"Anf… anf… allora… anf… che te ne è sembrato, spadaccino?" chiese la donna bionda, ancora in preda ai residui del suo orgasmo, rivolta al suo amante forzato. "Ti è piaciuto il mio 'trattamento'? Mi sembra di si, visto che ti ho sentito chiaramente mentre raggiungevi il picco del piacere…"

Zoro non disse nulla, ne cercò in alcun modo di muoversi (anche se non avrebbe potuto farlo, imprigionato com'era dalle ganasce di cera): si limitò a fissare la donna ancora seduta sopra di lui - e ancora intenta ad ospitare il suo sesso dentro di lei - con uno sguardo di sfida e disprezzo. A Nami sembrò che il giovane dai capelli verde acqua stesse facendo di tutto pur di non spostare lo sguardo nella sua direzione.

"Oh, su, non fare quella faccia! Io mi sono divertita molto." disse Miss Valentine, piegando le labbra in un sorriso chiaramente falso. "Bene, e ora…" continuò poi, facendo scomparire il sorriso dal suo volto. "…spero che il mio dolce peso non ti dia fastidio… perché sai, tra poco non sarà più così dolce…"

Nami, udendo quelle parole, capì subito quali erano le intenzioni della donna bionda: come lei stessa aveva affermato sull'isola di Wiskey Peak, Miss Valentine aveva il potere di modificare il suo peso fino a raggiungere le dieci tonnellate, un fardello tale da poter schiacciare chiunque al suolo. Cosa che, a quanto pareva, aveva ora intenzione di fare con Zoro.

La giovane piratessa si ritrovò ancora una volta assalita dall'ansia: non poteva permettere che una persona a lei cara fosse uccisa proprio di fronte ai suoi occhi, non l'avrebbe sopportato. Sarebbe stato come rivivere la morte di Bellmer…

Nami cercò di aprire la bocca, di gridare, ma la paura le aveva paralizzato le corde vocali… non poteva far altro che restare immobile a guardare, impotente…

"Bene, bene, bene! Sono contento che tu ti sia divertita, Miss Valentine." disse Mr.3, avanzando di un passo verso la donna bionda, che alzò lo sguardo verso di lui, stupita. "Perché, vedi… credo che adesso sia il mio turno di spassarmela!"

Così dicendo, l'individuo dai poteri legati alla cera alzò una mano in direzione della ragazza nuda, il suo volto distorto in un ghigno malvagio, i suoi capelli in fiamme. Un istante dopo il pavimento della struttura di cera sotto i corpi di Zoro e Miss Valentine si sciolse quasi completamente, trascinando lo spadaccino lontano dalla giovane bionda e, al contempo, avvolgendo quest'ultima in spirali biancastre. Quando la struttura di cera si solidificò, la donna agente della Baroque Works si trovò immobilizzata in una posizione assai simile a quella in cui erano costrette Bibi e Nami. La giovane piratessa e la principessa di Alabasta erano entrambe stupite da quell'improvviso mutamento di alleanze, ma la più stupefatta (e spaventata) di tutte sembrava essere proprio la ragazza bionda.

"Mr.3… che stai facendo?" disse Miss Valentine, cercando di mantenere la calma. "Si può sapere che ti prende? Hai detto che avrei potuto fare quello che mi pareva con loro! Quindi adesso perché… "

"Tzk, tzk, tzk. Non sei molto sveglia, mia cara Miss Valentine." disse l'individuo dall'acconciatura assurda, muovendo lentamente il dito indice in segno negativo. "Ti ho detto che avresti potuto fare tutto… tranne ucciderli, ricordi?" continuò Mr.3, avvicinandosi di un passo al corpo nudo della bionda. "Cosa che, da quanto ho visto, tu stavi per fare con lo spadaccino."

"Io…" cominciò Miss Valentine, la sua paura ora più evidente. "…io volevo solo strapazzarlo un po'… ma non ucciderlo, credimi!" disse poi, in un tono di voce leggermente più alto del normale.

