Il primo contatto personale del guardiamarina Hoshi Sato stava mettendo a dura prova l'autocontrollo della ragazza, che da un lato non voleva perdere l'occasione di studiare una nuova e affascinante lingua aliena, dall'altra scalpitava, a causa della sua timidezza, per fuggire dalla situazione imbarazzante in cui si era cacciata. Essere nuda, immersa in una grande vasca di acqua calda, in compagnia di due alieni (anch'essi nudi) sconosciuti fino a poche ore prima la metteva tremendamente a disagio. Sensazione che, per di più, era ampliata dalla consapevolezza di essere stata lei a scegliere di porsi in una tale, apparentemente assurda, condizione.
La serata in compagnia della coppia aliena era proseguita bene: tra un'informazione e l'altra sui rispettivi mondi, Hoshi aveva potuto apprendere le basi del linguaggio parlato dai due Xerxtiani, nonché alcuni elementi della loro cultura e, ovviamente, i loro rispettivi nomi, Xari e X'ealla. Grazie a quella conversazione, la giovane esploratrice dello spazio aveva potuto apprendere che l'elevato numero di X presenti nella lingua parlata dai due alieni era dovuta alla particolare conformazione del cavo orale della loro specie, che rendeva abbastanza facile l'emissione di suoni sibilanti, e contemporaneamente creava loro difficoltà nella formulazione di consonanti dure come 'c' e 't', assai rare nei vocaboli di quell'idioma. Fortunatamente il nome della ragazza terrestre era facilmente pronunciabile dai due alieni, e ciò aveva contribuito a consolidare la simpatia reciproca tra la giovane e i due umanoidi dalla pelle arancione scuro.
La conversazione era proseguita anche all'esterno del locale, passeggiando per strada: era ormai sera inoltrata, e Hoshi stava cominciando a considerare, di malavoglia, l'idea di separarsi dalla coppia di alieni e di recarsi nei suoi alloggi per riposare, quando Xari aveva indicato un edificio poco distante, piuttosto ampio e composto da due piani ancora perfettamente illuminati, nonostante l'ora tarda, proponendolo come successiva meta del gruppo. Alla domanda dell'umana su cosa fosse tale costruzione, X'ealla le aveva spiegato che si trattava di una sorta di bagno turco (o almeno Hoshi l'aveva associato ad un bagno turco), dove le persone andavano per pulirsi e rilassarsi. L'idea di usufruire di tale comodità, offerta da un pianeta noto per essere culturalmente predisposto ad alleviare ogni forma di stress, aveva convinto la ragazza asiatica ad accettare l'invito della coppia aliena, senza richiedere ulteriori particolari sull'edificio in cui stava entrando. Cosa di cui si sarebbe pentita poco più tardi.
Una volta entrata nella sala adibita a spogliatoio, Hoshi notò che mancavano diverse cose che lei aveva invece dato per scontate: non vi era alcuna separazione tra spogliatoi maschili e femminili, tant'è che Xari e X'ealla avevano già cominciato a sfilarsi le rispettive tute beige, apparentemente indifferenti all'idea di denudarsi l'una di fronte all'altro. Inoltre - constatò la ragazza terrestre - non vi era alcun negozio o locale atto a comperare o noleggiare costumi da bagno, o nemmeno asciugamani che potessero essere usati per coprire anche solo parzialmente i corpi degli avventori del locale.
I due alieni, ormai privi delle loro tute (apparentemente l'unico indumento indossato dai due), si erano voltati ad osservare la ragazza appena conosciuta, ancora vestita con i suoi sgargianti e ben più comodi abiti. Alla domanda di X'ealla sul motivo della sua mancata svestizione, il guardiamarina Sato aveva deciso di farsi coraggio e, una volta tanto, mettere da parte la sua innata timidezza, rassicurando l'aliena e cominciando a denudarsi a sua volta, sfilandosi progressivamente gonna, corpetto, reggiseno e mutandine. Una volta spogliatasi completamente, la ragazza asiatica aveva posto i suoi indumenti in una delle molteplici rientranze presenti nella parete dello spogliatoio, accanto a quelle utilizzate dai due alieni per conservare le loro uniformi monocromatiche, per poi incamminarsi dietro ai due membri della specie fino a poco prima sconosciuta verso una porta relativamente piccola, posta sul fondo della sala. Una volta oltrepassata, e dopo aver superato un piccolo vestibolo, i tre umanoidi si erano ritrovati in un vasto locale, completamente bianco e dall'aria calda e umida, contenente diverse vasche di acqua calda e fumante, poste su diverse altezze e collegate tra loro da piccole cascatelle. Apparentemente erano le uniche persone presenti nella sala.
