TEMPESTA, parte II.

Capitolo 4, Sotto Studio

Dentro un laboratorio attrezzatissimo, un uomo e una donna in tuta arancione stavano esaminando un secondo uomo. Questi, con un aria del tutto annoiata, si limitava a fischiettare un irritante motivetto.

"Per favore, non fischietti! Cerchi di respirare normalmente e si rilassi." disse l'uomo in tuta, il dottore in fisica Bronte, mentre piazzava un ennesimo elettrodo sulla fronte del paziente. Era un uomo alto e magro. Con i capelli neri tirati all'indietro grazie a una qualche gelatina. Le sue sopracciglia folte quasi ricoprivano gli occhi castani. Parlava con voce nasale e profonda.

"Ok, ok, ma mi annoio! Sono tre ore che mi esaminate con i vostri apparecchi... ne ho così tanti attaccati addosso, sembro un albero di natale!" rispose l'uomo annoiato, che avrete capito essere il sognatore.

"Albero di Natale? Me lo descriva, che specie è? Decidua o sempreverde? Potrebbe farmene un disegno?" chiese interessatissima la biologa Marzan. La donna era minuta e abbronzata, con una zazzera di corti capelli rossi e vispi occhi verdi. Aveva un nasino all'insù spruzzato di lentiggini. Pareva un elfo del mito celtico.

Il sognatore ridacchiò descrivendo il mitico "Albero di Natale" come una rara specie sempreverde, di forma conica, dotata di frutti bioluminescenti e di coloratissime radici commestibili, chiamate "regali". Pareva che quegli esploratori non sapessero cosa fosse il natale... e dunque il sognatore aveva deciso di prenderli un po' in giro. Dopotutto era stato ore e ore a pazientare mentre lo esaminavano.

Gli aveva raccontato tutto quello che ricordava della sua vita. Dell'ospedale e del sogno che aveva fatto. Dell'incontro con l'incappucciato. Aveva spiegato loro con pazienza che era lui che sognava loro, che non si era materializzato. Ovviamente non gli avevano creduto.

"Questo sogno si sta facendo noioso! Non succede altro qui?" disse seccato.

In quel momento entrò nel laboratorio il Capitano Harlan, che si rivolse al sognatore: "Come vanno gli esami? Si sente a suo agio signor..." si fermò aggrottando le sopracciglia.

"Non possiamo continuare a chiamarla solo 'signore'. Sarebbe il caso di darle un nome. Ancora non le torna in mente nulla?" chiese la donna.

"Direi di no, capitano. Rammento di averne avuto uno, ma ricordo solo che era piccolo, irrilevante, umile o qualcosa del genere." rispose il sognatore.

"Potremmo chiamarlo John Doe. E' il nome di prassi quando si ha un paziente di cui non si sa il nome..." disse il dottor Bronte.

"oh no, vi prego, non Doe! John va bene, ma non Doe o Smith! Troppo comuni!" si lamentò il paziente.

"Se per voi va bene, signore, potremmo chiamarla 'Walker'. Sarebbe appropriato, per qualcuno che dice di poter passeggiare nei sogni." propose sorridendo la Marzan.

"John Walker? Perchè no? Mi suona bene... Un nome in Inglese... carino." il sognatore, anzi John Walker ora, assaporò il suono di quel nome mentre i tre lo guardavano confusi.

"Inglese?" disse il capitano, "E' un nome Avaloniano, signor Walker. Non ho mai sentito parlare di una lingua chiamata Inglese."

"Eh? Davvero? E in che lingua stiamo parlando ora?" chiese Walker stupito.

"Stiamo conversando in Basico, signor Walker. gli spiegò la piccola biologa gentilmente. La lingua comuni degli Umanìti. La parliamo tutti, anche se i nomi propri sono rimasti espressi nelle antiche lingue regionali. L'Avaloniano si usa ancora in molte sigle e acronimi perché si presta facilmente a questo uso."

L'interesse di Walker si riaccese. Pare che in questo sogno tutto fosse diverso, compresa la storia della terra. Sapeva di essere fantasioso, ma non fino a questo punto! Chiese ulteriori delucidazioni alla scienziata, mentre il capitano e il dottor Bronte uscivano quietamente dalla stanza.

