"Zoro!" gridò Nami, ancora incapace di credere a ciò che stava vedendo. "Che cosa stai fa…?" continuò ad urlare la ragazza, interrompendosi poi di colpo.

Solo in quel momento, infatti, la diciottenne aveva notato il simbolo comparso sul davanti della maglietta dello spadaccino, un simbolo che la giovane piratessa aveva già visto neanche mezz'ora prima: era il marchio del Colors Trap, nello specifico il Bianco Marionetta.

Gli occhi della giovane dai capelli arancioni iniziarono a muoversi freneticamente per la stanza, cercando l'ultimo elemento del gruppo della Baroque Works, trovando subito dopo la ragazzina che rispondeva al nome di Miss Goldenweek inginocchiata a terra: i suoi occhi erano fissi sul corpo nudo di Bibi, evidentemente pieni di interesse per ciò che sarebbe accaduto di li a poco, mentre tra le mani reggeva una tazza di quello che sembrava essere tè. Il suo volto non tradiva alcuna emozione, ma era evidente che fosse stata lei a privare il ragazzo dai capelli verde acqua della sua volontà, ordinandogli poi di avvicinarsi a Bibi e, evidentemente, violentarla.

"Signor Samurai…" disse in quel momento la principessa di Alabasta, in tono supplichevole, i suoi occhi colmi di paura e umidi di lacrime. "La prego, no…"

Le parole di Bibi, però, parvero non sortire alcun effetto: Zoro si avvicinò ulteriormente al corpo nudo della sedicenne, indirizzando poi il proprio membro verso il fiore della giovane e, subito dopo, lo fece penetrare del tutto dentro di lei.

La ragazza dai capelli azzurri spalancò gli occhi e la bocca, reclinando poi la testa all'indietro ed emettendo un gemito soffocato. Nello stesso momento anche Nami emise un suono soffocato dalla bocca, mentre gli occhi le si inumidivano di lacrime: un suono molto simile ad un "No!".

Zoro iniziò a muoversi dentro Bibi un secondo più tardi, il suo volto ancora impassibile, mentre la sedicenne aveva cominciato ad emettere un gridolino di protesta ad ogni spinta del membro del ragazzo, i suoi occhi ora chiusi e la testa leggermente inarcata all'indietro.

Gli occhi di Nami, nel frattempo, non riuscivano a spostarsi da quella scena: i sentimenti che la ragazza dai capelli arancioni stava provando nel vedere la sua migliore amica, nuda ed immobilizzata, mentre veniva violentata da una delle persone di cui più si fidava erano incredibilmente dolorosi, ben più di quello che la diciottenne aveva provato nel vedere Bibi costretta ad accoppiarsi con Miss Valentine, o di quando quest'ultima aveva intrapreso un amplesso con lo stesso Zoro, portando sia lui che sé stessa all'orgasmo; ma, nonostante ciò, la giovane piratessa si sentiva in qualche modo attratta da quella visione, come se qualcosa, nel suo subconscio, la incitasse a prendere parte alla scena che stava avvenendo di fronte a lei. Come se avesse voluto essere lei quella sottoposta alle attenzioni di Zoro…

Il flusso di pensieri della ragazza fu interrotto da un gemito strozzato proveniente dalla sua destra, che richiamò l'attenzione della giovane ladra: una volta giratasi in direzione del terzetto di membri dell'organizzazione criminale nota come Baroque Works, la giovane ladra poté notare che la postura di Mr.3 si era irrigidita di colpo, e sul volto dell'uomo dall'acconciatura assurda era ora presente un'espressione che avrebbe potuto essere di dolore quanto di piacere.

