La ragazza dai capelli arancioni avrebbe voluto dire qualcosa, qualunque cosa, ma non riuscì ad emettere un solo suono mentre la crudeltà della situazione le si riversava addosso: aveva appena avuto un orgasmo sotto lo sguardo della sua amica, orgasmo procuratole dal tocco di un uomo che avrebbe dovuto essere un suo nemico, ed il cui membro si trovava ancora dentro di lei. Nami era ben consapevole che, dal punto di vista di Bibi, la mancanza di costrizioni sul suo corpo e il grido di piacere che aveva emesso poco prima potevano significare solo una cosa: che si fosse concessa spontaneamente all'individuo di colore, cosa che - e questo era l'aspetto peggiore - non poteva essere definita del tutto falsa.

Nami cominciò a muovere lentamente la testa in un cenno di diniego, guardando la giovane dai capelli azzurri con occhi supplichevoli, ma in quel momento la donna bionda si mosse da dietro il corpo nudo di Bibi, facendo spostare l'attenzione della sedicenne su di lei.

"La tua amica è stata così gentile da partecipare attivamente ai nostri giochi, principessa…" disse Miss Valentine, rivolta alla ragazza imprigionata. "…e ci ha anche dato il permesso di divertirci un po' con te."

Nel momento esatto in cui terminava la frase, la donna agente della Baroque Works uscì da dietro il ripiano di cera, permettendo così ad entrambe le ragazze di osservare il suo corpo nudo. Solo che ora non era più del tutto nudo: all'altezza del pube della bionda, aderente ai suoi fianchi come una mutanda, si trovava un nuovo manufatto di cera, presentante sul davanti un'escrescenza cilindrica composta del medesimo materiale, di dimensioni non trascurabili. Nami, sconcertata da quella visione, quasi non si accorse della fuoriuscita dell'organo genitale di Mr.5 da dentro di lei, concentrata com'era ad analizzare ciò che aveva ora di fronte: non ci volle molto perché la giovane dai capelli arancioni comprendesse qual'era la natura dell'oggetto indossato dalla donna, ne, ripensando alle parole appena pronunciate dalla stessa Miss Valentine, quale fosse lo scopo a cui era destinato quel bizzarro indumento.

"Non è così, carina?" chiese la ragazza bionda rivolta alla piratessa, prima che quest'ultima riuscisse a replicare. "Non hai nulla in contrario se mi intrattengo con la tua amichetta, vero?"

Nami avrebbe voluto gridare, o addirittura alzarsi dal ripiano su cui era sdraiata e scagliarsi sulla sua aguzzina, ma l'orgasmo appena provato le aveva tolto quasi tutte le energie, impedendole di muoversi o di parlare a voce alta. In quel momento, alla sua sinistra, un leggero "psst" che probabilmente solo la diciottenne aveva sentito attirò la sua attenzione, facendola voltare da quella parte. Ciò che Nami vide una volta giratasi confermò le sue peggiori paure: l'individuo dal gilet orrendo era accovacciato al fianco di Zoro, ancora addormentato, e stava puntando la lama di un pugnale alla gola dello spadaccino. I due uomini non potevano essere visti da Bibi, nascosti com'erano dalla struttura di cera sulla quale era ancora sdraiata la giovane navigatrice, e quest'ultima, osservando la scena e, soprattutto, lo sguardo maligno dell'individuo dai capelli assurdi, capì che cosa avrebbe comportato una sua ribellione, anche solo verbale.

Trattenendo a stento le lacrime, la ragazza dai capelli arancioni si voltò nuovamente verso Bibi e Miss Valentine, entrambe intente ad osservarla con occhi attenti e, nel caso della sedicenne, supplichevoli.

"Allora?" disse ancora la bionda, accarezzando nel contempo le spalle della principessa di Alabasta, che rabbrividì vistosamente. "Posso?"

Quella semplice ma crudele domanda fu seguita da alcuni secondi di silenzio assordante, finché…

"Si…" disse infine Nami in tono flebile, chiudendo nel frattempo le gambe e abbracciandosi da sola. "Si, puoi farlo... "

La giovane navigatrice si voltò nuovamente, cercando di nascondere all'amica le sue lacrime di vergogna e rimorso, ma così facendo non poté evitare di posare lo sguardo sul volto sorridente di Mr.3, visione che la fece sentire ancora più umiliata di quanto già non fosse.

"Nami… ti prego… ah!"