Una volta nel laboratorio adiacente, i due osservarono il sognatore attraverso un monitor.

"Trovato nulla?" chiese il capitano.

"Direi di si. Il suo codice genetico è identico al nostro. Non ci sono dubbi, è umano. I vestiti sono nuovi di zecca, senza segni di usura. Il corpo di 'Walker' non mostra segni di pregresse malattie o interventi chirurgici. E' come se fosse appena uscito da una vasca di clonazione, solo che non ne porta segni i caratteristici. Infine la cosa più strana..." rispose lo scienziato con un espressione intensa.

"Mi dica. Nulla di pericoloso spero?"

"Non saprei. Giudichi lei., l'uomo le passò un fascicolo, il risultato delle numerose analisi effettuate. Il capitano lo scorse rapidamente.

"Dalle analisi eseguite, il signor Walker sembrerebbe una materializzazione prodotta dall'anomalia. Il biofiltro probabilistico non è in grado di bloccare un realizzazione di questo livello. Troppo sofisticata. Fu progettato per impedire la materializzazioni di organismi ostili, ma non prevedevamo creature dotate di intelligenza. L'energia richiesta perché si materializzino tenderebbe all'infinito..." continuò il dottore in tono pacato.

"E allora? Arrivi al punto."

"L'encefalogramma non è normale. Si trova in fase Rem da quando abbiamo cominciato a esaminarlo."

"Rem? Ma non è possibile. Non si entra in quella fase solo durante il sonno?" Il capitano cominciava a capire dove il dottor Bronte volesse andare a parare.

"Esattamente. Nello specifico durante un sogno."

"Ma Walker è sveglio e cosciente!" disse Harlan.

"Almeno così ci appare ma... in realtà sta sognando. Non ho dubbi. Sogna a occhi aperti, come un sonnambulo, ma è completamente cosciente. Ho eseguito tutte le analisi, tre volte. Questo significa che quello che dice, almeno parzialmente, potrebbe essere vero. E' tutto molto affascinante! Se mi permettesse una biopsia dell'encefalo..." la voce del fisico prese un tono febbrile.

"Assolutamente no! Non passerò alla storia come 'il Capitano che ordinò la vivisezione del primo alieno incontrato dagli Umanìti'! Ci siamo intesi?" disse ferma il Capitano.

In quel momento un allarme sonoro, seguito da una luce rossa lampeggiante, prese a suonare in tutte le stanze. Una voce computerizzata annunciò: "Allarme! Breccia nel settore 7! Ripeto, Breccia nel settore 7! Rischio di Contaminazione! Allarme!"

Capitolo 5, Incidente

Tutto il personale si precipitò in sala controllo, trascinandosi dietro Walker. Quest'ultimo non si sentiva affatto preoccupato. L'idea di essere in un sogno lo tranquillizzava. Contava di godersi qualsiasi evento fino all'ultimo. L'equipaggio invece, non si divertiva affatto.

"Sintonizzare Ancore di Realtà!", "Flusso di plasma al massimo!", "Allitteratori di Probabilità a pieno regime!", "Localizzare la falla!", "Falla localizzata, settore 7, magazzino 5, vicino alla camera di compensazione 2, sullo schermo!" le loro voci si susseguivano concitate.

Sul monitor principale apparve un'immagine. Il vento colorato, che Walker aveva sperimentato ore prima, stava infuriando all'interno di un corridoio dell'ARC-07. Tutto quello che il vento toccava veniva colpito da un fulmine blu-rosso crepitante, deformandosi irrimediabilmente. Il metallo e la plastica fluivano in nuove strutture organiche. Fiori di materiale sbocciavano plasmati dalle tremende energie della tempesta di probabilità. Ogni tanto parti del corridoio si nebulizzavano unendosi al materiale gassoso del vento.

Gonza, l'omone che lo aveva catturato, si volse verso Walker. "La zona della falla è vicina alla camera dove abbiamo trovato quel sabotatore! Avrà messo una bomba! Moriremo tutti per colpa sua!" disse afferrandolo per le spalle e scuotendolo come una bambola.