Il coraggio di Hoshi, però, era durato poco: nonostante la bellezza dell'ambiente nel quale era appena entrata, reso ancora più suggestivo dal rumore dei rivoli che scorrevano tra i vari specchi d'acqua artificiali, la giovane umana cominciava a provare imbarazzo per la propria nudità, soprattutto per via della presenza di Xari: se quell'edificio finalizzato alla pulizia e al relax avesse avuto due sezioni separate, una femminile e l'altra maschile, come era consuetudine nei bagni pubblici presenti sulla Terra, la ragazza non avrebbe avuto problemi ad accedervi insieme a X'ealla, il cui fisico era assai simile, colore della pelle a parte, a quello di una femmina terrestre (l'unica differenza evidente, a parte la mancanza di capelli dell'aliena, era il colore del seno di quest'ultima, leggermente più chiaro del resto della sua epidermide, attestandosi sul marroncino chiaro). Ma la stessa similarità tra Xerxtiani e Umani, che favoriva una reciproca accettazione, in quanto a nudità, tra le femmine delle due differenti specie, stava altresì provocando nella ragazza asiatica un leggero disagio, causato dalla visione dell'organo genitale del maschio alieno: era molto simile ad un membro terrestre, a parte il colore, ed era forse anche più grande della media della specie umana, e per di più non era ancora eretto. Hoshi non poté evitare di arrossire, pensando a come sarebbe potuto divenire tale propaggine se opportunamente stimolata… sempre ammesso che tale reazione avvenisse anche in quella specie, s'intende.
Ignara dello stato emotivo della giovane dalla pelle rosa accanto a lei, X'ealla aveva proposto, con un certo entusiasmo, di entrare in una delle vasche leggermente sopraelevate presenti nell'ambiente, profonda circa sessanta centimetri, scavalcandone il bordo subito dopo e inginocchiandosi sul fondo. L'immersione fino al petto della ragazza aliena nell'acqua calda aveva provocato un aumento della portata del rivolo in uscita, flusso che fu incrementato ulteriormente dalla successiva immersione nella stessa vasca del corpo dell'altro Xerxtiano, che si era a sua volta inginocchiato al fianco della femmina della sua specie. Hoshi Sato avrebbe voluto utilizzare un'altra delle vasche presenti per immergersi, o anche voltarsi ed andarsene, ma entrambe le opzioni avrebbero avuto come risultato di offendere la coppia da poco conosciuta, e questo l'esploratrice dello spazio, alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, non se lo poteva permettere. Così, in modo molto meno disinvolto rispetto alla coppia di Xerxtiani, anche la ragazza umana si era immersa nella vasca, alla destra dell'altra femmina presente, inebriandosi per un momento del piacere provocato dalla carezza dell'acqua calda sul suo corpo, prima di posare nuovamente lo sguardo sui corpi nudi degli alieni accanto a lei, soprattutto su quello maschile, cosa che aveva fatto riemergere in lei la sensazione di imbarazzo di poco prima.
