TITANO, parte 2
Capitolo 4, Atterraggio
Una volta che tutti i detenuti furono saldamente bloccati nelle loro poltroncine, gli inservienti in tuta bianca presero posto sui loro sedili. Dopo pochi minuti di nervosa attesa un rumore sordo echeggiò nella navetta.
La voce di qualcuno, presumibilmente uno dei piloti, gracchiò dagli altoparlanti del cavernoso vano passeggeri. "Ganci di attracco ritirati."
"Motore principale attivato in… 3… 2… 1… Accensione." L'ultima parola si perse in un rombo che fece tremare tutta la navetta. L'improvvisa accelerazione schiacciò i passeggeri contro gli spigolosi schienali.
"Ouch. Potevano imbottirli meglio questi cosi." Gridò Walker cercando di farsi sentire sopra il boato dei motori.
Il suo nuovo conoscente, l'uomo di nome Eldon, gli sorrise sarcastico. "Erano ben imbottite quando la navetta è entrata in servizio. Questo catorcio avrà almeno 50 anni. Non mi sorprenderei se si sfasciasse durante il rientro." L'osservazione gli valse parecchie occhiate acide da parte dei detenuti a portata d'orecchi.
Il sognatore si limitò a ridere a sua volta. La vista gli mostrava che non c'era pericolo. "Non credo che avremo problemi. Peccato non ci siano degli oblò, la mia prima volta nello spazio e non riesco a vedere un tubo."
L'omone scrollò le spalle. "Oh non c'è nulla da vedere qui fuori, solo foschia gialla. Titano ha un atmosfera densa e nebbiosa. Così densa che se un uomo avesse le ali alle braccia potrebbe volare a corpo libero."
"Silenzio voi in fondo." Uno degli inservienti si era girato verso di loro, riprendendoli.
"Si mamma." Rispose subito Eldon con una finta espressione contrita sul volto massiccio.
Molti detenuti scoppiarono a ridere mentre l'inserviente arrossiva imbarazzato. "Vedremo se avrete ancora voglia di ridere una volta arrivati, idioti." Bofonchiò fra se e se mentre uno dei colleghi gli faceva cenno d'ignorarli.
La navetta raggiunse l'atmosfera di Titano senza difficoltà, dispiegando le ali a geometria variabile di cui era dotata. Grazie all'alta densità atmosferica la macchina avrebbe potuto planare per la maggior parte della discesa verso la base, tagliando così sui costi del carburante. Mentre attraversava uno degli strati ionizzati di gas disposti attorno al pianeta come la buccia di una cipolla, la navetta spaventò vari stormi di strane creature, simili a insetti dalle molte ali.
"Ci sono un sacco di metaniti oggi. Per fortuna la nostra temperatura è così alta che ci evitano. Se uno di quei cosi finisse dentro uno dei propulsori atmosferici succederebbe un macello." Osservò il copilota, un uomo di colore, robusto e col cranio rasato.
"Già." Rispose il pilota, una donna minuta dai capelli rossi, ricci e tagliati corti, attivando un meccanismo che emetteva segnali di disturbo nell'atmosfera. I metaniti odiavano quei segnali e si tennero alla larga.
Il copilota consultò le letture sui suoi schermi olografici "Siamo in perfetto assetto di volo. Arriveremo a Xanadu in tempo per la cena. Certo che sfiga, la prima forma di vita aliena mai trovata dall'Umanità e sono insettoni di plastica, con petrolio per sangue che respirano metano. Fanno proprio schifo." Fece una smorfia osservando le forme aggraziate delle creature che si stavano allontanando dalla traiettoria del veicolo.
"A me piacciono." Rispose il pilota sorridendo.
"Tu sei matta Lance. Lo dico sempre, come fanno a piacerti quei cosi?" L'uomo sospirò esasperato.