"Si, si, è possibile." rispose l'individuo dal gilet orrendo, ormai a pochi passi dalla sua compagna di malefatte. "Forse erano davvero queste le tue intenzioni, o forse no… ma credo che tu abbia dimenticato la cosa più importante, ragazzina…" continuò l'uomo col potere della cera, andando al contempo a posare una mano sotto il mento della ragazza bionda.

"Qu…quale?" chiese quest'ultima, ormai evidentemente terrorizzata.

Il ghigno di Mr.3 si allargò ulteriormente.

"Credevi davvero di poter utilizzare il mio potere per i tuoi giochetti personali?" disse in tono velenoso. "Credi davvero che ti avrei permesso di comandare su di me?"

Gli occhi di Miss Valentine si allargarono di scatto, ricolmi di paura.

"Ma… ma io credevo che…" cominciò a tentennare la ragazza bionda imprigionata.

"No, no, no. Tu non dovevi credere niente." la interruppe l'individuo con il potere della cera. "Dovevi pensare. Dovevi capire che richiedere la mia… 'assistenza'… nelle tue effusioni saffiche e non, avrebbe comportato un prezzo."

La mano di Mr.3 si andò a posare sul seno nudo di Miss Valentine. La ragazza bionda rabbrividì.

"Beh, è arrivato il momento di pagarlo." concluse l'uomo in un tono secco, che non ammetteva replica.

Nami non riusciva a staccare gli occhi dalla scena che ora le si presentava di fronte: la donna che fino a poco prima l'aveva trattata come il suo giocattolo personale stava ora subendo lo stresso trattamento che le aveva riservato poc'anzi. Era nuda, immobilizzata, impotente. Alla completa mercé dello stesso individuo che fino a poco prima era stato un suo alleato. Tradita dai suoi stessi compagni.

Nel petto della giovane navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia si stavano ora agitando sentimenti contrapposti: soddisfazione, rabbia, disgusto, euforia e, da qualche parte in fondo al suo cuore, un accenno di pietà. Un accenno molto piccolo.

Nami rimase ad osservare mentre le mani di Mr.3 accarezzavano il corpo nudo della giovane bionda, spostandosi lentamente dal suo seno ai suoi fianchi, strappandole alcuni gemiti di protesta accompagnati da sporadici "No". Quella lenta tortura durò poco più di un minuto, ovvero fino a quando l'individuo dall'acconciatura assurda non andò ad afferrare il proprio sesso, indirizzandolo subito dopo verso il fiore di Miss Valentine, che a quella vista spalancò gli occhi in un'espressione terrorizzata.

"Oh, su, cos'è quella faccia?" disse Mr.3, in un tono evidentemente di scherno. "Non hai detto tu stessa, poco fa, che volevi rilassarti un po'? Beh…" continuò, allargando il suo ghigno sadico. "…in tal caso, divertiti pure."

Un istante dopo il membro dell'uomo con i poteri della cera penetrò nel corpo della ragazza, che spalancò la bocca in un urlo silenzioso. Pochi secondi più tardi Mr.3 cominciò a muovere il bacino avanti e indietro, facendo scomparire ad ogni spinta il suo sesso all'interno del fiore di Miss Valentine, provocandole ogni volta un gemito strozzato.

"Allora? Che dici, ti piace? Ti stai rilassando?" cominciò a dire l'uomo dal gilet orrendo, accompagnando ogni frase con una nuova penetrazione del suo membro nel corpo della donna bionda, la quale non riuscì a fare altro che scuotere la testa energicamente, in segno di diniego. "No? Uhm… beh, forse, come hai detto tu poco fa alla nostra cara Miss Wednesday, sei abituata a ben altro… in tal caso credo che avrò bisogno di un piccolo aiuto." concluse Mr.3, girandosi subito dopo verso il punto dove la giovane navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia era tenuta immobilizzata.