E ora si trovava li, nuda, in compagnia di due alieni anch'essi nudi, in una vasca che avrebbe dovuto avere il compito di rilassare chi vi si immergesse, ma che in quel momento sembrava non stesse compiendo con successo il suo lavoro. Almeno su Hoshi. Dopo pochi minuti di silenzio, durante i quali la giovane umana aveva cercato di concentrarsi sulle sensazioni provocate dal contatto della sua pelle con il liquido della vasca, lo sviluppato udito della terrestre aveva spostato la sua attenzione dalle sensazioni tattili a quelle uditive: i suoni che ora la ragazza terrestre stava udendo erano simili a degli ansimi, leggeri le regolari, e provenivano da un punto alla sinistra di Hoshi. Questa, nonostante il suo imbarazzo crescente ed il timore di verificare la fonte di tale suono (e Hoshi aveva già una mezza idea su cosa lo potesse provocare) si voltò lentamente verso i due esponenti della specie Xerxtiana, e subito dopo spalancò gli occhi, trattenendo il fiato. Xari e X'ealla ora non erano più semplicemente seduti l'uno accanto all'altra sul fondo della vasca: i loro corpi erano a stretto contatto, la mano di Xari si trovava all'altezza dell'inguine della sua compagna e Hoshi, anche attraverso la superficie mossa dell'acqua, intuì quale fosse il lavoro in cui era intenta. Tale intuizione fu confermata dall'atteggiamento della stessa X'ealla, ora inarcata all'indietro e con gli occhi chiusi, la bocca semiaperta ed il suo respiro pesante e regolare: la fonte del rumore udito prima dall'umana.
Hoshi non riusciva a crederci: si trovava in una vasca di acqua calda, su di un pianeta alieno, nuda e accanto a due umanoidi appena conosciuti che avevano appena cominciato un rapporto sessuale. La giovane umana avrebbe voluto dire qualcosa, o anche solo distogliere lo sguardo da quella scena, ma oramai non ne era più in grado: gli ansimi che la ragazza Xerxtiana stava emettendo avevano un suono quasi ipnotico, e la visione del seno dell'aliena, che continuava ad emergere e a reimmergersi nell'acqua ad ogni respiro di X'ealla, era quanto mai intrigante. Hoshi per un istante provò il desiderio di appoggiare la propria mano del petto della femmina aliena per appurarne la reale consistenza e morbidezza, cingerle il capezzolo e valutarne la durezza, accarezzare la sua strana pelle arancione per verificare le differenze con quella umana…
La terrestre si riscosse di colpo dai suoi pensieri, arrossendo e abbassando di scatto lo sguardo: come aveva potuto anche solo immaginare un'azione simile? Il suo compito sulla nave spaziale Enterprise era quello di ufficiale linguistico, ed il suo scopo - come quello dell'intera missione - era quello di esplorare lo spazio ed accrescere la comprensione umana dell'universo; non si trovava li per soddisfare le proprie curiosità personali, in particolar modo quel tipo di curiosità.
Hoshi aveva ormai deciso di andarsene: quella situazione era imbarazzante ed inopportuna, e sarebbe stato meglio per lei tornare nei propri alloggi e concedersi una buona notte di sonno. Da sola. Ma la giovane umana non aveva fatto in tempo a mettere in atto i suoi propositi che la superficie dell'acqua nella quale era immersa si infranse: Xari si era appena alzato in piedi, provocando un rumore improvviso e abbastanza forte, cosa che spezzò la determinazione della terrestre. Ora il corpo nudo dell'alieno era immerso nell'acqua solo fino a poco sopra le ginocchia, rivoli d'acqua scorrevano lungo i fianchi e le gambe dell'umanoide, ed il suo sesso, arancione come il resto dell'epidermide Xerxtiana, era perfettamente visibile.
Hoshi non poté evitare di spalancare la bocca, alla vista dell'organo alieno: rispetto a poco prima, quando l'aveva visto per la prima volta, il membro del ragazzo Xerxtiano era cresciuto ulteriormente di volume, raggiungendo - e forse superando - i venticinque centimetri di lunghezza. La posizione in cui si trovava Xari permetteva ad Hoshi di poter osservare l'asta dell'alieno in tutto il suo splendore: il bianco della parete di fondo della stanza faceva risaltare il colore della pelle ambrata dell'organo genitale del ragazzo, e contemporaneamente ne definiva nitidamente i contorni, esaltandone ancora di più le dimensioni. Ad un tratto la ragazza terrestre si accorse di quello che stava facendo, e si affrettò a distogliere lo sguardo, spostandolo però così sul volto di X'ealla, che in quel momento la stava guardando. Sorrideva.