"Volano con molta eleganza. Al contrario di te, Oddball. Tira su quei deflettori, sono troppo bassi. Stiamo per uscire dallo strato ionizzato." Lance variò la programmazione del veicolo, correggendo un piccolo errore di assetto, poi attivò il sistema di comunicazione. "Base Xanadu, qui Deep Descent IV. Ripeto, base Xanadu qui Deep Descent IV. Siamo in arrivo su vettore tango delta sei. Ripeto, in arrivo su vettore tango delta sei. Preparate il radiofaro d'attracco."
Dall'altoparlante arrivò subito una risposta. "Deep Descent IV, qui base Xanadu. Radiofaro d'attracco attivato. Cambiate vettore su tango gamma cinque. Ripeto, cambiate vettore su tango gamma cinque. Un detenuto si è scordato di attivare l'isolamento termico della tuta ed è saltato in aria su tango delta sei, ci sono rottami incandescenti su tutta la pista, stiamo ancora sgombrando."
Arricciando il naso pieno di efelidi, il pilota si affrettò a variare l'assetto di discesa della navetta. "Ricevuto, base Xanadu. Viro per tango gamma cinque."
Il copilota fece una smorfia. "Un altro di quei poveracci crepato come un cane. Quant'è la vita media di questi sfigati... eh, Lance? Te n'eri interessata una volta, no?" Oddball non mancava mai di stuzzicare la sua superiore, soprattutto da quando aveva scoperto che era stata iscritta al movimento progressista.
La donna non lo degnò di una sguardo, concentrata sugli indicatori olografici. "Tre anni. Attiva gli aerofreni, stiamo per atterrare." Rispose laconica.
Nello scomparto passeggeri John si accorse della manovra di virata e della decelerazione. "Siamo per atterrare… non sto più nella pelle. Ci pensi Eldon? Stiamo per camminare su un altro pianeta. Che figata." Diventare astronauta e visitare un altro mondo era uno dei suoi sogni più vividi, ora stava per realizzarsi.
"Oh, non saprei… visto uno visti tutti…" Rispose l'omone sorridendo.
Prima che il sognatore potesse ragionare sul senso della risposta, la navetta atterrò rullando su una lunghissima pista d'atterraggio. Dopo pochi minuti erano fermi. Il rumore di un tubo d'attracco, agganciatosi al portellone di uscita, risuonò nello scafo.
Erano arrivati su Titano.
Capitolo 5, Straniero in terra straniera
Gli uomini in tuta bianca si alzarono dai loro sedili e presero a camminare tra le file di cuccette anti accelerazione. "Preparatevi a scendere gente! Rimanete calmi e seguite le istruzioni e nessuno si farà male." Disse uno di loro attraverso gli altoparlanti della cabina. "Una volta in piedi camminate in fila lentamente e con ordine, seguendo la riga rossa sul pavimento."
Le sbarre di sicurezza si sbloccarono con uno schiocco metallico e si rialzarono sopra le teste dei passeggeri. Questi si alzarono in piedi, scoprendo che la gravità era molto più bassa che sulla terra.
"Hey Eldon, siamo leggerissimi, che figata!" Ridacchiò John saltando in punta di piedi.
Uno dei loro controllori lo guardò male. "Smettila di fare l'idiota CX99942. Mettiti in fila e cammina." Esclamò premendo un pulsante su uno strano aggeggio che aveva in mano.
Immediatamente il sognatore provò una fitta di dolore simile a una pugnalata alla testa. Il dolore durò pochissimo, solo un paio di secondi, ma fu sufficiente a scuoterlo nel profondo. "Che male! Non farlo più, che cavolo!" Si lamentò con le lacrime agli occhi mentre si massaggiava la testa.
A queste parole il suo aguzzino attivò di nuovo l'apparecchio, producendo una nuova fitta di dolore. "Aagh, ho capito, ho capito, in fila, con calma!" Sibilò svelto mentre obbediva all'ordine.
Il suo vicino, Eldon, indicò l'uomo svenuto sul sedile accanto a loro. "E di questo che ne facciamo? Lo lasciamo qui?"
