CAPITOLO TRE: GLI SCRANNI DEL POTERE
Parker Finiva di vestirsi, si abbottonava i polsini della camicia "Sei pronto?" La voce di Knight proveniva nell'altra camera "Quasi" rispose lui "mi allacci la lampo?" Entrò nella stanza di Parker con indosso un tubino nero con la cerniera sulla schiena a metà aperta, si girò in attesa d'essere chiusa con le mani di Parker.
"Sei perfetta"
"E tu non ancora vestito del tutto" annodò la cravatta nera al collo "Ecco fatto" esordì "Lo so che è difficile ma dobbiamo affrontare il dolore"
"Non è questo" si sedette sull'angolo del letto "Tutta questa storia intendo perché se sappiamo che andremo incontro a cose più grandi nei noi non riusciamo ad andare avanti" si passò una mano nel ciuffo grigio "Perché quando una persona che amiamo ci lascia crediamo di alleviare le nostre pene perché ci sentiamo in debito". Aveva ragione Knight e come darle torto "Grazie" e sorrise.
Il funerale anche se durato un'ora lo trovò difficile un mucchio di persone che non conosceva tra preti e amici, solo i genitori conosceva.
"Chi mi dice che davvero loro provano tristezza per Alberto" mormorò a Knight indicando con lo sguardo i preti seduti ai banchi "Secondo me è solo paranoia" aggiunse lei "Consegni il taccuino e poi vediamo che succede"
Riuscì ad ottenere un colloquio privato con il segretario del Papa senza specificarne l'argomento scottante di cui volle parlare. Il funerale lo abbatté molto e preferiva non ricevere altre batoste pesanti da dover elaborare. Alla fine della funzione si accostò alla bara toccandone la superficie con le dita "una promessa è una promessa" bisbigliò al corpo morto.
Knight lo raggiunse appoggiandosi al braccio con testa "Ci osservano Alden. Un uomo, età media con capelli castano scuro ricci in abito talare nero a ore cinque". Con un leggero movimento rotatorio della testa visualizzò il tizio di cui stava parlando Knight tra i presenti.
"Aspettiamo che venga lui da noi". Finita la funzione seguirono un sacerdote anziano e paffuto che li condusse per una lunga scalinata di marmo verso il piano superiore ammirando le varie statue in marmo sui piedistalli e le icone religiose appese con tocchi di luce e ombre. Passarono per un corridoio camminando su un tappeto scuro facendoli accomodare sulle sedie "Ora attendete qui per piacere il segretario personale del Papa vi verrà a prendere" con un sorriso cordiale se ne andò.
Pochi minuti dopo un uomo del tutto ligio al dovere e con occhiali da tartaruga uscì dal suo ufficio accogliendo i due americani all'interno della stanza
"Accomodatevi vi prego" con le mani indicò le sedie libere "Al telefono mi ha parlato di qualcosa di grosso" levò uno sguardo verso Knight e poi dalla giacca tirò fuori il taccuino "Prima che le dica di ciò lei deve promettermi che nessuno ne saprà niente" quando il segretario annuì Parker lo lasciò scivolare sulla scrivania "Le ho dato la mia parola". Diede una letta al taccuino sfogliando pagina su pagina, i nomi li già conosceva ma non poteva pensare che tutto fosse vero "Lei è sicuro che tutto il contenuto sia reale?"
"Ma certo" rispose Parker. Lo chiuse in un cassetto col sentir il bussare la porta "Avanti"
Il sacerdote sospetto presente al funerale bussò alla porta con carte in mano da dover consegnare al Papa "Me le lasci sulla scrivania" Parker lo fissò a lungo ma non fece nulla, non gli corse nemmeno dietro.
"Chi era? l'ho visto al funerale"
"quello è Patrizio, un novizio" attese minuti prima di parlargli "Che sa di lui?" si accigliò "che vuole dire? È qui da pochi mesi e con noi non ha problemi".
Era lui, quello era il suo uomo e prima di tornare a Washington lo avrebbe preso "Alden sta calmo lo prenderemo" un'ondata d'odio gli invase la mente "è stato lui ad uccidere Alberto ne sono sicuro, lui non si sarebbe mai tolto la vita" i suoi occhi divennero rossi dalla rabbia "Prendilo ma non per vendetta Alden ma per giustizia".
Percorse tutto il tragitto delle camere dei sacerdoti all'interno del Vaticano cercando il numero della stanza che gi comunicarono e trovatosi davanti la vide chiusa a chiave, si volto a destra verso sinistra e non vide nessuno. Tirò fuori un astuccio con dentro qualche ferro e scassinò la serratura.
Stanza semplice con bagno, letto e scrivania in ordine,nell'armadio camicie di ricambio tutte dello stesso colore e pantaloni scuri ci frugò ma non trovò nulla di compromettente.
"Chi è lei?" si voltò di scatto incontrando i suoi occhi "NCIS" colto sul fatto scappò via.