Un istante più tardi, osservando il volto rigato dalle lacrime di Miss Valentine, Nami comprese ciò che era appena avvenuto: il superiore della ragazza bionda aveva appena raggiunto l'orgasmo dentro di lei, portando così a compimento il suo progetto di utilizzarla come mero oggetto di piacere. Tale consapevolezza ebbe l'effetto di far provare alla piratessa, sotto lo strato di tristezza e confusione dovute alla situazione di Bibi, un nuovo moto di empatia nei confronti della donna agente della Baroque Works. Ora, nella mente della diciottenne, lei e la sua ex aguzzina erano ormai sullo stesso livello: entrambe avevano sperimentato cosa volesse dire essere tradite dai propri compagni, essere violate nella loro sfera più intima e privata, venire sfruttate nella maniera più ignobile e dolorosa possibile per una donna. Una sensazione che solo chi aveva vissuto la stessa esperienza poteva capire.

Quel pensiero riportò l'attenzione della piratessa su Bibi. Nami ebbe solo il tempo di accorgersi che l'uomo coi poteri della cera aveva estratto il suo membro dal corpo di Miss Valentine, prima che il suo sguardo tornasse a posarsi sul corpo nudo della giovane dai capelli azzurri, nonché sui movimenti che Zoro stava ancora eseguendo all'altezza del suo pube. Ora - comprese Nami con una fitta di dolore al petto - anche Bibi sapeva cosa significasse essere tradite nel peggiore dei modi da una persona in cui si era riposta la propria fiducia, e quell'idea spinse Nami sull'orlo delle lacrime. La giovane ladra non avrebbe mai voluto che l'amica provasse quello che aveva vissuto lei quando faceva parte della banda di Arlong: aveva fatto di tutto per impedire che ciò accadesse, era persino arrivata a concedersi ad un uomo che aveva tentato di uccidere i suoi amici pur di evitarlo.

Ma aveva fallito. Bibi aveva perso la sua verginità ad opera di una donna crudele e sadica, e ora stava venendo penetrata per la prima volta da un uomo, sempre contro la sua volontà. E stavolta, al contrario di ciò che era accaduto con Miss Valentine, non poteva neanche essere accanto a lei per confortarla…

Un movimento al limite del suo campo visivo indusse Nami a distogliere lo sguardo dal volto sofferente della sedicenne per spostarlo di fronte a lei, dove si trovava ora l'uomo dal gilet orrendo, le sue labbra storte in un sorriso maligno, i suoi occhi fissi su di lei.

"Bello spettacolo, non trovi?" chiese l'agente della Baroque Works, in un tono che causò alla piratessa un brivido di freddo lungo la schiena.

Per un istante Nami si ritrovò a chiedersi a quale dei due 'spettacoli' si riferisse l'uomo dall'acconciatura assurda, se a ciò che stava subendo Bibi o a quello che i due uomini avevano fatto a Miss Valentine. E si domandò anche che cosa aveva realmente provato in entrambi i casi. Sorprendentemente, non riuscì a darsi una risposta immediata.

Un secondo più tardi, però, l'attenzione della giovane piratessa fu catalizzata da un movimento all'altezza delle sue parti basse: Mr.3 stava stimolando il proprio membro, quasi completamente eretto, e lo stava avvicinando lentamente alla sua intimità. Nami comprese cosa stava per avvenire, ma non riuscì a dire nulla, restando con la bocca semiaperta in un'espressione di stupore e paura.

"Non preoccuparti, ce n'è anche per te." disse l'uomo con i poteri della cera, avvicinando il proprio sesso al fiore della ragazza e, mentre pronunciava l'ultima sillaba della frase, lo fece penetrare del tutto dentro di lei.

Nami reagì a quell'improvvisa intrusione emettendo un debole gemito di protesta, piegando poi la testa all'indietro e chiudendo gli occhi, sentendosi nuovamente usata e umiliata. Poco più tardi Mr.3 cominciò a muoversi dentro di lei, causandole altri gemiti che esprimevano perfettamente il disagio della ragazza, mentre una lacrima cadeva silenziosamente dagli occhi di quest'ultima.

"Nami… ah!..."

Una voce femminile, carica di sofferenza e tristezza, riscosse la giovane ladra dal doloroso oblio in cui era caduta, facendola voltare ancora una volta in direzione di Bibi. Gli occhi della principessa di Alabasta erano fissi su di lei, il corpo della giovane oscillava leggermente sotto i colpi di Zoro, così come i suoi lunghi capelli azzurri, e Nami comprese che anche Bibi, in quel momento, stava osservandola mentre veniva violentata, con tutte le sensazioni che una tale vista poteva comportare.