La disperata invocazione di Bibi, e sopratutto il suo gridolino di protesta, costrinsero la ragazza dai capelli arancioni a girarsi nuovamente nella sua direzione, potendo così osservare ciò che stava accadendo: Miss Valentine aveva portato una mano all'altezza del fiore della giovane principessa di Alabasta, e lo stava ora stimolando con carezze e tocchi mirati; la sedicenne, dal canto suo, aveva chiuso gli occhi ed inarcato la testa all'indietro, evidentemente sopraffatta dalle sensazioni che le dita della bionda le stavano trasmettendo.

"Ti piace, principessina?" chiese la donna agente della Baroque Works, in un tono falsamente rassicurante. "Ti piace essere toccata così?"

Bibi non riuscì a dire niente, e si limitò a scuotere violentemente la testa in un gesto di diniego, facendo svolazzare i suoi lunghi capelli azzurri.

"Oh, ma non mi dire." continuò la bionda, in tono falsamente offeso. "Forse sei abituata a ben altro… beh, in tal caso… che ne dici di questo?"

Un istante più tardi, senza smettere di stimolare il sesso della giovane, Miss Valentine si chinò su di lei, andando ad appoggiare le labbra su uno dei capezzoli della sedicenne, succhiandolo lentamente e con gusto, per poi effettuare lo stesso trattamento sul secondo.

"Ah... aaah… no, basta… ah… smettila…" cominciò a mugolare Bibi, agitandosi ancora più di prima, per quanto le morse di cera che la imprigionavano le consentissero di muoversi.

Nami non riusciva a distogliere lo sguardo da quella scena: nonostante non desiderasse altro che tapparsi le orecchie per non sentire più i lamenti dell'amica, quegli stessi gridolini attiravano la diciottenne in una maniera che neanche lei riusciva a spiegarsi. Ad un tratto, poco più tardi, Bibi proruppe in un grido assai più forte dei precedenti, facendo alzare di scatto la testa alla piratessa: Miss Valentine aveva inserito di colpo due dita nel corpo della giovane dai capelli azzurri, che si era ora immobilizzata con la bocca spalancata e gli occhi fissi sul soffitto. Dopo un tempo indefinibile, la donna bionda cominciò ad estrarre dal sesso della sedicenne le sue lunghe dita affusolate, facendole emettere un nuovo gemito di protesta. Gli occhi della giovane navigatrice si spostarono quasi automaticamente sulla mano della donna dai capelli biondi, ora parzialmente sporca di una sostanza viscosa e trasparente.

"Bene, bene… direi che la nostra Miss Wednesday è già pronta…" disse tra sé e sé Miss Valentine, osservando il liquido che le sporcava ora le dita. Un secondo più tardi, la donna agente della Baroque Works si portò esattamente di fronte alla giovane dai capelli azzurri, tra le sue gambe forzatamente aperte, puntando il falso membro di cera da lei indossato direttamente verso il sesso di Bibi. La ragazza, non appena si fu resa conto delle intenzioni della bionda, sgranò gli occhi in un espressione di terrore, puntandoli poi sul volto della sua torturatrice.

"Allora…" cominciò Miss Valentine, evidentemente deliziata dalla visione del volto impaurito della sedicenne. "…vogliamo cominciare?"

Non appena ebbe terminato la domanda, prima ancora che la giovane dai capelli azzurri potesse reagire in qualunque modo, la donna dai capelli biondi avanzò fino a far venire a contatto del fiore di Bibi l'oggetto cilindrico che indossava, causando un brivido alla ragazza imprigionata. Un attimo più tardi, sorridendo in maniera più sadica che mai, Miss Valentine mosse di scatto il bacino in avanti, facendo penetrare il finto membro maschile nel corpo della principessa di Alabasta, fino a che non fu tutto dentro di lei. Bibi proruppe in un grido strozzato, rimanendo poi perfettamente immobile, la bocca spalancata, lo sguardo fisso nel vuoto, quasi come se fosse caduta nuovamente sotto l'influsso della tempera magica.

"Bibi!" gridò la giovane navigatrice, senza riuscire a trattenersi.

"Ehm, ehm!" sbottò una voce maschile alla sinistra della ragazza dai capelli arancioni, la quale, spaventata, si voltò di scatto in quella direzione: Mr.3 si trovava nella stessa posizione di poco prima, il suo sorriso maligno sostituito da un'espressione corrucciata, la lama del suo pugnale ancora più vicina alla gola di Zoro. Nami rivolse all'uomo uno sguardo ricolmo di rabbia e tristezza, voltandosi poi nuovamente verso il tavolo circolare di cera, dal quale stavano ora provenendo dei gemiti inconfondibili.

