CAPITOLO UNO: LA PORPORA E LA MITRA

Nel campo recintato dell'oratorio una decina di ragazzini giocavano a baseball sollevando polvere ad ogni strisciata di scarpa sul terreno mentre correvano per arrivare alla base e far vivere la propria squadra. il leader della squadra rossa imprecò contrò la squadra avversa per una base rubata ingiusta. Presto i ragazzini s'azzuffarono sul terreno polveroso "Chi osa pronunciare queste parole? Vi ho insegnato a non imprecare" il sacerdote divise i ragazzini afferrandogli per le braccia "Cosa succede? Vi lascio soli per tre settimane e voi vi azzuffate e denigrate Dio nostro signore?"

I due ragazzini si ammutolirono abbassando il capo "ora non mi guardate nemmeno in faccia?" il sacerdote incrociò le braccia al petto aspettandosi una risposta sincera dai ragazzini "Michael ha barato" si incalzò "la base rubata contava come punto" rispose Michael mostrando una linguaccia, i due ragazzini ripresero ad insultarsi "Ora basta! Vi ferite a vicenda con le vostre parole per una base rubata? Lo trovate giusto incolparvi a vicenda?". Tacquero per brevi istanti accusandosi a vicenda "Non è forse Gesù che disse chi non ha peccato scagli la prima pietra?" il sacerdote adorava le se pecore amandoli anche quando sbagliavano "Ora fate pace e ripulitevi Suora Agatha ha preparato la merenda".

Con sorrisi illuminati corsero a ripulirsi per la merenda "Oh Dio mi hai dato un gregge impegnativo" guardò il sole spendente con una mano sulla fronte per farsi ombra. Alberto, il sacerdote celebrava la messa presso la chiesa cattolica nel quartiere di Anacostia, italiano distanziato in USA come volere del Vaticano. Amava i suoi parrocchiani e l'oratorio gestito da pochi sacerdoti ed una suora che faceva anche da perpetua. Il branco di giovani affamati si gettò a capofitto sul lungo tavolo "Ragazzi prima la preghiera" si azzittirono e con mani giunte per la preghiera.

Da quando ritornò da Roma non ebbe modo di parlare con Agatha della decisione della santa chiesa, ebbe una mattinata impegnativa tra preparare il sermone della domenica, preparare il catechismo e sistemare la chiesa. Quando Agatha seppe la notizia si mise a piangere per la gioia stringendo a se il sacerdote.

La sera fu distrutto e dopo cena andò subito a letto, si levò l'abito talare nero restando in camicia bianca e pantaloni beige "Padre c'è una visita per lei dice d'essere un certo Parker" si dimenticò totalmente per la visita del caro amico in attesa nel corridoio. Vestito così com'era andò incontro all'amico.

"Alden amico mio" Parker chiuse la telefonata e abbracciò il sacerdote "Mi sei mancato tanto, Edward è un buon sacerdote ma i tuoi sermoni sono meglio" risero entrambi accompagnandolo in camera per non disturbare gli altri preti. La sua stanza era umile non come i principi della chiesa nel Vaticano. A lui bastava un letto per dormire, una scrivania per lavorare ed un inginocchiatoio per pregare "Il nostro signore vorrebbe vederci tutti comportarci umilmente invece che vivere da ricchi come gli alti prelati".

Parker si accomodò sulla sedia della scrivania volendo sapere novità sul viaggio a Roma "La chiesa mi ha nominato vescovo e desidererei restare qui per quella carica" l'amico si congratulò sincerandosi dei più sinceri auguri per la nuova la carica "Ma tu mi ci vedi vestito in porpora e mitra e diventare un principe della chiesa? Un sacerdote come me non ha bisogno di tutta quella ricchezza".

Si rabbuiò presto quando posò gli occhi sul cassetto della scrivania cercando le parole per dirgli cosa lo affliggeva ma lasciò stare. La domenica arrivò presto con grande capienza di parrocchiani alla messa. Alberto (il sacerdote) era uno dei pochi che professavano in latino la liturgia, il sermone anche questa volta venne molto apprezzato "In nomine Patris, et Fillii, et Spiritus Sancti (Nel nome del padre, del figli e dello spirito santo) alzò le braccia terminando la celebrazione e mandando in pace i propri parrocchiani. Parker lo raggiunse in sagrestia "Alden fate una una passeggiata con me?" accettò senza nemmeno pensarci "come sta la sua fiamma?"

"La mia fiamma?" chiese dubbioso "La donna con quei occhi da sirena e capelli scuri di cui mi parli spesso"

"Parli di Jessica … lei non è la mia fiamma" rispose ridacchiando smentendo la curiosità del sacerdote"

"scusami non volevo insinuare nulla ero solo curioso ma oggi non l'ho vista a messa e mi sarebbe piaciuto discorrere un po' con lei. Soprattutto ho notato il modo in cui la guardi anche se sono sposato con Dio so riconoscere il sentimento tra due persone" Parker sollevò un sorriso "Non privarti dell'amore di una donna, tu che ancora puoi cerca di volerle bene". Alberto si rabbuiò ancora vedendolo sbiancare fissando una giovane donna in piedi dall'altro capo della strada.

"Alden amico mio devi promettermi di proteggere un mio segreto prima che le conseguenze si ripercuotano su di me. Ecco prendi questa busta e solo quando sarai solo dovrai aprirla" Parker non capiva "Non capisco Alberto che ti succede"

"Ora non posso ma devi promettere te ne prego" prese la busta annuendo al sacerdote.

"Domani dovrò partire per il Vaticano e ora sono più sereno so che il mio segreto lo proteggi".

Verso sera la giovane donna raggiunse il sacerdote in chiesa impegnato a eliminare i tarli dai banchi in legno. Accorto della sua presenza la portò via dentro una casa "Restate qui. Questo è il numero di un mio capo amico, quando sarete in pericolo andate da lui".

Da quella sera in poi nessuno lo vide più in vita, la sua anima ascese ogni amico più intimo pianse per lui. Parker seppe la notizia il giorno successivo. Quella stessa sera andò al cinema con Knight "Siete distratto Alden che vi affligge?"

"Nulla cara. Preoccupazioni che non voglio scaricare su di voi, non preoccuparti per me ora mi passa".