La piratessa avrebbe voluto esprimere all'amica il suo dispiacere o la sua tristezza, ma la sua voce non sembrava voler uscire. Avrebbe voluto allungare una mano per afferrare quella di Bibi, per darle conforto e trovarne lei stessa nel suo tocco, ma la struttura di cera le bloccava ancora gli arti, immobilizzandola. Il senso di impotenza provato in quel momento da Nami fece aumentare le lacrime della giovane, che si ritrovò ad emettere un evidente singhiozzo.

Quel suono, comunque, parve avere l'effetto di interrompere i movimenti di Mr.3 dentro di lei. La ragazza dai capelli arancioni, sorpresa da quel gesto, si voltò ad osservare il suo violentatore, che in quel momento stava guardando la coppia di prigionieri intenta in attività sessuali poco lontano da lui.

Un secondo più tardi l'uomo dai capelli a forma di tre alzò un braccio in direzione di Zoro e disse, a voce alta: "Fermo."

Un istante dopo lo spadaccino della ciurma di Cappello di Paglia interruppe la sua penetrazione, facendo scemare anche i gemiti di protesta della sedicenne.

La sorpresa di Nami aumentò ulteriormente nell'udire l'ordine dell'uomo, e accanto ad essa la giovane ladra sentì nascere dentro di sé un senso di smarrimento e confusione. Perché Mr.3 aveva detto a Zoro di fermarsi? Finora aveva fatto di tutto per torturare psicologicamente lei e Bibi, quindi perché non aveva lasciato che il ragazzo continuasse in quello che stava facendo? Che avesse cambiato idea? Che si fosse stancato di quella situazione? Oppure aveva in mente qualcosa di ancora peggio…?

"Ti da fastidio vedere il tuo amico e la principessa in un contesto così intimo?" le chiese l'uomo con i poteri della cera, senza guardarla. "Vorresti esserci tu al suo posto?"

A quella domanda Nami sgranò gli occhi, aprendo poi la bocca per ribattere a quell'allusione crudele e provocatoria, solo per accorgersi di non sapere cosa rispondere. L'idea che ciò che la giovane aveva provato mentre osservava Zoro violentare Bibi fosse gelosia era semplicemente assurda, inconcepibile…

Ma forse neanche poi così tanto lontana dalla realtà.

La piratessa rimase silenziosa per alcuni secondi, riflettendo su quale risposta fosse meglio dare all'individuo dotato dei poteri della cera, e infine disse: "Si. Lo voglio."

Nel dire quelle parole, Nami provò diverse sensazioni allo stesso tempo: imbarazzo, per via della richiesta da lei espressa di potersi accoppiare con il suo compagno di ciurma; vergogna, a causa della consapevolezza del fatto che Bibi aveva udito quelle parole, e insieme compassione per l'amica, per l'evidenza del suo proposito di evitarle ulteriori umiliazioni; umiliazione che, invece, stava sperimentando ora lei, per il fatto di essersi dovuta assoggettare al gioco perverso organizzato dall'agente della Baroque Works.

"Uhm... bene. Molto interessante." disse l'individuo dal gilet orrendo. "Ma perché dovrei acconsentire alla tua richiesta? Non è male come spettacolo, quello che stanno facendo..."

Nami, nell'udire quelle parole, sentì il peso che aveva nel cuore aumentare ulteriormente: in fondo se lo aspettava; l'uomo chiamato Mr.3 aveva già dimostrato di essere un individuo crudele e sadico, e che quindi non si sarebbe accontentato di un semplice scambio di ruoli tra lei e la sedicenne. Per convincerlo a far allontanare Zoro da Bibi, lei avrebbe dovuto offrirgli qualcosa di ancora più appetibile dello spettacolo di uno stupro. Qualcosa - senza dubbio - che la costringesse ad umiliarsi ancora di più...