"Ah… aaah… no… ah… ti prego… basta… aah…"

Il volto della giovane dai capelli azzurri era rigato dalle lacrime mentre il corpo nudo di Miss Valentine si muoveva regolarmente avanti e indietro, strappando ad ogni spinta un gridolino alla sedicenne. Nami poteva vedere il fallo di cera scomparire ogni volta all'interno del corpo dell'amica, riemergendone sempre più sporco di un liquido di colore rosso.

"Oh!" disse la donna bionda, in un tono sorpreso che, per una volta, sembrava autentico. "Ma guarda… non sapevo che fossi vergine, principessina… altrimenti sarei stata più delicata…"

Il volto di Bibi, ancora bagnato dalle lacrime, si spostò in maniera apparentemente automatica verso la ragazza dai capelli arancioni, ancora sdraiata sul ripiano di cera e con le braccia ancora poste a protezione del seno nudo. Gli occhi della giovane principessa si andarono a posare sull'amica, guardandola con un'espressione arrabbiata ma, al contempo, supplichevole. Tale sguardo non sfuggì all'attenzione della donna agente della Baroque Works, la quale, un attimo più tardi, si girò a sua volta verso la piratessa diciottenne. Sul viso della ragazza bionda era ora visibile un'espressione corrucciata, pensierosa, che fu sostituita pochi secondi più tardi da un nuovo sorriso, stavolta però privo di malignità.

"Su carina, vieni qui, cosa aspetti?" disse Miss Valentine rivolta a Nami, provocando la comparsa, sul volto di quest'ultima, di un'espressione di sorpresa.

"Avanti…" continuò la bionda, nel suo tono sarcastico. " …la tua amica sta soffrendo, non vedi? Dovresti essere qui a confortarla…"

La ragazza dai capelli arancioni capì all'istante cosa intendesse dire la bionda con 'confortare', e per un istante, al pensiero di ciò che le era stato chiesto di fare, fu assalita dal disgusto. Subito dopo, però, ad un nuovo gemito della giovane dai capelli azzurri, la navigatrice della Going Merry sentì svanire tale sensazione, sostituita da un moto di pietà nei confronti dell'amica.

Nami aveva perso la verginità ad opera di Arlong anni prima, quando era ben più giovane di Bibi, e il ricordo di quell'esperienza la tormentava ancora, anche a distanza di anni: la sensazione di essere stata usata, abusata, trattata come un mero oggetto di piacere aveva indubbiamente influito sulla vita sessuale della giovane, e il pensiero che quel trauma avrebbe segnato anche la vita dell'amica era per lei insopportabile. Nami non poteva cambiare quello che era successo, lo sapeva bene: Bibi avrebbe ricordato per sempre il suo primo rapporto sessuale come un'invasione della sua sfera più intima, ad opera di una donna sadica e malvagia, che non le aveva mostrato la benché minima gentilezza o rispetto.

Oppure no. C'era un'altra possibilità.

In quel momento la ragazza dai capelli arancioni capì quello che doveva fare. Era l'unico modo che ancora avesse per poter salvare Bibi. La giovane non era riuscita ad evitare all'amica la stessa esperienza che l'aveva segnata, ma adesso, almeno, poteva darle ciò che lei non aveva avuto ai suoi tempi: dolcezza, calore, affetto. Anche se questo avesse significato partecipare al suo stupro.

Nami, lentamente, si alzò dal ripiano di cera dove era rimasta sdraiata fino a quel momento, iniziando poi a camminare verso la coppia di ragazze unite in un amplesso forzato, i suoi occhi fissi sul volto sofferente della sedicenne. Non piangeva.

Una volta giunta al fianco di Bibi, questa alzò gli occhi verso di lei, guardandola con uno sguardo implorante. Quell'espressione, unita ai gemiti che la giovane principessa di Alabasta continuava ad emettere, cancellarono ogni dubbio della navigatrice, che si chinò su di lei e la baciò.

Gli occhi di Bibi si spalancarono, così come il ghigno di Miss Valentine che, evidentemente eccitata dalla scena che le si presentava ora di fronte, cominciò a muovere i fianchi con ancor maggiore foga, facendo così aumentare anche il volume dei mugolii della sedicenne, per quanto soffocati dal contatto con le labbra di Nami.