Il carceriere lo scrutò con sguardo calcolatore. "No, prendilo in spalla e portalo con te, poi lascialo al personale della base all'ingresso principale." Sogghignò, pensando così d'infastidire l'omone.
Questi però non si fece problemi e, prendendo da sotto le ascelle il malcapitato, se lo caricò in spalla senza fatica. "Andiamo." Disse al sognatore. "Non facciamo aspettare il comitato di benvenuto." Così dicendo si mise in fila dietro a John e prese a seguirlo con calma.
Camminarono seguendo la linea rossa sul pavimento, non senza una certa fatica. La maggior parte dei deportati era ancora sottosopra per via dei postumi dell'ipersonno, inoltre non erano avvezzi a muoversi con una gravità così bassa. Per questo la fila avanzò lentamente, prima nella grande stanza e poi in un lungo corridoio dalle pareti di plastica. Le pareti avevano delle sezioni trasparenti e fu così che il sognatore poté per la prima volta guardare dove era capitato.
Il panorama era deprimente. Una distesa di terra color ocra chiaro, coperta di ciottoli dello stesso colore. In lontananza si intravedevano delle colline non molto alte. Il cielo era coperto da una spessa foschia giallo arancio. In sostanza non c'era nulla da vedere.
Ben diverso il discorso se si provava a guardare in avanti invece che di lato. Si intravedeva una struttura imponente, di metallo e cemento, piena di guglie e pinnacoli, grandi torri ed edifici sfavillanti di luci. C'era persino una gigantesca cupola di cristallo verde, illuminata interiormente da lampade molto intense.
'Sarà la prigione? Mi sembra un po' troppo grande e complessa per essere solo una zona di detenzione. Non credo si siano dati tutta questa pena per farci arrivare quassù solo per buttarci in una cella e dimenticarsi di noi.' Pensò John mentre osservava curioso la struttura.
Finalmente il percorso li portò dentro un edificio cavernoso, dominato da un grande orologio digitale su cui era visibile la scritta .00. Camminamenti a griglia di metallo si dipanavano sui fianchi della sala, mentre balconate sporgevano dalla parte anteriore.
Al loro livello vi erano numerosi ingressi a tornelli separati da capsule di metallo e plastica dotati di finestre trasparenti. Dentro ogni capsula c'era un uomo o una donna con l'aria annoiata, probabilmente in attesa che i deportati si avvicinassero. La linea rossa si divideva in molteplici linee, ognuna terminante di fronte a una delle capsule.
"Avanti ragazzi, dividetevi uno per linea. Quando saranno finite, il prossimo riparte dalla prima. Muoversi, non abbiamo tutto il giorno a disposizione!" Ordinò uno degli uomini in tuta bianca mentre si dirigevano ciascuno a fianco di una linea diversa.
"Tu, energumeno, posa l'imbecille a terra e mettiti in fila con gli altri." Sbraitò un carceriere ad Eldon.
Questi, senza commentare, scaricò il suo fardello a terra con attenzione, poi si separò da John mettendosi in una fila diversa. "Ci vediamo, ragazzo. A dopo!" Disse sorridendo mentre si allontanava.
Il sognatore nel frattempo si era messo in fila come gli altri, guardandosi attorno con curiosità. 'Che sala enorme, sembra la versione malvagia di un centro commerciale. O una stazione della metropolitana, molto grande e su più livelli. Chissà che vuole dire quel contatore che segna tutti zeri? Beh, inutile preoccuparsi, tanto peggio di così...' Considerò cupo.
Aveva il fiato corto e le mani fredde e sudate. 'E pensare che, dal mio punto di vista, pochi giorni fa ero una donna e facevo la mondina! Assurdo, in che guaio mi sono cacciato questa volta? Che accidenti mi succederà ora?' Rifletté preoccupato.