Nami, nel sentire lo sguardo malvagio dell'individuo che si posava sul suo corpo nudo, provò in un istante una vasta gamma di emozioni: dalla paura, alla vergogna, al disgusto, insieme ad un leggero quando inaspettato desiderio di poter effettivamente 'aiutare' l'uomo dall'acconciatura assurda, così da poter restituire alla ragazza bionda, almeno in parte, l'umiliazione che lei stessa aveva dovuto subire poco prima per causa sua.

Un secondo più tardi, però, la giovane piratessa comprese che non era lei che gli occhi di Mr.3 stavano fissando, ma un punto alla sua sinistra. Prima che Nami potesse girarsi in quella direzione, l'uomo dal gilet orrendo fece un cenno con il capo, come per invitare qualcuno ad avvicinarsi, il tutto senza smettere di muovere il bacino avanti ed indietro, continuando così la penetrazione del corpo indifeso di Miss Valentine.

Fu solo nell'istante in cui percepì un movimento al suo fianco che Nami si ricordò della presenza, accanto a lei, dell'individuo di colore dai poteri esplosivi, voltandosi subito dopo a fissarlo. Mr.5 si stava allontanando da lei, dandole le spalle e mostrandole così, seppur involontariamente, la sua schiena muscolosa e i suoi glutei sodi. La giovane navigatrice si ritrovò senza volerlo ad osservare quello spettacolo per alcuni istanti, fino a quando non capì che l'uomo con cui era stata costretta ad accoppiarsi pochi minuti prima si stava dirigendo verso la sua compagna di malefatte, probabilmente - fu il pensiero formulato da Nami, cosa che rievocò il miscuglio di emozioni di poco prima - per riservarle lo stesso trattamento.

Fu con quell'immagine in testa che la ragazza dai capelli arancioni osservò Mr.5 avvicinarsi all'ancora imprigionata e gemente miss Valentine, i cui occhi erano ora fissi sul viso dell'uomo dalla pelle scura.

"Mr… ah!... 5… Ah!..." fu la debole richiesta di aiuto della donna bionda, pronunciata con un tono di voce che ben trasmetteva il disagio e la pena che la giovane stava provando. Pochi secondi più tardi, però, sia alla donna agente della Baroque Works sia alla piratessa fu ben chiaro che l'individuo dai poteri esplosivi non era aveva intenzione di soccorrere la sua compagna: Mr.5, infatti, si portò velocemente alle spalle della ragazza bionda, la quale spalancò gli occhi in un'espressione sorpresa e impaurita e, un secondo più tardi, andò a posare le sue mani sul seno di Miss Valentine, che emise un nuovo gemito di stupore e protesta.

Nami rimase come imbambolata a fissare la scena che si presentava ora di fronte a lei: due uomini - uno ancora vestito, l'altro completamente nudo - erano intenti ad accarezzare (e, nel caso di uno dei due, penetrare) il corpo indifeso della donna che, fino a poco prima, aveva trattato lei e Bibi nella stessa maniera. I sentimenti della diciottenne erano ancora contrastanti: da un lato Nami pensava che la sua aguzzina meritasse quello che le stava accadendo, mentre dall'altro non riusciva a non provare compassione per la giovane bionda; non era difficile per la piratessa, infatti, immaginare quali fossero i pensieri e le sensazioni che Miss Valentine stava provando in quel momento.

Anche perché una situazione simile Nami l'aveva effettivamente vissuta.

Era accaduto qualche anno prima, mentre tentava di rubare, come al solito, il gruzzolo di qualche pirata. Il piano che aveva escogitato era semplice: salire sulla nave mentre la ciurma si recava in città a sperperare parte del loro bottino in bevande, cibo e compagnie femminili, raccogliere tutto ciò che i pirati non avevano portato con loro e poi sgattaiolare via senza essere vista.

Il guaio è che era stata vista.

Mentre stava finendo di infilare in un sacco le banconote trovate nello scrigno del tesoro (erano poco meno di un milione di Berry) due membri della ciurma evidentemente poco interessati agli svaghi offerti dalla cittadina portuale erano entrati nella stanza, cogliendola sul fatto.