"Sembra che le nostre due specie abbiano similarità anche in questi ambiti… ma se permetti, preferisco cominciare io."
E così dicendo l'aliena, ancora inginocchiata nella vasca, avvicinò il volto al sesso del compagno, aprì la bocca - più di quanto sarebbe riuscito a fare un essere umano - ed accolse il membro di Xari dentro di lei, chiudendo subito dopo gli occhi e cominciando a muovere la testa ritmicamente.
Hoshi non riusciva a crederci: stava assistendo ad una stimolazione orale aliena, in tutto e per tutto simile (o quasi) al corrispettivo atto umano. Per un istante, la giovane terrestre si chiese quale fosse il significato della frase appena pronunciata da X'ealla, subito prima di rendersi conto di avere ancora la bocca spalancata. Un istante dopo la richiuse, arrossendo violentemente nel contempo. Era evidente che la femmina aliena aveva frainteso il suo comportamento involontario: quello che per gli umani era un segno di stupore e di meraviglia, doveva essere stato interpretato dalla Xerxtiana, data la particolare situazione, come una tacita richiesta di effettuare la stessa operazione in cui si stava ora cimentando l'aliena stessa. Nella mente di Hoshi esplose l'immagine di lei, nuda, inginocchiata sul pavimento della vasca ed intenta ad accogliere nella sua bocca la considerevole asta del ragazzo dalla pelle arancione, pensiero che fu scacciato immediatamente dalla giovane umana: quell'idea era fin troppo simile alla situazione in cui la giovane terrestre effettivamente si trovava e, dal calore che Hoshi sentiva cominciare ad irradiarsi dalle sue parti basse, il suo istinto fremeva al pensiero di poter concretizzare quella fantasia.
"Devo concentrarmi." disse Hoshi tra sé e sé, a bassa voce. "Devo concentrarmi, sono un membro della flotta stellar…"
Ma anche quel flusso di pensieri venne interrotto: Xari e X'ealla, che erano rimasti quasi immobili fino a quel momento (movimenti della testa dell'aliena a parte) si erano nuovamente separati, ed il prominente membro del ragazzo Xerxtiano era tornato nel campo visivo di Hoshi. Questa rimase immobile, nuovamente ipnotizzata dalla visione di quell'asta di carne, e sentì un nuovo formicolio all'altezza del proprio sesso, segno dell'eccitazione che oramai la stava travolgendo. Quel miscuglio di emozioni la immobilizzava, impedendole sia di correre via come le diceva la ragione, sia di prendere forzatamente il posto di X'ealla nella stimolazione del membro alieno, come le urlava l'istinto. Hoshi non si mosse nemmeno quando la ragazza dalla pelle arancione si alzò in piedi, prendendo il braccio del suo compagno ed incamminandosi con lui verso il bordo dell'ampia vasca, dove si trovava la giovane umana. Il guardiamarina Sato osservò come in trance la femmina Xerxtiana sedersi a poca distanza da lei, con la schiena appoggiata al bordo della struttura ricreativa, mentre il membro maschile della sua stessa specie si inginocchiò di fronte alla sua collega e - come oramai era evidente - amante, andando subito dopo ad afferrarle i fianchi. X'ealla si voltò verso Hoshi, rivolgendole un breve sorriso divertito, cosa che fece aumentare ancora di più l'eccitazione dell'umana. Un secondo più tardi, Xari sollevò la sua compagna di peso e se la posizionò sulle gambe, immergendo subito dopo la sua mano destra nel liquido della vasca: la giovane terrestre, focalizzando la sua attenzione su ciò che stava accadendo sott'acqua, vide che l'alieno aveva afferrato il suo considerevole membro, e lo stava indirizzando tra le gambe aperte della sua compagna di equipaggio. Hoshi ebbe chiaro cosa stava per accadere poco prima che accadesse, e tale consapevolezza alimentò la sua libidine ancor più della vista stessa di quell'atto. Immediatamente dopo Xari si spinse in avanti, facendo penetrare il proprio sesso nel corpo di X'ealla, che emise un breve urletto di piacere.