Quest'ultima cominciò a muovere la lingua all'interno della bocca dell'amica, che venne accolta quasi subito da quella di Bibi, dando così il via ad una serie di piacevoli schermaglie tra le bocche delle due giovani. Nel frattempo la piratessa portò una mano all'altezza del seno della ragazza dai capelli azzurri, cominciando subito dopo a massaggiarlo. Gli effetti di quel tocco gentile non tardarono a manifestarsi: i gemiti di Bibi divennero a poco a poco meno forti e più passionali, indicando il graduale mutamento delle sensazioni della sedicenne. Ciò che la giovane principessa di Alabasta stava cominciando ora a provare non era più dolore, ma piacere.

I sentimenti di Nami, in quel momento, erano contrastanti: da un lato era felice che il dolore della sua amica si fosse attenuato, dall'altra aveva paura di cosa Bibi avrebbe pensato di lei da quel momento in avanti. In fondo, la sedicenne l'aveva già vista in situazioni più che compromettenti: prima l'aveva sorpresa a baciarsi con la giovane bionda della Baroque Works, la stessa che aveva appena rubato la sua verginità e che la stava ancora penetrando, e poi l'aveva persino vista supplicare l'orgasmo durante un amplesso con l'individuo di colore appartenente allo stesso gruppo criminale. E ora, come se non fosse bastato tutto questo, stava venendo baciata e accarezzata sensualmente mentre veniva violentata.

Nonostante questo turbinio di pensieri, Nami non interruppe le sue attenzioni sul corpo dell'amica, anzi le incrementò ulteriormente: il desiderio di dare a Bibi almeno una briciola di felicità alla quale aggrapparsi in quel momento buio superava qualunque dubbio della piratessa.

A poco a poco i mugolii della sedicenne crebbero di intensità, assumendo al contempo un inconfondibile tono di gradimento, se non persino di incitazione a continuare. Poi si interruppero bruscamente. Nami, senza smettere di baciare l'amica, girò lo sguardo in direzione della donna bionda, ancora immobile tra le gambe forzatamente aperte di Bibi: il suo corpo nudo era illuminato dalla luce che entrava dalle finestre circolari della strana costruzione di cera, luce che metteva in risalto i suoi denti bianchi, visibili per via del sorrisetto sadico che aveva sul volto, nonché la propaggine bianca situata all'altezza del suo pube, parzialmente sporca di sangue. Miss Valentine aveva fatto fuoriuscire il suo membro artificiale dal corpo di Bibi. Ma questo - Nami lo sapeva bene - non significava affatto che la donna avesse finito di 'giocare' con loro.

"Bene, a quanto vedo hai deciso di partecipare ai nostri giochi, carina." disse la bionda agente della Baroque Works, avvicinandosi poi al viso della giovane navigatrice. "In tal caso… credo sia meglio far si che tu ti possa divertire il più possibile, non trovi?"

A Nami non piacque affatto il tono con cui Miss Valentine pronunciò quell'ultima frase, ma non ebbe il tempo di pensare a quale potesse essere il significato delle sue parole: la ragazza bionda, infatti, si era voltata verso un punto alla sua destra, punto verso il quale la diciottenne, impegnata com'era a baciare l'amica, non poteva guardare. Nami vide la sua aguzzina sfoggiare un sorrisetto sadico, facendo poi un cenno con la testa nella sua direzione. Pochi secondi più tardi, la giovane piratessa percepì una strana sensazione, come se qualcosa di fluido e caldo stesse scorrendo lungo le sue gambe, diretto verso il suo pube. La sorpresa per quello strano tocco fece interrompere alla diciottenne il contatto tra le sue labbra e quelle di Bibi, così da poter andare ad osservare cosa stava avvenendo all'altezza del suo sesso. Ciò che vide le fece spalancare gli occhi e la bocca, a causa sia dello stupore che delle implicazioni di ciò che aveva appena constatato: tra le sue gambe, in quel momento, si trovava una struttura cilindrica di cera identica a quella indossata da Miss Valentine. E lo scopo a cui era destinato quell'oggetto poteva essere uno solo.

Nami si voltò verso la donna dai corti capelli biondi, guardandola con un'espressione sconvolta e impaurita, muovendo lentamente la testa in segno di no. Tale comportamento, però, ebbe solo l'effetto di far allargare ulteriormente il ghigno della donna agente della Baroque Works, il cui sguardo predatorio si fece ancora più marcato.

