In questa storia ho unito come personaggi Wolsey e la regina Caterina. So che può sembrare un abbinamento folle ma questa idea è venuta ad una mia amica il che mi ha fatto pensare ad una storia da realizzare. All'inizio ero scettica ma poi in realtà le diedi ragione.

DESIDERIO PURO

Il desiderio di fare l'amore con lei era veramente travolgente, si sentì così la prima volta che la vide varcare la navata della chiesa col marito in abito nuziale. Naturalmente represse quelle emozioni impossibili da realizzare seppellendole così nell'inconscio. Se si incontravano si salutavano o si incontravano per discutere di varie questioni e nulla di più. Questa volta la rivide uscire dalla cappella per pregare e Wolsey usciva dallo studio dopo aver terminato i propri incarichi del giorno "Vostra maestà" con una reverenza diede i suoi saluti alla regina e lei ricambiò il saluto. Non aggiunse altro al saluto ma in quel momento intravide una scintilla brillare negli occhi della regina Caterina. L'avrebbe corteggiata a lungo per farle capire che lui avrebbe avuto pazienza.

Si incontrarono nei giardini reali per fare due passi sotto il sole primaverile udendo gli uccelli canticchiare tra le chiome degli alberi. All'inizio tacquero ma poi lui ruppe il ghiaccio "Allora come vanno le cose con il re?"

"Non è un matrimonio felice. Non è un matrimonio come pensano tutti felici e contenti ma ormai non riesco più ad avere figli maschi ed il re me ne da colpa lo so"

"Magari tornerà da voi" rispose Wolsey con affetto per rincuorarla "Dovete avere fede"

"Ne ho tanta io …. È lui che non so" si fermò premendo la mano su quella di lui "Mi sono legata a voi come buona amica e su di voi posso sempre contare"

"Ditemi" rispose lui incuriosito dal discorso "In un momento di rabbia avrei voluto che Mary fosse figlia vostra. Voi siete molto umano con me e vi ringrazio per questo"Wolsey si sentì sopraffatto dalle emozioni "Veramente?" seduti su una panca in marmo le teneva la mano nelle sue "Dovete sapere che io vi amo da molto tempo ma io sono un sacerdote e so che per voi non sarebbe giusto".

Non sapeva d'essere amata da lui ma tutto sommato anche lei provava emozioni per lui. "Non possiamo è sbagliato" la mano di lui viaggiò verso l ventre della regina in direzione dell'inguine "Non qui … non si può" la ritirò "Lo so. Volevo sentirvi gemere dal desiderio". Viste le guardie avanzare si staccò da lei e con una reverenza si inchinò.

Pensava che il Re stava per venire nel suo letto ed eccitata e consolata fece per alzarsi ma vide Wolsey. Si sentirono entrambi sobbalzare, i loro cuori si muovevano allo stesso ritmo "Accomodatevi" rispose lei con grazia con un gesto impulsivo "Pensavo foste il re ma la vostra presenza è stata una sorpresa"

"Io credo che voi abbiate atteso diverse volte questa situazione ma ora che si è avverato il tutto siete in ansia"

"Non lo nego cardinale …. E non nego neppure il che abbia fantasticato ogni tanto su quanto possa accadere ora" abbassò lo sguardo evitando di guardarlo "Ne sono felice" rispose lui con un sorriso "Concordo con voi che io ho fatto una scelta verso il signore nostro Dio ma sono anche un uomo fatto di carne ed ossa e nulla potrà mai cambiare ciò".

Non si sarebbero mai più lasciati, lo promise a se stesso e lo avrebbe giurato aCaterina. Era ciò che il suo cuore aveva deciso per lui "Non puoi negare quello che provo per te" in quel momento non osava guardarlo "E nemmeno tu non puoi negare di provare sentimenti per me" a quel punto lei si volto verso di lui "Lo sai anche tu che non possiamo. Ci sono troppe questioni che non ci permettono di andare avanti".

Con avventata voglia si avvicinò a lei, per quanto i suoi capezzoli tesi sembrassero spingersi verso di lui attraverso la tela leggera della camicia da notte, lei lo desiderava molto di più del re, ma i sensi di colpa la invasero. Le mordicchiò il collo e Caterina fece sfuggire un gemito di piacere. La bocca le scostò i capelli sciolti da una parte solleticando il lobo dell'orecchio facendole scappare un secondo gemito, il corpo tremava tutto dall'emozione e fu costretta a sedersi sul letto. quell'attrazione che sentiva era vera e resistere al suo fascino non era facile. Si lasciò trasportare dalle emozioni che sentiva portando le labbra sulle sue "Wolsey che stiamo facendo?"

"Non temete dovete fidarvi delle vostre emozioni non allontanatele" si baciarono a lungo e lentamente come se il tempo si fosse congelato da permettere loro di andare lentamente.

Mentre erano entrambi sdraiati tra le lenzuola in attesa di portare avanti l'atto d'amore si intravedeva un rigonfio del membro "Quando volete sono pronta"

"Non deve essere un obbligo per voi" mormorò lui "Infatti non lo è …. Mi sembra solo strano avere un amante cosa che io certo non pensai mai di averne uno"le accarezzò la guancia baciandola.

Fecero l'amore con una tale leggerezza che non sentì alcun dolore a parte la prima esplorazione in lei ma poi tutta quell'ansia sparì godendo ogni momento; non ci fu nulla di volgare e nessuna foga come piaceva al re, anzi, una voglia di portare avanti l'atto in modo lento e dolce. I grugniti uscivano dalle loro bocche grazie alla passione che si ampliava "Non smettete per favore" la testa di lui si piazzò sui seni baciandoli entrambi e morsicchiandoli con dolcezza lasciandoli turgidi e umidi. In due ore compirono l'accoppiamento più bello che ebbe mai provato per poi restare sdraiati fianco a fianco.

