A/N: come sempre alcuni dialoghi e situazioni sono fedeli all'episodio. Io non posseggo nulla.
4x14: Reality check
Il caso era chiuso. Julio stava cercando di combattere i fantasmi del suo passato. Aveva chiesto a Provenza di controllare che stesse bene.
Chiuse il Pc, finalmente poteva andare a casa. Aveva solo voglia di sedersi sul divano insieme ad Andy, la loro tazza di tea, solo quello ….
Si tolse gli occhiali e si massaggiò le tempie. Per tutto il giorno aveva faticato a concentrarsi.
Era successo tutto troppo in fretta, un attimo prima erano felici per aver finalmente scoperto i loro reciproci sentimenti ed un attimo dopo … poteva dissolversi tutto ed il pensiero di poterlo perdere diventava ogni giorno più insoportabile.
Se quel trombo … oh mio Dio non voleva nemmeno pensarci cosa sarebbe potuto accadere, nell'arteria carotidea, era un secondo per … no, sarebbe andato tutto bene.
Entrò piano, se Andy stava dormendo non voleva svegliarlo. La luce in cucina era accesa ed il rumore del bollitore le fece capire che il loro rituale era quasi pronto.
Si tolse le scarpe, lasciò cadere la borsa a terra.
"Ciao - gli si avvicino accarezzandogli la schiena, avrebbe voluto abbracciarlo ma aveva paura di combinare guai – pensavo dormissi".
Andy si girò verso di lei, poteva notare sul viso i segni della stanchezza e della preoccupazione. Si sentì in colpa.
Non era così che aveva immaginato la loro relazione. Non era lei che avrebbe dovuto prendersi cura di lui, forse doveva lasciarla libera, doveva rallentare, dirle che sarebbe stato meglio prendersi una pausa, forse ….
Forse …. Ma fu egoista …..
"Come sta Julio?" chiese invece. Sharon sorrise stanca "Ho lasciato che fosse lui a dare la notifica, spero solo che questo riesca ad aiutarlo, so che non è molto ma forse …. Oh Andy mi dispiace ho permesso che rivivesse tutto io …".
"Andy le scostò una ciocca di capelli dal viso "Sharon tu non potevi saperlo, quando ce ne ha parlato abbiamo pensato che dovesse dirtelo lui. So che questo caso per lui è stato difficile, non ha avuto una vita facile noi …".
Sharon si fece più vicina, lo sfiorò dolcemente accarezzandogli il viso "Capisco, è giusto così, spero che tutto questo possa alleviare un po' il suo dolore ma adesso basta …. Come stai?".
"Meglio, speriamo che tutto questo riposo serva, Sharon non voglio essere un peso, mi dispiace che tu e Rusty siate …".
"Sss, l'unica cosa che conta e che tu stia bene. lo so che per te è difficile, stare qui, non fare niente, so che il lavoro ti manca – sorrise – sai … è brutto vedere la tua scrivania vuota … io …".
"Anche tu mi manchi" avrebbe voluto abbracciarla ma doveva fare attenzione con i movimenti.
"Ho sentito Ricky, mi ha detto che Jack lo ha chiamato, ha cercato di avere tue notizie ma Ricky è stato perfetto – rise – oh Andy come vorrei a volte …".
"Provo la stessa reazione anch'io , chissà perché Jack tira fuori il lato peggiore delle persone".
Squillo il telefono. "Si, ah tenente … ok sono contenta, grazie ancora – poi – era Provenza, è con Julio pare sia andato tutto bene, stanno andando a mangiare qualcosa. Sei stanco?".
"Un po' ma ho voglia di restare ancora così, ancora un attimo" chiuse gli occhi. Sharon gli accarezzò la mascella "Si ancora un po'".
Fu così che gli trovò Rusty al suo rientro, addormentati … sul divano …
Perfetto e lui dove avrebbe dormito adesso? Certo che da quando Andy era da loro tutto era cambiato, non aveva più una stanza, Sharon sembrava non avere più tempo per lui, sempre preoccupata per le condizioni di Flynn.
Certo si era offerto lui di dargli la sua camera ma sembrava che fosse per pochi giorni ed ora invece con la storia del trombo chissà per quanto tempo.
Gli aveva sentiti parlare la sera precedente, sapeva che se la terapia non avesse funzionato Andy avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento, sapeva che Sharon era preoccupata, l'aveva vista più volte con gli occhi lucidi.
Anche questa mattina gli aveva ripetuto per l'ennesima volta cosa avrebbe dovuto fare se Andy fosse stato male, chiamare il 911 e poi lei. Aveva notato come si era soffermata a guardarlo prima d'uscire e quando la porta si era chiusa alle sue spalle l'aveva sentita piangere.
Certo che quando Flynn le combinava, le combinava proprio bene … alla sua età cercare di fermare una macchina aggrappandosi alla portiera …
Sharon non lo sapeva ma era pesante stare con lui tutto il pomeriggio, fargli da babysitter ….
Prese un bicchiere d'acqua, volse lo sguardo al divano, certo però erano carini ….
Il tenente lo aveva portato a cena ed ora finalmente era solo.
Solo con i suoi fantasmi, con i suoi ricordi …
Vedere quel video aveva riportato tutto in superficie. La telefonata dei colleghi, la corsa sul luogo dell'incidente … mio Dio vederla così …
Ma stranamente non sentiva più quel dolore cieco quella rabbia che impregnava ogni millimetro della sua pelle.
Aveva odiato quel medico, era colpa sua, lui aveva sospeso la terapia … non serve più, sua moglie sono anni che non ha più crisi epilettiche …
Con lei quel maledetto giorno era morta anche una parte della sua vita. Quella vita che non avrebbero più avuto, il figlio che non sarebbe mai nato.
Aveva cercato per tutta la giornata di non far emergere i sentimenti che lo stavano divorando ma sapeva di non esserci riuscito.
Il capitano se ne era accorta. aveva capito che Flynn le aveva raccontato di sua moglie, avrebbe dovuto farlo lui ma non ci era riuscito. Con i colleghi era stato più semplice, si conoscevano da anni, con Tao poi il rapporto era sempre stato speciale sapeva che il collega in più di un occasione lo aveva protetto dalla Johnson.
Ma con il capitano era diverso, non sapeva perché ma lo era.
Si avviò verso la camera, era stanco ma per la prima volta avvertiva che forse le cose sarebbero migliorate che forse con il tempo ci sarebbe stata pace … anche per lui ...
(Grazie sempre a tutti, aspetto i vostri commenti. So che ho trattato Rusty un po' male ma a volte sembra che gli dia fastidio Andy, almeno questa è l'impressione che mi ha dato. Mi scuso per gli errori. Ciao e buona domenica).