Il precipitoso tentativo di fuga dell'allora quindicenne Nami si era risolto in un fallimento: i due uomini l'avevano afferrata e bloccata contro la parete, impedendole quasi di muoversi. Alla proposta di uno dei due di andare a chiamare il capitano, però, la giovane ladra aveva preso l'iniziativa: sapeva bene che se quei due avessero avvisato gli altri pirati, difficilmente lei sarebbe riuscita ad andarsene viva da quella nave. Così aveva fatto quello che faceva di solito in situazioni come quella: aveva provato a sedurli. Nami aveva allungato le mani verso la zona inguinale dei due bucanieri, cominciando ad accarezzarla e, quando aveva visto che la loro attenzione si era focalizzata nuovamente su di lei, li aveva implorati con un tono innocente di non farle del male e che avrebbe fatto tutto quello che volevano.

Naturalmente, i due babbei ci erano cascati.

Per prima cosa i due uomini avevano costretto la giovane ladra ad inginocchiarsi, e poi avevano estratto i loro sessi proprio di fronte al suo viso. Dopo una prima - e falsa - reticenza, Nami aveva cominciato ad effettuare una fellatio ad entrambi, approfittando dell'evidente disattenzione dei pirati per osservare l'arredamento della stanza. Quando aveva notato un'arma adatta a liberarsi dei due bucanieri - una brocca posta su un comodino vicino al letto - la ragazzina aveva interrotto il suo 'lavoro' e si era alzata in piedi, sfilandosi subito dopo le mutandine da sotto la corta gonna che indossava, supplicando i sue uomini di essere gentili con lei.

Il collaudato mix di innocenza e disponibilità esibito da Nami aveva funzionato: uno dei due uomini l'aveva sollevata di peso e gettata senza troppi riguardi sul letto, a poca distanza dall'obbiettivo della ragazza. Il primo tentativo della giovane ladra di afferrare l'oggetto contundente, però, era fallito: il pirata aveva afferrato nuovamente la quindicenne e l'aveva tirata a sé, lontano dal comodino, costringendola a mettersi a gattoni, e, dopo averle sollevato del tutto la gonna, aveva appoggiato il suo membro sul fiore della ragazzina, penetrandola subito dopo.

Nami avrebbe preferito evitare di far giungere la sua recita ad un tale livello, ma in quel momento non poteva fare altro che continuare. La giovane ladra aveva cercato di resistere alle sensazioni che le spinte del pirata intento a possederla le stavano procurando, prodigandosi in gemiti di piacere fasulli ma apparentemente convincenti, e poco più tardi aveva acconsentito, seppur controvoglia, ad eseguire un'altra fellatio al secondo pirata, inginocchiatosi nel frattempo accanto a lei.

Quando il primo dei due uomini aveva raggiunto l'orgasmo, mugolando dal piacere mentre emetteva diversi fiotti del suo seme dentro di lei, Nami aveva pensato di approfittare dell'estasi del pirata per liberarsi di entrambi i suoi aguzzini, ma poiché il secondo bucaniere stava ancora costringendola a stimolare oralmente il suo membro, bloccandola nella posizione in cui si trovava, la quindicenne aveva visto sfumare anche quell'occasione di fuga.

Pochi secondi più tardi, comunque, Nami aveva nuovamente preso l'iniziativa, spingendo il secondo pirata e facendolo cosi cadere seduto sul letto, vicino al comodino - e alla brocca. Immediatamente dopo, per impedirgli di reagire, la giovane ladra si era portata velocemente sopra di lui, posizionandosi all'altezza del suo sesso e, dopo un paio di movimenti sensuali, si era lasciata nuovamente penetrare.

La quindicenne sapeva che non sarebbe riuscita ad afferrare la brocca senza che il pirata se ne accorgesse, così si sforzò fin da subito di procurargli più piacere possibile, in modo da farlo giungere all'estasi il più in fretta che poteva: questo sia per sfruttare la disattenzione che il climax dell'uomo gli avrebbe provocato, sia per riuscire ad approfittare del senso di spossatezza che - da quanto aveva constatato - il primo pirata stava ancora sperimentando in seguito all'orgasmo appena raggiunto.

