Vi avverto, a metà del primo capitolo odierete a morte il Generalone XD

Estate 1750
- Disgraziata! – il vecchio generale l'aveva colpita violentemente e lei era ancora riversa a terra – Sei la vergogna della nostra famiglia!
Gerardine era silenziosa ed immobile, come se la vita l'avesse abbandonata di colpo. Suo padre troneggiava su di lei e minacciava di colpirla ancora, ma a lei ormai non importava più, nulla aveva più importanza.
- Ti rendi conto che la tua condotta potrebbe portare il disonore sul nostro casato? – Jarjayes era così in collera che tremava – E voi due! Voi me la pagherete cara!
Indicava due ragazzi abbracciati in un angolo della stanza. Annette piangeva con il viso nascosto nel petto di Armand, era terrorizzata, temeva che il generale li avrebbe uccisi.
- Lasciate immediatamente il palazzo e non tornate mai più! – si voltò di nuovo verso la figlia – Tra una settimana sposerai il marchese de Brennon, mi auguro che tu non abbia commesso altre sciocchezze.
L'appellativo che uso per lei avrebbe fatto arrossire qualsiasi dama, ma lei ormai era insensibile a tutto, persino agli insulti del padre. Continuava a fissare il pugnale sporco di sangue che giaceva abbandonato nel grande atrio ai piedi di suo fratello. Auguste si limitava a fissarla con un misto di rabbia e disgusto, era profondamente deluso dal comportamento della sorella minore.
Nanny singhiozzava, accucciata nel corridoio che portava alle stanze della servitù. Non poteva fare nulla per i suoi bambini, era meglio che lasciassero il palazzo, sarebbero stati più al sicuro lontani dall'ira del generale.

1774
André e Oscar duellavano nei giardini e, per la prima volta, l'esito del combattimento sembrava incerto. Il ragazzo era migliorato notevolmente e la stava spingendo contro un albero. Improvvisamente Oscar perse la presa sulla spada, che volò lontano. Si appoggiò contro il tronco e guardò il suo avversario, accaldato e affannato quanto lei.
- E' la prima volta che mi batti – mormorò socchiudendo gli occhi.
- Eri distratta, ecco tutto – borbottò lui facendosi più vicino – Riguardo l'altra sera…
- Non ne parliamo più, mi hai preso in giro abbastanza – lei spostò lo sguardo a terra.
Sentì il rumore della spada che veniva gettata a terra e, con la coda dell'occhio, vide il braccio di André andarsi a posare appena oltre la sua spalla. Suo malgrado, si sentì costretta ad alzare gli occhi su di lui. Un sorriso dolce illuminava il viso e gli occhi verdi brillavano di una luce strana, che lei non gli aveva mai visto.
- Non ridevo di te, ma di quella ragazzina… come si chiamava?
- Rosalie – rispose con un filo di voce.
- Come ha potuto scambiarti per un uomo? – con l'altra mano le spostò una ciocca di capelli dal viso – Quando ti guardo, io vedo solo una donna, una bella donna. Mi sembra assurdo che qualcuno si possa sbagliare.
Si era fatto troppo vicino e continuava a guardarla in quel modo strano, mentre la distanza fra loro due era quasi inesistente. Le iridi verdi si posarono sulla bocca di lei e André, lentamente, socchiuse le proprie labbra.
- Quindi non ridevi di me? – chiese lei sembra più a disagio.
- Oscar…
Si chiese cosa volesse fare, perché si faceva sempre più vicino? Cosa diavolo aveva in mente? Oscar sentì il cuore battere all'impazzata, il suo amico non si era mai comportato così e non si era mai avvicinato tanto a lei. Se ne rese conto quando le loro labbra si stavano quasi sfiorando, André stava per baciarla.
- OSCAR!
La voce del Generale fece sobbalzare entrambi e André si affrettò a fare qualche passo in dietro.
- Oscar, dove sei ? – il padre si affacciò alla finestra – Hai sentito le ultime novità? Devi andare subito dalla regina.
- Cos'è successo, padre? – chiese lei, ancora frastornata da quello che era successo poco prima.
- Ti hanno promosso, Oscar. Ora sei Colonnello!
La ragazza si girò verso André e rimasero entrambi a fissarsi con la bocca spalancata.
- La regina ha chiesto per prima cosa a sua maestà la tua promozione – continuò Jarjayes pieno di orgoglio.