La scena che ora si presentava agli occhi del Guardiamarina Hoshi Sato le fece dimenticare del tutto la sua missione, la sua deontologia professionale, o qualunque altra cosa: la vista di due umanoidi nudi, immersi parzialmente in una linda vasca piena di acqua calda e, soprattutto, intenti in attività copulatorie, il tutto a meno di un metro da lei, era semplicemente troppo perché l'autocontrollo della ragazza terrestre riuscisse a frenare le sue pulsioni sessuali. Hoshi, osservando i due alieni appena conosciuti impegnati in un amplesso disinibito ed evidentemente piacevole, non riuscì a resistere all'impulso di avvicinarsi a loro, di accarezzarli, di prendere parte al loro piacere. La giovane umana, quasi come se fosse in trance, avvicinò una mano al seno di X'ealla, iniziando a massaggiarlo. Tale gesto parve essere accolto positivamente dalla femmina aliena, che allargò ancora di più il suo sorriso, senza smettere di gemere e di muoversi sull'asta del suo collega.
La pelle del seno della Xerxtiana, osservò Hoshi, era leggermente più rigida dell'epidermide umana, e tale senso di durezza si intensificava nelle altre zone del corpo dell'aliena, dando una sensazione abbastanza simile a quella del cuoio. La stessa cosa sembrava valere per il corpo di Xari, o quantomeno così parve alla giovane esploratrice dello spazio quando le sue mani si spostarono ad esplorare le spalle ed il petto dell'alieno, accarezzandolo con curiosità e desiderio, fino a che il ragazzo non si voltò verso di lei: vedendosi osservata da quegli occhi gialli, così attraenti nella loro inusualità, nonché appartenenti ad un individuo intento a possedere una femmina aliena in quel preciso istante, Hoshi non riuscì più a trattenere le sue pulsioni. Si avvicinò al viso di Xari e lo baciò.
Il quel momento la ragazza umana non poteva essere certa che quel gesto avesse una qualche valenza sociale nella cultura dei due alieni, né sapeva quale reazione avrebbero potuto avere i due Xerxtiani in risposta a quell'atto improvviso e non concordato. Ciononostante, la giovane terrestre (ormai indifferente a tali questioni) cominciò subito a muovere le labbra in un bacio appassionato, avvolgendo e succhiando quelle del ragazzo, constatandone così la morbidezza (paragonabile a quella umana). Pochi istanti più tardi Hoshi sentì che Xari aveva cominciato a rispondere al suo bacio, eseguendo i suoi stessi movimenti labiali, e questo le procurò un fiotto di felicità, facendola sorridere.
L'umana e lo Xerxtiano continuarono a baciarsi per un tempo indefinibile, accompagnati in tale attività dai gemiti di X'ealla, ancora intenta a farsi penetrare dal membro del suo amante, fino a che la giovane esploratrice dello spazio non percepì la comparsa di altre due sensazioni tattili sul suo corpo: la prima era indubbiamente riconducibile a delle mani delicate (per quanto ruvide) intente ad accarezzarle la pelle dei fianchi, del seno e del ventre, facendole comprendere che la ragazza aliena aveva deciso di effettuare altri movimenti oltre a quelli necessari al suo amplesso; la seconda, invece, era più difficile da comprendere, in quanto mai sperimentata dalla giovane terrestre: Hoshi sentì che il bacio di Xari si era trasformato in un'intrusione, nel suo cavo orale, di qualcosa di lungo e ruvido, cosa che fece trasalire per un attimo l'ufficiale addetto alle comunicazioni della NX-01 Enterprise. Ci vollero alcuni istanti prima che la ragazza comprendesse che quella misteriosa propaggine che ora si trovava ora dentro di lei era la lingua dell'alieno, una lingua assai più lunga e sottile di quella umana. Nonostante l'inusualità di quel bacio passionale, Hoshi continuò il contatto tra le sue labbra e quelle del ragazzo dalla pelle arancione, cominciando a muovere la propria lingua in risposta all'intrusione di quella dell'alieno, iniziando così una serie di piacevoli schermaglie all'interno delle loro bocche.