Finalmente giunse alla capsula, dietro allo sportello una donna osservava un monitor con aria seccata. Un fascio di luce lo colpì in faccia, seguito pochi istanti dopo dalla voce dell'impiegata. "Cittadino gratuito CX99942, nome John Walker, specialista in inserimento dati. Colpevole di aver minacciato con un esplosore un cittadino premium. Condannato a 20 anni di deportazione. Benvenuto sulla base MetroCorp Xanadu."
A questo punto un cassetto metallico si aprì di scatto di fronte al sognatore. All'interno c'era una tavoletta di cristallo, contornata da strutture di plastica. La donna riprese a parlare. "Prenda il suo Sveltofono. Da questo momento in poi sarà l'unica fonte d'informazioni in tempo reale. Le servirà anche per acquistare vitto e alloggio nella base."
"Su di esso verranno accreditati i Punti MetroCorp, in breve PMC, guadagnati col suo lavoro. Se lo perde o lo danneggia potrà averne un altro dall'amministrazione per 1000 PMC. Se non li ha sul suo conto... peggio per lei. Sullo Sveltofono c'è anche la mappa della base e un manuale d'uso scritto apposta per i novellini. Lo legga, glielo consiglio."
"Le ricordo che nel suo cervello è stato installato un risonatore di aggressività che si attiva quando sta per ricorrere alla violenza o se attivato da un VIP. I VIP hanno la tuta bianca, lei deve obbedire loro seduta stante o sarà peggio per lei. Se potrà permetterselo, costa 50.000 PMC, lei potrà diventare un cittadino Premium, in tuta azzurra. Questo le darà ulteriori vantaggi, tutti illustrati sullo Sveltofono. Lo prenda e si tolga di mezzo. Avanti il prossimo!"
John la guardò strabuzzando gli occhi. Prese rapidamente l'oggetto dal cassetto, che si chiuse con uno scatto metallico. L'uomo in tuta bianca che si occupava della sua fila, probabilmente un VIP, gli fece cenno di attraversare il tornello. Lo fece senza discutere, entrando in un piazzale affollato.
C'erano molti uomini e donne in tuta rossa come lui, ma anche un po' di persone in tuta azzurra. Uno di essi si avvicinò loro e li guardò con aria di sufficienza. "Che gruppo di sfigati. Appena arrivati dalla Terra? Avrete fame o sarete stanchi, ma il vostro credito PMC è a zero. Non preoccupatevi, Fred è pronto ad aiutarvi! L'Ostello dei Neofiti vi accoglierà a braccia aperte." Esclamò allargando appunto le braccia.
Alcuni deportati fecero cenno di avvicinarsi, ma John non poté. Eldon l'aveva infatti afferrato per la collottola. "Ops, scusa ma non mi fiderei. Diamo una letta alla guida prima, vuoi?" Gli disse l'omone.
Il sognatore si voltò verso il suo compagno. "Giusto, la guida, grazie. In effetti prima è meglio sapere a cosa andiamo incontro." Detto questo prese a guardare lo Sveltofono, cercando di capire come attivarlo. Si accorse che dopotutto sembrava la versione fantascientifica di uno smartphone. Così prese a toccare lo schermo e a premere le protuberanze dell'attrezzo cercando di attivarlo.
Alla fine, dopo un po' di tentativi, l'apparecchio diede segni di vita. Sulla superficie di cristallo apparve il logo MC, seguito da uno sfavillio di colori. Poi apparvero numerosi simboli sottolineati da piccole scritte. "Alla fine è proprio come uno smartphone, forte!" Disse premendo col dito lo schermo in corrispondenza dell'icona denominata guida.
Sul display apparve un immagine di Saturno, mentre una musichetta suonava sullo sfondo. Una voce femminile prese a parlare. "Benvenuto su base Xanadu cittadino. Questa guida ti introdurrà al funzionamento del tuo nuovo ambiente. Ti trovi su Titano, una delle lune di Saturno. Sei all'interno della base mineraria penale della Metropolitan Corporation, MetroCorp in breve, sita nella pianura Xanadu di Titano. All'esterno si può rilevare una temperatura media di 94 Kelvin e un'atmosfera a base di Azoto e Metano, totalmente irrespirabile. Uscire all'aperto senza un'apposita tuta significherebbe morire in breve tempo."
