Voglio ringraziarvi tutti ancora una volta, siete molto gentili a seguire e commentare questo mio sproloquio XD
Posso solo anticiparvi che dal prossimo capitolo, molte cose cominceranno a cambiare... a buon intenditore ^^
25 dicembre 1755
- Ma se fosse una femmina? – chiese Auguste.
- Non cambierà nulla. Avrà un'educazione di tipo militare, rigida ed inflessibile, come quella che nostro padre ha dato a te – gli rispose la sorella, guardandolo di sottecchi.
- Sarebbe solo un palliativo, la nostra dinastia finirebbe con lei.
- Tu farai esattamente quello che ti dirò e vedrai che si aggiusterà tutto per il meglio. Adesso ascolta. Imporrai al nascituro un nome maschile e lo alleverai come un maschio a prescindere dal suo sesso, in questo modo porterai avanti la tradizione della famiglia di servire nell'esercito.
- E se fosse femmina? – tornò ad insistere il generale.
- Quando sarà arrivato il momento appropriato la faremo sposare. Ho sentito di signorotti che adottavano il marito della figlia per garantire il proseguo del nome, tu farai la stessa cosa.
- Hai già in mente qualcuno?
- No, ma non sarà un problema trovare un giovanotto che faccia al caso nostro – tornò a sorseggiare il suo tè nella più completa tranquillità, cercando di mascherare quel sorriso cattivo che le era nato sulle labbra.
1762
- Come sarebbe a dire André Grandier? – il conte de Jarjayes era allibito alla proposta della sorella minore.
- Auguste, mio caro – cominciò lei con voce melliflua – Tu farai esattamente quello che ti ho detto: adotterai quel ragazzo e quando arriverà il momento lo farai sposare con tua figlia. Fine della discussione.
Il generale balzò in piedi e cominciò a guardarla come se fosse pazza, poi credendo che la sorella avesse solo voluto scherzare scoppiò a ridere.
- Ti stavo quasi prendendo sul serio…
- Faresti bene a prendermi sul serio sempre, d'ora in poi – il sorriso di lei si trasformò in un ghigno – Ormai sono dieci anni che nostro padre è morto.
- E allora? – la guardò sempre più perplesso.
- Non hai mai più aperto lo scomparto segreto di questa scrivania, vero? Neanche per bruciare quelle lettere così compromettenti?
- Non so di cosa tu stia parlando – ma il pallore che improvvisamente colse il suo volto raccontava un'altra storia.
- Le ho io, mio caro fratello – fece qualche passo avanti e si fermò davanti alla scrivania – Se non mi credi controlla pure, non sono più al loro posto. Quindi, o fai come ti ordino oppure finiranno nelle mani di qualcuno che non gradirà il loro contenuto.
- Non puoi dire sul serio! Trascineresti il nostro nome nel fango?
- Non sfidarmi, il tuo nome conta meno di niente per me – dicendo così posò davanti a lui una pergamena, redatta da un notaio di sua fiducia – Ora firma qui e non mi far perdere altro tempo.
Il generale lesse due volte il documento per essere sicuro di aver capito bene le intenzioni della sorella, si prese la testa fra le mani sconfitto. Non poteva rischiare che quella corrispondenza diventasse di pubblico dominio, era impensabile che il loro casato fosse trascinato nello scandalo da quella donna priva di scrupoli. Firmò la pergamena e vi appose il sigillo di famiglia, poi la riconsegnò nelle mani di Gerardine.
- La lascerò nello scomparto segreto – fece sapere, mentre si gustava la propria vittoria – Ricordati, se dovesse succedere qualcosa a me, ad André o a questa pergamena quello che più temi si realizzerà. Non credere che io non abbia amici abbastanza altolocati da non poter fare arrivare quelle lettere nelle mani di chi sai tu…
- Hai vinto – per la prima volta in vita sua il generale fu costretto a chinare la testa.
- Non renderemo noto a nessuno questo accordo. André crescerà al fianco di tua figlia, non deve sapere di essere stato adottato e per tutti sarà un servo con molti privilegi.