Hoshi, pervasa da quelle piacevoli sensazioni, non si accorse della scomparsa dei gemiti della ragazza aliena fino a quando, poco più tardi, il contatto tra la sua lingua e quella di Xari si interruppe e i due si separarono, lasciando la giovane terrestre ansimante e pervasa dal desiderio di provare sensazioni ancora più forti.
"La tua pelle è molto morbida, sai Hoshi?" chiese X'ealla, alle spalle della giovane terrestre, continuando nel frattempo ad accarezzare ogni punto del corpo della giovane umana, avvicinando a poco a poco le proprie mani al suo sesso. "Sai, sono felice che tu abbia voluto unirti a noi stasera… davvero molto felice…"
Hoshi avrebbe potuto dire all'aliena, ormai divenuta sua amica (e, come lasciavano intendere le circostanze, amante) che inizialmente non aveva idea di quali fossero gli effettivi progetti della coppia Xerxtiana, ne di quale sarebbe stata la conclusione di quella visita ai bagni turchi (o presunti tali) di Risa. Avrebbe anche potuto dirle di quanto fosse felice, in quel momento, di aver frainteso lo scopo di quella struttura ricreativa, o di quale piacere le stessero procurando le sue carezze, o molto altro ancora.
Ma il Guardiamarina Sato, addetto alle comunicazioni dell'astronave NX-01 Enterprise, non disse nulla: si limitò a girare la testa in direzione del volto di X'ealla, chiudendo subito dopo gli occhi e avvicinando le labbra a quelle dell'aliena, che rispose immediatamente al bacio. La sensazione dovuta a quel contatto fu per Hoshi ancora più piacevole di quella provata poco prima con Xari, probabilmente per via della maggiore delicatezza del tocco della femmina aliena rispetto a quello del membro maschile della sua specie, e tale piacevole sensazione fu ulteriormente aumentata dalle mani di X'ealla, che raggiunsero in quel momento il fiore della ragazza umana, iniziando a stimolarlo.
Hoshi inspirò profondamente dal naso, mentre le dita della giovane dalla pelle arancione si insinuavano lentamente dentro di lei, procurandole un piacere sempre maggiore, cosa che costrinse la ragazza asiatica ad interrompere il contatto tra le sue labbra e quelle dell'aliena, così da poter respirare meglio, senza però allontanare il suo sguardo dagli occhi gialli della Xextiana. Vedendo la sua amica, nuda e intenta a darle delicatamente piacere, il guardiamarina Sato non poté evitare di sorriderle di cuore, sorriso che fu ricambiato subito dopo da X'ealla.
Improvvisamente Hoshi percepì due mani forti afferrarle i fianchi, costringendola poi ad alzarsi parzialmente e a spostarsi dal punto in cui si trovava. La giovane umana, sorpresa da quel gesto improvviso, riportò la sua testa in posizione normale, andando così ad osservare il volto - anch'esso sorridente - di Xari e, subito dopo, si ritrovò inginocchiata sulle gambe del giovane Xerxtiano, con le proprie parzialmente aperte e poste ai lati del pube dell'alieno, dove era ora ben visibile, sott'acqua, il suo membro eretto.
A quella visione, Hoshi capì che il momento che aveva immaginato - e desiderato - dal momento in cui aveva visto Xari e X'ealla unirsi in un amplesso di fronte a lei, era finalmente arrivato: stava per accogliere dentro di lei il membro di un alieno, appartenente ad una specie sconosciuta fino a poche ore prima e, per di più, dalle dimensioni considerevoli.