"Lo metta giù, Gonza!" comandò perentoria il Capitano. "Non abbiamo prove di quanto afferma, mentre ne abbiamo abbondanti del contrario. Secondo le analisi, Walker è stato materializzato quando lo abbiamo visto apparire sugli schermi. Il test di decadimento stocastico dei suoi vestiti conferma la tempistica con un margine di tre secondi!"

"E allora come si spiega il danno, eh? Come lo spiega Capitano?" gridò l'uomo, chiaramente fuori controllo.

La donna lo guardò con freddezza e disse pacata: "Si calmi tenente Gonza. Lei è uno specialista selezionato tra migliaia. E' al di sopra a queste manifestazioni emotive. Mantenga la sua obiettività."

L'uomo sembrò calmarsi: "M-mi scuso Capitano. Non so cosa mi fosse preso. Non si ripeterà." disse lasciando andare Walker, che si tolse rapidamente di mezzo.

"Non si preoccupi Gonza. Una missione al limite come la nostra farebbe saltare i nervi a chiunque. E' tutto a posto." gli rispose la donna.

"Yaral! Mi dica qualcosa della nostra integrità strutturale." disse volgendosi vero l'ultimo membro dell'equipaggio. Un uomo tarchiato e robusto, con un espressione gioviale sul volto scarno. I capelli e gli occhi castani erano eclissati dall'enorme naso aquilino che sporgeva sopra la bocca sottile.

"Ho isolato la sezione 7 Capitano. Ma non reggeremo a lungo senza riparare le Ancore di Realtà danneggiate." scosse la testa. "Ne abbiamo perse due. La prima si trova nel settore 5 e la possiamo raggiungere facilmente. La seconda è nel settore 7. Sarà necessario un intervento in EVA. Non possiamo ripararla da dentro senza togliere l'isolamento alla sezione. Possiamo tornare a casa, se invertiamo la rotta ora, ma ogni ritardo ci mette in pericolo." disse preoccupato.

"Gonza! Alla camera di compensazione uno. Metta la tuta e si prepari per l'intervento. Yaral la seguirà da qui. Io verrò con lei!" disse rapida la donna.

Il dottor Bronte intervenne. "Mi tocca ricordarle Capitano, che in base al regolamento di missione, lei non può uscire in EVA se è disponibile un altro membro dell'equipaggio qualificato. Io lo sono, e andrò col tenente Gonza, se lei è d'accordo."

Il Capitano guardò a lungo l'uomo, poi fece un cenno d'assenso col capo.

Gonza e Bronte si affrettarono fuori dalla stanza.

Walker li guardò uscire, pensando di aver mal giudicato il fisico. "E' molto più coraggioso di quanto sembri... Io non uscirei mai li fuori, a meno di essere sicuro di non correre rischi." disse sottovoce. Cominciava a sentire l'eccitazione dell'avventura, quella che aveva sempre desiderato vivere ma non aveva mai osato cercare.

Forse il vigliacco era lui, "Ma è inutile fare il depresso ora... mi voglio godere questo sogno! Ora che si fa interessante..." pensò.

I membri dell'equipaggio seguivano la situazione tramite i monitor. Le telecamere mostrarono i due uomini indossare ingombranti tute per poi aprire la camera di compensazione. Il vento irruppe nella stanza e il monitor interno, non schermato, si spense per sicurezza.

La telecamera esterna si accese, mostrando un uomo in tuta uscire dal portello. Un filtro oscurante copriva le immagini della tempesta e del terribile Maelstrom che si trovava al suo interno. In questo modo l'effetto allucinogeno dell'anomalia non colpiva i membri dell'equipaggio. Lo stesso filtro rivestiva i caschi delle tute.

Una voce ansimante uscì dall'altoparlante, "Qui Bronte, comincio a uscire. Gonza si sta occupando di controllare l'integrità della camera di compensazione, per massima sicurezza. Mi avvicino alla zona danneggiata... è faticoso. Gonza ci sei? Vedo la falla..."