Suo padre continuava a ridere insieme ad André, mentre riempiva di nuovo i bicchieri di vino. Da quando era scesa per mostrare la sua nuova uniforme, non avevano smesso un attimo di ripetere quanto le stesse bene e quanto le donasse quel colore.
Oscar era infastidita da tutti quei festeggiamenti, il Generale aveva aperto addirittura una bottiglia di vino della sua riserva privata, blaterando che quella era un occasione da festeggiare. Sua figlia portava nuovo lustro ai de Jarjayes, quella promozione a Colonnello prima dei vent'anni era qualcosa di cui tutta la corte parlava e sparlava.
Il vecchio conte de Girodelle era verde di invidia, visto che il suo secondogenito era fermo ancora alla qualifica di tenente. Suo padre stava raccontando ad André come il vecchio conte si fosse congratulato a mezza bocca, mostrando tutto il suo disappunto e glissando poi sull'argomento Victor, quando Jarjayes gli aveva chiesto se presto anche lui avrebbe avuto da festeggiare.
I due uomini ridevano divertiti, mentre le continuava a fissare il proprio bicchiere e a sorseggiare svogliatamente il vino. Non che la promozione non le facesse piacere, ma non riusciva a togliersi dalla mente quello che era successo con André nel giardino.
Non solo l'aveva battuta, cosa che non era mai successa, ma aveva… aveva cercato di… Divenne rossa al solo ricordo di come le loro labbra si erano sfiorate. La situazione per lei non era delle più facili, considerando che da quando l'aveva visto a petto nudo la mattina dopo il matrimonio, aveva cominciato a vederlo in modo diverso. Si chiese se il fatto che disertava il suo letto fosse dovuto a qualche cameriera ansiosa di diventare l'amante del nuovo conte, la cosa la infastidiva oltre misura.
Era così prese dai suoi pensieri che non si accorse che il padre la fissava dopo averle fatto una domanda.
- Scusatemi, padre.
- Sembravi persa in un mondo tutto tuo, non è da te Oscar. Tu non sei una di quelle dame svenevoli che hanno la testa sempre fra le nuvole.
- Stavo pensando… al mio nuovo incarico – mentì lei – Avrò molte più responsabilità ora.
- Questa è mia figlia – rise di gusto suo padre, dandole una pacca sulla spalla – Sempre ligia al dovere e preoccupata di fare bene il proprio lavoro. Ti ho cresciuta bene. Ma ora devi rispondere alla mia domanda.
- Quale, padre? – chiese lei, notando che André era diventato improvvisamente silenzioso e aveva preso a fissare il proprio bicchiere.
- Quando mi farete diventare nonno?
La ragazza spalancò la bocca e sentì il calore arrivarle sulle guance. Suo padre era stato tremendamente indiscreto, eppure si era aspettata quell'ingerenza nella sua vita. Si stava appunto domandando quando suo padre le avrebbe fatto presente che doveva dividere la camera con suo marito, se voleva dare il sospirato erede maschio alla famiglia Jarjayes.
- Direi che con la promozione di Oscar, il progetto di un figlio vada rimandato, signore – intervenne in suo soccorso André – Se volete scusarci, oggi è stata una giornata ricca di emozione, immagino sia giunta l'ora di andare al letto.
- Sì, hai perfettamente ragione – convenne il Generale tornando a sorseggiare il suo vino – Buonanotte, ragazzi.
I due uscirono insieme dal salotto e si diressero allo scalone centrale. Camminavano fianco a fianco nel più completo silenzio, non c'era molto da dire. Suo padre aveva fatto presente che dovevano dividere il letto, per adempiere fino in fondo ai loro doveri verso il casato. Ormai erano a pochi passi dalla camera da letto e Oscar rallentò il passo, André si voltò ad aspettarla e le sorrise incoraggiante, tendendole una mano.
Lei l'afferrò come un ancora di salvezza e si fece condurre da lui fin dentro i propri appartamenti. Si fermò al centro dell'anticamera che usava come salottino e attese di sapere quali intenzioni aveva suo marito. Lo sentì chiudere la porta con il catenaccio e ingoiò un paio di volte per farsi coraggio, ora sarebbe diventata una donna.
Chiuse gli occhi e aspettò che lui facesse la prima mossa. Sentì le grandi e forti mani di André afferrarla per le spalle e cercò di convincersi che non aveva paura. Poi lui le baciò la fronte e portò le labbra all'altezza dell'orecchio.
- Vai al letto, io dormirò sul divano – la lasciò andare e si mise a sedere davanti al camino acceso.
Oscar riaprì gli occhi e lo guardò stravolta. Poche ore prima stava per baciarla e ora la mandava a dormire come se fosse una bambina piccola. Ma a che razza di gioco stava giocando?

Continua…