Dalla prospettiva in cui si trovava ora, l'asta di carne di Xari sembrava ancor più grande e - in qualche modo - minacciosa rispetto a poco prima, e la giovane esploratrice umana non poté evitare di provare una punta di paura al pensiero di ciò che la aspettava. Era sicura di non correre alcun rischio nell'iniziare un rapporto sessuale con un membro di una specie dalla fisiologia sconosciuta? Sarebbe riuscita ad accogliere tutto il suo sesso dentro di lei?
"Va tutto bene, Hoshi?" disse una voce femminile alle spalle del guardiamarina Sato, che si voltò ad osservare nuovamente il volto di X'ealla, il cui sorriso sembrava essersi leggermente attenuato.
Nel vedere la leggera preoccupazione comparsa sul volto della sua amica, Hoshi sentì scomparire all'istante i suoi dubbi e le sue paure, e sorrise tra sé.
*Che stupida… sembro una verginella alla sua prima volta…*pensò la giovane terrestre. *In fondo, poi… anche questo può definirsi esplorazione, no?*
Il guardiamarina Sato mosse lievemente il capo verso X'ealla, sorridendole e facendole capire che era tutto a posto, ricevendo un nuovo sorriso rassicurante dall'aliena. Subito dopo Hoshi si voltò verso Xari, guardandolo per un istante negli occhi e alzando subito dopo il proprio bacino, iniziando ad avvicinarlo al membro eretto dello Xerxtiano. Il ragazzo dalla pelle arancione sembrò comprendere le intenzioni di Hoshi, poiché andò ad afferrare il proprio sesso con una mano, indirizzandolo verso il fiore della ragazza asiatica, fino a che i genitali degli individui di specie diverse non vennero a contatto.
"L'hai mai fatto con… altre aliene?" chiese all'improvviso Hoshi a Xari, cercando con quella domanda di allontanare gli ultimi sprazzi di paura che stava ancora provando.
"Si, alcune volte." le rispose gentilmente il ragazzo alieno, sorridendo e andando ad appoggiare delicatamente la sua mano libera sul fianco della ragazza. "Non avere paura."
Le parole di Xari, il suo tono di voce rassicurante e la sua carezza gentile ebbero l'effetto di calmare Hoshi del tutto, facendo comparire un sorriso di gratitudine sul suo volto. Subito dopo, la giovane umana iniziò ad abbassarsi sull'asta di carne dell'alieno, sentendola penetrare dentro di lei centimetro dopo centimetro. Quel movimento lento e graduale durò per alcuni secondi, durante i quali nessuno dei tre individui immersi nella vasca di acqua calda parlò, finché un leggero gemito del ragazzo dalla pelle arancione non segnalò l'avvenuta penetrazione.
Hoshi non aveva mai ospitato dentro di sé un oggetto tanto voluminoso, ne aveva mai provato sensazioni simili a quelle che stava sperimentando ora: la dolce carezza dell'acqua calda era stata quasi del tutto annullata dal piacere che il membro di Xari le stava procurando, piacere accompagnato però da un senso di riempimento che sfociava nell'intrusione, e che faceva sentire la giovane terrestre come se fosse sul punto di rompersi in due. Il respiro corto e l'espressione dolorante mostrata da Hoshi sembrarono far comprendere ai due Xerxtiani il disagio che la ragazza stava provando e, dopo essersi scambiati un cenno di intesa, i due alieni iniziarono ad accarezzare ogni centimetro della pelle della giovane esploratrice dello spazio, cercando così di calmarla e rassicurarla. La cosa sembrò funzionare, poiché il respiro della ragazza terrestre rallentò a poco a poco, fino a che sul suo voltò non comparve nuovamente un sorriso di gratitudine.
Hoshi era molto grata per le attenzioni che i due alieni avevano appena dimostrato nei suoi confronti, e in particolar modo era felice che Xari avesse evitato di muoversi fin dal principio, dandole così il tempo di adattarsi al corpo estraneo ora presente dentro di lei. Infine, quando si sentì pronta, la giovane terrestre iniziò a muoversi lentamente, facendo scivolare il sesso dello Xerxtiano dentro e fuori dal proprio corpo, aumentando a poco a poco l'andatura, fino a che i suoi movimenti non divennero veloci e regolari, così come i gemiti che emetteva.
