Capitolo 6
House era sdraiato sul suo vecchio divano, guardando il soffitto. Con una mano strofinava la cicatrice che non gli dava tregua, con l'altra stringeva il bicchiere di liquore. Quanto gli era mancato l'alcool in quei mesi. Oltre a disintossicarsi, Mayfield lo aveva portato a non bere alcolici. Pensò ai giorni là dentro tra una seduta e la sala comune. Pensò al suo compagno di stanza e ai medici che lo avevano curato. Si ricordò di aver pensato a Cuddy in quei giorni. I suoi ricordi e la sue ricerca di riposte lo aveva portato a riprendere in mano quel bicchiere. Non aveva mai pensato di diventare padre. Non si era mai soffermato sulla possibilità di tale fatto. Con Stacy avevano deciso di non avere figli, ma alla fine lei era fuori dalla sua vita. Prese un altro sorso e si rialzò lentamente. Rimase seduto sul divano per altri minuti. Era notte inoltrata. Immaginò Cuddy tra le lenzuola, abbracciata da Lucas mentre dormiva. Chissà cosa stava sognando. Ma era troppo sbronzo per continuare a contenere i propri pensieri. Si avvicinò al piano barcollando. Sentì la porta d'entrata aprirsi, qualcuno che entrava. Ma era davvero troppo sbronzo per accorgersi che stava scivolando in un sonno profondo. La figura davanti a lui, fece un passo nella sua direzione. Troppo tardi. House cadde all'indietro continuando a dormire.
"House!"
Una sberla.
"House!".
Un'altra sberla.
"House! Cavolo! Svegliati!".
"Wilson lasciami in pace!".
"Non ti lascio in pace finchè non mi dici il perché di questa sbronza!".
"Secondo te?".
"Bah, io ho già la mia teoria, ma voglio sentire te prima di…".
"E' una delle mie solite sbronze…".
"No che non lo è!".
"Non ci vuole un motivo per bere al punto di…".
"House smettila di fare il bambino! Lo so che il motivo è la rivelaz…".
"Smettila Wilson! Entri in casa mia e mi svegli colpendomi, mi continui ad assillare…la vuoi smettere?".
"No! Non la smetti finchè non capisci che se continuerete così voi due rimarrete sempre soli…".
"Perché ti interessa così tanto?".
"Sei il mio migliore amico House! E noto quanto sei cambiato e anche quanto stai cambiando. Tu la vuoi quella donna?".
"Sì…".
"E allora fatti valere! Non dirmi che il vecchio House non c'è più!".
House non rispose. Rimase a fissare l'amico con aria stupita, che ben presto si trasformò in un ghigno.
"Questa volta però non devo farla arrabbiare, vero?".
Wilson rise.
"Sarà meglio di no! Visto cosa è successo l'ultima volta!".
Cuddy aprì gli occhi ancora arrossati dalle lacrime. Alzò di poco la testa cercando qualcuno. Un qualcuno che evidentemente non c'era. Dei rumori provenivano dalla cucina. Scese le scale in silenzio. Sbirciò nella cucina. La scena la scoprì. House era lì e stava cucinando qualcosa. Cuddy tossì leggermente per attirare la sua attenzione. Lui si girò e la guardò.
"Buongiorno raggio di sole! Dormito bene?".
"L'ultima volta che mi hai chiamato raggi di sole sei finito in un ospedale psichiatrico! Comunque sto bene! Tu?".
Non rispose, ma mugugnò fra i denti.
"Ti fa male la gamba?".
"Non più del solito".
Rimasero in silenzio mentre House le serviva la colazione.
"Non sei più venuto ieri sera…".
"Già, ho…avuto da fare.".
"Senti. mi dispiace…".
"Non sono ancora pronto per parlarne…".
"Ok, scusa. Neanche io lo sono.".
"Bah, io direi il contrario, lo sai da 20 anni questa cosa. Invece io da poche ore…ne hai avuto di tempo…".
"House! Pensi che io non sia dispiaciuta? Pensi che io non abbia mai pensato di dirtelo? Pensi che io stia bene in questo momento?".
