CAPITOLO QUATTRO: EGO TE ABSOLVO A PECCATIS TUIS - TI ASSOLVO DAI TUOI PECCATI

Knight non fece in tempo a correre dietro a Parker "Il tuo telefono ..." Lo schermo si illuminò con un numero non salvato "Pronto?" Knight accettò la chiamata "Agente speciale Knight con chi parlo?. Questo è il numero del mio partner al momento non può rispondere" si sentì mancare quando la donna le disse d'essere nei guai e che il sacerdote Alberto le diede il contratto di Parker e che necessitava d'aiuto "Si calmi per favore" la ragazza le diede tutte le risposte di cui disponeva "Grazie sei stata d'aiuto".

Parker rincorse l'uomo per tutto il Vaticano tra slalom fra turisti e preti "Levatevi di mezzo" gridò.

Si sentì le gambe cedere con tutti i 551 gradini per arrivare in cima alla Cupola di San Pietro facendosi strada tra i turisti in transito. Arrivati in cima si trovarono ad aver la città sotto i piedi rimanendo immobili con la schiena attaccata alla ringhiera di sicurezza attorno ai bordi della Cupola ansimando per la lunga salita faticosa "Sei in trappola" annuncio' Parker. (Nome) scavalcò la ringhiera di sicurezza ma Parker eseguì la stessa manovra per fermare il suicidio reggendosi con una mano alla sbarra di ferro e con l'altra reggeva il peso del suo corpo. Sentiva i tendini tirare dallo sforzo ma avrebbe voluto tanto aprire le dita e lasciarlo cadere di proposito ma resistette a quel desiderio di vendetta di vederlo morto. "Non puoi reggere a lungo sbirro"

"Non ti lascerò morire! Tu verrai con me negli stati uniti e verrai processato per omicidio" Parker ringhiò; il sudore delle mani si infiltrata tra i palmi rendendo difficile la presa "Non rimane molto tempo sbirro"

"La smetta di chiamarmi sbirro!. Piuttosto dimmi la verità? Perché hai ucciso il mio amico?"

"Quel prete? Non volevo davvero. È contro il mio codice uccidere persone innocenti mi occupo solo degli obbiettivi per cui mi pagano" esordì "Mi spiace ma quella donna è nella mia lista ed io devo finire il mio lavoro". Con una tale forza diede uno strattone per tirarlo dentro la ringhiera provocando alla spalla una lussazione.

Intanto i turisti lasciarono libero il passaggio osservando l'intero arresto "Alden! Potevi aspettarmi!" Col fiatone si esprimeva a tratti "Questui è un sicario assoldato dal marito della ragazza" riprese ancora fiato "Lui è Marcus Perkins". Uno sguardo severo Calò sul volto di Parker "Cammina".

Strada facendo Knight spiegò le novità in corso comunicate dalla ragazza e disse: "La ragazza si chiama Angela Marconi ed è sposata con un imprenditore il quale non lo ama e lui ha mandato un sicario per ucciderla e Alberto l'ha protetta e il resto lo sai ... "

Il primo intervento terapeutico è la cosiddetta manovra di riduzione: Parker sedeva sul lettino del pronto soccorso nello studio ortopedico con una spalla in anestesia locale, per riportare la spalla al suo posto con il ripristino della normale anatomia articolare, per circa 4 settimane dovrà tenersi uno specifico tutore per la spalla ad Alden non dava piacere doverlo indossare ma almeno l'immobilità del braccio alleviava il dolore. Knight attese nel corridoio e quando sentì il rumore della porta si alzò dalla sedia avvicinandosi a Parker "Ti dona sai?" lo disse con una vena divertita tanto da farlo sorridere "Ti ho fatto sorridere è un buon traguardo"

"Ho un buon motivo per non gioire" bofonchiò "Un caro amico è stato ucciso per errore ed io ho non ho ricambiato il gesto"

Con dolcezza Knight gli diede un bacio a farfalla sulla guancia e con un sorriso lo incoraggiò.

"Vai tu alla stazione di polizia io ti raggiungo più tardi ho bisogno di riposare".

Anche se Knight provò di tirargli su il morale, si sentiva addosso un fardello che lo opprimeva. Si sedette sulla panca qualunque ed un prete si sedette sulla panca dietro "Lei crede che si possano alleviare qualsiasi pena interiore?"

Distolse l'attenzione dalla lettura "Dipende quello che lei cerca. È nell'essere umano cercare conforto dagli altri". Voltò il capo per vedere in faccia il prete alle sue spalle e iniziò ad aprirsi.

"Da quello che mi ha detto non c'è motivo d'essere perdonato e non ha senso che lei si incolpi della sua morte non possiamo salvare tutti, la morte indugia nell'ombra in attesa della nostra ora. Le dirò la frase di circostanza "ti assolvo dai peccati" ma sarai tu a perdonarti".