John sollevò un sopracciglio a quelle informazioni. "Bene, che luogo accogliente. Già a vederlo faceva schifo, ora so che è peggio di quanto pensassi."
"Che ti aspettavi?" Sorrise Eldon, "Un paradiso tropicale pieno di donnine nude? La Terra è l'unico pianeta abitabile nella maggior parte dei sistemi solari." A queste parole gli diede una pacca sulla schiena.
Chiedendosi cosa volesse dire esattamente il suo nuovo amico, John si massaggiò la spalla e prestò attenzione alle parole della guida. "La vita sulla base Xanadu è regolata in modo molto semplice. Non ci sono guardie, non ci sono celle e neppure regole complesse. Tutto quello che ti serve per vivere, aria, acqua, cibo e alloggio, costa Punti MetroCorp, PMC in breve."
"E come li prendo 'sti benedetti punti allora? Me lo dici o no?" Esclamò John infastidito.
La voce continuò a parlare indefessa. "Riferisciti alle liste di occupazione per cercare un lavoro che tu sia in grado di svolgere, applicati prima che possa farlo qualcun altro. Portalo a termine con successo e otterrai PMC. Per acquistare qualsiasi cosa recati al centro di distribuzione correlato col tuo Sveltofono e passalo di fronte agli appositi sensori. Il costo totale delle tue selezioni verrà sottratto dal tuo conto."
"Alcuni beni, come la cittadinanza premium, possono essere acquistati direttamente dal tuo Sveltofono. La mappa della base è disponibile premendo l'icona MCMaps. I luoghi d'interesse possono essere cercati sullo stesso eseguibile. Ulteriori informazioni sono disponibili alle rispettive voci di ricerca in questo eseguibile. Grazie per aver ascoltato, buona giornata!" Disse la voce prima di tacere. Sullo schermo apparve un pulsante denominato ricerca e questo fu tutto.
"Ehi, tutto qui? E io che ne so cosa cercare? Dannato bidone..." Sbottò il sognatore seccato.
Eldon lo guardò con espressione tranquilla. "Prova a chiedergli dove puoi trovare le liste di occupazione. Io ho un po' di fame, ma senza PMC dubito che qualcuno ci darà da mangiare gratis."
John si guardò attorno. "C'era quel tizio, come si chiamava? Fred, dell'Ostello dei Neofiti mi pare. Ma se n'è andato, accidenti." Prese a premere lo schermo dell'attrezzo cercando di farlo funzionare. Lo Sveltofono gli mostrò subito una mappa con un puntino verde e uno rosso. Il puntino verde era dentro una stanza denominata Terminale Centrale. Il puntino rosso invece si trovava nella Amministrazione.
L'omone, che nel frattempo si era limitato a osservare il sognatore, si mise le mani sui fianchi. "Orbene, direi che la strada è decisa, seguiamo la mappa. Andiamo?" Lo esortò incamminandosi attraverso la cavernosa stanza. John lo guardò sorpreso, poi lo seguì rapidamente.
Capitolo 6, Scelte
Il percorso per raggiungere l'Amministrazione passava per il piazzale del Terminale Centrale. Questo era pieno di negozietti simili agli stand di un festival, poco più che baracche di materiale plastico, che mettevano in vendita i beni più svariati. C'erano vivande esotiche, bombole di aria, spezie, vestiti di vario tipo, scarpe e persino quelle che sembravano tute spaziali usate.
Usciti dalla piazza imboccarono un corridoio ben frequentato, dove gli stand erano meno numerosi ma facevano bella mostra di sé delle vetrine dove belle donne si muovevano in modo sensuale, ballando al suono di una musica che sentivano solo loro. Suo malgrado, si ritrovò a fissarle affascinato.
"Devono essere delle deportate." Considerò incuriosito. "Ma darsi alla prostituzione? Forse è più remunerativo di altri lavori."