"Cosa pensavi avrei fatto se lo avessi saputo prima?".
"Non lo so. E' stata una cosa stupida. Volevo dirtelo la prima volta che ci siamo rivisti. Ma poi è arrivata Stacy, c'è stato il problema alla gamba e tante altre cose. Eri cambiato dall'università. E ora sei cambiato di nuovo".
"Credevi che nascondermi questa cosa per altri anni non mi avrebbe reso più infelice?".
" Non so cosa pensavo. Non so cosa credevo di fare. Quando sei partito per Mayfield, avevo deciso di tenertelo nascosto per sempre, sperando che non ci fosse mai più stata una situazione come questa, o come quella di ieri. House, non so che dire, se non che volevo rendere la tua vita più facile. Un fatto del genere avrebbe cambiato la nostra vita radicalmente. Tu non eri pronto, io non ero pronta…".
"Già…sarà meglio che vada…".
"Ok…aspetta! Eri tu stanotte?".
"Stanotte?".
"No…niente…scusa.".
House mise i piatti al loro posto, sistemò la sua sedia sotto il tavolo e si avviò verso la porta. La vide avvicinarsi a lui, si fermò.
"Prima di entrare ho incontrato Lucas, ha detto di dirti che stasera forse non torna.".
"Ok, grazie…".
House si era avvicinato a lei. Per qualche motivo anche lei si era avvicinata inconsapevolmente. Le diede un bacio sulla guancia. Delicato, morbido e leggero.
"Sei davvero cambiato…".
Prese la sua giacca, prese il bastone dalla sedia, ma s'inciampò ne tappeto del corridoio.
"House stai bene?"
Cuddy corse verso di lui offrendogli un braccio.
"Maledetto tappeto!".
Cominciarono a ridere, dopo essersi resi conto dell'assurdità della situazione.
"Sarò qui sola per tutto il giorno. Sei sicuro di non volere rimanere a farmi compagnia?".
"Dopo tutto quello che è successo, avermi in casa tutto il giorno dovrebbe turbarti…".
"Non sono turbata, è una delle uniche volte che riusciamo ad avere una conversazione da umani!".
"Per questa volta hai ragione, e sei anche molto convincente. Beh di convincente qui non sei tu, ma le gemelle. Anche quel pijama le nasconde un po' troppo!".
"Va bene! Mi mancavano queste tue frasi…".
"Anche a me mancavano le gemelle…".
"Aspetta…non mi ricordo. Come le avevi chiamate? Patty e…".
"Patty e Selma?".
"Sì, all'inizio c'ero rimasta un po' male…ma poi ho riso".
"Beh, se vuoi altri nomi ne ho una sfilza…anche per i miei testicoli…del tipo…".
"No House! Non li voglio sapere!".
"Ok…come vuoi! Ne sei sicura? Potrei stupirti su quanti nomi io dia alle tue…".
"House basta! Per favore!".
Ritornarono sul divano.
"Cosa ne dici di un altro film?".
"Va bene!".
"Questa volta scelgo io però!".
"Non è valido! L'ultima volta che hai scelto tu, il film non l'ho più visto!".
"Adesso avrai tempo di vederlo…".
"Hai quel DVD?". "Certo…è stato uno dei primi che ho comprato!".
"Quindi...in onore dei vecchi tempi?".
"Già…".
"Sperando che magari vada meglio…".
Questa ultima frase la disse sussurrando, ma Cuddy riuscì lo stesso a sentire.
"Già…Oh, aspetta! Ho una cosa che devi vedere!".
"Cuddy tu hai un ragazzo. Non puoi farmi certe proposte!".
Cuddy lo ammonì con lo sguardo, ma rise pure lei. Aprì il mobiletto sotto il televisore. Frugò nel cassetto e trovò quello che cercava. Una scatola di scarpe.
"Scusa? Cosa è quella roba?".
"Questa roba è tutta la mia vita! Ho raccolto i ricordi più importanti in questa scatola. Riguarda la mia gioventù, diciamo. E anche tu ne hai fatto parte.".