"Su, su, non fare così. Penso che anche tu voglia dare piacere alla tua amica, no?" domandò in tono velatamente canzonatorio Miss Valentine, dondolandosi leggermente sul posto. "Avanti… non puoi rifiutarti… non sarebbe gentile nei suoi confronti…"

Nami non poté non notare che, nel dire la parola 'suoi', la ragazza bionda aveva spostato lo sguardo verso la piattaforma di cera su cui era rimasta sdraiata fino a poco prima, dietro la quale - per quanto non fosse visibile da quella posizione - si trovava Zoro. Nonché l'uomo che reggeva il pugnale puntato alla sua gola.

La giovane piratessa, in quel momento, capì di non avere scelta e, lentamente, si voltò verso la giovane principessa di Alabasta, i cui occhi la stavano nuovamente guardando. Supplichevoli.

"N-nami…" disse Bibi, la voce tremante di paura. "Nami, no…"

Ma la giovane navigatrice non si fermò: si avvicinò lentamente al corpo nudo dell'amica, portandosi tra le sue gambe tenute forzatamente aperte dalle ganasce di cera, e poggiò delicatamente le sue mani sulle ginocchia della sedicenne, avvicinando a poco a poco la punta del finto fallo da lei indossato al fiore della principessa di Alabasta, fino a che non ne fu a contatto. Bibi, a quel tocco, ebbe un fremito di paura, accompagnato da un lieve respiro affannato: i suoi occhi non si erano ancora staccati da quelli di Nami.

La ragazza dai capelli arancioni sapeva che continuare avrebbe significato distruggere completamente la fiducia che la sedicenne aveva in lei, cancellare la loro appena consolidata amicizia, e questo le spezzava il cuore. Ma, nonostante ciò, Nami non poteva permettere che la prima esperienza sessuale di Bibi fosse costituita da nient'altro che violenza e frasi di scherno. Non poteva sopportarlo.

Quindi continuò.

La giovane piratessa, trattenendo a stento le lacrime, si chinò sul volto dell'amica, arrivando quasi a far toccare i loro nasi e, in un tono poco più alto di un sussurro, disse: "Perdonami."

Un secondo più tardi entrò dentro di lei.

Nonostante non potesse percepire nulla dal finto fallo di cera che aveva fra le gambe, Nami sentì comunque le pareti del sesso di Bibi avvolgere la propaggine cilindrica, fino a che questa non fu del tutto inserita nel corpo della sedicenne. La giovane principessa di Alabasta emise un breve gemito, cominciando poi a respirare più profondamente, senza smettere di guardare dritto negli occhi la sua compagna di viaggio, di stanza e, ora, indesiderata amante. La ragazza dai capelli arancioni, dal canto suo, non interruppe il contatto visivo con gli splendidi occhi azzurri della sedicenne, iniziando poco dopo a muoversi dentro di lei. Bibi emise un gemito, e un altro, e un altro ancora, accompagnando con essi ciascuna penetrazione del fallo di cera nel suo corpo, respirando sempre più profondamente.

Ad un certo punto le bocche delle due giovani si incontrarono, riprendendo a baciarsi appassionatamente, ormai incuranti di quello che stava avvenendo attorno a loro. Quel beato oblio durò per un tempo indefinito, fino a che Nami non percepì un nuovo tocco femminile sul suo corpo, all'altezza del suo fianco. Con la coda nell'occhio, la piratessa diciottenne vide che Miss Valentine si era posizionata dietro di lei, e la sua silenziosa domanda riguardo alle intenzioni della donna trovò risposta quando percepì un oggetto freddo e liscio venire a contatto del suo fiore.

Nami si immobilizzò, spalancando gli occhi, ma non fece in tempo a fare alcunché: il finto membro di cera indossato dall'agente della Baroque Works scivolò lentamente dentro di lei, facendole emettere un gemito, subito soffocato dalle labbra della giovane dai capelli azzurri. Pochi secondi più tardi, la donna dai corti capelli biondi cominciò a muoversi, facendo penetrare l'oggetto bianco sempre più profondamente dentro di lei.

Le spinte di Miss Valentine ebbero l'effetto di far riprendere anche la penetrazione del fallo di Nami dentro Bibi, la quale proruppe in un sospiro di sorpresa, anch'esso soffocato dal contatto tra le labbra delle due ragazze. In poco tempo Nami ricominciò a muoversi di sua volontà, cominciando così a percepire la somma delle sensazioni procuratele dall'oggetto che aveva ora dentro di sé, nonché da quello che stava muovendo nel corpo di Bibi. Non passò molto tempo prima che la piratessa cominciasse a percepire le avvisaglie dell'orgasmo imminente, cosa che le fece interrompere il contatto con le labbra della principessa di Alabasta, iniziando al contempo a respirare sempre più velocemente.