Eldon scrollò le spalle. "O più sicuro. Ancora non sappiamo che lavori offrano all'Amministrazione. E non lo sapremo mai se non ci sbrighiamo. Ricordati che chi primo arriva per primo sceglie." Disse tirandolo via per una manica.
Il sognatore si mosse suo malgrado. Avendone la possibilità si sarebbe preso il tempo di chiedere spiegazioni a ogni stand e a ogni negozio, oltre che cercare informazioni extra sul suo Sveltofono. Ma riconobbe la saggezza del suo nuovo amico, quindi affrettò il passo.
Alla fine arrivarono in un'altra piazza a più livelli, fermandosi di fronte a un edificio che si estendeva dal pavimento al soffitto.
"Wow, costruiscono in grande qui, eh? E quindi questa sarebbe l'Amministrazione. Entriamo?" Disse John indicando molteplici file di persone che passavano da una serie di porte affiancate nell'enorme palazzo.
A un cenno d'assenso dell'omone, si diressero verso la più breve mettendosi in coda. Il sognatore non poté fare a meno di notare che gli individui in tuta azzurra avevano una fila propria, molto più spedita di quelle per le tute rosse. E i rari deportati in tuta bianca le ignoravano del tutto, entrando da una porta separata.
"Ecco già una buona ragione per diventare Premium, eh?" Disse facendo un cenno col capo verso la fila degli azzurri.
"Ah non so, l'azzurro non mi dona, preferisco il bianco. Chissà come si diventa VIP?" Rispose Eldon sorridendo.
"Già, chissà come? Vediamo che dice il coso." Disse John attivando il suo Sveltofono.
La voce della guida prese subito a farsi sentire. "Per diventare VIP bisogna essere scelti dai dirigenti MetroCorp in base a criteri di selezione speciali, per meriti di lavoro o per specializzazioni professionali tecniche. Quando un numero di posti VIP si rende disponibile, riferirsi alla bacheca in Amministrazione."
"Oh ecco, sempre qui tocca venire. Sarà molto frequentato questo posto." Osservò il Sognatore avanzando nel frattempo di alcuni passi.
L'omone lo seguì con le mani nelle tasche. "Direi di si, ci saranno duecento persone qui in fila." Disse guardandosi attorno.
Avanzarono ancora e ancora mentre la coda procedeva. Infine riuscirono ad arrivare all'ingresso. "Era ora! Ci abbiamo messo un eternità." Sbottò John irritato. Eldon ridacchiò gioviale mentre i due entravano nell'edificio.
All'interno della struttura la prima cosa ad attirare lo sguardo era un enorme monitor che visualizzava una lista di voci. Ognuna era riferita a un lavoro di un tipo o di un altro. Vi erano incluse le imprese più varie, dalla necessità di un numero di addetti per ripulire i bagni pubblici alla ricerca di un certo quantitativo di sterminatori di ratti.
Ma a farla da padrone erano certamente le centinaia di persone richieste per lavori minerari. Ve ne erano a sufficienza da impiegare un migliaio d'individui, forse di più. Erano presenti anche occupazioni più qualificate, come un tecnico programmatore di Ordinatori o un assistente Sceriffo.
"Accidenti quanti impieghi, c'è l'imbarazzo della scelta!" Osservò John stupito. "Pensavo fossero di meno. Scegliamone uno semplice e prenotiamoci."
Eldon scosse la testa. "Hai notato come più il lavoro è qualificato più PMC vale? Ci sono i valori alla fine della lista. Dobbiamo scegliere l'impiego più redditizio che possiamo portare a termine, sin da ora. Chi ben comincia è a metà dell'opera."
Il sognatore sollevò un sopracciglio e poi si grattò la testa perplesso. "La fai facile tu, ma io che ne so se sono in grado anche solo di fare il minatore? Le mie competenze tecniche sono molto arrugginite. Però so coltivare il riso." Commentò in tono sarcastico.