"Wow sono onorato"
House esclamò quest'ultimo commento con il suo classico ghigno malefico.
"Guarda…questo è la ricevuta della libreria in cui tu lavoravi e in cui ci siamo visti epr la prima volta. Beh, ti ho visto io. Tu hai solo preso la mia lista e cercato i libri.".
"E mi sono persino rotto un unghia per prenderti il manuale di anatomia".
"Già. Hai urlato come un pazzo…".
"Ah, aspetta…questo è lo scontrino del vestito che avevo comprato per quella festa…non so che fine abbia fatto quel vestito!".
"Io sì! Lo hai lasciato in camera mia dopo al festa…".
"Oh…già…Senti, mi dispiace veramente per non avertelo detto prima…".
"Cuddy è tutto passato.".
"No! Non è tutto passato. Come puoi andare oltre a questo così semplicemente.".
"Non è colpa di nessuno quello che è successo. Siamo stati degli idioti quella notte. Ci siamo divertiti...".
"Allora è stato solo divertimento per te?".
"Non l'ho mai capito fino a poco tempo fa…".
"Quando?".
"Quando ti ho visto nel tuo ufficio, mentre cercavi di rianimare Rachel…Ho visto al paura nei tuoi occhi e finalmente ho decifrato la tua espressione. L'ultima espressione prima che io partissi per la Hopkins…Avevi paura…ora dimmi di cosa?".
"Io…avevo paura di non vedrei mai più. Ero terrorizzata dall'idea di essermi innamorata di te…House, mi dispiace…".
"Perché dovrebbe dispiacerti? Non hai fatto niente di male…".
"House! Ero incinta e non te l'ho detto. Ho perso il bambino e non te l'ho detto. Ti ho tenuto all'oscuro di tutto nonostante ti vedessi ogni giorno…"
Per qualche strano motivo Cuddy si stava avvicinando a lui. Per lo stesso ignoto motivo quel movimento impiegava anche House.
"Perdonami…".
"Cuddy, io sono quel tipo di uomo che potrebbe rendere la tua vita un inferno. Sono quello che ti annoia con i suoi discorsi inutili. Sono quello che riesce a farti stare male 365 giorni all'anno…".
"Non mi interessa…".
"A me interessa…".
"Perché ti interessa?".
"Cuddy…".
Erano sempre più vicini. Cuddy cominciò a piangere. Troppa frustrazione, troppi sbagli commessi in passato, troppe bugie, troppi rimorsi…troppo.
"Perché?".
"Cosa ti aspetti che dica. Vuoi che ti dica che sono innamorato di te? Che voglio passare tutto il resto della mia vita con te? Lo sai che non riuscirò mai a dire queste parole. Sono cambiato, ma rimango il solito bastardo misogino, che ha paura di una relazione vera.".
"House! Mi dispiace che tu la pensi così!".
"Dimmi che non vuoi sentire queste parole!".
"Le vorrei sentire, ma non sono essenziali…".
"Cuddy…sono anni che ti conosco. Anni che condivido con te ogni giorno in ospedale. Anni che ti osservo dalla finestra del tuo salone, che spio nella tua agenda perché sono geloso, anni che cerco di invitarti fuori, ma alla fine anch'io mi giro di spalle alla tua porta…".
"House io non…".
"Io non sono l'uomo per te. Tu hai Lucas. E' un bravo ragazzo dovresti andarne fiera!".
"Ma io non voglio Lucas…". House rimase fermo qualche istante contemplando quella donna. "Ridillo…". "Io non voglio Lucas…".
La distanza tra loro era ormai impercettibile. Le loro labbra si incontrarono dopo mesi, che sembravano anni. House la zittì con un altro bacio.
"Tu dimmi che mi vuoi…".
"Lo sai già…".
"Ehi mamma?".
"Rachel sei tu?".
"Certo. E chi credevi che fossi?".
"Piccola, dimmi che tutto andrà bene".
"Mamma, ti voglio bene".
"Rachel non andare".
"Mamma devo…ti voglio bene!"
Cuddy si svegliò di soprassalto tra le braccia del suo uomo.
FINEEEEEE!