Ma per quanto orribile fosse quel pensiero, il suo desiderio di proteggere l'amica veniva prima di ogni cosa.

"Liberami." disse la diciottenne all'uomo. "Prometto di non oppormi a ciò che Zoro mi farà... anzi, parteciperò attivamente." E nel dire ciò, Nami si sentì attraversare da un brivido di paura che - con sua stessa sorpresa - sembrava contenere anche tracce di eccitazione. "Solo promettimi che Zoro non toccherà più Bibi."

"N-nami..." disse debolmente la ragazza dai capelli azzurri, e dal suo tono di voce la navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia riuscì a percepire i sentimenti di preoccupazione e gratitudine che l'amica stava provando nei suoi confronti. Questo le fu sufficiente per eliminare ogni suo dubbio residuo.

"Allora, ci stai?" disse ancora Nami all'agente della Baroque Works, il quale si portò una mano al mento, come se stesse riflettendo.

"D'accordo." rispose infine l'uomo, arretrando di un passo e facendo così fuoriuscire il suo sesso dal fiore della giovane, per poi schioccare subito dopo le dita. Immediatamente la struttura di cera che aveva sorretto e imprigionato Nami fino a quel momento iniziò a liquefarsi, depositando il corpo della piratessa sul pavimento di cera, in ginocchio, per poi venire riassorbita dallo stesso.

Nami era ora nuovamente libera, anche se le fu subito chiaro che i suoi muscoli erano rimasti intorpiditi dalla prolungata immobilità, e che quindi ogni tentativo di sorprendere il suo aguzzino sarebbe risultato fallimentare. Così la ragazza rimase immobile, osservando dal basso l'uomo che l'aveva appena violentata mentre sogghignava, finché questi non si rivolse verso il ragazzo dai capelli verde acqua, dicendogli "Vieni qui."

Zoro si mosse all'istante, estraendo del tutto il suo sesso dal fiore di Bibi - causandole un lieve gemito - per poi avvicinarsi al punto in cui si trovavano Mr.3 e Nami. La ragazza dai capelli arancioni rimase per un attimo incantata ad ammirare il corpo muscoloso del suo compagno di ciurma, così come il suo sesso semieretto, finché quest'ultimo non giunse proprio di fronte al volto della giovane navigatrice, causandole un fremito di paura e imbarazzo.

"Bene, ragazzina." cominciò a dire l'agente della Baroque Works. "Hai detto che avresti partecipato volontariamente ai nostri giochi." continuò, ampliando il suo sorriso sadico. "Allora comincia aiutando il tuo amico a riprendersi." concluse, in tono di sfida.

Nami rimase immobile per un istante, infastidita dall'idea di dover compiere un atto tanto intimo di fronte ad un individuo così viscido - nonché davanti a Bibi - ma subito dopo capì di non avere altra scelta, e andò quindi ad afferrare l'asta di carne del ragazzo, avvicinando poi la bocca alla stessa e inserendola infine quasi completamente nel suo cavo orale, iniziando a stimolarla.

La piratessa, in quel momento, si rese conto che il sapore che stava percependo era dovuto a un misto dell'essenza di Zoro unita a quella del fiore di Bibi, e tale pensiero le fece provare una sensazione strana e confusa, in parte piacevole e in parte fastidiosa. In ogni caso la ragazza continuò la sua opera di stimolazione, percependo il sesso di Zoro ingrandirsi sempre più nella sua bocca, raggiungendo dimensioni leggermente inferiori a quelle di Mr.5, ma comunque considerevoli.

"Bene, molto bene." disse ancora Mr.3. "Ora possiamo passare a qualcosa di meglio. Tu, sdraiati." ordinò subito dopo.

Nami sentì il membro dello spadaccino uscire dalla sua bocca, lasciandola in qualche modo delusa, e subito dopo il suo proprietario si distese a terra, rimanendo poi immobile.

"Su, che aspetti?" domandò l'uomo dal gilet orrendo, rivolto alla giovane dai capelli arancioni. "Immagino tu sappia cosa fare."