- Tipo? – chiese lui indispettito.
- Come compagno di giochi di tua figlia, avrà un'istruzione curata come quella di Oscar. Occuperà una stanza vicina alle vostre e mangerà con voi e non nelle cucine. La sua educazione sarà curata secondo le mie direttive, per qualsiasi dubbio riguardo queste cose rivolgiti pure a me.
- C'è altro? – chiese ironico.
- Una volta al mese verrò qui per assicurarmi dei progressi del mio protetto e questo è tutto.
1774
Dopo quel bacio erano stati distratti da altre cose: Sugale e il suo strano comportamento; Robespierre e il suo attacco ai nuovi sovrani; il piccolo Sugale e la necessità di portarlo subito all'ospedale.
Non erano riusciti a rimanere soli e parlare di quello che era successo, ora stavano tornando a palazzo Jarjayes senza che Oscar avesse potuto fugare i suoi dubbi o almeno rispondere a qualcuna delle domande che si era posta. Era sempre più perplessa dal comportamento del suo amico, che invece di rispondere alla sua domanda l'aveva baciata.
Si passò una mano furtiva sulle labbra, sperando che lui non se ne accorgesse. Continuava a ripensare a quel bacio, lo riviveva analizzando ogni più piccola emozione che aveva provato. Era assurdo che l'unica cosa che era riuscita a chiarire dentro di sé fosse che desiderava che lui la baciasse di nuovo.
Arrossì a quel pensiero scandaloso. Cosa diavolo le stava succedendo? Fantasticare così di essere baciata! Eppure, si disse, in fin dei conti André era suo marito, anche se non aveva ben chiaro cosa questo volesse dire per lei. Mentre rimuginava su tutti quei pensieri arrivarono finalmente a destinazione e Nanny le corse in contro dicendole che suo padre voleva vederla immediatamente.
I due giovani si guardarono preoccupati, quando il generale mandava messaggi del genere non era mai nulla di buono per Oscar. André la prese per mano e la trascinò dentro, chiarando con quel gesto che stavolta sarebbe stato presente all'incontro che quei due fossero d'accordo o meno. Era un suo diritto come marito di Oscar assistere a quei colloqui.
Come entrarono nello studio, il generale si alzò facendosi minacciosamente vicino alla figlia.
- Disgraziata! – dicendo così alzò un braccio palesando le proprie intenzioni.
André si parò davanti ad Oscar e guardò il generale con aria di sfida.
- Cosa vuol dire? Osi forse ribellarti?
- Volete un nipotino, giusto? Picchiarla potrebbe essere pericoloso, visto che potrebbe portare in grembo quello che tanto bramate – si giocò il tutto per tutto – Se volete sfogarvi, colpite me.
L'uomo più anziano abbasso il braccio con forza sul volto del ragazzo, che rimase in piedi senza dire nulla.
- Hai ragione – poi si girò verso la figlia – Se si venisse a sapere che invece di rimanere confinata in casa sei andata ad Arras la regina potrebbe avere dei problemi. La prossima volta pensa prima di agire, anche perché, come hai visto, non sarai sempre tu a pagare le conseguenze delle tue azioni. Ora potete andare.
André afferrò Oscar per un braccio e la trascinò fuori dallo studio, continuando a trascinarla fino alle stanze di lei. Una volta al sicuro in quelle stanze, finalmente la lasciò andare e si voltò a guardarla.
- Stai bene? – chiese lui premuroso.
- Non avresti dovuto difendermi – disse lei alzando una mano verso il labbro di lui che perdeva sangue – E poi sappiamo entrambi che quello che hai detto per evitarmi la punizione è falso.
- Ma tuo padre questo non lo sa, giusto? – le fece un sorriso divertito e le strizzò l'occhio.
- Perché l'hai fatto? Perché ti sei lasciato colpire al posto mio – si era fatta più vicina e gli tamponava il labbro con un fazzoletto.
- Farei qualsiasi cosa per te – le passò una mano sulla guancia e poi la baciò come aveva fatto sulla collina di Arras.
Continua…