Una seconda voce si unì alla prima, mentre la telecamera mostrava lo specialista di EVA uscire all'esterno con agilità per poi dirigersi speditamente verso il compagno. "In arrivo. Non si avvicini alla falla Bronte. Potrebbe essere schiacciato contro lo scafo dal differenziale probabilistico tra la tempesta e l'interno dell'ARC."

Ricordandosi di non aver capito bene in cosa si trovava, Walker chiese, "Se non disturbo, cosa significa ARC?"

La piccola biologa, sempre gentile, sussurrò "Sta per Alternate Reality Cruiser, Incrociatore per Realtà Alternate, scritto in Avaloniano. Il nostro è il 7° costruito, ed il primo ad arrivare così in profondità nell'anomalia."

"Il primo? Odio chiederlo ma... che ne è stato degli altri?" disse Walker con un orribile sospetto.

"Due sono tornati molto danneggiati, dopo aver solo sfiorato la tempesta. Tre sono andati perduti senza che si avesse loro notizie. Il penultimo è stato sabotato. L'MSU, il Movimento per la Sicurezza Umanìta, un gruppo terrorista estremistico, rivendicò l'attentato. Prima di dissolversi nell'anomalia inviò dati preziosi, che sono stati usati per progettare questa missione." Continuò distrattamente la dottoressa.

Nel mentre, l'ingegner Yaral e il Capitano Harlan seguivano le pericolose manovre dei due cosmonauti, inviando istruzioni e suggerimenti.

"Ma perché rischiare così tanto per venire sin qui? Cosa ci guadagnate? A parte l'avventura e la conoscenza, ovviamente." chiese il sognatore.

La biologa sospirò, "Siamo in cerca di una sostanza materializzatasi sullo scafo delle prime due sonde. Ne abbiamo trovati solo 15 grammi, ma in base agli studi eseguiti basteranno per generare energia pulita per tutto il pianeta, per 150 anni! E ancora stiamo esaminando altri possibili utilizzi. spiegava eccitata la scienziata. Viaggio e comunicazioni più veloci della luce, teletrasporto, materializzazione degli oggetti, schermi di energia... praticamente tutto quello che si può desiderare. Ma ci servono altri campioni. L'ARC-06 ne aveva raccolti 12 chili... proprio in questa zona dell'anomalia... se di zone si può parlare in un luogo che nemmeno esiste veramente."

Walker pensò che di motivi consistenti il suo sogno ne aveva creati a sufficienza, quindi non disturbò oltre la dottoressa. In pratica era finito in una specie di 'Odissea nello spazio', come il film che aveva visto da bambino. Ricordandosi la trama disse: "Avete controllato il computer? In genere, in questi casi, impazzisce trucidando l'equipaggio..."

Tutti si voltarono fulminandolo con lo sguardo, poi la voce del dottor Bronte arrivò ansante dagli altoparlanti. "Qui Bronte... vedo il danno... l'Ancora non è danneggiata gravemente... almeno esternamente..." l'equipaggio tirò un sospiro di sollievo.

"Qui Gonza... apro il pannello di manutenzione... Maledizione... è tutto bruciato qui... non potremo riparlarlo... spiacente Capitano..."

Questi strinse il pugno dalla delusione. Tutti erano delusi, Walker lo capiva chiaramente. Il capitano accese il microfono "Tornate indietro. Annulleremo la missione finchè siamo in tempo.

La donna si rivolse ai compagni nella sala di controllo Peccato... eravamo così vicini. Ma abbiamo raccolto molti dati. Ce li faremo bastare. Calcoli la rotta di ritorno, signor Yaral." Diede un occhiata a Walker. Qualcosa avrebbero portato indietro, dopotutto. Poi l'altoparlante parlò ancora.

"Qui Bronte... aspetti Capitano! Voglio dare un occhiata al quadro... forse possiamo sostituirlo interamente o bypassare le parti danneggiate... Gonza si faccia da parte... ma cosa fa... Gonza... la smetta..."

Con orrore videro i due cosmonauti lottare. Gonza restava in silenzio. Solo un rauco ansimare arrivava dal suo microfono. I loro segni vitali fluttuavano follemente sui monitor.