Nami si sentì nuovamente umiliata dal tono sadico dell'uomo, ma ciononostante non si scompose: una volta messasi a gattoni, la giovane piratessa iniziò a spostarsi lentamente verso il corpo di Zoro, salendovi a cavalcioni poco più tardi. Il pube della ragazza era ora posizionato all'altezza di quello dell'amico, e il suo viso era rivolto verso quello del ragazzo.

In quel momento Nami, osservando l'espressione vuota di Zoro, si ritrovò nuovamente a provare sensazioni contrastanti: da un lato, visto ciò che stava per compiere, la giovane era lieta che l'amico non fosse in sé, così da poter eseguire gli ordini del suo aguzzino senza venire osservata - e giudicata - da lui; dall'altro però, una parte di lei avrebbe preferito che quell'atto avvenisse con il ragazzo ben sveglio, libero da influenze di sorta, e in un ambiente più intimo e confortevole di una base nemica.

Nami non voleva semplicemente accoppiarsi con Zoro. Voleva essere amata da lui.

Ma vista la situazione, avrebbe cercato di accontentarsi.

La giovane piratessa andò quindi ad afferrare l'asta di carne dell'amico, indirizzandola poi verso la sua intimità e, dopo un ultimo brivido di imbarazzo per ciò che stava per accadere, si abbassò su di essa, accogliendola del tutto dentro di lei.

La piacevole sensazione dovuta a quella gradita - e al tempo stesso forzata - intrusione, si mescolò a quella dovuta alla vergogna di stare eseguendo un atto estremamente privato di fronte ad un uomo disgustoso, oltre che ad una cara amica. Ciononostante Nami non si fermò, cominciando quindi ad alzarsi ed abbassarsi sulla virilità di Zoro, concentrandosi sugli stimoli che la stessa le stava regalando.

In poco tempo la navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia iniziò a gemere di piacere, senza cercare di trattenersi, intenzionata a sfruttare lo stato di sottomissione in cui si trovava per ricavarne il maggiore godimento possibile, in un ultimo tentativo di mantenere il controllo, se non sul proprio corpo, almeno sulla sua libertà di scelta. Poco più tardi, però, un movimento vicino al suo volto indusse la piratessa a voltarsi di lato, constatando così che Mr.3 si era posizionato a poca distanza da lei, e che stava stimolando il suo membro indirizzandolo al tempo stesso verso il suo viso.

Nami alzò brevemente lo sguardo sul volto dell'uomo, trovando nella sua espressione divertita e sadica la tacita conferma dei suoi sospetti, e quindi riportò la sua attenzione sull'organo genitale dell'agente della Baroque Works, andando ad afferrarlo con una mano e subito dopo protendendosi verso di esso a bocca aperta, accogliendolo così all'interno del suo cavo orale. Il tutto senza smettere di muovere i fianchi per permettere all'asta di Zoro di continuare a penetrarla.

La giovane piratessa intensificò il suo impegno nel dare piacere sia a sé stessa che ai suoi due partner sessuali, dando fondo a tutta la sua esperienza per cercare di soddisfare le aspettative del suo aguzzino, sperando così che quest'ultimo potesse ritenersi soddisfatto e che liberasse quindi lei e i suoi amici. Era pronta anche a ricevere e deglutire il seme di quell'individuo viscido pur di porre fine a quel calvario...

"Nami, attenta!" gridò la voce di Bibi, in tono allarmato.

La ragazza dai capelli arancioni rimase spiazzata da quell'avvertimento, ma prima che potesse comprendere a cosa fosse riferito successero due cose in rapida successione: la prima fu l'allontanamento del sesso di Mr.3 dal suo cavo orale, permettendole così di respirare di nuovo normalmente, e subito dopo una mano robusta spinse Nami in avanti, schiacciandola quindi contro il petto di Zoro. La giovane cercò di voltarsi, cogliendo di sfuggita la sagoma di Mr.5 che si posizionava dietro di lei.