Fortunatamente la resistenza del secondo bucaniere si era rivelata piuttosto scarsa e, in pochi secondi, anche questi aveva cominciato ad ansimare pesantemente per poi inarcarsi all'indietro, iniziando al contempo a scaricare la sua essenza nel corpo di Nami. Quest'ultima, in quel preciso istante, aveva afferrato l'oggetto di ceramica li accanto e l'aveva usato per colpire con forza la testa dell'uomo intento a possederla, facendolo svenire sul colpo. Senza aspettare un secondo, la giovane ladra si era poi alzata dal corpo del pirata, girandosi verso il primo dei due uomini e, prima che questi potesse reagire, gli aveva riservato lo stesso trattamento del suo amico.

Consapevole che il rumore dei colpi appena sferrati avrebbe potuto richiamare qualcuno, Nami si era affrettata a raccogliere il sacco di banconote - ignorando i leggeri dolori inguinali dovuti alle penetrazioni appena subite - e a uscire di corsa dalla cabina, scendendo dalla nave con falsa nonchalance e scomparendo tra la folla del porto poco dopo.

In seguito, una piccola parte di quei soldi erano stati utilizzati dalla quindicenne per l'acquisto di un nuovo paio di mutandine.

Questa rievocazione mentale durò solo pochi istanti nella mente della piratessa, prima che la giovane dai capelli arancioni potesse rendersi conto delle differenze che, in effetti, intercorrevano tra la sua esperienza passata e la situazione in cui si trovava adesso la ragazza bionda: innanzitutto i due individui che stavano abusando del suo corpo non erano stupidi come la maggior parte dei pirati con cui Nami aveva avuto a che fare, quindi sarebbe stato difficile ingannarli; inoltre - cosa più importante - Miss Valentine non era in grado di reagire in alcun modo alle 'attenzioni' a cui stava venendo sottoposta, visto che sia i polsi che le caviglie della donna agente della Baroque Works erano bloccati da una struttura di cera apparentemente indistruttibile; infine, anche se fosse riuscita a liberarsi, non c'era alcun luogo in cui Miss Valentine potesse scappare: i due uomini che la stavano violentando, infatti, non erano due sconosciuti, ma due membri della stessa organizzazione criminale di cui lei faceva parte, e il luogo in cui si trovava in quel momento era il loro covo. Uscire da li avrebbe significato esporsi al rischio di venire divorata dai dinosauri dell'isola, senza contare che un tale gesto avrebbe potuto essere interpretato come un tradimento, condannandola quindi a morte.

Una tale ondata di pensieri, comunque, venne interrotta poco dopo da un nuovo movimento di uno dei due uomini accostati al corpo nudo della giovane bionda: Mr.5 aveva appena interrotto la sua opera di stimolazione del seno della sua partner e, un secondo più tardi, era andato ad afferrare il suo membro, indirizzandolo subito dopo tra i bianchi glutei di Miss Valentine.

In quel momento, sui volti della bionda agente della Baroque Works e della giovane piratessa era comparsa la stessa espressione di sorpresa e - nel caso della prima delle due donne - paura: entrambe le ragazze nude e imprigionate, infatti, avevano compreso all'istante (Nami visivamente, Miss Valentine al tatto) quali erano le intenzioni dell'individuo dalla pelle scura. E tutte e due ne erano rimaste evidentemente sconcertate.

Nami non aveva mai avuto rapporti anali: innanzitutto non le erano mai serviti durante i suoi anni da ladra che rubava ai pirati, in quanto nessuno dei malviventi da lei incontrati - nei casi in cui si era dovuta 'intrattenere' con loro - si erano mai dimostrati interessati a tale pratica e, secondariamente, la stessa ragazza non era mai stata attratta da un simile atto, nemmeno nelle sue fantasie. Di conseguenza, le sue esperienze in tale ambito erano di fatto nulle.

Così come - a quanto Nami poteva capire - quelle di Miss Valentine.