Nei giorni successivi Caterina evitò di incontrarsi con Wolsey per il forte rimorso che sentiva, pregava molto e con il re non poteva dire nulla. Quando cenarono si comportò come sempre celando il segreto in profondità. Neppure quella notte il re entrò nel suo letto e questo abbatteva il suo spirito ma lei come donna restava al suo fianco anche sapendo delle tresche con altre donne "Anche io però ho peccato" mormorò inginocchiata "Se mai potessi perdonarmi …. Io amo Molto Wolsey e mi pento di averlo obbligato nel dover scegliere una decisione" fissava Cristo crocifisso in attesa di risposta.

"Non temete nessuno mi ha visto"

La regina sorrise "Non temete farò i conti con Dio prima o poi. Come moglie non sono una delle migliori"

"Ricordi: chi ha peccato scagli la prima pietra" sorrise ancora "Non puoi negare che la prima volta con me non ti sia piaciuta"

"Ma naturalmente" replicò Caterina, portando una mano sulle labbra di lui, "Devi scegliere me o la chiesa o non potrò averti. Il tuo orgoglio non ti farà mai lasciare la chiesa ed io non voglio obbligarti" qualche lacrima le cadde "Io vi molto come amo come amo Dio. Sappi che però che i protestanti possono sposarsi e …. "

"Non andate oltre ve ne prego. Non voglio peggiorare la situazione attuale ma non posso negare il mio amore per voi".

Le premesse la mano contro il ventre"Lasciatemi proseguire" Gli sfiorò la pelle esattamente con una tale voglia di desiderare di più, quando Caterina si aggrappò alle sue spalle sentendo tutta la forza del membro premere nel basso ventre "Non sapete cosa provocate in me Wolsey" la bocche si muovevano con ardore intrecciando le lingue. Lentamente si spogliarono sdraiandosi sul letto iniziò esplorando la bocca di lei la lingua, inducendola a inarcare la schiena, ora il membro lo sentiva ingrossarsi tra le cosce implorandola di aprirsi a lui.

Quel bacio esprimeva un desiderio. "Ah … perché torturami così se mi amate?" sussurrò, fremendo sotto di lui; le piaceva fare l'amore con lentezza ma era pur sempre vero che non vedeva l'ora d'essere penetrata più volte e con un ghigno divaricò le gambe "Mia regina siete voi che volete stuzzicarmi".

Pronto e dritto la penetrò aspettando il ruggito di piacere "Finalmente …." Spinse ancora e ancora fino che tutta la lunghezza dura si trovava dentro ad occupare tutto lo spazio stretto.

Un bisogno che entrambi abbiamo che la coppia desiderava, non riuscirono a vedersi per diversi giorni e per questo motivo la passione avvolse i loro corpi «Come ho fatto a non provarci tempo fa. Eppure vi amavo già allora" Wolsey si accorse dei capezzoli turgidi senza perdere tempo per stuzzicarli a lungo sia con le dita che con la bocca. Caterina si sentiva una sardina sotto di lui e con un gesto rapido rotolò sopra di lui senza farlo uscire "Tocca a me deliziarti". Assaporò il collo, le scapole ed il petto non liscio godendo nel sentirlo genere con versi sordi.

Sentiva il seno premere contro il petto, i capezzoli si sfregavano contro i peli del petto mentre i loro corpi ripresero il movimento ritmico dondolante avanti ed indietro. "Con il re non è così bello come con voi. Voi non siete animalesco e feroce"

"E' l'amore! Ci travolge con passione vera e non solo per l'eccitazione del momento". Accarezzò la fonte di lui scostandogli il ciuffo calato poi si posizionò seduta sopra di lui con il resto delle gambe piegate con le ginocchia appoggiate al letto permettendo una penetrazione migliore sentendo l punta arrivare più infondo. Questa volta si mosse dal basso verso l'lato stringendo la base del membro più forte. Le dita di lui coccolarono i seni.

Esausti entrambi si staccarono dormendo fino alle prime luci del mattino nudi sopra le lenzuola. Lei dormiva ancora quando lui lasciò la stanza.

Quando si svegliò trovò un biglietto scritto da Wolsey che diceva: "Mia cara Caterina non smetterò mai di amarvi e non rimpiango le lunghe ore di sesso passate con voi ma è anche vero che non voglio mettere in ansia la vostra fede. Farò come voi vorrete sceglierò la chiesa al posto che voi. Se voi vorrete resteremo buoni amici ma non potrò più toccare il vostro corpo e voi il mio e sono contento che avete potuto avere una parte di me.

Vi amo

Thomas"

Caterina si sentì travolgere, iniziò a piangere ma sapeva che quel dolore che provava era giusto. Volle scrivere per rispondere ma poi preferì non farlo. Ebbe un colloquio privato con Wolsey ma non azzardò mai cadere sull'argomento ma prima di andare la fermò sulla porta. La chiuse a chiave e con la schiena la muro la baciò ardentemente per l'ultima volta, la toccò per l'ultima volta senza fare sesso in un modo troppo volgare per una regina come lei, non ci pensò nemmeno di voltarla sulla scrivania e penetrarla per il una foga animalesca, preferì toccarla e baciarla sentire la pelle liscia sotto le labbra "Vi amo Wolsey. Terrò il mio amore segreto con me e lo porterò nella tomba"

"Tenete, cessate di piangere" con un fazzoletto di stoffa asciugò le lacrime "Vi amo anche io mia regina".