Nella grande sala di colore bianco, in quel momento, erano udibili solo i gorgoglii delle cascatelle di acqua calda, inframezzati dagli ansimi di tre umanoidi, immersi in una delle vasche e a stretto contatto gli uni con gli altri, nonché dallo sciacquio provocato dai movimenti del corpo dell'unico di tali individui provvisto di capelli.
Hoshi non sentiva più alcun fastidio dovuto alle dimensioni dell'organo genitale di Xari, segno che il suo corpo si era ormai adattato ad ospitare dentro di se il sesso dell'alieno, e al contempo il piacere procuratole dallo stesso era più che raddoppiato, tanto che la giovane umana doveva trattenersi per evitare di urlare ad ogni sua intrusione dentro di lei. Anche Xari, a giudicare dall'espressione sul suo volto - pensò Hoshi - stava provando piacere da quell'amplesso.
"Ah… ah... Hoshi… ah… come sei stretta… ah… sei… sei magnifica… ah…"
I gemiti di Xari, uniti alle sue parole, portarono al limite l'eccitazione della giovane umana, che in quell'istante sentì sopraggiungere l'inconfondibile sensazione dovuta al suo imminente orgasmo.
"Xari… io… io… AAAAH!" gridò Hoshi, piegando la testa all'indietro mentre gli spasmi del culmine del piacere attraversavano il suo corpo. Nonostante tali movimenti, però, le spinte dell'alieno non accennarono ad arrestarsi, anzi, crebbero ulteriormente sia in frequenza che in forza. Ad un tratto, Xari si protese in avanti, andando ad abbracciare il corpo nudo della giovane esploratrice umana, ancora apparentemente in preda ai residui dell'esplosione di piacere appena provata.
"Hoshi… haxen… xamenai… ixè… ixè… ixè… AAAH!" disse il giovane Xerxtiano, stringendo a sé la ragazza asiatica con ancora più forza rispetto a prima.
Quest'ultima, in quell'istante, percepì una nuova sensazione di calore provenire dalle sue parti basse e, seppur intontita dal piacere appena provato, comprese che cos'era appena successo: Xari aveva appena depositato il proprio seme dentro di lei, e anche in grande quantità, a giudicare da ciò che la ragazza percepiva. Pochi secondi più tardi, dopo che il ragazzo alieno ebbe finito di respirare pesantemente, Hoshi si alzò leggermente, permettendo così al sesso dello Xerxtiano di fuoriuscire da dentro di lei. Immediatamente dopo, nell'acqua della vasca fu chiaramente visibile una piccola macchia bianca che si spandeva dal fiore della giovane terrestre, disperdendosi nel liquido caldo.
"Anf… scusa… anf… mi dispiace… non sono riuscito a trattenermi… anf…" disse Xari, ancora leggermente spossato dall'orgasmo appena raggiunto.
"N-non c'è problema." rispose Hoshi, anche se per un istante la ragazza terrestre si ritrovò a domandarsi quanto potessero essere affini i loro DNA, pensiero che comunque venne scacciato un secondo dopo. "E' stato… molto bello, grazie." concluse la giovane asiatica, sorridendo ancora una volta in direzione del suo - ormai - amante.
Un secondo più tardi Hoshi sentì un tocco delicato sulla sua spalla destra, cosa che la fece voltare in quella direzione: il volto di X'ealla era attraversato da un sorriso gentile e allegro, sorriso che la giovane terrestre non poté non ricambiare. Un secondo più tardi le labbra delle due ragazze si unirono nuovamente, mentre le loro mani tornarono ad accarezzare con delicatezza i rispettivi corpi.
Tra tutte le sue esperienze di esploratrice - pensò Hoshi, mentre il calore dell'acqua e il costante suono delle cascatelle la facevano sentire rilassata come non mai - quella era certamente la migliore che le fosse mai capitata.