"Mr.5… ah!… ti prego, no… ah!" disse in tono supplichevole la giovane bionda, girandosi al contempo il più possibile, nel tentativo di guardare il suo compagno di malefatte in volto. Gli occhi della ragazza bionda erano umidi di lacrime.

"Niente di personale, Miss Valentine." fu la risposta lapidaria e inespressiva dell'uomo dai poteri esplosivi. "Eseguo solo degli ordini." concluse.

In quel momento Nami comprese una cosa - così come la stessa Miss Valentine, a giudicare dall'espressione comparsale in volto -: la situazione in cui la giovane bionda si era venuta a trovare non era una punizione per la sua eccessiva confidenza con un suo superiore, e nemmeno una trovata improvvisa dello stesso. Evidentemente i due uomini agenti della Baroque Works si erano già messi d'accordo in precedenza sul trattamento da riservare alla loro collega, quali che fossero state le 'attività' che quest'ultima avesse deciso di intraprendere con lei e i suoi compagni di prigionia. Avevano già deciso di violentarla, di usarla per il loro piacere, nonostante fossero membri della stessa organizzazione criminale, nonostante fossero compagni.

Esattamente com'era successo alla diciottenne con Arlong.

Tale consapevolezza ebbe l'effetto di mutare radicalmente i sentimenti di Nami verso la donna dai capelli biondi: il rancore per ciò che Miss Valentine le aveva fatto non si era affievolito, ma accanto ad esso era ora nato un profondo senso di empatia nei suoi confronti, talmente forte da porre l'astio della giovane piratessa in secondo piano.

Tale sentimento di vicinanza si intensificò ulteriormente quando, poco dopo, Nami vide l'individuo di colore iniziare ad inserire il proprio membro nell'orifizio posteriore della bionda agente della Baroque Works, causandole un gridolino di protesta, il suo sguardo ora fisso nel vuoto. A poco a poco la giovane piratessa poté osservare, come in trance, il sesso dell'uomo dai poteri esplosivi mentre scompariva nel corpo della ragazza bionda, avanzando di un centimetro ad ogni movimento compiuto dal membro di Mr.3, ancora intento a possederla. Infine, dopo alcuni secondi di quel lento ma meticoloso lavoro, Mr.5 emise un suono a metà tra un sospiro e un gemito, e contemporaneamente il suo pube andò ad aderire alle natiche di Miss Valentine, segno inequivocabile che l'intero organo dell'individuo di colore si trovava ora all'interno del corpo della giovane.

Quest'ultima, nel frattempo, aveva continuato ad emettere un debole gemito ogni volta che il suo superiore in grado spingeva rudemente il proprio membro dentro di lei: il volto della ragazza era rigato dalle lacrime, i suoi occhi erano chiusi e la sua bocca, solitamente storta in un ghigno sarcastico, era ora piegata in una smorfia di rabbia e dolore, una visione che lasciava ben intendere la pena che la donna agente della Baroque Works stava provando.

Una simile vista non poté che aumentare ulteriormente il sentimento di compassione che Nami aveva già cominciato a provare per la ragazza bionda, e per un istante la navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia si ritrovò a desiderare di poter essere al fianco della sua aguzzina, di poterla baciare e accarezzare dolcemente, così da aiutarla a sopportare il dolore della doppia penetrazione a cui stava venendo sottoposta.

I pensieri della ragazza dai capelli arancioni, però, vennero interrotti l'istante successivo da uno strillo femminile, proveniente dalla sua destra. Non appena la piratessa si fu voltata di scatto per scoprire cosa stesse succedendo, gli occhi di Nami si posarono su una scena che la giovane non avrebbe mai creduto possibile: Zoro era in piedi, libero dalle sue costrizioni, esattamente di fronte a Bibi, con il suo membro ancora eretto ed estratto dai suoi pantaloni, a poca distanza dal fiore della sedicenne. Gli occhi di Bibi erano colmi di terrore, mentre il volto dello spadaccino non lasciava trasparire alcuna emozione.

*continue...*