"Bibi…" disse Nami, la sua voce rotta dal piacere. "Bibi… ah... io… io sto per…"

"Ah… anch'io, Nami. Anch'io!" le ripose la sedicenne, nello stesso tono usato dall'amica.

Un istante più tardi, con un'ultima spinta, entrambe le giovani avvertirono l'esplosione di piacere dell'orgasmo attraversare i loro corpi, facendole urlare senza ritegno, ormai inconsapevoli di tutto fuorché del loro reciproco calore e dell'estasi che stavano provando in quel momento. Ci vollero alcuni secondi prima che gli spasmi delle due ragazze cessassero, lasciandole una appoggiata al corpo dell'altra, i loro respiri profondi e regolari.

Per alcuni istanti, Nami fu felice. Felice della sensazione di appagamento che provava, felice di stare condividendo quell'esperienza con una sua cara amica, felice dei piacevoli stimoli che le stava ancora regalando l'oggetto fallico dentro di lei.

Poi quell'oggetto fu fatto fuoriuscire dal suo corpo, e la giovane piratessa riprese di colpo coscienza della situazione in cui si trovava: si ricordò di aver appena violentato la sua migliore amica, di aver goduto nel farlo, e di essersi appena lasciata avvolgere dal dolce oblio che ne era conseguito. E in quel momento, come mai nella sua vita, provò disgusto per sé stessa.

Fu solo con un estremo sforzo che riuscì a sollevare nuovamente lo sguardo sul volto della giovane dai capelli azzurri, trovandolo disteso e rilassato, la bocca semiaperta e gli occhi chiusi, evidentemente ancora ebbro del piacere appena provato. Un istante più tardi Bibi aprì gli occhi, spostandoli quasi subito sul volto della piratessa diciottenne, che rispose allo sguardo. La giovane principessa di Alabasta rimase per un tempo indefinibile ad osservare il volto della ragazza dai capelli arancioni: una sua amica, che aveva scoperto poco prima intenta in attività intime con due membri dell'organizzazione che stava devastando il suo paese, che aveva appena abusato di lei, e che aveva evidentemente raggiunto l'orgasmo nel farlo.

Poi sorrise. Un sorriso dolce, gentile, di comprensione e di perdono.

Per Nami fu come se le fosse stato appena mostrato il più prezioso dei tesori, il più brillante dei gioielli, e le lacrime - stavolta di gioia - cominciarono a scorrerle copiose sulle guance.

"Scusami…" disse in un sussurro la giovane navigatrice, piegando le labbra in un debole sorriso. "Scusami…"

"Non importa." le rispose Bibi in un tono velato, gentile. "Non importa, va bene così."

"Ma che splendida scenetta." disse una voce assai meno gentile, facendo voltare le due giovani amiche e, ormai, amanti: Miss Valentine era ferma a qualche metro di distanza dalle due ragazze, e le fissava con uno sguardo ferino. Il membro di cera da lei indossato, ancora parzialmente sporco di sangue, era perfettamente visibile. "Sul serio, devo dire che sono mi sono quasi commossa nel vedere una simile manifestazione di amicizia e affetto… ho detto quasi. Ma chissà," continuò poi, alzando il volume della voce ed alzando gli occhi al soffitto, in un atteggiamento falsamente riflessivo. "forse c'è qualcuno che può apprezzare questa immagine idilliaca meglio di me. Non credi, Mr.3?"

"Certamente Miss Valentine," rispose una voce ormai nota alla giovane dai capelli arancioni, proveniente da dietro alla piattaforma di cera al centro dell'ambiente bianco. "provvedo subito a fargliela ammirare."

Un istante più tardi, sia le costrizioni di cera che immobilizzavano ancora Bibi, sia la piattaforma sulla quale poco prima Nami era stata costretta ad accoppiarsi con Mr.5 si liquefecero, permettendo così alle due giovani nude di vedere ciò che finora il lettino bianco aveva celato alla loro vista. E viceversa. Quando gli occhi delle due ragazze incrociarono quelli aperti, vigili e stupefatti di Zoro, entrambe le giovani provarono l'istintivo desiderio di coprirsi il più possibile, comprendendo solo un istante dopo quanto un tale comportamento fosse, ormai, inutile.

*continue...*