potenza dell'orgasmo che l'aveva colta, nonché quanto la navigatrice della Going Merry apprezzasse tale sensazione. Pochi secondi più tardi, Nami si accorse che anche il respiro di Mr.5 era divenuto irregolare e, subito dopo, percepì qualcosa di liquido e caldo fuoriuscire dal sesso dell'uomo, fluendo dentro di lei. Tale sensazione aumentò ancora di più il piacere provato dalla diciottenne, che ruotò gli occhi all'indietro e, dopo un ultimo spasmo, rimase immobile, con un filo di bava che le colava da un angolo della bocca.
In quel momento Nami era completamente in estasi, appagata, la sua mente svuotata dal piacere: non le importava più ne dove si trovasse, ne chi l'avesse condotta ad un tale stato di benessere. La giovane navigatrice rimase immobile, sdraiata supina sulla superficie bianca, le braccia ormai prive di ogni forza pendenti ai lati della stessa, traendo lunghi e profondi respiri. Il bianco dell'ambiente che la circondava le fece pensare, per un attimo, di trovarsi in paradiso…
"N-nami…" disse una voce spaventata, proveniente da una distanza apparentemente enorme, ma comunque perfettamente udibile.
Il cuore della piratessa saltò un battito quando riconobbe quella voce, rimanendo poi immobile per alcuni secondi a fissare il soffitto con occhi sgranati, come sotto shock. Infine, molto lentamente, la giovane ladra piegò la testa verso destra, nella direzione da cui era venuto quel flebile richiamo, e la vide: Bibi non era più piegata sul tavolo di cera, ma era seduta su di esso, con le gambe e, evidentemente, le braccia bloccate da delle ganasce dello stesso materiale, i suoi occhi non più vacui ma ben vigili, e puntati su di lei. Il volto della principessa era segnato da un'espressione di incredulità e tristezza.
"Nami… ma cosa… cosa stai…" balbettò la sedicenne, apparentemente sul punto di scoppiare in lacrime. Alle sue spalle, fuori dalla portata visiva della giovane dai capelli azzurri, Nami poté scorgere, seminascosta dal corpo dell'amica, la figura nuda e sogghignante di Miss Valentine, che in quel momento sollevò la mano destra, mostrando alla navigatrice le sue dita sporche di tempera bianca.
*continue...*