Nami si ricordò solo in quell'istante della presenza dell'individuo di colore, nonché che questi era stato lasciato poco prima ad accoppiarsi forzatamente con la sua compagna della Baroque Works, più precisamente in un amplesso anale. La piratessa, distratta dal ricatto dell'individuo dal gilet orrendo, aveva perso di vista sia lui che Miss Valentine, quindi non sapeva come si fosse concluso l'atto di violenza a cui la donna bionda era stata sottoposta.

Il ricordo di quella scena però, unita alle sensazioni tattili che Nami stava ora percependo tra le sue natiche, le rese abbastanza facile comprendere cosa sarebbe successo di li a poco.

All'idea che entro breve sarebbe stata penetrata forzatamente nel suo orifizio posteriore, per di più per la prima volta nella sua vita, oltre al fatto di stare già venendo posseduta da Zoro, Nami inizio istintivamente a divincolarsi, cercando di sottrarsi a quell'intrusione, venendo però facilmente trattenuta dall'uomo dai poteri esplosivi, sia a causa della sua debolezza che della sua posizione. La giovane piratessa non poté quindi fare niente per opporsi mentre percepiva il membro di Mr.5 farsi lentamente strada dentro di lei, trasmettendole sensazioni mai provate prima, principalmente di fastidio con qualche punta di dolore.

Alla fine il sesso dell'uomo penetrò completamente nel corpo della ragazza dai capelli arancioni, facendole spalancare gli occhi e la bocca in un'espressione di evidente disagio e paura.

"Nami!" gridò nuovamente Bibi, evidentemente preoccupata per l'amica.

"Rilassati, principessa." le rispose la voce di Mr.3. "La tua amichetta sta bene: deve solo abituarsi ad avere entrambi i buchetti riempiti allo stesso tempo, e poi potrà tornare a gemere e ansimare di piacere come prima. Anzi, forse più di prima, chissà..."

Le parole dell'individuo dai poteri della cera furono accompagnate dai primi movimenti del sesso di Mr.5 dentro Nami, la quale non riuscì a fare nulla se non emettere deboli suoni inarticolati. A poco a poco comunque la ragazza comprese come fare per facilitare la sua penetrazione posteriore, resistendo all'impulso di contrarre i muscoli e inarcando leggermente la schiena.

Pochi minuti più tardi, incredibilmente, la giovane piratessa incominciò a provare sensazioni molto simili al piacere da quell'amplesso, inducendola a muoversi a sua volta per intensificarle, e permettendole così di ricominciare a percepire gli stimoli derivanti dalla penetrazione vaginale operata da Zoro. Nami iniziò quindi a muoversi e a gemere con passione sempre maggiore, ormai pervasa dal piacere derivante dal suo primo doppio amplesso.

La navigatrice della ciurma di Cappello di Paglia, comunque, era consapevole di essere ormai arrivata al massimo dell'umiliazione: stava venendo violentata da un suo compagno di equipaggio controllato mentalmente e da un uomo crudele che aveva già in precedenza abusato di lei, il tutto sotto lo sguardo di un individuo ancora più disgustoso e - cosa peggiore di tutte - di una cara amica.

Eppure Nami era pervasa dal piacere e dall'eccitazione, tanto da desiderare di raggiungere l'orgasmo al più presto e di farlo raggiungere ai due uomini intenti a penetrarla.

Ormai non era altro che una sporca sgualdrina. Era sta spezzata. Era una bambola vuota nelle mani degli agenti della Baroque Works.

Poco più tardi, quando il corpo di Nami fu attraversato dall'orgasmo, la ragazza si ritrovò ad urlare di piacere ad occhi chiusi, e allo stesso tempo a versare calde lacrime di rabbia e tristezza. Le stesse lacrime continuarono a scorrere sulle guance della piratessa sia quando Zoro e Mr.5 depositarono fiotti del loro seme dentro di lei, sia quando estrassero i loro sessi dal suo corpo alzandosi poi in piedi - Zoro su ordine di Mr.3 -, lasciando la giovane dai capelli arancioni distesa sul pavimento di cera, rannicchiata su sé stessa e singhiozzante.

*continue...*