"Vediamo... no, non mi sembra che cerchino un coltivatore di riso. A meno che tu non voglia provare con l'idroponica, cercano tre specialisti." Rispose Eldon altrettanto sarcastico.
John sbuffò seccato per poi mettersi a guardare in giro. "Ci deve essere un modo per consultare le liste senza strabuzzare gli occhi su quel monitor. Vedi dei terminali da qualche parte?"
L'omone tirò su il suo Sveltofono. "Eccolo il terminale. Guarda qui, quando siamo entrati s'è attivato un eseguibile. Liste di Occupazione, consultazione e prenotazione. Direi che è quello che ci serve."
"Potevano farcelo usare ovunque, perché si dovrebbe attivare solo qui? È uno spreco di tempo e risorse!" Protestò John.
"Comunque vediamo... si, ecco le liste. Ci sono centinaia di voci, ma c'è un'icona di ricerca... aspetta qui è possibile introdurre le competenze per eliminare le occupazioni per cui non sei qualificato..."
Lavorò per un minuto o due a inserire i suoi dati, per poi guardare scoraggiato i risultati. "Di bene in meglio. Sembra che l'impiego più remunerativo disponibile per le mie abilità sia il cacciatore di topi! Cento PMC per ogni ratto ucciso di cui si portino le prove."
"Non credo faccia per noi, quanti topi pensi di trovare non sapendo dove cercarli? Piuttosto, perché non proviamo a minare idrocarburi solidi? Ci pagherebbero 50 PMC l'ora, più un premio di produzione di 10 PMC al chilo. Sembra facile." Disse Eldon indicando la voce relativa sullo Sveltofono del sognatore.
"Uh, dipende da quanti chili ne riusciremo a estrarre. Eppoi non dovremo uscire all'aperto per minare quella roba? Io ho un pessimo rapporto con le tute spaziali." Rispose questi titubante.
"Si vive una volta sola e comunque in otto ore di lavoro avremo sicuri 400 PMC a testa. Se guardi sulle macchinette dispenser dietro di te, vedrai che un tramezzino costa solo 20 PMC. Avremo la cena assicurata." Argomentò Eldon.
John ci pensò su un attimo, poi sospirò. "E va bene, sia come dici tu. Per questa volta almeno. Vediamo cosa ci dice il coso." Dsse premendo sullo schermo dello Sveltofono.
La voce dell'apparecchio si fece nuovamente sentire. "Posto prenotato per l'occupazione di Minatore d'Idrocarburi Solidi. Prego riferirsi al terminal numero 9A. Venire muniti di Tuta Spaziale e Bombola d'aria per almeno nove ore di autonomia, grazie."
Il sognatore strabuzzò gli occhi. "E io dove la prendo la tuta? Potevano dirlo prima che servisse! Che facciamo ora? Aspetta... qui c'è un pulsante per le richieste di aiuto... allora, equipaggiamento mancante... ecco..."
La voce della guida disse "L'affitto dell'equipaggiamento, posto sia disponibile, viene sottratto direttamente dal compenso alla fine del turno di lavoro. Il costo dell'affitto per una tuta spaziale e una bombola con nove ore d'aria è di 200 PMC."
"Cavolo! Praticamente lavoriamo gratis per metà turno! Guadagneremo pochissimo." Esclamò John guardando con astio il suo compagno di sventure.
"Su, su, non preoccuparti, c'è anche il premio di produzione. Vedrai che riusciremo a mangiare e a dormire comodi stasera. E magari fra qualche giorno ci potremo permettere di comprare tute e ossigeno e guadagnare molto di più. Pensa positivo." Disse l'omone prenotando anche lui un posto come minatore.
"E va bene, ti do retta, non ho voglia di pulire i cessi ed è l'unica alternativa a parte il cacciatore di topi. Andiamo a questo terminal 9A e vediamo di cosa si tratta." Così dicendo il sognatore visualizzò la mappa per giungere alla loro destinazione, incamminandosi poi seguito dal compagno.
